mercoledì 4 luglio 2018

Si nasce e si muore senza preavviso.

Ti va di salire a vedere la mia collezione di oggetti smarriti?

“Una versione diversa di te stesso esiste nelle menti di tutti quelli che ti conoscono”.

La televisione è l’ano quadrato di Dio.  

Alejandro Jodorowsky 
Scegliamo le vite che scegliamo - genitori, lavoro, partner, addirittura il nostro corpo - per fare esperienza di ciò che non siamo. Perché per comprendere a fondo qualsiasi cosa dobbiamo passare per il suo opposto.

È sentire il dolore che ci fa apprezzare il piacere e la gioia.

È quando percepiamo la dissonanza che tendiamo all’armonia. 

È grazie al brutto che comprendiamo la poesia della bellezza.

E questo è vero per il corpo, per la mente e anche per l’anima.

Sperimentiamo la separazione per comprendere che siamo Uno.

Sperimentiamo il finito per comprendere l’infinito.

Sperimentiamo la morte per tendere alla nostra innata immortalità.


Quando ormai sei già fuggito da tutto, non ti resta che fuggire dal desiderio di fuggire.

Non andrà via. Ci saranno volte che si metterà alla finestra e guarderà fin dove può vedere. E s'immaginerà cosa c'è oltre, o cosa ci potrebbe essere. E ogni volta, come se fosse la prima, studierà la geografia delle sue emozioni. Perché ogni volta sarà diversa. Le valli al posto dei monti, il mare al posto della terra, e il cielo, invece, sarà sempre al suo posto, ma cambierà la luce, cambieranno le nuvole, cambierà la direzione del vento. Sarà giorno quando sarà notte e notte quando sarà giorno. Ma non andrà via. Ci saranno volte che tirerà giù la valigia e la aprirà sul letto. E poi si siederà accanto, farà l'inventario dei suoi ricordi, e passerà ore a decidere cosa portare e cosa lasciare, e poi chiuderà la valigia e la rimetterà al suo posto. Perché capirà che una vita, in una valigia, non c'entra. Neanche se la spingi a forza. E allora non andrà via. E fuggirà, ancora una volta, dal suo desiderio di fuggire.

TRAINDOGS 454 | NON ANDRÀ VIA




Che l’ascolto nel dialogo e nella musica sia importante lo intuisco dal fatto che il punto interrogativo, la chiave di sol e la chiave di fa - se le guardi bene - hanno la forma dell’orecchio.