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domenica 1 marzo 2026

Kali

 Kali non viene a consolarti.

Viene a dirti la verità.

Non è dolce senza motivo.

È amorevole perché è reale.

Kali non protegge le tue illusioni per farti sentire a tuo agio. Le infrange.

Ti apre il cuore, anche se fa male.

Divora le bugie che hai imparato a chiamare identità. Taglia via ciò a cui ti aggrappi per paura...

e così facendo, rivela ciò che è sempre stato libero dentro di te.

Il risveglio non avviene nel comfort.

Avviene nel fuoco.

Ecco perché Kali non canta ninne nanne. Ti risveglia.

Ma c'è qualcosa che pochi capiscono:

Kali non è solo la distruttrice del tempo.

È anche la Madre che sostiene quando ogni falsità è caduta.

Non accarezza l'ego.

Riconosce l'anima.

Ed essere visti da Kali significa essere visti senza maschere, senza storia, senza personalità.

Lei non distrugge per punire.

Distrugge per liberare.

Perché ciò che si rompe in sua presenza...

non sei mai stato veramente te.

Amare Kali significa accettare che la fine non è una fine.

È purificazione.

È apertura.

È ricordare ciò che è sempre stato intero.

Quando la paura finisce, quando non c'è più nulla da difendere...

eccola lì.

Non lontana.

Non inaccessibile.

Più vicina del tuo stesso respiro.

E quando la riconosci...

non puoi più vivere addormentato.

(Margherita Pinto)




giovedì 13 febbraio 2025

Respiro

Qualunque cosa succeda nella nostra vita, qualsiasi cosa stiamo facendo, il nostro respiro lo vive, lo sostiene e lo enfatizza sempre. 




sabato 11 gennaio 2025

Alcuni principi chiave della respirazione

 Condivido in questo post qualche principio chiave su come funziona la respirazione e qualche informazione utile per far sì che il lavoro con il respiro sia una pratica sicura ed efficace.

·      Ascolta sempre il tuo corpo e procedi con delicatezza, ogni respiro che fai influenza il tuo sistema nervoso in modi profondi.

 

·      Inspirare VS Espirare

Inspirazione → Attivazione/Sovra regolazione

L'inspirazione stimola il sistema nervoso simpatico, donandoti energia e concentrazione.

Espirazione → Calmante/Sotto regolazione

L'espirazione attiva il sistema nervoso parasimpatico, favorendo il rilassamento.

Le pratiche di respirazione che enfatizzano le espirazioni lunghe aiutano a calmare il sistema nervoso, mentre le pratiche che promuovono le inspirazioni profonde sono più energizzanti e attivanti.


·      Naso VS Bocca

Respirazione nasale = Parasimpatico (calmante)

Respirare attraverso il naso ha un effetto calmante e favorisce la salute respiratoria generale.

Respirazione a bocca aperta = Simpatico (attivante)

Respirare con la bocca può scatenare una risposta da stress, soprattutto se lo si fa rapidamente e in modo inconsapevole.

Respirare attraverso il naso durante le pratiche lente è generalmente più radicante e ristoratore.

 

·      Frequenza respiratoria

Respirazione lenta (10 o meno respiri al minuto) → Calmante

Questo tipo di respirazione attiva il sistema nervoso parasimpatico e favorisce il rilassamento.

Respirazione veloce (25 o più respiri al minuto) → Attivazione

Le pratiche di respirazione rapida, come per esempio la respirazione a mantice, innescano una risposta allo stress, che può essere utilizzata intenzionalmente per aumentare la resilienza, aumentare l'energia o accedere a stati alterati di coscienza.

Abbinare una respirazione lenta e nasale a espirazioni prolungate è uno dei metodi più efficaci per calmare il sistema nervoso.

 

In conclusione, ecco un riepilogo degli effetti dei diversi modelli di respirazione: 

Respirazione lenta + nasale + espirazioni prolungate → Molto calmante

Respirazione veloce + a bocca aperta + grandi, lunghe inalazioni → Molto attivante

Comprendere questi principi ti aiuta a scegliere pratiche di respirazione in linea con i tuoi obiettivi, che si tratti di calmarti dopo una giornata stressante, di aumentare l'energia o di sviluppare la resilienza allo stress.

 

Il respiro è uno strumento molto potente, ma solo se usato con consapevolezza e intenzione. Comprendendo i principi fondamentali di come il tuo respiro influisce sul tuo sistema nervoso, puoi essere in controllo della tua pratica e ottenere i benefici che desideri.




giovedì 2 luglio 2020

Alla tua libertà e ai tuoi piedi ben piantati sulla madre terra, ai tuoi respiri e le tue introspezione, alla tua ironia e alla tua serietà, ai giorni che verranno e gli anni che sono passati. Auguri a tutte le energie che sei e quelle che sarai, auguri a te Monica, buon compleanno.

martedì 17 marzo 2020

Non credere mai che ciò che non si fa sentire chiaramente sia realmente lontano.

Tutto quello che ti sembra che ti abbia mollato la mano, in realtà è seduto accanto a te. Ma non può intervenire adesso..

È tutto in metamorfosi costante e parlare ora, definire, arrivare ad assemblare qualcosa che sia comprensibile alla mente umana, che la rassicuri...

...è come cercare di afferrare la lava mentre si sta ancora addensando.

Ti bruci la mano e non arrivi a vedere la forma.

Tutto si sta riscrivendo.
Tenete alta sul palmo della mano la Fede.

La purezza di ciò che avete sentito nel vostro animo più profondo quando anche solo per un attimo avete incontrato Dio.

Fosse in un tramonto o in un bambino.

Sento solo di richiamare l’attenzione in te che leggi qui, adesso..
..alla possibilità di Stare nel Vuoto nell’incertezza.. nel non sapere cosa succederà...

La possibilità di Essere pienamente nella Vita, si, senza certezze.

La morte non è ciò che ci hanno detto.

Il vuoto non è ciò che ci hanno detto.

