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sabato 9 maggio 2020


INVOCO LA FORZA

Invoco la forza delle pietre, perché mi diano la fermezza,
Invoco la terra perché mi doni radicamento,
Invoco il vento per elevarmi,
Invoco il fuoco per purificarmi

Invoco la luna, il sole, le stelle,
Invoco l’universo per illuminarmi
Invoco l’acqua, la pioggia, il fiume, li invoco tutti perché ci lavino

Invoco il lampo, il tuono e tutto il potere della creazione,
Invoco il mare, invoco il cielo e l'infinito
Li invoco tutti perché ci liberino

Invoco Cristo, invoco Budha, invoco Krishna, invoco la forza di tutti gli Orixás
Li chiamo tutti con la loro forza divina
Voglio vedere l'Universo illuminarsi

Ringrazio l’universo per la vita e per il coraggio e per questa l'opportunità
E dedico la mia vita con amore
Al sogno vivente della nostra umanità

Sono messaggero, sono cometa, sono indigeno
Sono figlio della nazione arcobaleno
Con i miei fratelli e sorelle sarò un guerriero
Nella nobile causa di Inka Redentore

Ringrazio nostra Madre e nostro Padre
E i fratelli e sorelle per tutto il loro aiuto
Gloria a tutti
Perché siamo tutti uno in questa unione

N darei a sa ndarei a sa ndarei a sa
Fin dal principio siamo tutti fratelli!
Orei ouá Orei ouá Orei ouá
Viva il potere di tutto l’universo!

****
EU CHAMO A FORÇA

Eu chamo a força, eu chamo a força
eu chamo a força
força das pedras para me firmar

Eu chamo a terra, eu chamo a terra
eu chamo a terra
eu chamo a terra para me enraizar

Eu chamo o vento, eu chamo o vento
eu chamo o vento
eu chamo o vento vem me elevar

Eu chamo o fogo, eu chamo o fogo
eu chamo o fogo
eu chamo o fogo para me purificar

Eu chamo a Lua, chamo o Sol
chamo as Estrelas
Chamo o Universo para me iluminar

Eu chamo a água, chamo a chuva
e chamo o rio
Eu chamo todos para me lavar

Eu chamo o raio, o relâmpago e o trovão
Eu chamo todo o Poder da Criação
Eu chamo o mar, chamo o céu e o infinito
Eu chamo todos para nos libertar

Eu chamo Cristo, eu chamo Budha
Eu chamo Krishna
Eu chamo a força de todos Orixás
Eu chamo todos com suas forças Divinas
Eu quero ver o Universo iluminar

Eu agradeço pela vida e a coragem
Ao Universo pela oportunidade
E a minha vida eu dedico com amor
Ao sonho vivo da nossa humanidade

Sou mensageiro, sou cometa, eu sou indígena
Eu sou filho da nação do Arco Íris
Com meus irmãos eu vou ser mais um guerreiro
Na nobre causa do Inka Redentor

Eu sou guerreiro, eu sou guerreiro e vou lutando
A minha espada é a palavra do amor
O meu escudo é a bondade no meu peito
E o meu elmo são os dons do meu Senhor

Eu agradeço a nossa Mãe e ao nosso Pai
E aos meus irmãos por todos me ajudar
Aminha glória para todos eu entrego
Porque nós Todos Somos Um nesta união
N darei a sa ndarei a sa ndarei a sa
Desde o principio Todos Nós Somos Irmãos!
Orei ouá Orei ouá Orei ouá
Viva o Poder de todo o Universo!”




martedì 17 marzo 2020

LA MATRIOSKA DELLA COMPRENSIONE AMOREVOLE.

Comprendere è il primo atto di amore ed il primo passo verso la libertà. La comprensione profonda delle catene invisibili che guidano le nostre re-azioni alla vita ci rende liberi dalla schiavitù. 

Ma come avviene la comprensione?

Il presupposto della comprensione è un'osservazione gentile, senza giudizio ma nemmeno apatica o senza acume. Un'osservazione sensibile in cui l'amigdala rimane sveglia e attiva ma non reattiva. 

