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sabato 27 gennaio 2018

«Ma come fai a parlare con tanta calma stando a testa in giù?» chiese Alice. Il Cavaliere parve sorpreso della domanda. «Che importa dove si trova il mio corpo?» disse. «La mia mente continua a funzionare lo stesso. Anzi, più sto a testa in giù e più cose nuove invento».

Lewis Carrol, Attraverso lo specchio è quello che Alice vi trovò.

sabato 8 ottobre 2016

La legge di Murphy applicata allo yoga #31

Assioma del parallelismo illusorio.

Se pensi davvero che due rette parallele non si incontrino mai, prova a fissare le linee del parquet mentre sei in sirsasana.

domenica 9 agosto 2015

La legge di Murphy applicata allo yoga #8

Regola del grande mistero delle inversioni:
Sirsasana lo riesci a fare a centro shala, Pincha Mayurasana no.

Corollario di Ewa:
Saper cadere bene da sirsasana è più importante di saperci salire bene.

sabato 6 giugno 2015

Darby's quotes


You have the body that you need

Don't worry be happy

To learn asana stay in West

What you are ready for is what you'll get for.

If you are a thief with ashtanga you are a better thief
(Citando David Swenson)

Practice and let the practice take care of you.


Aneddoti raccontati da Joanne e da Darby:

Joanne Darby e il sul suo sirsasana di un'ora. 

Tutto iniziò quella volta che Guruji in shala la vide in posizione le disse: "Scendi quando torno". Salvo poi essere rapito da una chiamata internazionale lunghissima e dimenticarsi di lei a testa in giù. Quando dopo un'ora tornò, passata la sorpresa di trovararla ancora nell'asana e fresca come una rosa, le suggerì di farla sempre così a lungo! Alla domanda di uno studente: "Come ci si sente a stare un'ora in sirsasana?", Joanne, molto candidamente risponde: "I couldn't stay one hour on my feet, but i stay one hour on my head!" 

Molte persone dopo Kapotasana iniziano a piangere, perché è una posizione che tira fuori il cuore spezzato, facendo riemergere prepotentemente vecchie memorie. 
Quando questo succedeva cosa diceva Guruji a chi piangeva? "Jump back!"


(Quote e aneddoti tratti dagli appunti del Workshop con Mark e Joanne Darby, presso AYBO Bologna, 25-30 aprile 2015
Nella foto un momento del workshop, da sinistra a destra: Margherita Barbisio, Joanne Darby, Mark Darby, Giuliano Vecchiè)



martedì 27 agosto 2013

Yoga, intelligenza integrale (l'intervista di Yoga Journal a Gabriella Giubilaro)

Lo yoga non è [solo] diventare flessibili , è diventare più intelligenti. Non solo nel corpo, ma anche nella mente.

Molte persone si rivolgono allo yoga per stare meglio, ma per stare bene non si può prescindere da una corretta alimentazione.

Un buon insegnante è colui che sa sviluppare e risvegliare l'intelligenza delle persone, è colui che ha la capacità di portare l'attenzione della persona là dove non la porta, che sa guidare l'allievo a non compensare, a saper connettere tutto il corpo, a rispettare l'integrità. In sei anni mi sono laureata in fisica, invece dopo sei anni di yoga ero niente. Per lo yoga ci vuole più tempo. Dopo dodici anni tenevo dei seminari, pensavo di sapere, perché ero in grado di spiegare le posizioni ma non sapevo leggere il corpo mio e degli altri come ora, non sapevo aiutare come sono in grado di fare ora. Quando ho iniziato a praticare yoga ero molto rigida e pensavo che dovevo imparare a diventare flessibile; ora so che il compito non è questo. Bisogna imparare ad essere forti in maniera diversa, forti grazie all'allineamento dello scheletro, al rinforzare i muscoli interni rilassando quelli esterni.

Mi affeziono alle persone. Cerco di andare negli stessi posti, cercò di dare continuità agli alunni, così da essere testimone della loro evoluzione.

Per chi vuole praticare e ha poco tempo suggerisco di fare le posizioni capovolte perché danno stabilità e forza alla colonna, ossigenano il cervello, rendono forte il cuore. Aiutano il sistema immunitario.

È difficile cambiare, la trasformazione richiede più di quanto in generale le persone sono disposte a fare. Si fugge dal cambiamento con mille scuse, per non affrontarlo. È vero che Guruji [B.K.S. Iyengar] ti può spaventare, io l'ho sentito il primo anno. È che lui ti sprona con severità ma poi, dopo, ti guarda e sorride e allora capisci che lo fa per te. Se non riesci a superare quel momento, se non arrivi al sorriso, vedi solo il lato negativo. Lui ha una capacità di vedere e capire le persone straordinaria, di fronte a lui sei nudo. Ho fatto dei seminari con lui assieme a 1000 persone e ognuno si sentiva osservato.


(Stralci dell'intervista a Gabrilella Giubilaro su Yoga Journal nr. 75 ~ agosto 2013)