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domenica 1 marzo 2026

Kali

 Kali non viene a consolarti.

Viene a dirti la verità.

Non è dolce senza motivo.

È amorevole perché è reale.

Kali non protegge le tue illusioni per farti sentire a tuo agio. Le infrange.

Ti apre il cuore, anche se fa male.

Divora le bugie che hai imparato a chiamare identità. Taglia via ciò a cui ti aggrappi per paura...

e così facendo, rivela ciò che è sempre stato libero dentro di te.

Il risveglio non avviene nel comfort.

Avviene nel fuoco.

Ecco perché Kali non canta ninne nanne. Ti risveglia.

Ma c'è qualcosa che pochi capiscono:

Kali non è solo la distruttrice del tempo.

È anche la Madre che sostiene quando ogni falsità è caduta.

Non accarezza l'ego.

Riconosce l'anima.

Ed essere visti da Kali significa essere visti senza maschere, senza storia, senza personalità.

Lei non distrugge per punire.

Distrugge per liberare.

Perché ciò che si rompe in sua presenza...

non sei mai stato veramente te.

Amare Kali significa accettare che la fine non è una fine.

È purificazione.

È apertura.

È ricordare ciò che è sempre stato intero.

Quando la paura finisce, quando non c'è più nulla da difendere...

eccola lì.

Non lontana.

Non inaccessibile.

Più vicina del tuo stesso respiro.

E quando la riconosci...

non puoi più vivere addormentato.

(Margherita Pinto)




mercoledì 15 ottobre 2025

Dio non si trova, si ricorda

L'ego non si combatte, si disfa

La felicità non si raggiunge, si abita

La pace non si raggiunge, si sceglie

L'ombra non si nega, si illumina

La ferita non si nasconde, si abbraccia

Il cammino non si forza, si dispiega

Il mistero non si comprende, si accetta

Il dolore non si nega, si trasforma

L'amore non si cerca, si permette

(Ines Willis)

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giovedì 8 maggio 2025

La poesia non è un lusso

 “Quelle di noi che sono al di fuori di ciò che questa società definisce donne accettabili; quelle di noi che sono state forgiate nei crogioli della differenza – quelle di noi che sono povere, che sono lesbiche, che sono Nere, che sono anziane – sanno che la sopravvivenza non è un’abilità accademica. Significa imparare a resistere da sole, a essere sgradite e a volte insultate, e a fare causa comune con le altre che sono al di fuori delle strutture, allo scopo di definire e ricercare un mondo nel quale tutte noi possiamo vivere al meglio. Significa imparare a prendere le nostre differenze e farne dei punti di forza. Perché gli strumenti del padrone non smantelleranno mai la casa del padrone. Ci possono permettere di batterlo temporaneamente al suo stesso gioco, ma non ci metteranno mai in condizione di attuare un vero cambiamento. E questo fatto è una minaccia soltanto per quelle donne che ancora definiscono la casa del padrone come la loro unica fonte di sostegno.”


“I padri bianchi ci hanno detto: penso, quindi sono. La madre Nera dentro ognuna di noi – la poetessa – sussurra nei nostri sogni: sento, quindi posso essere libera. La poesia conia il linguaggio per esprimere e trasportare questa richiesta rivoluzionaria, la realizzazione di quella libertà.”

Audre Lorde




giovedì 12 dicembre 2024

Alter-nativa

MURALE MAESTRAPEACE
 
Si erge alto cinque piani, illuminando in modo vibrante le pareti del San Francisco Women's Building. Il suo nome è Maestrapeace. 

Il murale MaestraPeace è stato dipinto nel 1994 da alcune delle più grandi muraliste della Bay Area: Juana Alicia, Miranda Bergman, Edythe Boone, Susan Kelk Cervantes, Meera Desai, Yvonne Littleton e Irene Perez.

MaestraPeace è uno dei murales più grandi e noti di San Francisco e rappresenta una testimonianza visiva del coraggioso contributo delle donne nel corso della storia e in tutto il mondo.

Ogni giorno, il murale attira lo stupore e le telecamere dei turisti da tutto il mondo. È visto da loro e dalla comunità della Bay Area di San Francisco come un'opera di successo artistico e un simbolo dei contributi delle donne nel corso della storia e del mondo.

Il murale è stato completamente ripulito e restaurato nel 2012 dalle stesse artiste che lo crerarono con l'assistenza di una nuova generazione di muralisti.

Qui si possono vedere delle belle foto



giovedì 7 novembre 2024

Versus

Sono nuda e indifesa
Sono nuda e in difesa

Invisibile e violata
Impaurita e arrabbiata

Come una madonna addolorata
Piango il lutto della mia fertilità

Decostruisco e ricostituisco
L’infanzia tradita
L’adolescenza addomesticata
L’orgasmo negato
L’aborto celato
Il parto martoriato
La sterilità inflitta
La vecchiaia rinnegata

Con la danza e con il canto
Con il gesto e con la cura
Restituisco voce e lacrime
A tutto ciò che il mondo
Non ha più voluto vedere e sentire
E che pure non ha mai smesso
Di germogliare e fiorire

Abbraccio la necessaria morte
Come un’amara benedizione
E finalmente partorisco me stessa

E questa volta sarà 
Una chiassosa festa
Di amore e sorellanza

(Monica Fronteddu)

venerdì 4 ottobre 2024

Parole che amo: delfino

Parole che amo: delfino, che come il nome dell’oracolo di Delfi, deriva dal greco antico e significa “utero”. Sulle varie ipotesi del perché associare l’organo più potente del corpo femminile a questo meraviglioso animale e sui significati derivati della parola:

martedì 16 aprile 2024

Menopausa, più suono.

