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venerdì 15 maggio 2026

 Magarella Margheritella 


Che te ne vai per le gravine

Con le tue erbe curi le vicine


Che te ne vai per il paese

Con le tue erbe curi le spose


Che te vai insieme a tuo padre

Con le tue erbe curi ogni male


Che te ne vai per ogni dove

Con le tue erbe curi ogni cuore


Magarella Margheritella


(Poesia che vorrebbe diventare canto, dedicata a Magarella, figlia del Mago Greguro, figure leggendarie di Massafra antica)

Monica Fronteddu

sabato 4 aprile 2020

Ibu Robin Lim

Citazioni di Ibu Robin Lim tratte dal video https://youtu.be/5LTtFsVhJbY

Io credo che possiamo costruire la pace nel mondo lavorando su una mamma e un bambino alla volta.

Il parto è un viaggio eroico, e alla fine terrai tra le braccia il tuo bambino, e lo avrai fatto tu!

Quando vediamo la nascita di un bambino su questo pianeta, non lo consideriamo soltanto come un evento medico, ma consideriamo come un miracolo. Un bambino sta arrivando sulla terra e sta per respirare per la prima volta, e deve essere sostenuto in uno spazio sacro. E lo spazio sacro può essere ricreato ovunque: in una piccola clinica a Bali, a casa, ma può essere ricreato anche in un ospedale. E questo è il compito di coloro che partecipano alla nascita, di creare uno spazio sacro, ovunque si trovino, in qualunque posto nel mondo.

Noi possiamo usare un sacco di tecnologia per aiutare il bambino durante il parto, oppure possiamo curare con amore ogni donna, da quando nasce fino a quando arriva a partorire il suo bambino.

Noi crediamo che l’amore sia un nutriente. Provate adesso a dire “ti amo” alla persona che vi sta accanto. Quindi quando una donna arriva ed è in travaglio, ovunque si trovi nel mondo, di solito ha paura, ha i dolori, e tutto ciò di cui ha bisogno è amore, ha bisogno di un abbraccio.

Rispettare la donna che sta per partorire per tutto ciò che la fa stare tranquilla: spirito, religione, amore.



- Tu mi stai chiedendo per caso di fare un cesareo con Lotus Birth?!? Questo non è mai successo in nessun posto al mondo.
- Bene, così potrai essere tu il primo ad averlo fatto!
- Io penso che tu sia matta!
- Lo so, mi chiami matta da 10 anni, ma io ti chiamo matto da almeno 15 anni.

Il ginecologo inizia a incidere la pancia della madre. Io e la donna iniziamo a cantare: “Om Bhur bhuva swaha, Tat savitur Varenyam, Bhargo Devasya Dhimahi, Dhio yo nah Prachodayat”.

Il dottore inizia a piangere, allora cerco un fazzoletto per asciugargli gli occhi, e mi chiede: “Ma perché cantate mentre sto operando?”, gli rispondo: “Perché sta nascendo un bambino, e questo è un miracolo”.

Dopo due mesi nacque anche il figlio di quel ginecologo e lo chiamò Gayatri, da allora è diventato il mio migliore amico.

Ibu Robin Lim

mercoledì 18 ottobre 2017

Respiro, musica, medicina,


E' incredibile come gli ideogrammi appartenenti al popolo cinese e giapponese siano esplicativi del lavoro che propone la Respirazione Regressiva. Se consideriamo "respiro" (息 ) esso è a sua volta composto di due ideogrammi "sè" e "cuore, animo". E' palese come il respiro muti a seconda dello stato d'animo in cui ci si trova, veloce e fortemente ritmato se l'animo è turbato negativamente, a sussulti in caso di pianto, lento come un'onda se siamo rilassati. Nella RR la peculiarità del legame respiro/animo viene usata in senso inverso: si agisce sul respiro per evocare uno stato d'animo particolarmente recettivo che può accedere a memorie lontane, antiche e profonde.




