sabato 8 agosto 2026

Non sapevo che il buio

non è nero
che il giorno
non è bianco
che la luce
acceca
e il fermarsi è correre
ancora
di più

Goliarda Sapienza


venerdì 7 agosto 2026

Sono nata in un mondo dove le ninna nanne e le favole della buonanotte avevano la forma di canzoni di Guccini.


La prima musica che ricordo sono Il Pensionato e Il vecchio e il bambino, poi  c’era anche qualche canzone del Coro dell’Antognano, ma è certamente un avvenimento successivo.


Per me Guccini è stato più che una scoperta musicale, un imprinting. E come tutti gli imprinting è stato foriero di doni e di condanne… come quel senso di tristezza immensa che non riuscivo a decodificare e che mi assaliva ad ascoltare senza filtri e senza contenimento Auschwitz quando ero ancora troppo piccola per farlo. Infatti - insieme a Canzone per un’amica - le so a memoria ma non le riesco più ad ascoltare. Il significato di quelle e di tutte le altre canzoni lo avrei capito solo molti anni dopo, intanto quei testi si incidevano nelle mie cellule in modo talvolta angoscioso, talvolta esilarante, spesso gioviale, ma quasi sempre con sprazzi di intensa tristezza.


Ora è un playlist immensa quella che mi scorre nella testa e nel cuore, fatta delle canzoni più note e di tante perle meno note, la colonna sonora dalla mia vita, da quando sono nata fino all’età adulta. Una playlist fatta a tratti di arrangiamenti terrificanti (non me vogliate, lo ha riconosciuto lui stesso) e di battute oramai epiche. No, non è possibile scegliere una sola canzone o un solo episodio. È un flusso di testi poetici che riaffiorano alla memoria con tutte le emozioni che hanno accompagnato e suscitato.


Leggo tutto ciò che scrivere e saluto quella parte di me che ne va con lui. Non so perché, ma tra tutti i commiati scelgo questo. 


Forse è tornato il tempo di riascoltarlo come antidoto ad una certa bruttura  di questi tempi ♥️


Ciao Francesco, salutaci Fabrizio e Lucio, e se lo incontri, anche mio padre.


lunedì 27 luglio 2026

E se Dio - o chi per ləi- vuole, arriva quel momento della vita in cui, ascoltando De Andrè, smetti di avere voglia o paura (che poi sono la stessa cosa) di identificarti nella bella e discussa Bocca di Rosa e inizi a sentirti pericolosamente vicina a quella vecchia (cito le opportune differenze) già stata moglie, coi figli grandi e un po’ meno voglie, ma soprattutto con l’impellenza di prenderti la briga e di certo il gusto di dare tutte il consiglio giusto.


Ma le favole si sa, si adattano allo spirito del tempo e cambiano con la società. E oggi quella vecchia dall’appartenenza dura guarderebbe con meno cinismo e più tenerezza quelle giovani mogli frustrate e già inaridite dalla vita coniugale e con meno invidia la sfrontata Bocca di Rosa. 


E inviterebbe le prime a smettere di accollarsi tutto il lavoro casalingo e genitoriale di cura invisibile e non retribuito, o almeno di smettere di darlo per scontato e dovuto, e a prendersi del tempo per sé e per il proprio divertimento. E indicherebbe la seconda come modello a cui ispirarsi. 


E allora forse qualcuna avrà pure cercato udienza da un qualche carabiniere, mossa dal fascino della divisa (de gustibus) e approfittando dell’assenza del coniuge infedele tra le braccia di Bocca di Rosa.


Ma le più, pare siano state avvistate in una SPA termale a farsi riempire di coccole e trattamenti e di bicchieri di ottimo prosecco. O almeno, questo è quello che la sottoscr… ahem, la vecchia, avrebbe consigliato oggi.

lunedì 13 luglio 2026

Parole che amo: viaggiare.


C'è chi viaggia per vacanza, c'è chi viaggia per studio, c'è chi viaggia per lavoro,  c'è chi viaggia per scappare, c'è chi viaggia per perdersi e c'è chi viaggia per ritrovarsi.


Ho viaggiato per tutti questi motivi.


E allora può succedere che nasci in un luogo, ma cresci in un altro, che in paese studi, e in un altro ti innamori, e alla fine andrai a vivere ancora altrove, e chissà infine, dove invecchierai. E in questo modo semini pezzetti di te, in giro per l'Italia e per il mondo. E se tutto questo da un lato ti arricchisce, ti riempie, ti stimola, dall'altro ti disintegra e ti sradica. 


