Visualizzazione post con etichetta prana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta prana. Mostra tutti i post

sabato 11 gennaio 2025

Alcuni principi chiave della respirazione

 Condivido in questo post qualche principio chiave su come funziona la respirazione e qualche informazione utile per far sì che il lavoro con il respiro sia una pratica sicura ed efficace.

·      Ascolta sempre il tuo corpo e procedi con delicatezza, ogni respiro che fai influenza il tuo sistema nervoso in modi profondi.

 

·      Inspirare VS Espirare

Inspirazione → Attivazione/Sovra regolazione

L'inspirazione stimola il sistema nervoso simpatico, donandoti energia e concentrazione.

Espirazione → Calmante/Sotto regolazione

L'espirazione attiva il sistema nervoso parasimpatico, favorendo il rilassamento.

Le pratiche di respirazione che enfatizzano le espirazioni lunghe aiutano a calmare il sistema nervoso, mentre le pratiche che promuovono le inspirazioni profonde sono più energizzanti e attivanti.


·      Naso VS Bocca

Respirazione nasale = Parasimpatico (calmante)

Respirare attraverso il naso ha un effetto calmante e favorisce la salute respiratoria generale.

Respirazione a bocca aperta = Simpatico (attivante)

Respirare con la bocca può scatenare una risposta da stress, soprattutto se lo si fa rapidamente e in modo inconsapevole.

Respirare attraverso il naso durante le pratiche lente è generalmente più radicante e ristoratore.

 

·      Frequenza respiratoria

Respirazione lenta (10 o meno respiri al minuto) → Calmante

Questo tipo di respirazione attiva il sistema nervoso parasimpatico e favorisce il rilassamento.

Respirazione veloce (25 o più respiri al minuto) → Attivazione

Le pratiche di respirazione rapida, come per esempio la respirazione a mantice, innescano una risposta allo stress, che può essere utilizzata intenzionalmente per aumentare la resilienza, aumentare l'energia o accedere a stati alterati di coscienza.

Abbinare una respirazione lenta e nasale a espirazioni prolungate è uno dei metodi più efficaci per calmare il sistema nervoso.

 

In conclusione, ecco un riepilogo degli effetti dei diversi modelli di respirazione: 

Respirazione lenta + nasale + espirazioni prolungate → Molto calmante

Respirazione veloce + a bocca aperta + grandi, lunghe inalazioni → Molto attivante

Comprendere questi principi ti aiuta a scegliere pratiche di respirazione in linea con i tuoi obiettivi, che si tratti di calmarti dopo una giornata stressante, di aumentare l'energia o di sviluppare la resilienza allo stress.

 

Il respiro è uno strumento molto potente, ma solo se usato con consapevolezza e intenzione. Comprendendo i principi fondamentali di come il tuo respiro influisce sul tuo sistema nervoso, puoi essere in controllo della tua pratica e ottenere i benefici che desideri.




mercoledì 18 ottobre 2017

Respiro, musica, medicina,


E' incredibile come gli ideogrammi appartenenti al popolo cinese e giapponese siano esplicativi del lavoro che propone la Respirazione Regressiva. Se consideriamo "respiro" (息 ) esso è a sua volta composto di due ideogrammi "sè" e "cuore, animo". E' palese come il respiro muti a seconda dello stato d'animo in cui ci si trova, veloce e fortemente ritmato se l'animo è turbato negativamente, a sussulti in caso di pianto, lento come un'onda se siamo rilassati. Nella RR la peculiarità del legame respiro/animo viene usata in senso inverso: si agisce sul respiro per evocare uno stato d'animo particolarmente recettivo che può accedere a memorie lontane, antiche e profonde.




Gli altri due ideogrammi sono "musica" (楽) e medicina (薬 ), più facilmente confrontabili nelle immagini allegate: l'ideogramma di medicina deriva da quello di musica, a sottolineare quanto sia importante e curativo l'effetto della musica nella nostra vita (basti pensare alla musicoterapia). Dal punto di vista antropologico la musica è sempre stata impiegata come potente mezzo in tutte le pratiche religiose e spirituali delle diverse popolazioni del mondo: i rituali sono sempre stati accompagnati da particolari musiche ispiratrici con lo scopo di accompagnare il partecipante ad un'introspezione o in uno stato di trance.



giovedì 18 agosto 2016

L'inspirazione apre l'accesso alla pura coscienza, la ritenzione mantiene lo stato di pura coscienza, l'espirazione dissolve la diversità.