Finché non li incontri sul tuo cammino

non puoi comprendere del Tutto queste parole ma possono aprire una breccia e lasciare scorgere qualcosa di diverso..

La morte prepara la vita.

Ti conduce per mano a Essere nel vuoto.

Ascolta bene questo:

Il Vuoto non è qualcosa che prima o poi finisce per portarti in qualcosa di nuovo.

Il Vuoto è l’unica cosa che realmente esiste. Che resta. Che vive..

È la condizione perpetua in cui sei ma di cui non ti accorgi perché sei impegnato nelle forme che stai incarnando.

Incarnale e danzaci...

ma ricorda che il Vuoto ti conduce.

Il Vuoto conduce la Danza.

Ti conduce a esserci, pieno...

pieno di linfa... di respiro...

di mistero che si rigenera...

di Soffio di Vita nuova che si prepara.

Comprendi questo.

E tutto si riscrive.

Respira.

Sei pieno di ciò che resta,

quando tutto il resto crolla.

Perché quello tu sei.

Ciò che resta.

Di cosa hai paura?

(Margherita Pinto)

domenica 27 ottobre 2019

Eugen Herrigel, Lo zen e il tiro con l’arco

Citazioni dal libro
L’arte di dimenticate sé stessi.

L’inspirazione, disse una volta il Maestro, lega e collega, mentre si trattiene il respiro avviene tutto ciò che è giusto, e l’esplorazione scioglie e porta a compimento, superando ogni limitazione. Ma questo allora non lo potevamo capire.

Imparai a perdermi nella respirazione con tanto abbandono che talvolta avevo la sensazione di non essere io a respirare ma - per quanto possa suonare strano - di essere respirato.

Ricaddi nella tentazione di rifletterci sopra.



venerdì 20 settembre 2019

Un invito a scoprire il piacere della lentezza

Lascia che il corpo ti mostri la via

Respiro dopo respiro

Il movimento diventa poesia


(Cit.)

domenica 14 luglio 2019


Lo yoga non è mai una posizione da prendere e tenere in modo perfetto, ma è una possibilità da scoprire, una possibilità che è in noi, è già presente in noi, e che va solo lasciata esprimere.
[...] Le posizioni non vanno né prese né tenute, vanno “com-prese”, perché nel momento in cui comprendo quella posizione comprendo me stesso. Ma ho bisogno di tempo, mi devo dare tempo. Il tutto e subito nello yoga non esiste. Non ci sono obiettivi nello yoga, ma il vissuto di quello che stiamo “facendo”, il vissuto della nostra azione, di tutte le sensazioni che si stanno manifestando in questa azione. Le posizioni a corpo libero vanno respirate, in quanto nello yoga il respiro è il cuore della pratica. I limiti, più che superati, vanno affrontati gradualmente, così da scioglierli attraverso il respiro e trasformarli in opportunità che fanno emergere il nostro potenziale. Le posizioni non solo possono essere modificate in base alle esigenze, ma è proprio attraverso questo adattamento della posizione alle nostre possibilità, e il nostro adattamento alla posizione, che si instaura quel processo di risveglio che trasforma “il dover raggiungere la forma esteriore perfetta”, spesso associata a stereotipi, in una possibilità di liberarsi da questo pregiudizio, e concedersi finalmente la possibilità di essere semplicemente ciò che siamo.
Lo yoga è attraversare le soglie del nostro essere grazie al respiro, andando a sciogliere tutte le varie ipotesi di ciò che siamo, i nostri abiti mentali, i pregiudizi, passare dal “fare” all’essere.

Gian Piero Carezzato





mercoledì 23 maggio 2018

Donne che corrono con i lupi ~ Clarissa Pinkola Estés
(una selezione di citazioni dal libro)

Hambre del alma 

Ogni volta che alimentiamo l'anima è garantita una crescita.

Se avete una cicatrice profonda, questa è una porta. Se amate il cielo è l'acqua tanto da non poterlo quasi sopportare, questa è una porta. Se desiderare fortemente una vita più profonda, una vita più piena, una vita più sana, questa è una porta.

Ma non tutto è perduto per sempre.

Vi rivelerò subito che non appartengo alla divina schiera di coloro che vanno nel deserto e tornano gravidi di saggezza. Sono passata da molti focolari, e ho sparso doni angelici là dove ho dormito, ma il più delle volte, invece della saggezza, ho trovato episodi sconvenienti di Giardasis, Escheria Coli e dissenteria amebica. Questo è il fato di una mistica della classe media dagli intestini delicati.

Cantare significa usare la voce-anima. Significa dire nel respiro la verità del proprio potere e del proprio bisogno, soffiare anima nella cosa che soffre o ha bisogno di reintegrarsi.

Quel che si può vedere nell'oscurità non è necessariamente visibile alla luce del giorno.

Va bene l'audacia, ma non la temerarietà.

Anche nel migliore dei mondi l'anima ha bisogno di essere di tanto in tanto rinfrescata.

Un deserto è un luogo in cui la vita è molto condensata. Le radici di ciò che vive sono aggrappate all'ultima lacrima d'acqua, e il fiore tesaurizza l'umidore apparendo soltanto presto la mattina e nel tardo pomeriggio. La vita nel deserto è piccola ma brillante, e quanto accade si svolge per lo più nel sottosuolo. Come la vita di molte donne.

L'iniziazione non è mai finita

La cultura è la famiglia delle famiglie.
[...]
La cultura cura. 

Se non custodisci i tuoi tesori, ti verranno rubati.

Se troppo saprai, presto invecchierai.

Nulla va mai del tutto perduto nella psiche.

La natura non chiede permessi. Fiorite e venite alla luce quando vi aggrada.

Amare significa stare con. Significa emergere da un mondo di fantasia in un mondo in cui è possibile un amore sostenibile a faccia a faccia, ossa contro ossa, un amore fatto di devozione. Amore significa restare quando ogni cellula dice: Scappa!
~
Paradossalmente quando uno dei due innamorati tenta la fuga, la relazione è investita di più vita. [...] Questo fenomeno è una delle grandi tragicommedie dell'esistenza.

