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sabato 4 aprile 2020

Molto disperata e poco casalinga.

Voialtri che state approfittando della quarantena per fare grandi pulizie e tutti quei piccoli-grandi lavoretti di manutenzione che si rimandano sempre, un po’ vi stimo, un po’ vi invidio, un po’ vi temo e un po’ vi schifo.

Se quando avete finito alle vostre case vi annoiate, venite pure a smantellare la mia.

Garantisco distanze di sicurezza, lezioni di insicurezza, pessima cucina ma assolutamente salutare, musica e iconografia indiana, silenzi sardi, ormoni felini e adolescenziali.

Autocertificazione a caso a vostro carico. Astenersi perditempo.

La legge di Murphy applicata allo yoga #55

Corollario della Quarantena:

Quando credi che tutti gli stili di yoga più assurdi siano ormai stati inventati, arriva il Covid-19 e ti dai al pigiama-yoga, di cui tu tra l’altro eri una segreta estimatrice già da anni.

venerdì 10 agosto 2018

Che posto assurdo gli ospedali. Un microcosmo autosufficiente dove vige incontrastata la regola dell’assurdo.
Malattia e morte continuamente sotto gli occhi dei vari operatori, infermieri e medici. Mestieri nobili e ingrati. 

Indifferenza e compassione si intrecciano. Sofferenza e vita che scorre nonostante tutto si fondono. 
Scorre lento il tempo, eppure scorre. 

Giornate infinite ad aspettare la fine della flebo, a sussultare ogni volta che il solito vecchio grida disperato, ad ascoltare le voci della tv in sottofondo, tra le chiacchiere di parenti-assistenti che solidarizzano e si confrontano. 

Ogni piccolo gesto o azione diventa un evento: l’arrivo del pasto, scendere al bar a prendere un caffè, l’arrivo di una faccia amica durante l’orario di visite. È qui che si rivaluta l’importanza delle piccole cose e delle persone, tutto ciò che si dava per scontato diventa improvvisamente importante e prezioso.

Ed è difficile trovare un senso in tutto ciò, ed è strano rendersi conto che il senso sia ricordarsi di quanto sia bello poter andare al cesso in assoluta autonomia senza doversi vergognare o infine arrendersi a doverla fare dentro ad un pannolone, una padella, un catetere. 

Ecco che cosa sono la salute e la libertà, avere padronanza dei propri sfinteri, ovvero poter cagare in santa pace e senza dipendere dagli altri. Verrebbe quasi da sorridere e pensare... che insegnamento di merda!

giovedì 22 maggio 2014

Yoga e vecchiaia

"Rispetto ai modelli occidentali, i testimoni orientali e i testi di riferimento valorizzano la vecchiaia. L’immagine di vecchi saggi è onnipresente in India, Cina, Giappone. Nella mia ricerca nel mondo dello yoga non mi sono mai atteso che la disciplina mi proteggesse dalla vecchiaia. Oggi sono anziano e amo (moderatamente) la parola vecchio. Il mio corpo non mi sembra necessariamente meglio conservato rispetto a quello dei miei coetanei che non hanno fatto yoga. La mia salute dipende da una vita regolata, saggia e dai miei geni. Ritengo invece che elasticità mentale, creatività, immaginazione siano i reali benefici che lo yoga porta nell’invecchiamento. In fondo, la salute dello yoga non risiede nell’assenza di patologie varie, ma nel vivere quello che realmente siamo".
Willy Van Lysebeth, figlio di Andrè.