Alla base della libera osservazione, a sua volta, vi è uno spazio interiore. Come esso viene creato? Attraverso il silenzio, un silenzio attivo, in ascolto, esente dal chiacchiericcio rumoroso della mente ma allo stesso tempo ricettivo nei confronti dei messaggi dell'inconscio. 

Il cuore del silenzio è il coraggio. Avere il cuore e l'apertura per riconoscere anche le parti di noi che mai vorremmo vedere perché ritenute troppo brutte o anche troppo belle. 

Il cardine del coraggio è la fiducia. "Se il coraggio è il tempio, la fiducia ne è il suo tabernacolo", la sua parte più preziosa. La fiducia è come un filo sottile ma di ferro, che a volte può essere smarrito, ma che rende il sentimento, il pensiero e l'azione allineati sul sentiero da percorrere. 

Ma qual è allora l'origine della fiducia?

L'origine della fiducia è il ricordo (riportare al cuore) dell'esperienza primordiale della condizione di unione e di non separazione con la madre (nel fisico e nel sentimento) e col padre nello spirito. 

Come nella matrioska, la bambola più grande è riprodotta fedelmente in quella più piccola, così la comprensione è un atto di unione e amore.

(Marco Marino)

giovedì 20 febbraio 2020

Non sono una guaritrice
Se non di me stessa.

Non sono una sciamana
Se non del mio viaggio.

Non sono maestra
Se non delle esperienze vissute.

A te, porto solo ciò che sono
Tutto quello con cui ho camminato
Tutto quello di cui mi sono liberata
Ma anche tutto quello di cui ancora fatico a liberarmi.


Natascia Bolacchi

domenica 6 ottobre 2019

- Com’era quel detto? Se ami qualcuno lascialo libero...
- Chi lo aveva detto di sicuro non aveva figli.

[Private Eyes, St. 2, ep. 9]

venerdì 15 febbraio 2019

David Mitchell ~ Cloud Atlas

Citazioni tratte dal libro:

Molteplici verità quanti sono gli uomini. Di quando in quando, mi è dato di scorgere di lontano una Verità più vera, nascosta tra imperfetti simulacri di se stessa, ma se faccio tanto d’avvicinarmi, questa di agita, sprofondando ancor di più nell’insidiosa palude del dissidio.

La mente ha orrore del vuoto ed è sua abitudine popolarlo di fantasmi.

Una pochade quando succede nella realtà, è una cosa tristissima.

Com’è volgare questa caccia al l’immortalità, quanto è vana, quanto è falsa. I compositori sono puri e semplici scribacchini di scritture rupestri. Si scrive musica solo perché l’inverno è eterno e perché, senza, i lupi e le tempeste di ghiaccio ci azzannerebbero alla gola anche prima.

La mia poesia era talmente “inutile da non essere nemmeno brutta”.

Non credere a niente finché non viene ufficialmente smentito.

È solo una mia impressione o le mie vecchie ferite mi fanno più male del solito ultimamente?

Ogni coscienza ha un interruttore da qualche parte.

Rozzo, ma efficace.

I pezzi del puzzle sono andati a posto. Io sono andato in pezzi.

...incrociamo e ripercorriamo le nostre vecchie tracce come pattinatori artistici.

Lo scoraggiamento porta a desiderare vite che non si sono mai vissute.

«Ammirami, perché sono una metafora».

Dietro ogni segreto si cela il timore della scoperta.

[...] ...non era un segreto, ma una trappola.

...non avevo tempo per la confusione.

Silenzio rumoroso.

Siamo ciò che sappiamo.

La rabbia forgia una volontà d’acciaio.

Se guardavo il cielo, avevo la sensazione di cadere in alto.

Il tempo è ciò che impedisce alla storia di verificarsi tutta insieme; il tempo è la velocità con cui scompare il passato. I film offrono a quei mondi perduti una breve resurrezione.

Esercizio di felicità.

...i suoi occhi, così antichi da intravedere il futuro.

C’avevo così tanti sentimenti nel petto, che non c’era spazio per tutti.

Le rivoluzioni sono sempre pura fantascienza finché non accadono; poi diventano realtà storiche inevitabili.