"Alla fine, tutti dobbiamo baciare la strega".

Recita un antico detto: «Ignoranza è non sapere nulla ed essere attratti dal buono. Innocenza è conoscere tutto ed essere ancora attratti dal buono».
[...]
In questo stato di saggia innocenza si entra lasciando cadere cinismo e protezionismo, e rientrando nello stato di meraviglia che si osserva nella maggior parte di coloro che sono molto giovani, e in molti che sono molto vecchi. È la pratica di guardare con gli occhi di uno spirito sapiente e amante, e non con quelli del cane bastonato, della creatura inseguita, dell'essere ferito e in collera. L'innocenza è uno stato che si rinnova con il sonno. Purtroppo, molti la gettano da parte con le coperte quando ogni giorno si levano. Meglio sarebbe portare con noi un'innocenza  vigile, e tenercela stretta per riceverne calore.
Quella lacrima che dice: «Ammetto la ferita».

L'amore nella sua forma più piena è un susseguirsi di morti e rinascite. Muore la passione e rinasce. Il dolore viene scacciato e rispunta da un'altra parte. Amare significa abbracciare e nel contempo sopportare molte fini e molti inizi, il tutto nella stessa relazione.

La Morte conduce la danza, sua partner è la Vita.

Amare è imparare i passi, far l'amore è danzare quella danza.


La fioritura ci toccava in sorte su questa terra. Fiorire, non soltanto sopravvivere, è il diritto che ci spetta dalla nascita in quanto donne.

Per essere in grado di vedere le svolte giuste, dobbiamo saper vedere quelle sbagliate.

Toccando il fondo, sebbene ciò sia estremamente doloroso, si trova anche il terreno per la semina.

C'è qualcosa nella fame che provoca un obnubilamento del giudizio.
Rileggere brani di libri o di poesie che ci hanno commosse. Passare anche soltanto pochi minuti in riva d un fiume, accanto a un corso d'acqua o in una caletta. Sdraiarsi per terra nella luce che filtra dagli alberi. Stare con la persona amata senza avere i bambini attorno. Sedere sotto il portico a sgranare, sbucciare o rammendare qualcosa. Camminare o guidare per un'ora, senza meta, e poi tornare. Prendere un autobus con destinazione ignota. Tamburellare con le dita ascoltando musica. Salutare il sole che sorge. Raggiungere un posto dove le luci non interferiscono con il cielo notturno. Pregare. Stare con un amico speciale. Sedere su un ponte lasciando ciondolare le gambe. Tenere in braccio un bambino piccolo. Sedere in un bar, accanto alla finestra, e scrivere. Sedere in una radura tra gli alberi. Asciugarsi i capelli al sole. Aprire le mani sotto la pioggia. Curare le piante e sporcarsi ben bene le mani di terra. Contemplare la bellezza, la grazia, la commovente fragilità degli esseri umani. 

I vecchi Inuit dicono che il respiro di un Dio e il respiro di un essere umano, quando si mescolano, fanno sì che una persona crei una poesia intensa e sacra.
Proprio la poesia e il canto sacro andiamo cercando, la grande occasione di usare il linguaggio selvaggio che impariamo nelle profondità del mare. 

Molto tempo fa la parola inglese "alone", solo, era composta da due parole, "all one". Essere "all one" significava essere nell'unicità, essenzialmente o temporaneamente. È proprio questo il fine della solitudine.
[...]
Nei tempi antichi, come riportano medici-guaritori, religiosi e mistici, la solitudine intenzionale era un palliativo e anche una misura preventiva. Vi si ricorreva per sanare la fatica e per prevenire il logoramento. Era usata anche come oracolo, un modo per ascoltare il Sé interiore onde sollecitare consigli e guida, impossibili a udirsi nel frastuono della vita quotidiana.

Non è difficile a farsi, il difficile è rammentarsi di farlo.

“Ella habla por en medio en las piernas”.

Dimenticare è un gesto attivo, non passivo.

Forse non ci sarà il finale "e poi vissero felici e contenti", ma quasi per certo ci sarà un nuovo "C'era una volta" per ricominciare.

La redenzione cura la ferita un tempo aperta. Ma rimarrà certo una cicatrice. Al cambiare del tempo la cicatrice dorrà ancora. Questa è la natura del vero lutto.

Il nostro desiderio di morire senza morire.

Anche se molte saranno le cicatrici, è bene ricordare che, nella resistenza alla tensione e alla pressione, la cicatrice è più forte della pelle. 
Capo espiatorio.

A nessun essere senziente in questo mondo è concesso di restare per sempre innocente.

Il Diavolo simboleggia la forza oscura della psiche, il predatore [...]. Questo Diavolo è un brigante archetipo che ha bisogno della luce, la vuole, l'assorbe. In teoria, se gli fosse data la luce - ovvero una vita con la possibilità di amare e creare allora il Diavolo non sarebbe più il Diavolo.

Arricchimento e reintegrazione.

Dicendo «reclamare», pensiamo all'inoltro di proteste e lagnasse, perché questo è l'uso attuale del termine. Ma ha un significato più antico, derivante dal'antico francese reclaimer, che significava «richiamare il falcone liberato». Dunque far sì che qualcosa del selvaggio torni quando è richiamato.

Il meglio non può e non si deve nascondere.

Se non vai nei boschi, nulla accadrà mai, e la tua vita non avrà mai inizio.


Historias que son medicina.
[...]
Una storia non è semplicemente una storia. Nel suo senso più innato e consono, è la vita di qualcuno. Sono il numen della sua vita e la familiarità di prima mano con le storie che portano a rendere la storia una «medicina».
[...]
Andate e lasciate che le storie, ovvero la vita, vi accadano, e lavorate queste storie dalla vostra vita - la vostra, non quella di qualcun altro -, riversateci sopra il vostro sangue e le vostre lacrime e il vostro riso finché non fioriranno, finché non fiorirete.



sabato 27 gennaio 2018

Cristóbal Jodorowsky ~ Il collare della tigre

Estratti dal libro Il collare della tigre di Cristóbal Jodorowsky

La bellezza guarisce: la sua ricerca trasforma l'arte in uno degli strumenti di guarigione più potenti.

