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lunedì 10 ottobre 2016
lunedì 5 settembre 2016
venerdì 13 settembre 2013
Storie di crisi. La Banca.
Dopo tutti i soldi girati e visti girare, dopo i "bei tempi" in cui se ti serviva un aumento di fido temporaneo ti bastava fare una telefonata al settorista di riferimento, che intanto si sfregava le mani pensando agli interessi che avresti pagato... Oggi ti telefona niente di meno il direttore, ormai privo di qualsiasi potere decisionale, per chiederti di coprire lo sconfino di conto di € 7,00 (dicesi sette), e accorato precisa: "Così non aumentano le spese inutilmente."
venerdì 30 agosto 2013
venerdì 19 luglio 2013
Non dite a mia moglie che rateizzo da Equitalia... Lei mi crede pianista in un bordello
Che Jacques Séguéla mi perdoni se parafraso il titolo del suo libro per sintetizzare questo episodio che mi è accaduto oggi.
Vado da Equitalia e ho subito un assaggio di quanto stia diventando pesante la crisi economica: non trovo neanche una persona in fila agli sportelli per i pagamenti (ma quando mai!?!) e giusto un paio di "eroi" all'ufficio rateazioni.
Tra gli eroi becco un vecchio compagno di scuola che mi saluta affettuoso ma preoccupato. Alla fine vincendo l'imbarazzo mi chiede discrezione sul nostro incontro (sic! manco lo avessi incontrato in un club privé per scambi di coppia), spiegandomi: "Mia moglie non deve sapere che oggi sono stato qua, lei è contraria a queste cose."
martedì 11 giugno 2013
Una nuova idea di raccolta differenziata
Sempre più spesso mi capita di vedere persone all'apparenza non indigenti frugare nei cassonetti dell'immondizia alla ricerca di qualcosa da recuperare, che può essere cibo, ma anche piccole suppellettili casalinghe (comodini, sedie, poltrone, elettrodomestici, ecc. ecc.). Conosco anche personalmente più di qualcuno che mi ha raccontato di aver dato nuova vita a oggetti e mobili rinvenuti nella spazzatura e ne ho letto anche in giro sul web di questa pratica.
Questa cosa mi porta a fare delle riflessioni.
A me l'idea di andare a cercare nell'immondizia dà il senso di un gesto degradante, avvilente, da povertà estrema. E se non fosse più così? Se almeno in parte stesse diventando una strategia anti-crisi in lenta diffusione?
Il problema è che il cassonetto è un luogo che si associa al rifiuto, fatto di sporcizia e di puzza. Oltretutto sostengo da sempre che la busta della spazzatura sia una delle più potenti depositarie della nostra privacy, e chi fruga in cerca di qualcosa, in un certo senso fruga nell'intimità di chi ha buttato quel sacchetto o quegli oggetti, e credo che questo particolare non sia affatto irrilevante nel rendere questa pratica socialmente deplorevole.
Allora mi chiedo, perché non trasformare i cassonetti in modo da rendere più discreto lo scarico e più agevole ed igienico la ricerca e il recupero? Perché non educare le persone a separare i rifiuti irrecuperabili da quelli recuperabili da altri (food e non-food)? Perché non predisporre delle aree di raccolta strutturate e organizzate, più pulite e separate dal cassonetto indifferenziato, dove lasciare o andare a prelevare in modo anonimo, ma anche più igienico?
So che delle sparute iniziative di carattere privato e volontaristico di questo tipo già esistono, ma mi sembra che sarebbe sensato farle diventare pratiche comunali e pubbliche diffuse, accanto all'organizzazione della raccolta differenziata. Allora sì avrebbe senso chiamare gli addetti ai lavori "operatori ecologici".
mercoledì 21 dicembre 2011
Se Sparta piange, Roma non ride
Si scrive decreto salva-Italia
Si legge decreto ammazza-italiani
(A me questa storia che l'alternativa era fare la fine della Grecia non mi convince neanche un po'.)
(A me questa storia che l'alternativa era fare la fine della Grecia non mi convince neanche un po'.)
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