Il sacro è un nascondiglio ideale per il profano: sono così simili.

Perché il martire si offre al suo giuda? Perché intravede un obiettivo più alto.

...per quanti tu ne uccida non ucciderai mai il tuo successore.

Se tu potessi vedere il futuro, lo faresti?

Scrivere è una malattia così solitaria.

Non resteremo morti a lungo.

Nessuna condizione di tirannia può durare in eterno.

Nel singolo, l’egoismo abbruttisce l’anima; nella specie umana, egoismo significa estinzione.







mercoledì 9 gennaio 2019

Dove finisce il “lasciare andare” e dove inizia il “menefreghismo”, la “noncuranza”?
Dove finisce il “prendersi cura” e dove inizia l’’attaccamento”, l’ingerenza nella libertà altrui?
Dove finisce il distacco e dove inizia il cinismo?

venerdì 10 agosto 2018

Che posto assurdo gli ospedali. Un microcosmo autosufficiente dove vige incontrastata la regola dell’assurdo.
Malattia e morte continuamente sotto gli occhi dei vari operatori, infermieri e medici. Mestieri nobili e ingrati. 

Indifferenza e compassione si intrecciano. Sofferenza e vita che scorre nonostante tutto si fondono. 
Scorre lento il tempo, eppure scorre. 

Giornate infinite ad aspettare la fine della flebo, a sussultare ogni volta che il solito vecchio grida disperato, ad ascoltare le voci della tv in sottofondo, tra le chiacchiere di parenti-assistenti che solidarizzano e si confrontano. 

Ogni piccolo gesto o azione diventa un evento: l’arrivo del pasto, scendere al bar a prendere un caffè, l’arrivo di una faccia amica durante l’orario di visite. È qui che si rivaluta l’importanza delle piccole cose e delle persone, tutto ciò che si dava per scontato diventa improvvisamente importante e prezioso.

Ed è difficile trovare un senso in tutto ciò, ed è strano rendersi conto che il senso sia ricordarsi di quanto sia bello poter andare al cesso in assoluta autonomia senza doversi vergognare o infine arrendersi a doverla fare dentro ad un pannolone, una padella, un catetere. 

Ecco che cosa sono la salute e la libertà, avere padronanza dei propri sfinteri, ovvero poter cagare in santa pace e senza dipendere dagli altri. Verrebbe quasi da sorridere e pensare... che insegnamento di merda!