Ma se la menopausa fosse chiamata diversamente, evocherebbe cose diverse? Farebbe meno paura?

Facciamo un esperimento insieme? Proviamo a trovarle altri nomi?

Nella medicina tradizionale cinese viene chiamata Seconda Primavera, ma io me la immagino più come un’Estate Estatica.

Oppure l’altro giorno con un’amica, usando la metafora musicale l’abbiamo ridefinita Più Suono.

Che ne pensate? Avete altre idee?







mercoledì 20 marzo 2024

Sposa di qualcuno, madre di chiunque, io non sapevo cosa fosse la vocazione a essere me”.

Michela Murgia, Dare la vita.

Letto in due sere.

Libro postumo, come un’eredità inaspettata, sconvolgente, ingombrante e imprescindibile, che tra le altre cose mi regala finalmente una visione sensata e un’opinione avveduta sulla gravidanza per altri.

Dirò una cosa di Michela Murgia. Non mi piace (leggi, non concordo con) tutto quello che ha detto o scritto. Ma mi stra-piace sempre come lo ha fatto.

L’ultimo capitolo dal titolo “Altre madri. Cosa avrei raccontato a mia figlia quando ero un’altra”. Una chiusura che è al tempo stesso un pugno nello stomaco e un balsamo per il cuore. Un piccolo immenso manifesto di identità sarda - maestosa eppure dai tratti imbarazzanti - descritto con l’amore di un cuore spezzato e guarito di madre e l’acutezza di una mente di donna cosmopolita.

Dopo questa lettura Michela Murgia mi mancherà ancora di più.

Sarà una musica l’identità, e ci canterò sopra la storia che non abbiamo visto, mentre ci accadeva come cosa straniera, quando la benda divenne bandiera, e dimenticammo di essere state regine”.

mercoledì 3 maggio 2023

Essere crocerossina è un duro lavoro.

Essere femminista è un duro lavoro.

Essere crocerossina femminista è delirio di onnipotenza.



domenica 2 aprile 2023

Quanto dura il post-parto?

“You were pregnant for nine months; you are postpartum for the rest of your life”.
Robin Lim

“Sei stata incinta per nove mesi; sarai in post-parto per il resto della tua vita”.
Robin Lim

Quanto dura il post-parto?

Dipende, la risposta può essere molto soggettiva e per ogni donna può essere molto diverso… Potrebbe durare tre mesi, il cosiddetto quarto trimestre; oppure nove mesi, per il periodo di esogestazione; o forse un anno, o due, tre, quattro…

Spesso i neo-genitori, e in particolare la madre, aspettano con impazienza di poter tornare alla vita di prima, di ritornare a fare la vita di prima esattamente come prima. Ecco, forse il post-parto inizia a finire quando si realizza che la vita di prima non tornerà più. Sicuramente ad un certo punto si può riprendere a fare tutto, ma ci sarà comunque qualcosa di diverso, perché c’è una persona in più con cui relazionarsi: la propria figlia o il proprio figlio.

Dopo il parto la vita continuerà sempre ad essere tutta nuova, più complessa, più interessante.

Il post-parto forse finisce quando smettiamo di chiederci se e quando tutto tornerà come prima, perché semplicemente non ci interessa più tornare a prima, ma preferiamo goderci il nuovo con tutto il suo carico di sorprese, meraviglia, stress, stanchezza, gioia, contraddizioni, amore.

È importante darsi tempo, prendersi cura, essere pazienti e gentili con se stesse.

Per questa profonda accettazione posso volerci anche degli anni. E va bene così.

E allora quanto dura il post-parto? Tutto il tempo necessario, e spesso si tratta di anni, ma quando passeranno sembreranno volati in un soffio.

Monica Fronteddu - La doula di Kali

sabato 25 marzo 2023

Sensibilità.
Mi rende vulnerabile.
Ogni più piccola emozione diventa un vortice immenso.
La gioia, la rabbia, l’allegria, la confusione, l’entusiasmo, l’apatia.
A volte vengo travolta anche dalle emozioni altrui.
Meravigliosamente atroce.
Togliere dall’emozione il suo carico dispersivo e restare nel piacere della sensazione.
Qualunque essa sia.
Per farlo ci vuole lentezza, pazienza, ascolto, compassione.
La guarigione è un atto rivoluzionario.
Nel senso che ti rivoluziona dentro.
E poi tutto diventa poesia.

martedì 10 gennaio 2023

Rivisitazione spirituale dell'Ave Maria

Ave o Maria
Piena di Grazia
Il Divino Principio Universale Maschile è con te
Tu sei Benedetta in tutte le donne
Benedetti i frutti del tuo grembo creativo che sono Amore

Santa Maria, Madre Divina
Prega per noi esseri senzienti e non senzienti
Qui e ora, e in ogni dimensione della nostra esistenza

Amen

mercoledì 28 settembre 2022

Ti amo, con ogni cellula

Il tuo buon sapore ancora sulle mie labbra

Il tuo bell’odore ancora nelle mie narici

Il suono caldo della tua voce ancora nelle mie orecchie

La freschezza delle tue mani ancora sulla mia coscia

La morbidezza del tuo orecchio ancora tra le mie dita

La tua elegante bellezza ancora nei miei occhi

La tua virilità ancora nel mio grembo

La purezza del tuo amore sempre nel mio cuore

La tua anima sempre accanto alla mia

Ti amo, con ogni cellula

venerdì 19 agosto 2022


Parole che amo:
autodeterminazione
autocritica
autostima

#postvittimismo