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giovedì 29 ottobre 2020

Ama
Gioisci
Fluisci

Lascia andare il bisogno di auto-boicottarti.
Lascia andare il bisogno di rinunciare alla felicità
In nome di cosa? Di questo benedetto retaggio cattolico per cui la sofferenza è moralmente migliore della felicità? Ma sei proprio sicura che sia davvero così?

Basta scappare quando ti succede qualcosa di bello e di buono. Basta rinunciare senza appello appena senti qualcosa di diverso da quello a cui sei abituata. È proprio nella fine di un’abitudine, nel nuovo che succede la magia, è nel cambiamento che si compie l’alchimia.

Lascia andare la paura, cosa potrà mai succedere? Un rigetto? È comunque una forma di liberazione.

Siamo nati per amare e gioire, il dolore è “solo” un insegnamento, profondo e fondamentale, ma temporaneo.
È grazie al dolore trasformato in empatia se non siamo una massa di fottutissimi stronzi. O almeno non lo siamo al 100%.
Al contrario, restare ancorati alla sofferenza, senza superarla, ci rende insensibili ai nostri bisogni e agli altri.

Siamo nati per congiungerci all’amore e alla felicità. Vado in quella direzione, se vuoi venire con me sarà bello camminarsi a fianco. Ma se resti ancorata alla tua sofferenza, perdonami, io qua non mi posso più fermare.

giovedì 4 aprile 2019

“Non abbiamo creduto in lei perché è cambiata, è cambiata perché abbiamo creduto in lei”.
Grande Puffo su Puffetta
(Dal film I puffi 2, 2013)

lunedì 25 febbraio 2019

Promemoria per me stessa e per chiunque lo trovi utile: tutte le volte che mi sento terrorizzata di fronte ad un cambiamento, ricordare che le cose più terribili e inquietanti sono quelle che non cambiano mai.

giovedì 22 settembre 2016

- Quanto cazzo sei cambiata in dieci anni...
- In meglio o in peggio?
- Boh, forse in peggio, però mi piaci di più.

martedì 14 giugno 2016

"Una delle cose che l'ego non ama proprio è il cambiamento. Per questo motivo, costruisce scatole fatte di giudizi, opinioni e idee per proteggersi dalle novità. La sua natura è molto simile a quella di un trasformista che cambia costantemente vestito per rappresentare personaggi sempre diversi, al tempo stesso nascondendo se stesso dai veri cambiamenti che la vita gli offre. Per fare ciò, l'ego crea la separazione fra ciò che considera piacevole o spiacevole, positivo e negativo, degno o indegno. Ed è proprio qui, nella divisione tra gli opposti, che comincia la lotta. Quando si separano due aspetti spesso se ne condanna uno esaltando l'altro e si perde l'armonia del tutto. [...] L'espansione della consapevolezza è una delle chiavi per cambiare la prescrizione dei nostri occhiali interiori e allargare i confini dell'ego. Ai nostri occhi le singole situazioni continuano a conservare le proprie caratteristiche e magari a coinvolgerci. Ma osservarle come parte di un disegno completo ci consente di apprezzare la diversità nel grande caleidoscopio che la vita ci offre a ricercare una traccia divina in esse".

Andrea Boni su Yoga Journal maggio 2016

sabato 14 maggio 2016

Amore, passione, ideale.
O ti tradisce, o ti trasforma, o ti uccide. Scegli tu.

Osha

venerdì 1 gennaio 2016

"Niente è sbagliato, tutto è verità"

Niente è sbagliato, tutto è verità. Le situazioni cambiano, e così deve essere. Lasciare tutto andare e venire, gestire le circostanze con equilibrio e con il cuore. Niente è di nostra proprietà, niente è da perdere, niente è da vincere. Abbandonare il passato e il futuro per vivere solo nel presente, con pace, amore, gioia e stabilità.

Swami Joythimayananda

Yoga Journal nr. 99

Dicembre 2015 - gennaio 2016

domenica 13 dicembre 2015

venerdì 23 ottobre 2015

Parole che amo: cambiamento e trasformazione

Trasformare, dal latino trans (al di là) + formare, letteralmente cambiare forma.

Più interessante l’origine di cambiamento, dal greco kambein o kampein, curvare, piegare, girare in torno.

La trasformazione è il segno tangibile e visibile di qualcosa che prende una forma diversa, è la manifestazione esteriore di un cambiamento.