lunedì 6 febbraio 2017

Essere corpo

"Essere corpo" di Jader Tolja e Tere Puig


Quando si studia anatomia nel modo classico, questa non viene mai sperimentata dall'interno, ma sempre tramite intermediari: libri, modelli, pazienti.
Dopo aver completato un corso di laurea in medicina, chiunque è in grado di spiegare esattamente la struttura di un fegato, illustrarne le funzioni e le interrelazioni con gli altri organi. Quasi nessuno però si occupa del fatto che il fegato possa  anche essere "sentito", come esperienza viva e attuale.
A livello culturale, è interessante notare come questo aspetto venga completamente rimosso, e con esso anche la possibilità di rendersi conto di ciò a cui involontariamente si rinuncia. È come se l'anatomia esperienziale rappresentasse la faccia dimenticata dell'anatomia cognitiva. Non a caso i latini utilizzavano due verbi per esprimere il concetto di «sapere»: "cognosco" e "sapio"; il primo si riferiva soprattutto a una comprensione intellettuale, mentre il secondo proveniva da una radice che significa «assaporare, gustare». In realtà, nonostante i due aspetti siamo complementari e non si escludano reciprocamente, alle discipline che si "gustano" l'anatomia, come ad esempio la danza [ma anche lo yoga N.d.r.], manca un referente cognitivo sistematico e, viceversa, all'anatomia tradizionalmente intesa manca il "sapore".
~
C'è solo una cosa peggiore di non essere liberi: non essere liberi e credere di esserlo.
Dal film Dresden
~
L'aspetto forse più interessante di tutto l'universo moda è chiedersi come la mente sia arrivata a considerare «davvero belle» le scarpe che indossiamo, malgrado il dolore e le deformazioni che provocano al corpo.
[...]
Le persone che ritengono di poter scegliere in base al proprio gusto si percepiscono come libere. Questo succede perché si parte dal presupposto che il gusto si sia sviluppato liberamente. In realtà non è così: il gusto non è, come pensiamo, espressione della nostra libertà, ma la sintesi finale dei condizionamenti che abbiamo ricevuto, delle informazioni che abbiamo avuto e, soprattutto, di quelle che non abbiano avuto. Una volta che il nostro gusto si è formato, le nostre scelte (in questo caso di abbigliamento) sono obbligate e, per quanto possa essere messo in discussione, potrebbe non bastare il tempo di una vita a modificarlo. 
Quindi è privo di senso sia mettere in discussione le scelte operate in base al proprio gusto, sia tentare di cambiarlo. A renderci più liberi, infatti, non è compiere scelte non sentite, ma avere una diversa comprensione di quelle che ci ritroviamo a fare «spontaneamente». 
~
"Si insegna per quello che si dice. Ancora di più per quello che si fa. Ancora di più per quello che si è".
Ignazio di Loyola
~
Quando si sceglie una scuola o un corso, non si sceglie solamente una materia, ma sopratutto un modo di essere.
[..] 
Quando desideriamo apprendere qualcosa, in realtà non stiamo scegliendo solo cosa imparare - praticare yoga, ballare il tango o usare Photoshop -, ma anche il modo, il clima e il contesto in cui farlo. Questo è un bivio che spesso imbocchiamo senza farci troppo caso, ma in cui può valere la pena accendere i fari. Perché "come" si apprende determina quello che diventeremo molto di più di ciò che si apprende.
~
Finché non è nella carne, la conoscenza è solo rumore.
Proverbio africano
~
È piacevole guardare una persona che pratica e sapere che qualità come sensibilità, grazia, ritmo, profondità, intensità, attenzione, percezione, forza, personalità sono già naturalmente dentro quell'individuo e stanno solo aspettando l'occasione che vengano aggiornate le idee mentali che ne limitano il dispiegarsi.
~
C'è una sottile, ma cruciale differenza tra l'ormai popolare strategia aziendale di "far sentire" le persone importanti e l'accorgersi che invece le persone "sono" importanti.
La maggior parte delle persone passa sul posto di lavoro almeno la metà del proprio tempo da sveglia: ci si può permettere il lusso di lasciare in apnea per un periodo così lungo tutti gli aspetti che ci rendono umani, come l'emotività, il senso di appartenenza, il bisogno di significato, il bisogno di crescita, e così via?
Già da molti anni, si è capito che chi sente di appartenere emotivamente ad una determinata impresa e più soddisfatto e motivato per cui è anche più produttivo. [...] Ciò che tuttavia non sembra essere altrettanto chiaro è la differenza che passa, in azienda, tra il "far sentire" le persone importanti e il sentire che le persone "sono" importanti per davvero. In altre parole, tra il far finta di essere umani e l'esserlo veramente.
Che l'affettività, la solidarietà e altri aspetti umani siano un buon grimaldello per ottenere di più da chi lavora con noi o da chi è nostro cliente ormai è cosa nota. A non essere ancora ovvia è la differenza in termini di qualità della vita tra considerarsi reciprocamente limoni da spremere, oppure sentire si essere tutti parte di un medesimo albero di limoni.
~
Quando un team ha dei problemi è sempre per questione di Ego.
Pep Guardiola
~
"Fortunatamente, la maggior parte dei bambini impara a camminare prima che i genitori spieghino loro come fare".
Zach Kleiman
~
Ciò di cui ci si è dimenticati è che, storicamente, quella che oggi indichiamo come medicina "ufficiale", è diventata tale solo perché si è ufficializzata da sola. Come accade spesso all'interno di alcune professioni, un sottogruppo comincia a organizzarsi burocraticamente e politicamente, ma la forza organizzativa e politica, e magari i riconoscimenti e la diffusione di massa, non significano necessariamente il possesso della verità. Per la medicina ufficiale il processo non è molto evidente perché ha avuto luogo in un'altra epoca storica. Ma se guardiamo a processi analoghi più attuali - nel campo della psicoterapia, ad esempio - la dinamica è facile da cogliere.
~
È la verità a guarire. La verità è l'elemento comune a tutti i sistemi terapeutici efficaci.
John Upledger
~
Non ti preoccupare se il territorio che stai esplorando non corrisponde più alla mappa.
Lamya Bukhovina
~
Mentre il corpo è per sua natura cambiamento continuo, la mente, irrigidita dal tentativo di controllo del corpo e degli eventi, riesce a seguire tale percorso solo a scatti. Per questo motivo va in crisi ogni qual volta il cambiamento in atto, non essendo stato previsto, o risultando più profondo del solito, la costringe ad aggiornare le sue convinzioni. 
~
Ciò che è vitale cambia, si trasforma, diventa anche l'opposto di ciò che era prima.
~
La spiritualità e la compassione non si manifestano come risultato di una ricerca mentale o del dover fare chissà cosa, ma sono l'effetto collaterale di una resa profonda dell'Ego, che permette alle aree più intime e profonde del corpo di emergere e manifestare le qualità emotive ad essa corrispondenti.
~
La connessione braccia-cuore non è solo simbolica, è anche anatomica. L'innervazione di mani, braccia, polmoni e cuore parte dagli stessi spazi intervertebrali.
Le persone più aperte dal punto di visto emotivo, più autenticamente generose, le riconosci proprio perché sono molto presenti nei loro gesti e nel loro tocco. Possono essere anche persone minute, ma quando entri in contatto fisico senti la forza che c'è nell'esserci totalmente.
~
Spesso ci si scorda che riuscire a realizzare un cambio di prospettiva in un contesto abituale è molto più rivoluzionario, per la propria vita e per la società, di un cambio radicale di attività.
~
Ogni volta che neghiamo ciò che sentiamo dentro perdiamo un po' della nostra libertà. 
Fritz Perls