Il senso nascosto dei disordini amorosi 

Percorrere solo strade che abbiano cuore

C'è un vecchio dinosauro nascosto dentro tutto noi (a proposito del cervello rettiliano ndr).
Al giorno d'oggi, quasi tutti veniamo al mondo in circostanze disastrose che segneranno profondamente la nostra vita, anche se non ce ne rendiamo conto: il tocco meccanico e gelido di infermieri e dottori, il taglio cesareo, l'epidurale, il parto indotto perché l'équipe medica non ha tempo, le luci che aggrediscono il bambino, il taglio asettico del cordone ombelicale effettuato dai dottori anziché dalla madre (che dovrebbe tagliarlo insieme al padre), i tubi e gli aghi introdotti nel neonato... Tutto ciò comporta un primo trauma per la vita del bambino. E poi, che fine fa la placenta? Gli indios la seppelliscono con il massimo rispetto, perché la considerano una specie di sorella gemella del neonato, una creatura viva che lo protegge per nove mesi e alla nascita si sacrifica per lui.

"È una fortuna poterti proteggere, meravigliosa espressione universale. Umilmente, ti consegno questo ventre nel quale sei accolto con infinito amore. Dispongo il mio utero come un paradiso benedetto affinché tu, presenza e testimone dell'eterno, sia portato in grembo in assoluta consapevolezza".

Ciò che avete imparato ascoltando le parole altrui lo dimenticherete molto rapidamente; ciò che avete imparato con tutto il vostro corpo lo ricorderete per il resto della vita.
Gichin Funakosci

Oggi posso dire di essere un free-lance spirituale: il mio tempio è portatile.

Una società ricca ma angosciata.

Sin dal primo giorno potremmo dire ai nostri figli che il corpo è il cosmo e la coscienza divina, che la vita si può vivere come un paradiso, che l'essere umano è un produttore di bellezza, che il piacere è benedetto. 

Non tutti è analizzabile: esisterà sempre una dimensione del mistero che bisognerà accettare e vivere, e fenomeni irrazionali che interverranno in un esercizio personale di guarigione.

Sii il tuo corpo mentre vivi.

Qualcuno me l'ha mostrato e io l'ho trovato da solo.
Lew Welch

Se uno reagisce violentemente a qualcosa, significa che vi è immerso fino alla punta del naso.

Il dolore quando non diventa carnefice diventa un grande maestro.
Concepción Arenal

Chi può aiutare con le braccia, aiuti con le braccia; chi può aiutare con le gambe, aiuti con le gambe, ma tutti devono aiutare in quest'opera universale.
Ejo Takata

Scetticismo? Può sembrare strano che usi questa parola. La mia visione spirituale è molto vicina all'arte e allo sciamanesimo, tra l'altro perché penso che sia un cammino molto democratico per la vita spirituale. Permette di vivere un'esperienza religiosa rivelatrice senza dover passare per le strutture imposte da una chiesa o una dottrina; permette anche una totale autonomia spirituale e lascia spazio a una libera esplorazione del proprio essere un del mondo senza tabù né restrizioni.

Se si è capaci di ereditare (dal proprio albero genealogico n.d.r.) una nevrosi, si può anche ereditare una struttura spirituale o un diamante familiare.

Nella rappresentazione del nostro corpo presente nella neocorteccia, le mani occupano il settanta per cento dello spazio: sono l'estensione più completa della mente.

La mia percezione limitata
non può impartire insegnamenti,
ma tu, condizione originaria, lo puoi fare per me.
Tutta la conoscenza,
tutta la saggezza, 
tutta l'espressione, sei tu, 
è inscritta nell'organismo universale che sono, 
mi dispongo, indiviso,
a consegnarmi senza timori,
evado i miei limiti,
e sono al tuo servizio, 
offerto perché la tua essenza si sveli.
Fammi essere il veicolo del tuo splendore.

L'uomo ricorda facilmente di essere figlio del passato, ma dimentica spesso di essere padre del futuro. [...] Come dice l'orientalista Trevor Leggett: «Un uomo è insieme padre e figlio di se stesso».

Quando il bruco nasce, ha già dentro di se la farfalla. Per questo realizza il gigantesco sforzo di trascinarsi per chilometri, scegliersi un bell'albero, salirci sopra a fatica, ripiegarmi su se stesso e mettersi a produrre bava, affogandoci dentro, consegnandosi alla morte. Non gli importa: ha sempre saputo che sarà farfalla.

La cosa più difficile da imparare nella vita è quale ponte bisogna attraversare e quale ponte bruciare.
Bertrand Russell

L'io familiare sa tutto dell'altro, dal momento che lo vive sotto lo stesso tetto nel corso degli anni. Nel nostro essere esiste una frequenza familiare in cui tutto si sa è tutto si vive, anche se non in forma razionale.

Dio non ha religione.
Mahatma Gandhi

Oggi siamo consapevoli che questi libri sacri di tutte le culture appartengono all'umanità: sono lasciti iniziatici, offerte, chiavi simboliche per accedere a un cammino spirituale. Se li prendiamo come miti sorprendenti, interpretandoli come si interpretano i simboli, possiamo svilupparli all'infinito e ci riveleranno le innominabili dimensioni dell'essere. Ognuno di noi ha la sua Bibbia dentro di sé, e può farne ciò che vuole. [...] Il simbolo è uno specchio dei tuoi limiti, e sarà sulla base della loro interpretazione che ti definirai e comporterai. Leggendolo da un'ottica aperta, senza timore, o meglio senza vigliaccheria, si otterrà da essi una visione liberatoria. Si tratta solo di darsi il permesso, che ovviamente è già concesso, di immaginarmi senza limiti.