Il cambiamento è quasi un ripiegarsi in sé stessi, in modo più profondo e più intimo, spesso è frutto di un processo evolutivo naturale e inevitabile, tanto che a volte all'inizio non viene nemmeno percepito, resta invisibile all'esterno. Ma quasi sempre è un processo più radicale che prima o poi darà vita ad una trasformazione.

lunedì 12 ottobre 2015

La legger di Murphy applicata allo yoga #14

Postulato delle variabilità delle stagioni stagioni e dell'elasticità della colonna.

Capisci che l'estate è finita e l'inverno sta arrivando non già per l'allerta meteo, per le castagne o perché fa buio presto, ma perché il corpo diventa improvvisamente più rigido e la pratica delle asana diventa ineluttabilmente più pesante.

mercoledì 9 settembre 2015

Om shanti

"L'intento è fondamentale. Più della pratica stessa.
L'intenzione ti offre un punto fermo di appoggio e di rientro nella quiete.
Ti libera da pensieri inutili.

Formula la tua intenzione senza pensarci troppo, portala con te sempre sul tappetino ed a essa invia l'energia della tua pratica. Scegli un mantra e un mudra e tienili fino che non avrai ciò che hai chiesto.
Dài energia a ciò che ti fa bene, puoi cambiare istantaneamente."

