E se Dio - o chi per ləi- vuole, arriva quel momento della vita in cui, ascoltando De Andrè, smetti di avere voglia o paura (che poi sono la stessa cosa) di identificarti nella bella e discussa Bocca di Rosa e inizi a sentirti pericolosamente vicina a quella vecchia (cito le opportune differenze) già stata moglie, coi figli grandi e un po’ meno voglie, ma soprattutto con l’impellenza di prenderti la briga e di certo il gusto di dare tutte il consiglio giusto.
Ma le favole si sa, si adattano allo spirito del tempo e cambiano con la società. E oggi quella vecchia dall’appartenenza dura guarderebbe con meno cinismo e più tenerezza quelle giovani mogli frustrate e già inaridite dalla vita coniugale e con meno invidia la sfrontata Bocca di Rosa.
E inviterebbe le prime a smettere di accollarsi tutto il lavoro casalingo e genitoriale di cura invisibile e non retribuito, o almeno di smettere di darlo per scontato e dovuto, e a prendersi del tempo per sé e per il proprio divertimento. E indicherebbe la seconda come modello a cui ispirarsi.
E allora forse qualcuna avrà pure cercato udienza da un qualche carabiniere, mossa dal fascino della divisa (de gustibus) e approfittando dell’assenza del coniuge infedele tra le braccia di Bocca di Rosa.
Ma le più, pare siano state avvistate in una SPA termale a farsi riempire di coccole e trattamenti e di bicchieri di ottimo prosecco. O almeno, questo è quello che la sottoscr… ahem, la vecchia, avrebbe consigliato oggi.
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