(Fonte Facebook)

venerdì 14 agosto 2015

Yoga e ayurveda


Alcune citazioni tratte dal libro Yoga e ayurveda, di David Frawley, edizioni Il punto d'incontro, un bellissimo manuale che spiega le differenze e i punti in comune tra queste due scienze, come operano e come devono essere usate, con tantissimi esempi e consigli pratici. Insomma, ve lo consiglio.


Avere accesso al nostro vero Sé è semplice ma non facile.

L'ego è un processo e non una realtà intrinseca.

Il corpo è un veicolo che ha la funzione di permettere il compimento di certe azioni per permettere alla mente di avere esperienze.

L'anima ha tre poteri di base - vita (jiva), luce (jyoti) e amore (prema) - da cui nascono le capacità di percepire, di muoversi e di avere sentimenti. La volontà dell'anima è triplice: la volontà di essere, la volontà di vedere e la volontà di essere felice. La forza magnetica dell'anima genera la vita, l'amore e la coscienza. Da questi tre poteri dell'anima nascono i tre desideri innati di tutte le creature: vivere per sempre, conoscere la verità assoluta, provare la felicità perfetta. 

Per cambiare una cosa bisogna cambiare l'energia che la crea.

Il prana è il boss.

L'intero corpo fisico è una estensione della bocca: l'organo principale per l'attività fisica, per cibarsi e per esprimere se stessi.

Per l'ego il potere è sempre una tentazione, ed essendo la kundalini forse il potere più grande, l'ego potrebbe desiderare di afferrarla. Ma è come cercare di catturare un fulmine, si potrebbe rimanere fulminati.

Il vero insegnante delle posizioni dello yoga è il prana.

Usare le asana come veicolo per portare il prana alla parte del corpo a cui si vuole portare beneficio.

Controllo [dei sensi] non significa repressione (che potrebbe causare una rivolta), ma opportuna coordinazione e motivazione.










venerdì 5 ottobre 2012

Appendice agli Yogasutra

Sutra tratti dall'Appendice a Gli aforismi sullo yoga di Patanjali di Swami Vivekananda, traduzione e note di Dario Chioli, Libreria Editrice Psiche

***

9. L'uomo dagli sforzi ben regolati controlla il prana; quando è divenuto quieto, espira dalle narici. Il saggio perseverante trattiene la sua mente come un cocchiere trattiene gli indocili cavalli.

10. In posti solitari come grotte di montagne, il cui suolo sia piano, libero da ciottoli, fuoco o sabbia, dove non disturbino rumori di uomini o di cascate, in posti di buon auspicio che siano di aiuto alla mente e piacevoli agli occhi, lì lo Yoga dev'essere praticato (la mente dev'essere resa unita).

13. I primi segni di avanzamento nello Yoga sono leggerezza, salute, mancanza di cupidigia, chiarezza di carnagione, una bella voce, un odore gradevole nel corpo, e scarsezza di escrezioni.


***

Con il pranayama vengono esplulse le impurità del corpo; con il dharana le impurità della mente; con il pratyara le impurità dell'attaccamento; e col samadhi è eliminata ogni cosa che nasconda la signoria dell'Anima.

(Commento di Sri Shankaracharya alla Svesvatara Upanishad)

***

III, 33. Il dominio del prana si effettua per mezzo dell'esplusione e della ritenzione.

III, 34. La corretta postura è quella che è stabile e comoda.

III, 36. Anche con il non attaccamento e la pratica, la meditazione è resa perfetta.

III, 76. Con la riflessione sui princìpi della natura, e con l'abbandonarli considerando "non sono Quello, non sono Quello", la discriminazione è resa perfetta.

IV, 19. Con la continenza, la riverenza e la devozione al Guru, il successo dopo lungo tempo arriva (come nel caso di Indra).

VI, 24. Ogni postura che sia comoda e stabile è un asana; non c'è altra regola.

(Samkhya Sutra di Kapila)

***

IV, 9. La persona che medita è paragonata alla immobile terra.

IV, 11 Non c'è alcuna legge quanto al posto; ovunque la mente sia concentrata, là deve essere condotta l'adorazione.

(Vyasa sutra)