(Om shanti)

~~~


Uno dei discepoli chiese:
«Dicci come fare per spostarci dentro».
Allora il Maestro disse:
«Cominciate con il porvi in Lui.
Non andate nelle spaccature.
Perché, in verità, non vi è frontiera.
Soltanto gli occhi creano la frontiera
perché non vedono il Dentro che sta nel fuori.
Solo l’Occhio crea l’unione.
È attraverso l’occhio che vi porrete in Lui.
L’Occhio crea il Mondo, che fa i mondi.
L’Orecchio che intende crea l’Occhio e lo fa crescere.
Così, la realtà che si apre all’Occhio ed all’Orecchio
apre la strada ad un’altra realtà.
L’Uno nutre il molteplice
e il molteplice rimanda sempre all’Uno.
Vi annuncio: non separate,
spostatevi fra le separazioni.
È in questo modo che voi vi porrete in voi.
Questa è la via della quiete,
perché la quiete è il centro del cambiamento».

-Dal Vangelo di Maria Maddalena-

giovedì 11 giugno 2015

Pensare col corpo

Pensare col corpo di Jadier Tolia e Francesca Speciani

Come qualcuno si sarà accorto sono rimasta molto entusiasta del libro "Pensare col corpo". In questo post ho raccolto una selezione di passi e di citazioni del e dal libro, alcune già postate su Facebook, altre no.

L'ho amato perché è un libro di facile lettura ma dagli spunti molteplici. Per quanto mi riguarda, la "lezione" che più di ogni altra ho fatto mia è che scegliere la "medicina alternativa" non vuol dire preferire l'omeopatia o i rimedi naturali al posto dei farmaci tradizionali. Scegliere la "medicina alternativa" significa smettere di "tenere le persone nemiche del sintomo e invece aiutarle a trovare un contatto più profondo con sé stesse", inducendole a riflettere sulle cause all'origine del disturbo. Indipendentemente dalla soluzione terapeutica che poi si sceglie. Detto così sembra una cosa semplice, in realtà non lo ho è per niente. Gli autori suggeriscono a chi vuole fare qualche passo in questo senso, di partire ponendo(si) alcune domande sui sintomi da indagare. In particolare:- dove compaiono?- quando compaiono?- cosa impediscono di fare?Non necessariamente le risposte ci saranno o saranno intuitive, e in alcuni casi nemmeno necessarie. Ma l'idea di poter dare una causa all'origine di alcuni disturbi può aiutare molto, anche solo a conoscersi un po' meglio.

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Gli indiani Pueblo mi dissero che tutti gli americani sono pazzi. Naturalmente ne fui stupito e chiesi perché. Risposero: "Be', dicono che pensano con la testa. Nessun uomo sano di mente pensa con la testa".
Carl Jung

Il sintomo non è che una zona d'ombra da indagare, come un aspetto di sé che non si riesce a vivere e a concretizzare. Nel sintomo è già presente la parte di sé che ancora non è emersa alla coscienza. In questo senso, prendere coscienza degli aspetti di sé sui quali il sintomo chiede di portare l'attenzione porta a completarsi, quindi a guarire. 

Sembra che la natura sia in grado di darci solo malattie molto brevi. La medicina ha inventato l'arte di prolungarle.
Marcel Proust

I tre quarti delle malattie delle persone intelligenti provengono dalla loro intelligenza.
Marcel Proust

Mente bizzarra in corpo sano e mente sana in corpo bizzarro.

Guarigione e conoscenza. Guarigione è conoscenza.

Ci sono edifici muti, edifici che parlano, edifici che cantano.
Socrate

Pagina senza citazioni (arredata zen)

Al debutto, Zio Vanja di Čechov risultava prolisso e durava tre ore e mezza. Čechov lavorò tre giorni al testo e tagliò un'ora di spettacolo. Ma andato nuovamente in scena, la durata era sempre di tre ore e mezzo. "Ma come? Avete inserito dell'altro testo?" chiese Čechov. E il regista Stanislavskij: " No, abbiamo inserito le giuste pause".

Azione e contemplazione sono quindi due funzioni complementari. Questa complementarità non si può dissolvere se non a prezzo di una perdita del loro significato: l'azione crea un mutamento fisico, fa succedere qualcosa, ne vediamo gli effetti; crea quella che definiamo "un'esperienza". Ma solo quando è seguita da uno stato di quiete che rende possibile assaporarla, lasciare che sedimenti dentro di noi è che si integri, l'esperienza acquista senso e valore.

Dovunque il respiro venga trattenuto si crea una barriera.

In natura, come sappiamo, non esiste la separazione tra pulito e sporco, della quale siamo noi essere umani interamente responsabili. L'esigenza di avere una casa «pulita» comporta inevitabilmente un ambiente esterno più «sporco», perché quello che viene buttato fuori (scarichi, detersivi, spazzatura, gas, eccetera) la natura non sempre è in grado di riciclarlo. Prima di essere buttate nella spazzatura, le cose sono pulite. Ma appena vi arrivano, il contatto con ciò che è stato buttato prima le sporca.

Come direbbe Montalbán, rilassare gli sfinteri dell'anima.

Viene allora da chiedersi se siano proprio i condizionamenti religiosi e familiari o le regole morali a dettare il nostro comportamento sessuale, o se piuttosto non siamo noi a scegliere più o meno consciamente i condizionamenti, la religione, la morale, i valori familiari che in quel momento sono adeguati alla nostra fase di evoluzione psichica, mentale, emotiva, corporea. [...] In fondo, i condizionamenti si tengono anche perché sono funzionali.