Gli altri due ideogrammi sono "musica" (楽) e medicina (薬 ), più facilmente confrontabili nelle immagini allegate: l'ideogramma di medicina deriva da quello di musica, a sottolineare quanto sia importante e curativo l'effetto della musica nella nostra vita (basti pensare alla musicoterapia). Dal punto di vista antropologico la musica è sempre stata impiegata come potente mezzo in tutte le pratiche religiose e spirituali delle diverse popolazioni del mondo: i rituali sono sempre stati accompagnati da particolari musiche ispiratrici con lo scopo di accompagnare il partecipante ad un'introspezione o in uno stato di trance.



lunedì 6 febbraio 2017

Essere corpo

"Essere corpo" di Jader Tolja e Tere Puig


Quando si studia anatomia nel modo classico, questa non viene mai sperimentata dall'interno, ma sempre tramite intermediari: libri, modelli, pazienti.
Dopo aver completato un corso di laurea in medicina, chiunque è in grado di spiegare esattamente la struttura di un fegato, illustrarne le funzioni e le interrelazioni con gli altri organi. Quasi nessuno però si occupa del fatto che il fegato possa  anche essere "sentito", come esperienza viva e attuale.
A livello culturale, è interessante notare come questo aspetto venga completamente rimosso, e con esso anche la possibilità di rendersi conto di ciò a cui involontariamente si rinuncia. È come se l'anatomia esperienziale rappresentasse la faccia dimenticata dell'anatomia cognitiva. Non a caso i latini utilizzavano due verbi per esprimere il concetto di «sapere»: "cognosco" e "sapio"; il primo si riferiva soprattutto a una comprensione intellettuale, mentre il secondo proveniva da una radice che significa «assaporare, gustare». In realtà, nonostante i due aspetti siamo complementari e non si escludano reciprocamente, alle discipline che si "gustano" l'anatomia, come ad esempio la danza [ma anche lo yoga N.d.r.], manca un referente cognitivo sistematico e, viceversa, all'anatomia tradizionalmente intesa manca il "sapore".
~
C'è solo una cosa peggiore di non essere liberi: non essere liberi e credere di esserlo.
Dal film Dresden
~
L'aspetto forse più interessante di tutto l'universo moda è chiedersi come la mente sia arrivata a considerare «davvero belle» le scarpe che indossiamo, malgrado il dolore e le deformazioni che provocano al corpo.
[...]
Le persone che ritengono di poter scegliere in base al proprio gusto si percepiscono come libere. Questo succede perché si parte dal presupposto che il gusto si sia sviluppato liberamente. In realtà non è così: il gusto non è, come pensiamo, espressione della nostra libertà, ma la sintesi finale dei condizionamenti che abbiamo ricevuto, delle informazioni che abbiamo avuto e, soprattutto, di quelle che non abbiano avuto. Una volta che il nostro gusto si è formato, le nostre scelte (in questo caso di abbigliamento) sono obbligate e, per quanto possa essere messo in discussione, potrebbe non bastare il tempo di una vita a modificarlo. 
Quindi è privo di senso sia mettere in discussione le scelte operate in base al proprio gusto, sia tentare di cambiarlo. A renderci più liberi, infatti, non è compiere scelte non sentite, ma avere una diversa comprensione di quelle che ci ritroviamo a fare «spontaneamente». 
~
"Si insegna per quello che si dice. Ancora di più per quello che si fa. Ancora di più per quello che si è".
Ignazio di Loyola
~
Quando si sceglie una scuola o un corso, non si sceglie solamente una materia, ma sopratutto un modo di essere.
[..] 
Quando desideriamo apprendere qualcosa, in realtà non stiamo scegliendo solo cosa imparare - praticare yoga, ballare il tango o usare Photoshop -, ma anche il modo, il clima e il contesto in cui farlo. Questo è un bivio che spesso imbocchiamo senza farci troppo caso, ma in cui può valere la pena accendere i fari. Perché "come" si apprende determina quello che diventeremo molto di più di ciò che si apprende.
~
Finché non è nella carne, la conoscenza è solo rumore.
Proverbio africano
~