giovedì 18 agosto 2016

Hernàn Huarache Mamani ~ La profezia della curandera





(Frasi tratte dal libro)

Le madri parlano al mondo attraverso i loro figli e le maestre attraverso i loro allievi.

La luce della luna riflessa sul suo viso aveva rivelato tutta l'arrendevolezza, tutta la sua bellezza di donna innamorata. Per un istante si era sentita smarrita.

L'uomo che comunica con la natura è un uomo che conosce la verità, che comprende e che vive con maggior semplicità. Lontana dai concetti, dalle disquisizioni filosofiche, dai ragionamenti, la natura è chiara, semplice e complessa allo stesso tempo.

Chi davvero vuole, può. Ma per potere e volere, bisogna prima sapere e, sopratutto, osare. 

La Pachamama corre in nostro aiuto non appena abbiamo le idee chiare e un obiettivo preciso.

La natura si premura di usare qualche tipo di esca per fare in modo che le persone imparino "qualcosa". Nel tuo caso, se questo "qualcosa" riguardasse soltanto te, tu non lo impareresti mai. Ma, poiché c'è di mezzo qualcuno che desideri, ti senti costretta a prepararti a qualsiasi costo.

Oggi è un giorno speciale per te e, se un giorno arriverai a essere realmente ciò che sei, lo ricorderai per sempre. A partire da questo momento penserai solo alla tua vita. Lavorerai sodo ogni giorno per imparare a conoscerti meglio perché, solo conoscendo te stessa, potrai essere libera e, solo essendo libera, sarai in grado di affrontare ogni problema e ogni pericolo. La fede in te stessa sarà il tuo scudo e sarai cosciente di vivere la tua vera vita. 

Solo con la pazienza si può capire la natura.

Che cos'è l'amore? L'amore è la verità, la legge, la porta che si schiude sull'eternità. In qualsiasi luogo ti sia, ama, ama sempre. Solo così riuscirai ad avvicinarti la divino perché Dio è amore. L'amore è l'energia che ti conduce verso le piccole cose e le grandi cose, tutto l'Universo si muove grazie all'amore. Non esiste energia più potente.