Secondo i principi della psicomagia, le pulsioni o desideri non si devono sublimare, accettare o accomodare, ma realizzare. Sono come una freccia, un proiettile con un percorso prefissato che, anziché essere sviato, deve essere condotto inesorabilmente alla sua meta. Realizzandola metaforicamente, si pone fine all'ossessione: il cervello può riposare e passare oltre, viene liberato e il suo comportamento non prende più le mosse da quella frustrazione: fondamentale è che l'atto avvenga contemporaneamente su due piani diversi: su uno, quello razionale, si percepiscono gli eventi letteralmente, sapendo che si tratta di un gioco metaforico, così non c'è colpa, tutto è simbolico. Su un altro piano, ciò che accade è vissuto come un'assoluta realtà, in cui la metafora non esiste: se l'ostacolo è di natura psicologica, forse si potrà superare proprio partendo dalla metafora.

E che cos'è l'immaginazione se non energia in azione, l'espressione dell'invisibile che si manifesta attraverso lo psichismo?

Quando Golia si mosse contro gli israeliti, tutti i soldati pensarono: «È così grande che non potremo mai vincerlo». Ma Davide guardò il gigante e disse: «È così grande che non posso mancare il bersaglio».
Russ Johnston

La mediocrità consiste nel trovarsi di fronte alla grandezza e non accorgersene.
Gilbert Keith Chesterson

Oltre il vivere e il sognare c'è la cosa più importante: svegliarsi.
Antonio Machado

Ciò che temeva davvero era la propria forza.

Dove c'è il trucco, lo spettatore vede il miracolo in maniera simbolica e sottile, giocando a sorprendersi di fronte alla prestidigitazione; ma in fondo sente risuonare il mistero dentro di sé. Sarà per questo che esiste il Tarocco di Marsiglia Le Bateleur, la carta numero uno, che altri chiamano Il Mago. Anch'essa rappresenta il prestigiatore, con una tasca sul tavolo che si perde oltre i confini della carta. È la tasca da cui estrae i contenuti e i saperi dell'altra dimensione che non siamo abituati a conoscere.

L'importante è guarire: il mezzo può variare.

La farsa di fare il lavoro interiore con la testa, anziché con tutto l'organismo.

Accettare la propria vera natura significa lasciare spazio alla salute e alla felicità.

Ma chissà cosa assorbono le nostre menti...

Faccio del mio respiro il respiro dell'universo. Respiro con il cuore come mio centro.

Guarire vuol dire trovare il coraggio di affrontare le paure, superare le inibizioni, osare essere quel sacro noi stessi e farlo chiunque noi siamo, qualunque difficoltà attraversiamo o ci sia capitata, qualunque sia la nostra statura; permetterci di uscire dalle abitudini, forzare il destino [...], con una forza irremovibile, sapendo che se hai deciso di risvegliarti, ti risveglierai.

Le parole sembrano niente, ma contengono spesso i lucchetti che impediscono l'espansione del nostro autentico essere.

Quando un nuovo essere dice la sua prima parola, i genitori si precipitano sul lettino con voce rotta, gridando: «Ha detto papà!», «ha detto mamma!» In realtà il bambino sta solo facendo uso di un archetipo universale che significa: «Proteggetemi, nutritemi».

Da quando siamo racchiusi nel ventre di nostra madre attraversiamo l'intero processo di evoluzione della specie: siamo molecola, mollusco e pesce. Usciamo dall'utero e strisciamo come i serpenti. Poi camminiamo a quattro zampe come i mammiferi, riusciamo a metterci in piedi, ma cadiamo di nuovo, come tante volte sarà capitato al primo ominide sedici milioni di anni fa. Alla fine riusciamo a metterci dritti come l'Australopiteco, e come l'homo habilis cominciamo a manipolare gli oggetti. Il fuoco (intelligenza) si trasforma in scoperta folgorante passando alla fase Homo erectus. Come il Neanderthal, arriva il momento in cui risvegliamo la nostra coscienza dell'altro. L'Homo sapiens sapiens - l'uomo che sa di sapere corrisponde ai sette anni, l'età della ragione. Verso i quattordici il cervello fa un passo equivalente a un'evoluzione di mille anni di storia: l'adolescenza simboleggia il presente, ed è lì che spesso si impantana, senza riuscire a separarsi dal passato, dall'infanzia - come fanno tutti i mammiferi salvo l'essere umano - per unirsi a ciò che chiamerei mente futura: vivere la totalità del processo evolutivo dell'essere umano in una sola vita, che comprende passato e futuro. Questo io futuro, che sarebbe un io senza tempo, infinito, resta di solito in un angolo, in attesa che ci decidiamo a superare il passato. Abbandonare un tipo di relazione infantile con i genitori equivale a liberarci della nostra dipendenza dal passato ed essere disposti a proseguire quell'evoluzione rimasta aperta.
[...]
Quando ci chiamano papà o mamma, in noi vengono invocati milioni di esseri passati. Forse è proprio per questo che non riusciamo a smettere di pronunciare queste parole [iniziando a chiamare i propri genitori con il nome proprio quando si diventa adulti, ndr]: in un certo senso, sarebbe come seppellire tutta la nostra umanità passata. Ecco uno dei significati del samsara o reincarnazione dell'induismo: un'immensa ruota che spingiamo in una ripetizione infinita, da cui gli antichi saggi cercavano di evadere «imparando a morire».

Non sempre i guaritori sono dei santi: ne ho conosciuti tanti pieni di demoni.

Siamo tutti legati da vincoli invisibili che resistono agli anni e alle distanze. 

Il dolore è il megafono che Dio usa per svegliare un mondo sordo.
Clive Staples Lewis

L'illusione fondamentale dell'umanità è supporre che io sono qui e tu lì.
Yasutani Roshi

Quando al maestro tantrico Abhinavagupta chiesero che cos'è lo yoga (che si traduce come "unione"), egli rispose, ricordando il suo maestro Vasugupta: "Stupore!"

