mercoledì 16 settembre 2026

Donna Madre Nera

Non riesco a ricordarti delicata
eppure attraverso il tuo pesante amore
sono diventata
immagine della tua carne un tempo fragile
spaccata da falsi desideri.
Quando sconosciuti si avvicinano per farmi i complimenti
il tuo spirito antico fa un inchino
e risuona d’orgoglio
ma una volta nascondevi quel segreto
al centro delle furie
soffocandomi
con seni profondi e capelli ruvidi
con la tua carne spaccata
e occhi da sempre sofferenti
seppelliti in miti di scarso valore.
Ma ho sbucciato la tua rabbia
fino al nocciolo dell’amore
e guarda madre
Io Sono
un tempio oscuro da cui si innalza il tuo vero spirito
bella
e dura come castagno
puntello al tuo incubo di debolezza
e se i miei occhi nascondono
uno squadrone di ribellioni in conflitto
ho imparato da te
a definire me stessa
attraverso i tuoi rifiuti. 

Audre Lorde 

lunedì 31 agosto 2026

 Per tutta la vita la società ti ha insegnato a essere una donna, ora la menopausa ti invita a diventare te stessa.

(Selene Calloni Williams)

Preferisco essere felice che avere ragione.

Perché la felicità ha sempre ragione e c’è sempre una ragione per essere felice.

sabato 29 agosto 2026

al momento sono una prima stesura; sono qui per essere rivista e corretta.


per quanto mi sforzi, non sono la fanciulla di cui parlano i poeti. non sono fatta di maree oceaniche e il mio cuore non è un tamburo di cristallo; sarà sempre un'arma più di ogni altra cosa.


sono un capolavoro incompiuto, pieno di parole depennate e di modifiche. nessuno definisce bella la prima stesura, e non sarò mai la versione definitiva.


(Caroline Kaufman)

mercoledì 26 agosto 2026


Lascio andare cio che ero

Accolgo quello che sto diventando 


Il mio corpo non perde potere

Il mio corpo cambia missione


Non sono più il campo che aspetta il seme

Sono la foresta che custodisce il fuoco


La menopausa non toglie la vita

La menopausa chiede di partorire sé stessa


Selene Calloni Williams

sabato 8 agosto 2026

Non sapevo che il buio

non è nero
che il giorno
non è bianco
che la luce
acceca
e il fermarsi è correre
ancora
di più

Goliarda Sapienza


venerdì 7 agosto 2026

Sono nata in un mondo dove le ninna nanne e le favole della buonanotte avevano la forma di canzoni di Guccini.


La prima musica che ricordo sono Il Pensionato e Il vecchio e il bambino, poi  c’era anche qualche canzone del Coro dell’Antognano, ma è certamente un avvenimento successivo.


Per me Guccini è stato più che una scoperta musicale, un imprinting. E come tutti gli imprinting è stato foriero di doni e di condanne… come quel senso di tristezza immensa che non riuscivo a decodificare e che mi assaliva ad ascoltare senza filtri e senza contenimento Auschwitz quando ero ancora troppo piccola per farlo. Infatti - insieme a Canzone per un’amica - le so a memoria ma non le riesco più ad ascoltare. Il significato di quelle e di tutte le altre canzoni lo avrei capito solo molti anni dopo, intanto quei testi si incidevano nelle mie cellule in modo talvolta angoscioso, talvolta esilarante, spesso gioviale, ma quasi sempre con sprazzi di intensa tristezza.


Ora è un playlist immensa quella che mi scorre nella testa e nel cuore, fatta delle canzoni più note e di tante perle meno note, la colonna sonora dalla mia vita, da quando sono nata fino all’età adulta. Una playlist fatta a tratti di arrangiamenti terrificanti (non me vogliate, lo ha riconosciuto lui stesso) e di battute oramai epiche. No, non è possibile scegliere una sola canzone o un solo episodio. È un flusso di testi poetici che riaffiorano alla memoria con tutte le emozioni che hanno accompagnato e suscitato.


Leggo tutto ciò che scrivere e saluto quella parte di me che ne va con lui. Non so perché, ma tra tutti i commiati scelgo questo. 


Forse è tornato il tempo di riascoltarlo come antidoto ad una certa bruttura  di questi tempi ♥️


Ciao Francesco, salutaci Fabrizio e Lucio, e se lo incontri, anche mio padre.