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domenica 14 luglio 2019


Lo yoga non è mai una posizione da prendere e tenere in modo perfetto, ma è una possibilità da scoprire, una possibilità che è in noi, è già presente in noi, e che va solo lasciata esprimere.
[...] Le posizioni non vanno né prese né tenute, vanno “com-prese”, perché nel momento in cui comprendo quella posizione comprendo me stesso. Ma ho bisogno di tempo, mi devo dare tempo. Il tutto e subito nello yoga non esiste. Non ci sono obiettivi nello yoga, ma il vissuto di quello che stiamo “facendo”, il vissuto della nostra azione, di tutte le sensazioni che si stanno manifestando in questa azione. Le posizioni a corpo libero vanno respirate, in quanto nello yoga il respiro è il cuore della pratica. I limiti, più che superati, vanno affrontati gradualmente, così da scioglierli attraverso il respiro e trasformarli in opportunità che fanno emergere il nostro potenziale. Le posizioni non solo possono essere modificate in base alle esigenze, ma è proprio attraverso questo adattamento della posizione alle nostre possibilità, e il nostro adattamento alla posizione, che si instaura quel processo di risveglio che trasforma “il dover raggiungere la forma esteriore perfetta”, spesso associata a stereotipi, in una possibilità di liberarsi da questo pregiudizio, e concedersi finalmente la possibilità di essere semplicemente ciò che siamo.
Lo yoga è attraversare le soglie del nostro essere grazie al respiro, andando a sciogliere tutte le varie ipotesi di ciò che siamo, i nostri abiti mentali, i pregiudizi, passare dal “fare” all’essere.

Gian Piero Carezzato





mercoledì 4 luglio 2018

Scegliamo le vite che scegliamo - genitori, lavoro, partner, addirittura il nostro corpo - per fare esperienza di ciò che non siamo. Perché per comprendere a fondo qualsiasi cosa dobbiamo passare per il suo opposto.

È sentire il dolore che ci fa apprezzare il piacere e la gioia.

È quando percepiamo la dissonanza che tendiamo all’armonia. 

È grazie al brutto che comprendiamo la poesia della bellezza.

E questo è vero per il corpo, per la mente e anche per l’anima.

Sperimentiamo la separazione per comprendere che siamo Uno.

Sperimentiamo il finito per comprendere l’infinito.

Sperimentiamo la morte per tendere alla nostra innata immortalità.


venerdì 22 giugno 2018

Parole che amo: re_sa

La chiave dello yoga naturale è la resa. [...]
Si potrebbe dire che resa è lasciare che sia. [...]
Resa significa scegliere di lasciar andare e permettere che la volontà di qualcosa di diverso da noi faccia il proprio corso, invece del nostro. [...] e questo senza dover progettare, conoscere, forzare o doversi preoccupare in qualche modo di se stessi. [...]
Quando si lasciano le tecniche di volontà, si entra nel reame della resa. [...] Nello yoga naturale non si usa la propria volontà sul corpo, ma si libera il corpo dall'uso della volontà. Si lascia che l'energia vitale faccia quello che vuole con il proprio corpo, invece di usare la volontà per fare qualcosa. [...] Non si tenta di concentrare la mente o l'attenzione su una cosa particolare. [...] Si abbandona l'uso della volontà […].
Lo yoga potrebbe non essere sempre ciò che si desidera e difatti spesso non lo è. Qualche volta ci si annoia, altre volte appaiono cose apparentemente senza scopo […].
Qualsiasi cosa accada, che accada! Esiste solo una condizione ed è quella di dover arrendere il proprio corpo, la mente e i sentimenti alla Verità. Se si è fatto questo, non c'è errore. [...]
L'ego vuole avere tante cose da fare, vuole essere colui che fa. Vuole fare accadere le cose: "Se io faccio questo, poi voglio quel risultato. Voglio il frutto delle mie azioni". [...] Attraverso questa modalità, si rimane sempre legati all'ego e si rimane bloccati nel ruolo di colui che fa [...] piuttosto che arrendere questo "Io".