Il desiderio nasce dalla paura: le sue sensazioni sarebbero le facce opposte della stessa moneta. [...] «Devi realizzare i tuoi fantasmi. [...] Altrimenti non smetteranno mai di possederti».

Non fuggire da ciò che ti cerca.

Sono convinto che liberando me stesso libero il mondo, sono parte di un comune organismo sociale e spirituale universale, ei n qualche modo misterioso ciò che realizzo io si inscrive nella totalità dell'Universo. 
[...] 
Siamo cocreatori delle nostre vite e della nostra biologia, che modelliamo attraverso le nostre idee.

Per anni ho guardato il mondo con l'intelletto, cercando di focalizzarlo nella cornice in cui me lo presentavano i giornali, le notizie, i libri di storia, di scienza, le fotografie... Accettando la comune immagine fissa che ci unisce, mi immergevo nella sicurezza della mia tribù umana e mi sentivo sicuro vedendo quello che vedevano tutti gli altri: ecco cosa chiamo vivere un sogno addormentato. Ma impregnando la realtà della mia immaginazione, mi sono vietato di perdere tempo a criticare e ho creato in me un riflesso di dono continuo. Se non potevo trasformare il mondo con i miei limitati mezzi materiali, l'avrei fatto nella mia immaginazione: ogni volta che ho stretto una mano ho iniettato litri di gioia. Quando ho intavolato una conversazione, il mio fiato si è trasformato in un flusso di pace. Chi mi poteva impedire questa forma di terrorismo della bontà? Mi diranno che sono un megalomane, ma preferisco dare il meglio di me piuttosto che sputare tutta la mia negatività in faccia al mondo.

Tutto è possibile se lo si decide interiormente.

Ogni cammino deve sfociare nel cuore, perché è qui che secondo tante culture risiede la vera forza.

Vincere la disperata paura di scomparire, abbandonarsi all'insondabile, fare un passo nel vuoto.

Vivere è lasciarsi alle spalle le migliaia di scheletri di creature passate, vecchi gusci bruciacchiati, fiammate passeggere di una festa, uscire da ogni istante come da un paio di scarpe vecchie di cui ci si disfa senza ripensamenti.

Ciò che chiamiamo morte è presente in ognuno di noi come un processo di trasformazione. Anzi, noi siamo la morte stessa. In questo preciso istante, milioni di cellule si disintegrano nel nostro organismo, diventano il nutrimento di altre che nascono e pertanto le vanno a integrare. Siamo un universo che si retroalimenta. Il nostro corpo è il combustibile che permette al cosmo di trasformarsi. Siamo il nutrimento della coscienza che ci nutre. Dio è cannibale.

Se non è in tuo potere modificare una situazione che ti provoca dolore, potrai sempre scegliere come affrontare questa sofferenza.
Viktor Frankl

Il dolore è permesso. La sofferenza no.

Quando ci si fa la pipì addosso dalla paura, ci si vuole proteggere con una muraglia metaforica. Molti problemi alla vescica hanno questa causa: l'incontinenza è legata alla paura, al tentativo di marcare il terreno in cui ci si sente al sicuro. Chi fa poca pipì segue la strategia opposta: non marchi il territorio per non far sentire il tuo odore e non farti scoprire.

Ciò che si vive in famiglia si proietta anche nella società: perdendo gli incisivi, perdevo la relazione sociale. Se essi corrispondono all'intelletto, i canini sono i denti dell'istinto e i molari quelli dell'emozione. Gli incisivi sono il passaggio al mondo, un po' come la nascita: portano dalla madre al padre e alla parola, dal mondo interiore a quello esteriore. Nella nostra società, il sociale è profondamente legato al padre.
[...]
Pur di essere accettato, uno si trasforma nella sua famiglia.
[...]
«Sei questo o quello» equivale a: «Diventa quello che ti chiedo di essere!» Tali messaggi contengono di solito due ordini contraddittori: «Fallo!» e «Non farlo».
[...]
Sì perché noi siamo anche i nostri genitori, e se non riusciamo a trasformarli saranno per sempre energia bloccata dentro di noi.

Come nella storia della moglie di Lot, se ci si gira indietro ci si aggrappa al sentimento che si cerca di eliminare.

Nella cultura andina esiste un concetto, l'ainy, che vuol dire reciprocità. Parte dalla base dello scambio, ma questo scambio si realizza secondo le possibilità di ciascuno. Per esempio, se io posso aiutarti a costruire una casa perché ho la forza di farlo, ti aiuto; se tu non puoi perché non ce l'hai, mi aiuterai a fabbricare una sedia. Questo concetto non è basato sulla quantità, ma sulle possibilità di ognuno e sulla qualità dello scambio come vincolo di energia. C'è gente che non fa altro che chiedere e non sa dare: sono pozzi senza fondo di egoismo, convinti che tutto sia loro dovuto. Ma c'è anche gente che non fa altro che dare e non sa ricevere. Entrambi questi atteggiamenti sono eccessivi e dannosi, ed entrambi impediscono il flusso naturale della vita. Quando uno mi dà qualcosa e non posso dargli niente in cambio, cerco di fare un regalo a una terza persona, perché tutto circoli. Questa teoria si può applicare anche alla vita spirituale: quando affidi il tuo piccolo ego all'insondabile, ricevi qualcosa che individualmente non potresti mai dare. 

Rimanemmo immobili come angeli assetati d'amore alle porte di un paradiso a noi precluso.

Una freccia, a volte, guarisce un cuore malato.

Se l'universo ci aveva fatto nascere nella stessa famiglia, era perché approfittassimo del miracolo di essere fratelli.

Quando non si ha coscienza, nessuno è colpevole.

Se sei un bravo guerriero non ti darai la colpa, ma non permettersi che i tuoi errori si ripetano.

Ti benedico, ti rispetto e ti amo.