È piacevole guardare una persona che pratica e sapere che qualità come sensibilità, grazia, ritmo, profondità, intensità, attenzione, percezione, forza, personalità sono già naturalmente dentro quell'individuo e stanno solo aspettando l'occasione che vengano aggiornate le idee mentali che ne limitano il dispiegarsi.
~
C'è una sottile, ma cruciale differenza tra l'ormai popolare strategia aziendale di "far sentire" le persone importanti e l'accorgersi che invece le persone "sono" importanti.
La maggior parte delle persone passa sul posto di lavoro almeno la metà del proprio tempo da sveglia: ci si può permettere il lusso di lasciare in apnea per un periodo così lungo tutti gli aspetti che ci rendono umani, come l'emotività, il senso di appartenenza, il bisogno di significato, il bisogno di crescita, e così via?
Già da molti anni, si è capito che chi sente di appartenere emotivamente ad una determinata impresa e più soddisfatto e motivato per cui è anche più produttivo. [...] Ciò che tuttavia non sembra essere altrettanto chiaro è la differenza che passa, in azienda, tra il "far sentire" le persone importanti e il sentire che le persone "sono" importanti per davvero. In altre parole, tra il far finta di essere umani e l'esserlo veramente.
Che l'affettività, la solidarietà e altri aspetti umani siano un buon grimaldello per ottenere di più da chi lavora con noi o da chi è nostro cliente ormai è cosa nota. A non essere ancora ovvia è la differenza in termini di qualità della vita tra considerarsi reciprocamente limoni da spremere, oppure sentire si essere tutti parte di un medesimo albero di limoni.
~
Quando un team ha dei problemi è sempre per questione di Ego.
Pep Guardiola
~
"Fortunatamente, la maggior parte dei bambini impara a camminare prima che i genitori spieghino loro come fare".
Zach Kleiman
~
Ciò di cui ci si è dimenticati è che, storicamente, quella che oggi indichiamo come medicina "ufficiale", è diventata tale solo perché si è ufficializzata da sola. Come accade spesso all'interno di alcune professioni, un sottogruppo comincia a organizzarsi burocraticamente e politicamente, ma la forza organizzativa e politica, e magari i riconoscimenti e la diffusione di massa, non significano necessariamente il possesso della verità. Per la medicina ufficiale il processo non è molto evidente perché ha avuto luogo in un'altra epoca storica. Ma se guardiamo a processi analoghi più attuali - nel campo della psicoterapia, ad esempio - la dinamica è facile da cogliere.
~
È la verità a guarire. La verità è l'elemento comune a tutti i sistemi terapeutici efficaci.
John Upledger
~
Non ti preoccupare se il territorio che stai esplorando non corrisponde più alla mappa.
Lamya Bukhovina
~
Mentre il corpo è per sua natura cambiamento continuo, la mente, irrigidita dal tentativo di controllo del corpo e degli eventi, riesce a seguire tale percorso solo a scatti. Per questo motivo va in crisi ogni qual volta il cambiamento in atto, non essendo stato previsto, o risultando più profondo del solito, la costringe ad aggiornare le sue convinzioni. 
~
Ciò che è vitale cambia, si trasforma, diventa anche l'opposto di ciò che era prima.
~
La spiritualità e la compassione non si manifestano come risultato di una ricerca mentale o del dover fare chissà cosa, ma sono l'effetto collaterale di una resa profonda dell'Ego, che permette alle aree più intime e profonde del corpo di emergere e manifestare le qualità emotive ad essa corrispondenti.
~
La connessione braccia-cuore non è solo simbolica, è anche anatomica. L'innervazione di mani, braccia, polmoni e cuore parte dagli stessi spazi intervertebrali.
Le persone più aperte dal punto di visto emotivo, più autenticamente generose, le riconosci proprio perché sono molto presenti nei loro gesti e nel loro tocco. Possono essere anche persone minute, ma quando entri in contatto fisico senti la forza che c'è nell'esserci totalmente.
~
Spesso ci si scorda che riuscire a realizzare un cambio di prospettiva in un contesto abituale è molto più rivoluzionario, per la propria vita e per la società, di un cambio radicale di attività.
~
Ogni volta che neghiamo ciò che sentiamo dentro perdiamo un po' della nostra libertà. 
Fritz Perls