Sei una viaggiatrice cosmica che si muove sulla terra e il tuo corpo è il mezzo che si trasforma mano a mano che tu procedi nel tempo. Il progredire o l'arrestarsi del tuo cammino dipendono unicamente da te. Sei tu che dovrai decidere e assumerti la piena responsabilità di ciò che farai, dirai o penserai. Nel tuo mondo, che è il tuo universo individuale, sei tu che dovrai creare, ma per creare, dovrai prima saper amare e per amare dovrai essere femmina, altrimenti non diventerai mai donna.

Il serpente è in sintonia con le donne, non con gli uomini. Simboleggia il nostro impulso di creazione, di rinnovamento e di conservazione. Il serpente sa che ogni donna è dotata di un'energia potente che crea e rigenera continuamente la vita e della quale può servirsi per dare la vita o la morte. Il serpente è un animale di terra, con il ventre in contatto con la terra e la schiena rivolta verso il cielo, in grado così di muovere sia l'energia terre sa che quella celeste.

La paura è una forma di energia. È come l'amore, come l'odio, come l'ira: è semplicemente energia volta in una determinata direzione. Sfida la paura e modificherai la sua direzione.

Figlia mia, oltre sapere che sei una donna molto potente, dovrai dedicarti anche a cercare nel tuo cuore il cammino che ti condurrà ala Pachamama. Il mistero dell'esistenza è il mistero della tua stessa anima; è per questo che per conoscerti dovrai avventurarti nel tuo mondo interiore, penetrare in quella zona sconosciuta del tuo essere  nella quale ritroverai la tua anima. Solo così, nella parte più profonda del tuo essere, incontrerai il tuo tempio. Solo così potrai apportare il tuo contributo alla realizzazione della profezia secondo la quale in questo ciclo cosmico il risveglio del femminile permetterà di risanare le ferite inferte a madre natura.

~~~~~

(da un'intervista sul libro)
La stella Sirio è un astro femminile. La sua presenza che aumenterà moltissimo a partire dal 2012, sarà un elemento che permetterà di potenziare l'essere umano.



martedì 15 dicembre 2015

Amo lo yoga perché ci rende liberi.

Lo yoga ci rende liberi. E oggi ci sono due modi per impedire allo yoga* di renderci liberi:

1) commercializzarlo
2) mostrarlo come qualcosa di irraggiungibile, per esempio con asana da contorsionisti, fuori dalla portata della maggior parte dei praticanti.

(Dagli appunti del workshop con Kristina Karitinou - Brescia novembre 2015).

*ma credo che si possa applicare a qualsiasi altra cosa.

martedì 30 giugno 2015

Sette brevi lezioni di fisica

Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Adelphi

La scienza ci mostra come meglio comprendere il mondo, ma ci indica anche quanto vasto sia ciò che non sappiamo.

I periodi di vacanza sono quelli in cui si studia meglio, perché non si è distratti dalla scuola.

Il genio esita.

Le equazioni della meccanica quantistica e le loro conseguenze vengono usate quotidianamente da fisici, ingegneri, chimici e biologi, nei campi più svariati. Sono utilissime per tutta la tecnologica contemporanea. Non ci sarebbero i transistor senza la meccanica quantistica. Eppure restano misteriose: non descrivono cosa succede a un sistema fisico, ma solo, ma solo come un sistema fisico viene percepito da un altro sistema fisico. Che significa? Significa che la realtà essenziale di un sistema è indescrivibile? Significa solo che manca un pezzo alla storia? O significa, come a me sembra, che dobbiamo accettare che la realtà sia solo interazione?

La nostra conoscenza cresce, e cresce davvero. Ci permette di fare cose nuove che prima non immaginavamo nemmeno. Ma nel crescere ci apre nuove domande. Nuovi misteri.

Quando Einstein muore, Bohr, il suo grandissimo rivale, ha parole di commovente ammirazione. Quando pochi anni dopo muore Bohr, qualcuno prende una fotografia della lavagna nel suo studio: c'è un disegno. Rappresenta la «scatola piena di luce» dell'esperimento mentale di Einstein. Fino all'ultimo, la voglia di confrontarsi e capire di più. Fino all'ultimo, il dubbio.