Seminare se stessi significa far fiorire amicizie, relazioni, attimi di eternità. Per fare tutto ci vuole un fiore, cantava una canzone, e quei fiori siamo noi.


Persone, luoghi, paesaggi, colori, odori, sapori sempre nuovi e sempre uguali che ti entrano dentro e ti trasformano e che tramite te si trasformano a loro volta.


Viaggio ancora, ma ho finalmente smesso di scappare. Oggi viaggio per ricongiungermi con quella parte di me che è germogliata in Sardegna. Una terra brulla, molto difficile da coltivare, che si tratti di piante o che si tratti di persone, ogni fiore sbocciato è frutto di litri di sudore e di immani fatiche, e perciò forte e prezioso. 


Oggi viaggio per reintegrarmi, oggi viaggio per ricongiungermi, oggi viaggio per tornare.


Ancient mothers, I'm coming home.


13 luglio 2017

domenica 28 giugno 2026

Sacro canto dell'abbondanza - Decreto Divino di Prosperità - Rituale di Manifestazione

 ✨ Benvenuta, anima meravigliosa, in questo spazio sacro di luce e trasformazione ✨Ti accolgo con profondo amore in questo portale energetico dove ogni canto diventa una carezza per la tua anima. Questo canto ancestrale è stato canalizzato con la più pura intenzione di elevare la tua frequenza vibrazionale e connetterti con l'abbondanza infinita che meriti.

🌟 La magia di questo canto sacro ti aiuterà a:

Risvegliare la tua luce interiore, manifestare l'abbondanza divina, guarire i ricordi ancestrali e aprire i portali della prosperità che ti sono sempre stati destinati. Ogni nota è infusa di codici di luce che risuoneranno nel profondo del tuo essere.

💫 Un dono per la tua anima:

Questo canto è allineato con la frequenza di 432 Hz, la vibrazione naturale dell'universo, che ti aiuterà ad armonizzare ogni cellula del tuo corpo con l'energia curativa del cosmo. Ti invito ad ascoltarlo in un luogo dove ti senti in pace, magari con una candela accesa, lasciando che ogni suono ti avvolga in un abbraccio di luce.

🕊️ Messaggio speciale per te:

Ricorda che sei un essere di luce infinita. Ogni volta che ascolti questo canto, attiverai il tuo potere interiore. Permettiti di fluire, sentire ed essere tutt'uno con l'energia divina che dimora in te.

❤️ Con infinito amore, ti suggerisco:

Ascoltalo al risveglio per iniziare la giornata con una vibrazione elevata, durante la meditazione o prima di addormentarti, in modo che i tuoi sogni siano pieni di luce. La tua intuizione ti guiderà al momento perfetto.

✨ Ricorda che sei abbondanza, sei luce, sei amore infinito ✨


Nel silenzio del mio essere

La luce inizia a sbocciare

Come un fiume di benedizioni

L'abbondanza scorre dentro di me


Sono abbondanza

Sono creazione

Sono la luce della guarigione

Tutto scorre in perfezione

Prosperità dentro al mio cuore


L'universo mi sostiene

Con i suoi doni mi tiene in vita

Ogni respiro è guarigione

Ogni passo è una benedizione


Sono abbondanza

Sono creazione

Sono la luce della guarigione

Tutto scorre in perfezione

Prosperità dentro al mio cuore


L'energia scorre dentro di me

Tutto ciò che sono

Tutto ciò che dono

Torna moltiplicato

In questo cerchio sacro


Il mio essere è fonte di potere

Posso attrarre tutto

La prosperità mi abbraccia già

E l'universo danzerà


Sono abbondanza

Sono creazione

Sono la luce della guarigione

Tutto scorre in perfezione

Prosperità dentro mio cuore


Sono abbondanza infinita

Sono guarigione benedetta

Sul mio cammino sacro

Tutto si manifesta



Originale:

En el silencio de mi ser 

La luz comienza a florecer

Como un río de bendición 

Fluye la abundancia en mi interior.     