sabato 7 gennaio 2017

Parole che amo: sapere (da sapore) e con-oscere

Quando si studia anatomia nel modo classico, questa non viene mai sperimentata dall'interno, ma sempre tramite intermediari: libri, modelli, pazienti.
Dopo aver completato un corso di laurea in medicina, chiunque è in grado di spiegare esattamente la struttura di un fegato, illustrarne le funzioni e le interrelazioni con gli altri organi. Quasi nessuno però si occupa del fatto che il fegato possa anche essere sentito, come esperienza viva e attuale.
A livello culturale, è interessante notare come questo aspetto venga completamente rimosso, e con esso anche la possibilità di rendersi conto di ciò a cui involontariamente si rinuncia. È come se l'anatomia esperienziale rappresentasse la faccia dimenticata dell'anatomia cognitiva. Non a caso i latini utilizzavano due verbi per esprimere il concetto di «sapere»: cognosco e sapio; il primo si riferiva soprattutto a una comprensione intellettuale, mentre il secondo proveniva da una radice che significa «assaporare, gustare». In realtà, nonostante i due aspetti siamo complementari e non si escludano reciprocamente, alle discipline che si gustano l'anatomia, come ad esempio la danza [ma anche lo yoga N.d.r.], manca un referente cognitivo sistematico e, viceversa, all'anatomia tradizionalmente intesa manca il "sapore".


Tratto da "Essere corpo" di Jader Tolja e Tere Puig

martedì 30 agosto 2016

Parole che amo: Panacea.

Panacea, figura mitologica greca che rappresenta "la personificazione della guarigione universale e onnipotente, ottenuta per mezzo delle piante."
Era figlia di Asclepio (Dio della medicina) ed Epione (ninfa capace di alleviare il dolore) e aveva 5 fratelli, tutti coinvolti con la salute, la medicina, la guarigione.

(Nella foto: Panacea somministra la cura ad un bambino - Fonte wikipedia)




giovedì 11 giugno 2015

Pensare col corpo

Pensare col corpo di Jadier Tolia e Francesca Speciani

Come qualcuno si sarà accorto sono rimasta molto entusiasta del libro "Pensare col corpo". In questo post ho raccolto una selezione di passi e di citazioni del e dal libro, alcune già postate su Facebook, altre no.

L'ho amato perché è un libro di facile lettura ma dagli spunti molteplici. Per quanto mi riguarda, la "lezione" che più di ogni altra ho fatto mia è che scegliere la "medicina alternativa" non vuol dire preferire l'omeopatia o i rimedi naturali al posto dei farmaci tradizionali. Scegliere la "medicina alternativa" significa smettere di "tenere le persone nemiche del sintomo e invece aiutarle a trovare un contatto più profondo con sé stesse", inducendole a riflettere sulle cause all'origine del disturbo. Indipendentemente dalla soluzione terapeutica che poi si sceglie. Detto così sembra una cosa semplice, in realtà non lo ho è per niente. Gli autori suggeriscono a chi vuole fare qualche passo in questo senso, di partire ponendo(si) alcune domande sui sintomi da indagare. In particolare:- dove compaiono?- quando compaiono?- cosa impediscono di fare?Non necessariamente le risposte ci saranno o saranno intuitive, e in alcuni casi nemmeno necessarie. Ma l'idea di poter dare una causa all'origine di alcuni disturbi può aiutare molto, anche solo a conoscersi un po' meglio.

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Gli indiani Pueblo mi dissero che tutti gli americani sono pazzi. Naturalmente ne fui stupito e chiesi perché. Risposero: "Be', dicono che pensano con la testa. Nessun uomo sano di mente pensa con la testa".
Carl Jung

Il sintomo non è che una zona d'ombra da indagare, come un aspetto di sé che non si riesce a vivere e a concretizzare. Nel sintomo è già presente la parte di sé che ancora non è emersa alla coscienza. In questo senso, prendere coscienza degli aspetti di sé sui quali il sintomo chiede di portare l'attenzione porta a completarsi, quindi a guarire. 

Sembra che la natura sia in grado di darci solo malattie molto brevi. La medicina ha inventato l'arte di prolungarle.
Marcel Proust

I tre quarti delle malattie delle persone intelligenti provengono dalla loro intelligenza.
Marcel Proust

Mente bizzarra in corpo sano e mente sana in corpo bizzarro.

Guarigione e conoscenza. Guarigione è conoscenza.

Ci sono edifici muti, edifici che parlano, edifici che cantano.
Socrate

Pagina senza citazioni (arredata zen)

Al debutto, Zio Vanja di Čechov risultava prolisso e durava tre ore e mezza. Čechov lavorò tre giorni al testo e tagliò un'ora di spettacolo. Ma andato nuovamente in scena, la durata era sempre di tre ore e mezzo. "Ma come? Avete inserito dell'altro testo?" chiese Čechov. E il regista Stanislavskij: " No, abbiamo inserito le giuste pause".