Le tensioni del corpo, e in particolar modo quelle distribuite lungo la colonna vertebrale, corrispondono alle zone in cui appare necessario operare una sorta di separazione, o di un'esclusione inconsapevole di qualche aspetto di sé.

Paradossalmente, sprofondare verso il centro del proprio essere, anche a livello fisico, porta a ritrovare dentro di sé un forte senso di appartenenza al mondo esterno, esattamente come, andando ad analizzare le strutture subatomiche della materia, ci si ritrova a contatto con dimensioni che trascendono il tempo e lo spazio. [...] Mentre gli strati più esterni dell'organismo non informano gli strati più interni, il coinvolgimento in un rapporto fisico degli strati più interni rivoluziona completamente anche quelli più esterni.

Il termine commercio [...] contiene la radice merxdi Mercurio ed è quindi legato, almeno etimologicamente, a qualcosa di divino.

Tutti coloro che bevono questo rimedio guariscono in breve tempo, tranne coloro a cui non fa bene, che muoiono tutti.
Galeno (medico dell'antichità lo scriveva sui suoi preparati)

Dare aiuto agli altri non è che un falso antidoto alla paura della propria impotenza. [...]È la natura stessa a limitarci: non possiamo crescere al posto di un altro, affrontare la paura di un altro, soffrire al suo posto né fare scelte di vita che sono esclusivamente di sua competenza. Chi si rivolge al medico, in genere lo fa perché si sente impotente di fronte alla sua malattia. E il medico, offrendo una soluzione, ha modo di «vincere», almeno temporaneamente, il proprio senso di inadeguatezza. Anche se la negazione della propria impotenza impedisce di riconoscere i propri limiti e la complessità della situazione, ha tuttavia il grosso vantaggio di tranquillizzare entrambi. Ma le conseguenze sono quasi sempre a carico di chi viene curato.

L'autonomia implica il diritto di fare errori, di avere rimorsi, di scegliere senza saggezza, di comportarsi da sciocchi.
Petr Skrabanek 

Se il corpo di un individuo è l'espressione della sua storia, ogni malattia e ogni sintomo dicono qualcosa su tutta la persona. Ogni disturbo altro non è che un segnale dell'organismo di fronte al quale si hanno fondamentalmente due scelte. Si può sopprimere il segnale perché è fastidioso, doloroso o costringe a modificare i propri piani, oppure si può dargli attenzione, sentire cosa dice di sé e muoversi di conseguenza, anche a costo di modificare la propria visione della realtà e il modo in cui si pensa a sé stessi o alla propria situazione, come spesso accade a chi si trova di fronte a patologie gravi.
Nessuna delle due scelte è giusta o sbagliata in sé, perché le priorità sono diverse per ciascun individuo - e anche per la stessa persona cambiano a seconda dei momenti -, ma cogliere la differenza è il primo passo per non subire i processi di cui si è protagonisti e quindi per poterli facilitare e incontrare invece di viverli, paranoicamente, come dispetti del destino o, tragicamente, come aspetti casuali e incontrollabili della vita.

Essere «responsabili» della propria salute non ha niente a che fare con l'essere «colpevoli» della propria malattia. [...] Cosa c'entra tutto questo con il mal di testa? Significa che la nostra sofferenza ha a che fare con noi. Sta dicendo qualcosa su di noi, della nostra vita, forse della nostra alimentazione, di ciò che pensiamo di essere, di ciò che facciamo, di come e di con chi viviamo, di come e con chi lavoriamo. Di dove viviamo e delle abitudini che abbiamo. Del nostro rapporto con gli altri. Della nostra storia e del nostro futuro. Quanto ci costa sopprimerlo con un'aspirina? E davvero stiamo sopprimendo solo la sofferenza, o anche tutto il bagaglio di informazioni che ci sta offrendo? [...] Solo se teniamo nella dovuta considerazione anche ciò da cui quel dolore è maturato e cresciuto fino a manifestarsi come campanello d'allarme potremo parlare di «guarigione». Da qui la responsabilità - che è di chi soffre e anche di chi cura - di trovare insieme la soluzione migliore, ovvero le informazioni capaci di ridurre la sofferenza, ma nello stesso tempo di non trascurarne il senso.

La comparsa di un significato in ciò che accade - che si tratti di una malattia, di una squalifica, di un avvenimento inatteso - porta sempre con sé un sollievo.

Il corpo non è che il mezzo tramite il quale l'anima ci insegna. L'anima è come il vento e il corpo è come la sabbia, sulla quale l'anima lascia le proprie tracce. Come afferma Bonnie B. Cohen [...] «se vuoi sapere come soffia il vento, è alla sabbia che occorre guardare».

Vorrei far sentire i sapori della vita con il palato a tutti coloro che li sentono con la testa.
Winny

Il sapere ottenuto tramite il sentire e l'assaggiare è ben diverso dalla conoscenza, che è un processo quasi esclusivamente mentale.

Il nostro corpo è qui, ora: chi vuole può sentirlo, e raccogliere le sue reazioni.

Vogliamo o no che la nostra vita sia orientata da ciò che sentiamo?

Sono stato e sono tuttora un cercatore, ma ho smesso di fare domande a stelle e libri; ho cominciato ad ascoltare gli insegnamenti che il mio sangue mi sussurra.
Hermann Hesse

Simbolo deriva infatti dal greco syn-ballein, che significa legare insieme.