                            

Soy abundancia

Soy creación 

Soy la luz de sanación

Todo fluye en perfección

Prosperidad en mi corazón


El universo me sostiene

Con sus  dones me mantiene

Cada respiro es sanación

Cada paso es bendición                                     


Soy abundancia

Soy creación

Soy la luz de sanación

Todo fluye en perfección 

Prosperidad en mi corazón                       


La energía fluye en mi

Todo lo que soy

Todo lo que dí

Vuelve multiplicado

En este círculo sagrado


Mi ser es fuente de poder

Todo lo puedo atraer

La prosperidad me abraza ya

Y el universo danzará


Soy abundancia

Soy creación

Soy la luz de sanación

Todo fluye en perfección 

Prosperidad en mi corazón


Soy abundancia infinita

Soy sanación bendita

En mi camino sagrado 

Todo está manifestado


Traduzione amatoriale del testo tratto da:

https://www.youtube.com/watch?v=q6Cc67S30FY


lunedì 22 giugno 2026

Il decalogo rivoluzionario di Vivienne Westwood

  1. Il denaro è un mezzo per un fine, non un fine in sé e per sé
  2. Qualità contro quantità
  3. Acquistare meno scegliere meglio, far sì che duri
  4. Preparare e cucinare il proprio cibo
  5. Eliminare, quando possibile, la plastica
  6. Tenersi informati
  7. Organizzazioni non governative ce ne sono migliaia, sostenetene una in particolare e date ad essa il vostro contributo, apprenderete molto
  8. Tenere conto della responsabilità di non avere o di avere dei bambini
  9. Prendere parte attivamente alla rivoluzione che ci si sta apprestando a costruire
  10. Impegnarsi nell’arte e nella cultura, consumatore scendi dal tapis roulant discrimina, non subire.


Tratto da podcast della serie “Morgana” di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri


https://storielibere.fm/morgana-vivienne-westwood/

sabato 6 giugno 2026

E se invece che menopausa la chiamassimo cronescenza?

È tempo di coniare anche la parola CRONESCENZA: il profondo e irreversibile processo di trasformazione psico-fisica che una donna vive quando diventa Crona.


giovedì 4 giugno 2026

"Diventare, diventare me stessa, diventare chi ho sempre saputo di essere ma che sentivo di non poter essere. Mentre abbraccio il mio percorso verso la menopausa come una trasformazione positiva e stimolante verso la donna saggia e matura con una scintilla negli occhi, quella a cui ho sempre guardato con ammirazione, sento la paura, una paura trasmessa attraverso il mio genere, ma questa volta la affronto.

Le donne si portano dietro per generazioni messaggi basati sulla paura, che ricordano loro che sono state e saranno ancora uccise per il solo fatto di essere se stesse. I processi per stregoneria in Europa hanno ucciso migliaia e migliaia di donne innocenti. Le neonate sono state e continuano a essere uccise alla nascita in Cina, India e altri paesi musulmani semplicemente perché sono femminili, e la lista è lunga. Il termine "femminicidio", che definisce l'uccisione di una donna in quanto tale, fu coniato per la prima volta nel 1801 in Inghilterra per indicare "l'uccisione di una donna". Fu poi utilizzato dalla scrittrice americana Carol Orlock negli anni '70 per cercare di mettere in luce i crimini che le donne subivano solo a causa del loro genere.

«Dobbiamo renderci conto che molti omicidi sono in realtà femminicidi. Dobbiamo riconoscere le dinamiche di genere che si celano dietro l'omicidio. Dai roghi delle streghe in passato, alla più recente e diffusa pratica dell'infanticidio femminile in molte società, fino all'uccisione di donne per "onore", ci rendiamo conto che il femminicidio esiste da molto tempo. Ma poiché coinvolge semplici donne, non esisteva un termine per definirlo finché Carol Orlock non ha coniato la parola "femminicidio".»

In quanto donne, portiamo dentro di noi una paura interiorizzata, storica (e attuale), che ci ricorda che, solo per il fatto di essere donne, potremmo essere in pericolo di vita.

L'energia femminile nel nostro mondo sta emergendo, emergendo dalla terra e manifestandosi sia nelle donne che negli uomini. È una questione di sopravvivenza. Mi impegno a portare questo concetto alla ribalta. Donne e uomini hanno bisogno di trovare quella pulsazione femminile. Non è facile permetterle di manifestarsi, di essere percepita. Non siamo stati educati a darle spazio, riconoscimento o voce. La saggezza femminile è radicata nella terra. Vibra con il ronzio della terra. È ciclica, ricettiva e a suo agio nell'oscurità.

Qualcosa dentro di me grida per uscire, per essere ascoltato, espresso a voce alta e manifestato. Il mio stomaco ne è oppresso, ne è pieno, urla dall'interno. Fin da giovane, mi sono confrontata con un fenomeno che mi ha colpita profondamente, un fenomeno che fino a poco tempo fa mi portava a rivolgermi contro me stessa dicendo: "Ci dev'essere qualcosa che non va in me" e cercavo di essere diversa, qualcun'altra, qualcuno di "accettabile".