Azione e contemplazione sono quindi due funzioni complementari. Questa complementarità non si può dissolvere se non a prezzo di una perdita del loro significato: l'azione crea un mutamento fisico, fa succedere qualcosa, ne vediamo gli effetti; crea quella che definiamo "un'esperienza". Ma solo quando è seguita da uno stato di quiete che rende possibile assaporarla, lasciare che sedimenti dentro di noi è che si integri, l'esperienza acquista senso e valore.

Dovunque il respiro venga trattenuto si crea una barriera.

In natura, come sappiamo, non esiste la separazione tra pulito e sporco, della quale siamo noi essere umani interamente responsabili. L'esigenza di avere una casa «pulita» comporta inevitabilmente un ambiente esterno più «sporco», perché quello che viene buttato fuori (scarichi, detersivi, spazzatura, gas, eccetera) la natura non sempre è in grado di riciclarlo. Prima di essere buttate nella spazzatura, le cose sono pulite. Ma appena vi arrivano, il contatto con ciò che è stato buttato prima le sporca.

Come direbbe Montalbán, rilassare gli sfinteri dell'anima.

Viene allora da chiedersi se siano proprio i condizionamenti religiosi e familiari o le regole morali a dettare il nostro comportamento sessuale, o se piuttosto non siamo noi a scegliere più o meno consciamente i condizionamenti, la religione, la morale, i valori familiari che in quel momento sono adeguati alla nostra fase di evoluzione psichica, mentale, emotiva, corporea. [...] In fondo, i condizionamenti si tengono anche perché sono funzionali.

Le tensioni del corpo, e in particolar modo quelle distribuite lungo la colonna vertebrale, corrispondono alle zone in cui appare necessario operare una sorta di separazione, o di un'esclusione inconsapevole di qualche aspetto di sé.

Paradossalmente, sprofondare verso il centro del proprio essere, anche a livello fisico, porta a ritrovare dentro di sé un forte senso di appartenenza al mondo esterno, esattamente come, andando ad analizzare le strutture subatomiche della materia, ci si ritrova a contatto con dimensioni che trascendono il tempo e lo spazio. [...] Mentre gli strati più esterni dell'organismo non informano gli strati più interni, il coinvolgimento in un rapporto fisico degli strati più interni rivoluziona completamente anche quelli più esterni.

Il termine commercio [...] contiene la radice merxdi Mercurio ed è quindi legato, almeno etimologicamente, a qualcosa di divino.

Tutti coloro che bevono questo rimedio guariscono in breve tempo, tranne coloro a cui non fa bene, che muoiono tutti.
Galeno (medico dell'antichità lo scriveva sui suoi preparati)

Dare aiuto agli altri non è che un falso antidoto alla paura della propria impotenza. [...]È la natura stessa a limitarci: non possiamo crescere al posto di un altro, affrontare la paura di un altro, soffrire al suo posto né fare scelte di vita che sono esclusivamente di sua competenza. Chi si rivolge al medico, in genere lo fa perché si sente impotente di fronte alla sua malattia. E il medico, offrendo una soluzione, ha modo di «vincere», almeno temporaneamente, il proprio senso di inadeguatezza. Anche se la negazione della propria impotenza impedisce di riconoscere i propri limiti e la complessità della situazione, ha tuttavia il grosso vantaggio di tranquillizzare entrambi. Ma le conseguenze sono quasi sempre a carico di chi viene curato.

L'autonomia implica il diritto di fare errori, di avere rimorsi, di scegliere senza saggezza, di comportarsi da sciocchi.
Petr Skrabanek 

Se il corpo di un individuo è l'espressione della sua storia, ogni malattia e ogni sintomo dicono qualcosa su tutta la persona. Ogni disturbo altro non è che un segnale dell'organismo di fronte al quale si hanno fondamentalmente due scelte. Si può sopprimere il segnale perché è fastidioso, doloroso o costringe a modificare i propri piani, oppure si può dargli attenzione, sentire cosa dice di sé e muoversi di conseguenza, anche a costo di modificare la propria visione della realtà e il modo in cui si pensa a sé stessi o alla propria situazione, come spesso accade a chi si trova di fronte a patologie gravi.
Nessuna delle due scelte è giusta o sbagliata in sé, perché le priorità sono diverse per ciascun individuo - e anche per la stessa persona cambiano a seconda dei momenti -, ma cogliere la differenza è il primo passo per non subire i processi di cui si è protagonisti e quindi per poterli facilitare e incontrare invece di viverli, paranoicamente, come dispetti del destino o, tragicamente, come aspetti casuali e incontrollabili della vita.