Tra le diverse cosmologie a cui si può fare riferimento, il corpo è la più completa e tangibile. Nel corpo vengo rappresentati tutti i processi archetipici universali - il cervello come intelletto, il cuore come affettività, il fegato come forza, il sangue come passione, eccetera. [...]Noi d'altra parte ci troviamo nel periodo storico e nell'area geografica in cui si è verificata la maggiore dissociazione tra psiche e corpo registrata dalla storia dell'umanità. In un'economia globale, l'Occidente industrializzato non è poi tanto diverso dall'adolescente che si perde al computer per ore, dimenticandosi di tutto il resto, forse perché in quel momento della sua crescita sta sviluppando specifiche funzioni cerebrali e neurologiche. Per la prima volta è possibile vivere senza una necessità pratica del corpo: automobili, ascensori, energia elettrica, telecomando permettono di credere di non averlo e, nel caso ci accorgessimo di averlo per l'insorgenza di una malattia o di un dolore, abbiamo infiniti strumenti - sia chimici (come gli analgesici) sia culturali (come la televisione o i ritmi lavorativi) - per riuscire a dimenticarcene. [...]Il corpo con le sue sensazioni - e anche con le sue malattie - continua infatti a essere il canale principale di collegamento con la totalità del nostro essere. È l'Olimpo personale in cui giocano tutti gli «dèi» del sé più profondo. Estirpare dal corpo le proprie radici separa la persona dal parlamento dove sono rappresentati tutti gli aspetti della sua anima.
Nascere in questo periodo storico e in questa cultura ci ha sicuramente portato molto lontano. Forse è ora di tornare a casa.

a.

martedì 10 giugno 2014

Pain and gain

"La cosa più difficile del cambiare se stessi è cambiare il modo in cui gli altri ti vedono"
Daniel Lugo


Dal film Pain & Gain di Michael Bay, 3013



martedì 27 agosto 2013

Yoga, intelligenza integrale (l'intervista di Yoga Journal a Gabriella Giubilaro)

Lo yoga non è [solo] diventare flessibili , è diventare più intelligenti. Non solo nel corpo, ma anche nella mente.

Molte persone si rivolgono allo yoga per stare meglio, ma per stare bene non si può prescindere da una corretta alimentazione.

Un buon insegnante è colui che sa sviluppare e risvegliare l'intelligenza delle persone, è colui che ha la capacità di portare l'attenzione della persona là dove non la porta, che sa guidare l'allievo a non compensare, a saper connettere tutto il corpo, a rispettare l'integrità. In sei anni mi sono laureata in fisica, invece dopo sei anni di yoga ero niente. Per lo yoga ci vuole più tempo. Dopo dodici anni tenevo dei seminari, pensavo di sapere, perché ero in grado di spiegare le posizioni ma non sapevo leggere il corpo mio e degli altri come ora, non sapevo aiutare come sono in grado di fare ora. Quando ho iniziato a praticare yoga ero molto rigida e pensavo che dovevo imparare a diventare flessibile; ora so che il compito non è questo. Bisogna imparare ad essere forti in maniera diversa, forti grazie all'allineamento dello scheletro, al rinforzare i muscoli interni rilassando quelli esterni.

Mi affeziono alle persone. Cerco di andare negli stessi posti, cercò di dare continuità agli alunni, così da essere testimone della loro evoluzione.

Per chi vuole praticare e ha poco tempo suggerisco di fare le posizioni capovolte perché danno stabilità e forza alla colonna, ossigenano il cervello, rendono forte il cuore. Aiutano il sistema immunitario.

È difficile cambiare, la trasformazione richiede più di quanto in generale le persone sono disposte a fare. Si fugge dal cambiamento con mille scuse, per non affrontarlo. È vero che Guruji [B.K.S. Iyengar] ti può spaventare, io l'ho sentito il primo anno. È che lui ti sprona con severità ma poi, dopo, ti guarda e sorride e allora capisci che lo fa per te. Se non riesci a superare quel momento, se non arrivi al sorriso, vedi solo il lato negativo. Lui ha una capacità di vedere e capire le persone straordinaria, di fronte a lui sei nudo. Ho fatto dei seminari con lui assieme a 1000 persone e ognuno si sentiva osservato.


(Stralci dell'intervista a Gabrilella Giubilaro su Yoga Journal nr. 75 ~ agosto 2013)












martedì 21 agosto 2012

Yoga quotes


Navigando per il web mi sono imbattuta in questo post di citazioni yoga. Mi sono piaciute molto perché alcune non le conoscevo ancora, sono divise per argomento e, in realtà, anche io da tempo stavo pensando ad un post simile. 

Così, ispirandomi dal post di Claudia Yoga, ho deciso di riportare un po' di frasi anche io. Alcune sono tratte dalla letteratura tradizionale dello yoga, altri sono di autori famosi non necessariamente legati allo yoga, la maggior parte sono citazioni di insegnanti più o meno conosciuti, riprese durante le loro lezioni o interviste. 

Per ogni quota c'è il link che rimanda alla fonte da cui l'ho presa, se manca il link vuol dire che è una frase molto diffusa e si può trovare facilmente su google. 

Le frasi prese dal blog di Claudia Yoga le ho tradotte io (tranne un paio, quelle già molto note anche in italiano), riporto anche la frase in inglese di modo che eventualmente possano essere segnalate eventuali imprecisioni di traduzione. 

Se avete voglia segnalatene altre, o indicate la vostra preferita e il motivo. 
Io adoro quelle che parlano del respiro e del sorridere durante la pratica.
Grazie! 