La meccanica quantistica e gli esperimenti con le particelle ci hanno insegnato che il mondo è un pullulare continuo e irrequieto di cose, un venire alla luce e uno sparire continuo di effimere entità. Un insieme di vibrazioni, come il mondo degli hippy degli anni Settanta. Un mondo di avvenimenti, non di cose.

La Natura si sta comportando con noi come quell'anziano rabbino da cui erano andati due uomini per dirimere una contesa. Ascoltato il primo, il rabbino dice: «Hai ragione». Il secondo insiste per essere ascoltato, il rabbino lo ascolta, e gli dice: «Hai ragione anche tu». Allora la moglie del rabbino, che orecchiava da un'altra stanza, urla: «Ma non possono avere ragione entrambi!». Il rabbino ci pensa, annuisce, e conclude: «Anche tu hai ragione».

Specchiandoci negli altri e nelle cose, impariamo chi siamo. [...] Non solo impariamo, ma impariamo anche a cambiare gradualmente la nostra struttura concettuale, e ad adattarla a ciò che impariamo. E quello che impariamo a conoscere, anche se lentamente e a tentoni, è il mondo reale di cui siamo parte. [...] Questa comunicazione fra noi e il mondo non è qualcosa che ci distingue dal resto della natura. Le cose del mondo interagiscono in continuazione l'una con l'altra, e nel fare ciò lo stato di ciascuna porta traccia dello stato delle altre cose con cui ha interagito: in questo senso esse si scambiano di continuo informazione le une sulle altre.

La nostra intensa sensazione di libertà interiore, come Spinoza aveva visto acutamente, viene dal fatto che l'idea e le immagini che abbiamo di noi stessi sono estremamente più rozze e sbiadite del dettaglio della complessità di ciò che avviene dentro di noi. Noi siamo sorgente di stupore per noi stessi. Abbiamo cento miliardi di neuroni nel nostro cervello, tanti quanti le stelle di una galassia, e un numero ancora più astronomico di legami e combinazioni in cui questi possono trovarsi. Di tutto questo non siamo coscienti. «Noi» siamo il processo formato da questa complessità, non quel poco di cui siamo coscienti. [...] La vita sulla terra non è che un assaggio di cosa può succedere nell'universo. La nostra anima non ne è che un altro.

Per natura amiamo e siamo onesti. E per natura vogliamo sapere di più. E continuiamo ad imparare. La nostra conoscenza del mondo continua a crescere. Ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. [...]

Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l'oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato.

venerdì 30 maggio 2014

In samastitihi c'è già tutto quello di cui hai bisogno

"Un allievo chiese al mio amico Richard Freeman quante serie avesse l'ashtanga vinyasa yoga. 

- Tutte quelle di cui tu hai bisogno, rispose.

Più si impara e si cresce, e più si trova 'tutto' già in samastitihi. Poi ognuno è libero di 'aggiungere' tutto ciò che ancora gli serve."

Chuck Miller 


Dagli appunti del workshop
Torino, 16-18 maggio 2014

Un giovane Pattabhi Jois in samastitihi

sabato 5 aprile 2014

Un canto di sfida per un canto d'amore

Succede che gli uccelli che vivono in gabbia, anche se gli apri la porta non fuggono. I cardellini, a volte, dalla rabbia si scagliano contro le sbarre. Ma pure loro, se gli apri la griglia non scappano. Se ne stanno lì, in un angolo, a guardare. Forse sono tentati di volare via, ma non trovano il coraggio.

Mio padre mi ha spiegato che tra gli uccelli piccoli il pettirosso è quello più coraggioso, non ha paura di niente. A volte lo senti che canta di notte, per sfidare il buio. Anche l’usignolo canta di notte, ma solo quand’è in amore. Allora può succedere che anche un orecchio esperto scambia un canto di sfida per un canto d’amore.


Dal film L'intervallo di Leonardo Di Costanzo (2012)




martedì 4 dicembre 2012

Non conosco altri modi di baciare.

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca che bacio
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio

il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso

(Come ti si dovrebbe baciare ~ Erich Fried)