​Ho sempre nutrito una profonda passione per le questioni femminili, che si tratti di allattamento al seno, parto naturale, uguaglianza, sicurezza delle donne, emancipazione femminile, ecc. Quando questi e altri argomenti simili emergono in una conversazione, sento un'ondata di energia crescere dentro di me. Non proviene da me, ma fluisce attraverso di me. È come un'ondata di potere. È appassionata, autentica e forte. Non è rabbia. È una voce soffocata che ha trovato una fonte di espressione, che finalmente è libera e al sicuro di articolare non solo le parole, ma l'energia che è stata repressa per così tanto tempo. Ne percepisco l'autenticità, la fluidità che emerge dalla terra, dal femminile e si unisce alla danza della vita. Mi sento forte, connessa, felice e me stessa.

Poi, all'improvviso, spuntano le pistole. La resistenza è arrivata. Rimango lì, nuda, senza velo, colpevole... mani alzate, faccia contro il muro. "Questo non è accettabile." La sicurezza, la libertà, il nuovo spazio di espressione sono improvvisamente svaniti. Sono troppo. Le mie parole, la mia energia, la mia passione, la mia voce non sono ben accette qui. Ancora una volta ho commesso un errore, sono in pericolo e la cosa peggiore è che a impugnare le pistole sono le persone a cui tengo di più. "La tua voce è troppo forte, troppo alta, stai zitta", dicono, e poi ribaltano la situazione e mi dicono: "Sono troppo." Non c'è via d'uscita. Sono circondata. All'improvviso mi sento molto sola.

In passato, questo mi avrebbe colpito allo stomaco con una violenza tale da prosciugarmi di ogni energia vitale. Avrei dimenticato di avere il diritto di esistere. Ancora una volta mi sarei sentita senza appartenenza, nessun luogo sarebbe stato casa mia, avrei sentito il bisogno di cambiare. Mi sarei punita, mi sarei detta che non era accettabile portare questa energia nel mondo. Avrei dovuto essere più calma, più dolce, più gentile. Ero cattiva, indesiderabile, non amabile, inadeguata, offensiva, ripugnante e, peggio di tutto, colpevole. Colpevole di essere me stessa.

Ma ora qualcosa è cambiato, ed è la potente transizione della menopausa che mi sta dando la forza di "diventare finalmente me stessa". Sto dando alla luce me stessa. Non ho più bisogno di "scendere a compromessi" con gli altri per essere accettata. ACCETTO ME STESSA. Non ho più bisogno di ascoltare ciò che gli altri dicono di me. ASCOLTO ME STESSA. Non ho più bisogno di credere agli altri. CREDO IN ME STESSA.

E così, quando le pistole escono e puntano contro il femminile che si sta risvegliando, come è successo stamattina, io mantengo il mio spazio, mi protendo, sento la paura profonda nella pancia e ringrazio coloro che impugnano le pistole per avermi spinto ulteriormente nel mio divenire. Nel diventare ciò che sono, nel diventare chi sono. Sono ancora spaventata perché la paura è reale e appartiene a tutti noi, MA la paura è diventata una potente alleata che mi spinge ad affrontarla, ad attraversarla e ad andare oltre. Attraverso la paura. Sento il femminile che si sta risvegliando. La abbraccio e lei abbraccia me. Sono completa, sono forte e sono al sicuro perché appartengo a questo mondo"

Cathy Skipper 

venerdì 15 maggio 2026

 Magarella Margheritella 


Che te ne vai per le gravine

Con le tue erbe curi le vicine


Che te ne vai per il paese

Con le tue erbe curi le spose


Che te vai insieme a tuo padre

Con le tue erbe curi ogni male


Che te ne vai per ogni dove

Con le tue erbe curi ogni cuore


Magarella Margheritella


(Poesia che vorrebbe diventare canto, dedicata a Magarella, figlia del Mago Greguro, figure leggendarie di Massafra antica)

Monica Fronteddu

lunedì 6 aprile 2026

Il lunedì dell’Angelo mi insegna che la rinascita oltre a essere agita, ha bisogno di essere comunicata. 


venerdì 13 marzo 2026

Il mio respiro è sempre qui.

Non ha bisogno di essere riparato.

Ha bisogno solo di essere ascoltato.

Il mio sistema nervoso non è danneggiato.

È geniale. Sì è adattato per sopravvivere.

Ora, con il respiro, gli insegno a prosperare.