Se esiste un dono in me, esso non mi possiede ma mi attraversa. Non potrei mai rivendicarlo come mio, proprio come non appartengono al guaritore le sue doti curative: piuttosto, egli è un portatore, un umile veicolo della guarigione. La natura del potere dello sciamano si rivela nella sua capacità di mettersi a disposizione del prossimo per aiutarlo a liberarsi dalla sofferenza, offrendogli le chiavi per potersi espandere.

Quanta rabbia ho provato contro mio padre! O meglio, amore trattenuto, perché era quella la vera natura della mia rabbia.

Tout le rest c'est de la merde.

E sentii il feroce ululato dell'umanità colpirmi come un tuono.

Il segreto dà potere al mago, soprattutto quando fa del bene.

Non ci si può liberare dall’abitudine buttandola fuori dalla finestra.  
Bisogna farle scendere le scale un gradino alla volta.
Giorgio Gaber

Non lo sai che la fiamma è fuoco?

«Qual è la strada più breve tra un punto e l'altro?»
«Quella che ti è più utile».

Per il tuo cervello è essenziale sapere di più di una lingua. Il linguaggio può essere una prigione che limita la tua mente a una sola realtà in mezzo alla molteplicità in cui potrebbe svilupparsi. Un idioma modella il tuo comportamento: un francese si muove come un francese, un messicano di nuove come un messicano.

Il sanscrito è una lingua strutturata per provocare trasformazioni organiche e risonanze energetiche. Si tratta di una lingua iniziativa: pronunciare le sue preghiere sacre può aiutare a far circolare la nostra energia, aprire la mente e risvegliare canali insospettati nell'organismo. E poi ogni parola è una cattedrale, una nave, uno scheletro che va rivestito giorno dopo giorno di un significato diverso. 

Sono parte di tutto ciò che ho incontrato.

Ogni individuo possiede un sistema di simboli ed è essenziale scoprirlo e rispettare questo accesso. Comprendendo ciò, mi sono confermato nell'idea che si guarisce con ciò che si ama di più, si guarisce con il cuore. William Shakespeare diceva: «La mia corona non è sul mio capo, ma nel mio cuore».

Vincere è amare.

La vita non è una battaglia. È una danza - anche se piena di difficoltà. Una danza di amore assoluto.

Non bisogna aspettare che la gente cada per aiutarla a rialzarsi; bisogna porgerle il braccio perché non cada.

Il lungo e doloroso cammino della derazionalizzazione.

Meglio accendere una candela, per piccola che sia, piuttosto che imprecare contro le tenebre.

Ogni genere di persona cade in un eccesso che le è congeniale. Si può riconoscere la virtù di un uomo osservando i suoi difetti.

Cadere è permesso, ma alzarsi è obbligatorio.

Che la poesia sia con te.

È stato tutto un percorso infernale per ottenere amore.

mercoledì 18 ottobre 2017

Respiro, musica, medicina,


E' incredibile come gli ideogrammi appartenenti al popolo cinese e giapponese siano esplicativi del lavoro che propone la Respirazione Regressiva. Se consideriamo "respiro" (息 ) esso è a sua volta composto di due ideogrammi "sè" e "cuore, animo". E' palese come il respiro muti a seconda dello stato d'animo in cui ci si trova, veloce e fortemente ritmato se l'animo è turbato negativamente, a sussulti in caso di pianto, lento come un'onda se siamo rilassati. Nella RR la peculiarità del legame respiro/animo viene usata in senso inverso: si agisce sul respiro per evocare uno stato d'animo particolarmente recettivo che può accedere a memorie lontane, antiche e profonde.




Gli altri due ideogrammi sono "musica" (楽) e medicina (薬 ), più facilmente confrontabili nelle immagini allegate: l'ideogramma di medicina deriva da quello di musica, a sottolineare quanto sia importante e curativo l'effetto della musica nella nostra vita (basti pensare alla musicoterapia). Dal punto di vista antropologico la musica è sempre stata impiegata come potente mezzo in tutte le pratiche religiose e spirituali delle diverse popolazioni del mondo: i rituali sono sempre stati accompagnati da particolari musiche ispiratrici con lo scopo di accompagnare il partecipante ad un'introspezione o in uno stato di trance.