~~~

Good yogi, no worries. ~ BNS Iyengar

Gandhi è stato l'ultimo yogi. ~ Sharat Rangaswamy

Senza chapati (pane indiano), non c'è forza (di praticare)
No chapati, no strenght. ~ Pattabhi Jois (ripresa dal nipote Sharat Rangaswamy)

L'energia è l'eterno piacere ~ William Blake

Sadhana (la pratica dello yoga) è una trasformazione graduale, da uno sforzo pieno di sforzo allo sforzo senza sforzo, che minimizza lo sforzo fisico ed esalta le qualità dell’ intelligenza nell’osservazione e nell'attenzione, affinchè il sadhaka (il praticante) possa utilizzarle per penetrare il proprio obbiettivo: l’aquisizione della conoscenza e dell’esperienza spirituale. ~ B.K.S. Iyengar

I piedi non sono mai nell’elemento aria. ~ B.K.S. Iyengar

Dimenticate i video che avete visto o i “bravissimi” del materassino accanto! E’ la vostra pratica: godetevela! 

Se ci sforziamo il respiro diventerà costretto o forzato. Se non siamo focalizzati il respiro sarà sommerso dal suono dei nostri pensieri. Mantenete la consapevolezza sul respiro e ogni istante sarà una meditazione. ~ David Swenson

Grazie a Patañjali lo Yoga, da tradizione "mistica", si è trasformato in "sistema filosofico". ~ Mircea Eliade

Lo yoga aiuta a vivere più a lungo...se si sopravvive all¹Ashtanga! ~ Lino Miele

Il corpo non è rigido, la mente è rigida! 
Body is not stiff, mind is stiff. ~ Sri K. Pattabhi Jois

Chiunque può respirare. Dunque chiunque può praticare yoga.
Anybody can breathe. Therefore anybody can practice yoga. ~ T.K.V. Desikachar

Prima di aver praticato la teoria è inutile. Dopo aver praticato la teoria è ovvia.
Before you've practiced, the theory is useless. After you've practiced, the theory is obvious. ~ David Williams

La risata scaccia i litigi.
Laughter drives shouting away. ~ Indra Devi

Fa che il tuo parlare sia vero e gentile.
Let your speech be true and sweet. ~ Shri T. Krishnamacharya


Lo yoga è la fonte della giovinezza. Più la tua schiena è flessibile, più sei giovane.
Yoga is the fountain of youth. You're only as young as your spine is flexible. ~ Bob Harper

L'età osserva, la giovinezza si avventura.
Age considers; youth ventures. ~ Rabindranath Tagore

Se la compassione che provi non comprende anche te stesso, è incompleta.
If your compassion does not include yourself, it is incomplete. ~ Jack Kornfield

Il silenzio non è silenzio. Il silenzio parla. Ed è molto eloquente. Il silenzio non è immobile. Il silenzio conduce. Conduce quasi perfettamente.
Silence is not silent. Silence speaks. It speaks most eloquently. Silence is not still. Silence leads. It leads most perfectly. ~ Sri Chinmoy

Quando si sperimenta la verità, scompare la stupida abitudine di lamentarsi degli altri.
When one experiences truth, the madness of finding fault with others disappears. ~ S.N.Goenka

Siamo ciò che pensiamo.
All that we are is the result of what we have thought. ~ Buddha

Se in qualche modo sono ricco, lo sono più di perplessità che di certezze.
Si de algo soy rico es de perplejidades y no de certezas. ~ Jose Luis Borges

La prima ricchezza è la salute.
The first wealth is health. ~ Ralph Waldo Emerson

Sorridere (durante la pratica) è facoltativo, ma altamente raccomandato.
Smiling is optional but highly recommended. ~ Nicki Doane

Continuate a sorridere, è solo yoga! 
Keep smiling, it's only yoga! ~ David Swenson 

Non vediamo le cose per quello che sono, vediamo le cose per quello che siamo.
We don't see things as they are, we see things as we are. ~ Anais Nin




giovedì 16 agosto 2012

Parinama परिणाम - Evolversi con lo yoga

"Il cambiamento autentico e durevole inizia con il disagio e termina con la gioia e il rispetto per sé stessi."

Praticando yoga si modifica il corpo,
modificando il corpo si modifica la mente,

modificando la mente si modifica lo spirito.

Lo yoga è cambiamento, in sanscrito "Parinama" - परिणाम.

(Questo post è stato tratto da www.yogasutra.it, per la precisione da questo post)