Alla tua libertà e ai tuoi piedi ben piantati sulla madre terra, ai tuoi respiri e le tue introspezione, alla tua ironia e alla tua serietà, ai giorni che verranno e gli anni che sono passati. Auguri a tutte le energie che sei e quelle che sarai, auguri a te Monica, buon compleanno.
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giovedì 2 luglio 2020
domenica 25 settembre 2016
Né la mente, né l’intelletto, né l’ego, né il pensiero,
Non le orecchie, non la lingua, non il naso, non gli occhi,
Nè l’etere, non la terra, non il fuoco, non il vento,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Non l’energia della vita, non i cinque soffi vitali,
Non i sette elementi del corpo, né i suoi cinque involucri,
Né gli organi di purificazione, non il parlare, le mani o i piedi,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né disprezzo o compiacimento, attaccamento o avidità,
Nessun orgoglio o gelosia,
Nessun dovere, né ricchezza, desiderio, né liberazione,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né virtù o vizio, né piacere o dolore,
Né luogo sacro, mantra, Vedas e nemmeno Havan
Non il mangiatore, non il cibo, non il godimento del mangiare,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né la paura di morire, né la distinzione fra caste,
Non il padre, non la madre, nemmeno nascita ho io,
Non il discepolo, non il maestro, non il fratello, non l’amico,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Io sono senza dubbio, io esisto senza forma,
Onnipervadente sono io, io do vita ai miei sensi,
Eterno, immutabile, nè libero nè attaccato,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Non le orecchie, non la lingua, non il naso, non gli occhi,
Nè l’etere, non la terra, non il fuoco, non il vento,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Non l’energia della vita, non i cinque soffi vitali,
Non i sette elementi del corpo, né i suoi cinque involucri,
Né gli organi di purificazione, non il parlare, le mani o i piedi,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né disprezzo o compiacimento, attaccamento o avidità,
Nessun orgoglio o gelosia,
Nessun dovere, né ricchezza, desiderio, né liberazione,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né virtù o vizio, né piacere o dolore,
Né luogo sacro, mantra, Vedas e nemmeno Havan
Non il mangiatore, non il cibo, non il godimento del mangiare,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né la paura di morire, né la distinzione fra caste,
Non il padre, non la madre, nemmeno nascita ho io,
Non il discepolo, non il maestro, non il fratello, non l’amico,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Io sono senza dubbio, io esisto senza forma,
Onnipervadente sono io, io do vita ai miei sensi,
Eterno, immutabile, nè libero nè attaccato,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
venerdì 17 luglio 2015
La legge di Murphy applicata allo yoga #6
Più pratichi yoga e più diventi insofferente a stare seduto sulle sedie e a indossare le scarpe.
venerdì 10 luglio 2015
Parole che amo: orma, impronta.
Orma, di origine etimologica incerta. Forse dall'arabo aorma, indizio, o forse dal greco odme, odore.
Impronta, dal latino promere, trarre fuori.
E in effetti è quello che pensavo mentre camminavo sul bagnasciuga e osservavo le orme. Alcune molto profonde, probabilmente lasciate da persone molto radicate, con un forte legame con l'elemento terra, tanto da volerci quasi sprofondare dentro. E altre invece molto leggere, appena impercettibili, di chi cammina ma forse preferirebbe volare, usando la terra non come terreno su cui mettere le radici, ma come base da cui spiccare il volo.
Le nostre orme e le nostre impronte profumano di noi, danno indizi su di noi, tirano fuori la nostra natura.
Anche quelle che non lasciamo.
sabato 6 giugno 2015
Darby's quotes
You have the body that you need
Don't worry be happy
To learn asana stay in West
What you are ready for is what you'll get for.
If you are a thief with ashtanga you are a better thief
(Citando David Swenson)
Practice and let the practice take care of you.
Aneddoti raccontati da Joanne e da Darby:
Joanne Darby e il sul suo sirsasana di un'ora.
Tutto iniziò quella volta che Guruji in shala la vide in posizione le disse: "Scendi quando torno". Salvo poi essere rapito da una chiamata internazionale lunghissima e dimenticarsi di lei a testa in giù. Quando dopo un'ora tornò, passata la sorpresa di trovararla ancora nell'asana e fresca come una rosa, le suggerì di farla sempre così a lungo! Alla domanda di uno studente: "Come ci si sente a stare un'ora in sirsasana?", Joanne, molto candidamente risponde: "I couldn't stay one hour on my feet, but i stay one hour on my head!"
Molte persone dopo Kapotasana iniziano a piangere, perché è una posizione che tira fuori il cuore spezzato, facendo riemergere prepotentemente vecchie memorie.
Quando questo succedeva cosa diceva Guruji a chi piangeva? "Jump back!"
(Quote e aneddoti tratti dagli appunti del Workshop con Mark e Joanne Darby, presso AYBO Bologna, 25-30 aprile 2015
domenica 21 settembre 2014
Elogio dei piedi
Perché reggono l’intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.
Erri De Luca
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.
Erri De Luca
mercoledì 11 giugno 2014
La forza dei piedi
È incredibile quanto siano forti i piedi. Così piccoli, eppure davvero forti. Sembra un concetto banale, di cui invece è difficilissimo essere pienamente consapevoli.
Nello yoga, per rendersene conto, basta provare a fare la posizione sulle braccia, ovvero la verticale.
Quando il nostro corpo deve essere sostenuto da spalle, braccia e mani diventa improvvisamente pesantissimo e ingestibile.
Eppure è quello stesso nostro corpo, con lo stesso identico peso e potenzialità che quando siamo in piedi non sentiamo nemmeno e possiamo muovere e gestire senza alcun problema.
Per questo è importante avere cura dei piedi, perché nemmeno immaginiamo quale e quanto lavoro facciano per noi!
giovedì 29 maggio 2014
The drunken monkey bitten by a scorpion
In India si dice che la mente è come una scimmia ubriaca punta da uno scorpione. Nell'ashtanga molte volte quella scimmia è anche nei piedi.
Nella lotta tra te e la scimmia indovina chi vince sempre.
Nella lotta tra te e la scimmia indovina chi vince sempre.
mercoledì 23 aprile 2014
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