Essere «responsabili» della propria salute non ha niente a che fare con l'essere «colpevoli» della propria malattia. [...] Cosa c'entra tutto questo con il mal di testa? Significa che la nostra sofferenza ha a che fare con noi. Sta dicendo qualcosa su di noi, della nostra vita, forse della nostra alimentazione, di ciò che pensiamo di essere, di ciò che facciamo, di come e di con chi viviamo, di come e con chi lavoriamo. Di dove viviamo e delle abitudini che abbiamo. Del nostro rapporto con gli altri. Della nostra storia e del nostro futuro. Quanto ci costa sopprimerlo con un'aspirina? E davvero stiamo sopprimendo solo la sofferenza, o anche tutto il bagaglio di informazioni che ci sta offrendo? [...] Solo se teniamo nella dovuta considerazione anche ciò da cui quel dolore è maturato e cresciuto fino a manifestarsi come campanello d'allarme potremo parlare di «guarigione». Da qui la responsabilità - che è di chi soffre e anche di chi cura - di trovare insieme la soluzione migliore, ovvero le informazioni capaci di ridurre la sofferenza, ma nello stesso tempo di non trascurarne il senso.

La comparsa di un significato in ciò che accade - che si tratti di una malattia, di una squalifica, di un avvenimento inatteso - porta sempre con sé un sollievo.

Il corpo non è che il mezzo tramite il quale l'anima ci insegna. L'anima è come il vento e il corpo è come la sabbia, sulla quale l'anima lascia le proprie tracce. Come afferma Bonnie B. Cohen [...] «se vuoi sapere come soffia il vento, è alla sabbia che occorre guardare».

Vorrei far sentire i sapori della vita con il palato a tutti coloro che li sentono con la testa.
Winny

Il sapere ottenuto tramite il sentire e l'assaggiare è ben diverso dalla conoscenza, che è un processo quasi esclusivamente mentale.

Il nostro corpo è qui, ora: chi vuole può sentirlo, e raccogliere le sue reazioni.

Vogliamo o no che la nostra vita sia orientata da ciò che sentiamo?

Sono stato e sono tuttora un cercatore, ma ho smesso di fare domande a stelle e libri; ho cominciato ad ascoltare gli insegnamenti che il mio sangue mi sussurra.
Hermann Hesse

Simbolo deriva infatti dal greco syn-ballein, che significa legare insieme.

Tra le diverse cosmologie a cui si può fare riferimento, il corpo è la più completa e tangibile. Nel corpo vengo rappresentati tutti i processi archetipici universali - il cervello come intelletto, il cuore come affettività, il fegato come forza, il sangue come passione, eccetera. [...]Noi d'altra parte ci troviamo nel periodo storico e nell'area geografica in cui si è verificata la maggiore dissociazione tra psiche e corpo registrata dalla storia dell'umanità. In un'economia globale, l'Occidente industrializzato non è poi tanto diverso dall'adolescente che si perde al computer per ore, dimenticandosi di tutto il resto, forse perché in quel momento della sua crescita sta sviluppando specifiche funzioni cerebrali e neurologiche. Per la prima volta è possibile vivere senza una necessità pratica del corpo: automobili, ascensori, energia elettrica, telecomando permettono di credere di non averlo e, nel caso ci accorgessimo di averlo per l'insorgenza di una malattia o di un dolore, abbiamo infiniti strumenti - sia chimici (come gli analgesici) sia culturali (come la televisione o i ritmi lavorativi) - per riuscire a dimenticarcene. [...]Il corpo con le sue sensazioni - e anche con le sue malattie - continua infatti a essere il canale principale di collegamento con la totalità del nostro essere. È l'Olimpo personale in cui giocano tutti gli «dèi» del sé più profondo. Estirpare dal corpo le proprie radici separa la persona dal parlamento dove sono rappresentati tutti gli aspetti della sua anima.
Nascere in questo periodo storico e in questa cultura ci ha sicuramente portato molto lontano. Forse è ora di tornare a casa.

a.

domenica 24 maggio 2015

La dieta diventa meditazione

"Prima di mangiare bisognerebbe fermarsi a ringraziare l'angelo della terra, che ci dà forza, l'angelo dell'acqua che ci dà la purezza, l'angelo dell'aria che ci dà l'intelligenza, l'angelo del fuoco che ci dà la passione. Si tratta di elevare la consapevolezza. La dieta diventa meditazione."