lunedì 6 febbraio 2017

Essere corpo

"Essere corpo" di Jader Tolja e Tere Puig


Quando si studia anatomia nel modo classico, questa non viene mai sperimentata dall'interno, ma sempre tramite intermediari: libri, modelli, pazienti.
Dopo aver completato un corso di laurea in medicina, chiunque è in grado di spiegare esattamente la struttura di un fegato, illustrarne le funzioni e le interrelazioni con gli altri organi. Quasi nessuno però si occupa del fatto che il fegato possa  anche essere "sentito", come esperienza viva e attuale.
A livello culturale, è interessante notare come questo aspetto venga completamente rimosso, e con esso anche la possibilità di rendersi conto di ciò a cui involontariamente si rinuncia. È come se l'anatomia esperienziale rappresentasse la faccia dimenticata dell'anatomia cognitiva. Non a caso i latini utilizzavano due verbi per esprimere il concetto di «sapere»: "cognosco" e "sapio"; il primo si riferiva soprattutto a una comprensione intellettuale, mentre il secondo proveniva da una radice che significa «assaporare, gustare». In realtà, nonostante i due aspetti siamo complementari e non si escludano reciprocamente, alle discipline che si "gustano" l'anatomia, come ad esempio la danza [ma anche lo yoga N.d.r.], manca un referente cognitivo sistematico e, viceversa, all'anatomia tradizionalmente intesa manca il "sapore".
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C'è solo una cosa peggiore di non essere liberi: non essere liberi e credere di esserlo.
Dal film Dresden
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L'aspetto forse più interessante di tutto l'universo moda è chiedersi come la mente sia arrivata a considerare «davvero belle» le scarpe che indossiamo, malgrado il dolore e le deformazioni che provocano al corpo.
[...]
Le persone che ritengono di poter scegliere in base al proprio gusto si percepiscono come libere. Questo succede perché si parte dal presupposto che il gusto si sia sviluppato liberamente. In realtà non è così: il gusto non è, come pensiamo, espressione della nostra libertà, ma la sintesi finale dei condizionamenti che abbiamo ricevuto, delle informazioni che abbiamo avuto e, soprattutto, di quelle che non abbiano avuto. Una volta che il nostro gusto si è formato, le nostre scelte (in questo caso di abbigliamento) sono obbligate e, per quanto possa essere messo in discussione, potrebbe non bastare il tempo di una vita a modificarlo. 
Quindi è privo di senso sia mettere in discussione le scelte operate in base al proprio gusto, sia tentare di cambiarlo. A renderci più liberi, infatti, non è compiere scelte non sentite, ma avere una diversa comprensione di quelle che ci ritroviamo a fare «spontaneamente». 
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"Si insegna per quello che si dice. Ancora di più per quello che si fa. Ancora di più per quello che si è".
Ignazio di Loyola
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Quando si sceglie una scuola o un corso, non si sceglie solamente una materia, ma sopratutto un modo di essere.
[..] 
Quando desideriamo apprendere qualcosa, in realtà non stiamo scegliendo solo cosa imparare - praticare yoga, ballare il tango o usare Photoshop -, ma anche il modo, il clima e il contesto in cui farlo. Questo è un bivio che spesso imbocchiamo senza farci troppo caso, ma in cui può valere la pena accendere i fari. Perché "come" si apprende determina quello che diventeremo molto di più di ciò che si apprende.
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Finché non è nella carne, la conoscenza è solo rumore.
Proverbio africano
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È piacevole guardare una persona che pratica e sapere che qualità come sensibilità, grazia, ritmo, profondità, intensità, attenzione, percezione, forza, personalità sono già naturalmente dentro quell'individuo e stanno solo aspettando l'occasione che vengano aggiornate le idee mentali che ne limitano il dispiegarsi.
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C'è una sottile, ma cruciale differenza tra l'ormai popolare strategia aziendale di "far sentire" le persone importanti e l'accorgersi che invece le persone "sono" importanti.
La maggior parte delle persone passa sul posto di lavoro almeno la metà del proprio tempo da sveglia: ci si può permettere il lusso di lasciare in apnea per un periodo così lungo tutti gli aspetti che ci rendono umani, come l'emotività, il senso di appartenenza, il bisogno di significato, il bisogno di crescita, e così via?
Già da molti anni, si è capito che chi sente di appartenere emotivamente ad una determinata impresa e più soddisfatto e motivato per cui è anche più produttivo. [...] Ciò che tuttavia non sembra essere altrettanto chiaro è la differenza che passa, in azienda, tra il "far sentire" le persone importanti e il sentire che le persone "sono" importanti per davvero. In altre parole, tra il far finta di essere umani e l'esserlo veramente.
Che l'affettività, la solidarietà e altri aspetti umani siano un buon grimaldello per ottenere di più da chi lavora con noi o da chi è nostro cliente ormai è cosa nota. A non essere ancora ovvia è la differenza in termini di qualità della vita tra considerarsi reciprocamente limoni da spremere, oppure sentire si essere tutti parte di un medesimo albero di limoni.
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Quando un team ha dei problemi è sempre per questione di Ego.
Pep Guardiola
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"Fortunatamente, la maggior parte dei bambini impara a camminare prima che i genitori spieghino loro come fare".
Zach Kleiman
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Ciò di cui ci si è dimenticati è che, storicamente, quella che oggi indichiamo come medicina "ufficiale", è diventata tale solo perché si è ufficializzata da sola. Come accade spesso all'interno di alcune professioni, un sottogruppo comincia a organizzarsi burocraticamente e politicamente, ma la forza organizzativa e politica, e magari i riconoscimenti e la diffusione di massa, non significano necessariamente il possesso della verità. Per la medicina ufficiale il processo non è molto evidente perché ha avuto luogo in un'altra epoca storica. Ma se guardiamo a processi analoghi più attuali - nel campo della psicoterapia, ad esempio - la dinamica è facile da cogliere.
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È la verità a guarire. La verità è l'elemento comune a tutti i sistemi terapeutici efficaci.
John Upledger
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Non ti preoccupare se il territorio che stai esplorando non corrisponde più alla mappa.
Lamya Bukhovina
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Mentre il corpo è per sua natura cambiamento continuo, la mente, irrigidita dal tentativo di controllo del corpo e degli eventi, riesce a seguire tale percorso solo a scatti. Per questo motivo va in crisi ogni qual volta il cambiamento in atto, non essendo stato previsto, o risultando più profondo del solito, la costringe ad aggiornare le sue convinzioni. 
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Ciò che è vitale cambia, si trasforma, diventa anche l'opposto di ciò che era prima.
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La spiritualità e la compassione non si manifestano come risultato di una ricerca mentale o del dover fare chissà cosa, ma sono l'effetto collaterale di una resa profonda dell'Ego, che permette alle aree più intime e profonde del corpo di emergere e manifestare le qualità emotive ad essa corrispondenti.
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La connessione braccia-cuore non è solo simbolica, è anche anatomica. L'innervazione di mani, braccia, polmoni e cuore parte dagli stessi spazi intervertebrali.
Le persone più aperte dal punto di visto emotivo, più autenticamente generose, le riconosci proprio perché sono molto presenti nei loro gesti e nel loro tocco. Possono essere anche persone minute, ma quando entri in contatto fisico senti la forza che c'è nell'esserci totalmente.
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Spesso ci si scorda che riuscire a realizzare un cambio di prospettiva in un contesto abituale è molto più rivoluzionario, per la propria vita e per la società, di un cambio radicale di attività.
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Ogni volta che neghiamo ciò che sentiamo dentro perdiamo un po' della nostra libertà. 
Fritz Perls