Charles Berner

https://www.facebook.com/groups/yogaitalia/permalink/1740612766030571/


sabato 25 febbraio 2017

Ogni volta che esce un articolo sulla profondità delle citazioni di Occidentali's karma, una scimmia indiana muore. E si reincarna in Nataraj.

giovedì 29 settembre 2016

Il mio curioso karma di non azzeccare mai l'accento giusto e la pronuncia delle parole!

(Si chiama sardo).

venerdì 2 settembre 2016

Morire lentamente consumandosi in una nuvola di profumo.
Com'è delizioso e crudele il karma dell'incenso.


venerdì 26 agosto 2016

Porta-tappetini, stivali, borse, jeans, cuscini, ma anche porte e finestre.

Io e il mio curioso karma delle cerniere rotte!

giovedì 7 luglio 2016

Tu, che la vita ti ha dato tanta di quella sofferenza e violenza che la metà bastava, e invece di diventare un depresso, un ossesso, un violento a tua volta, sei diventato una persona solare, generosa e con un cuore grande così.

Tu, che la vita ti ha dato ignoranza e isolamento e tu hai saputo, a un certo punto, liberarti di uno e dell'altra e andare a ritrovare, in persone che avevi perduto tuo malgrado, pezzetti di te.

Voi, che la vita vi ha dato merda e avete saputo capirlo, e avete saputo tirarvene fuori al meglio, sappiate che avete tutta la mia stima e tutto il mio devoto rispetto.

(Tratto da due storie vere che mi hanno spaccato il cuore e allo stesso tempo me lo hanno riempito. Non smetterò mai, ma proprio mai, di stupirmi degli strani giri del karma e della sua capacità di rimettere sempre tutto a posto nel migliore dei modi).

venerdì 13 maggio 2016

Io sono un incenso e per bruciare ho bisogno del fuoco.

Il fuoco incanta, ma toccarlo fa paura.
Il fuoco dà calore, ma quando si spegne diventa più freddo del ghiaccio.

Burn karma burn 🔥

giovedì 7 aprile 2016

Lei. Cercava i tutti i modi di essere perfetta, ossessionata dalla paura di perderlo.
Lui. Se ne andò, ossessionato dal perfezionismo di lei.




mercoledì 2 settembre 2015

sabato 4 aprile 2015

Lo yoga dal volto umano.

(Una selezione di citazioni tratte dal libro Lo yoga dal volto umano di Giancarlo Sperti, Antonio Dellisanti Editore)

Non vi è disparità che non possa essere creata e dunque colmata dalla nostra mente.

Per vivere tranquilli è necessario avere: un bicchiere di scienza, una bottiglia di sapienza, un barile di prudenza, una botte di coscienza, un mare di pazienza.

Imparate a voler bene al vostro limite, perché è un insostituibile alleato. Amatelo, non viziatelo concedendogli tutto, ma educatelo e sostenetelo, ossia prendetevene cura, adoperatevi per farlo maturare, affinché possa restituirvi possibilità e saggezza.

Diventare se stessi, questo è yoga.


C’è un solo luogo dove tornare: l’integrità – perciò – se sono centrato in me, qualsiasi luogo è casa.

Ancora e sempre "assaggiare e sperimentare".

Non sono le circostanze a condizionare la nostra persona ma l’interpretazione assoluta e totalizzante su cui ci ostiniamo e che consideriamo realtà. Qualsiasi cosa sorge come propria visione karmica, ci suggerisce il Maestro Norbu, va usata come via, ma attenzione, l’attaccamento a questa visione, spesso, costituisce l’ostacolo più difficile. A cosa ci attacchiamo nel momento in cui qualcosa ci sembra inaccettabile?

Io non sono l’esperienza che faccio, ma la capacità stessa di fare esperienza.


sabato 12 gennaio 2013