Franco Berrino in un'intervista per Yoga Journal di maggio 2015

venerdì 10 ottobre 2014

Non è un circo, non è una gara, è yoga terapia.

This isn't a circus
This isn't a challenge
This is yoga therapy

Manju Jois 
(dagli appunti del TT di ottobre 2014 a Bologna)

mercoledì 26 marzo 2014

Meditare per medicare.

Secondo alcuni meditare e medicare derivano dalla stessa radice etimologicica med.

Per esempio, Giacomo Leopardi ne Lo Zibaldone scriveva: "Chi non vede che l’esercitare e il meditare una cosa è una continuazione del semplice averne o pigliarne cura".

Ma ancora prima Michel De Montaigne sosteneva: "Meditare è un'azione potente e piena. Io preferisco formare la mia anima piuttosto che arredarla."

martedì 25 febbraio 2014

L'etica è come l'asana: non si predica, la si pratica

"Lo yoga inizia con l'etica, nel senso di postura, atteggiamento, modo di porsi nella vita. In questo senso l'etica è terapeutica, perché ci libera dai fattori inquinanti responsabili delle nostre sofferenze fisiche e mentali (klesha). L'etica è come l'asana: non si predica, la si pratica"
Mariella Lancia 


(Appunti dalla lezione del 15/02/2014 presso AYBO ~ Ashtanga Yoga Bologna).

domenica 1 settembre 2013

L'idea di medicina di Paracelso.

Ecco cosa scriveva Paracelso (1493-1541) sulla malattia e sulla medicina.


Sulla Terra c'è ogni tipo di medicina ma non coloro che sanno applicarla.

I quattro pilastri della medicina sono la filosofia, l'astronomia, l'alchimia e le virtù.

Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto.
(Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit, ut venenum non fit).
(da Responsio ad quasdam accusationes & calumnias suorum aemulorum et obtrectatorum. Defensio III. Descriptionis & designationis nouorum Receptorum)

Coloro che si limitano a studiare e a trattare gli effetti della malattia sono come persone che si immaginano di poter mandar via l'inverno spazzando la neve sulla soglia della loro porta. Non è la neve che causa l'inverno, ma l'inverno che causa la neve.

Sappiate dottori, che la mia barba ha più esperienza di tutte le vostre Università, il più sottile capello della mia nuca ne sa più di tutti voi, le fibbie delle mie scarpe sono più sapienti dei vostri sapienti più famosi.

La quintessenza è una materia che si estrae fisicamente da tutte le cose e da tutte le cose in cui si trovi vita, separata da tutte le impurità e da tutto ciò che è mortale, resa sottile e purificata da tutto, separata da tutti gli elementi. Ora si deve capire che la quintessenza da sola è la natura, potenza, bontà e medicina che è racchiusa in tutte le cose senza incorporazioni estranee, inoltre può essere il colore, la vita e la proprietà della cosa, ed è uno spirito, come lo spirito di vita, con questa differenza che lo spirito di vita della cosa è permanente e lo spirito di vita dell’uomo è mortale.



sabato 27 luglio 2013

Farmacia senza tetto

"Nel mondo c'è un ordine naturale di farmacie, poiché tutti i prati e i pascoli, tutte le montagne e colline sono farmacie [...] nella natura tutto il mondo è una farmacia che non possiede neppure un tetto!"
Paracelso



(Foto Mario Pischedda)

domenica 19 maggio 2013

ma_lati e me_dici

"I medici sono più pericolosi delle malattie, ma le medicine sono ancor più pericolose dei medici" Giovanni Papini


Per capire quanto vero e forte sia questo aforisma basti pensare che oggi una delle principali cause di morte nel mondo occidentale sono le malattie iatrogene, ovvero le malattie che in vario modo derivano dalla cura di altre malattie.


P.S. Le malattie iatrogene riguardano anche le medicine alternative.


(Fonte Wikipedia)