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venerdì 6 aprile 2018

Parole che amo: contemplare e concentrare

Contemplare: rendere tempio con lo sguardo.

Concentrare: stare nel proprio centro.

«‘Con-templa-zione’, che significa elaborare una certa zona, un tempio donde si osserva, si adatta al termine dharana; e con-centra-zione, che significa confinarsi ad un centro, si adatta invece al termina dhyana
(Tratto da I. K. Taimni, La scienza dello yoga).

mercoledì 18 ottobre 2017

Respiro, musica, medicina,


E' incredibile come gli ideogrammi appartenenti al popolo cinese e giapponese siano esplicativi del lavoro che propone la Respirazione Regressiva. Se consideriamo "respiro" (息 ) esso è a sua volta composto di due ideogrammi "sè" e "cuore, animo". E' palese come il respiro muti a seconda dello stato d'animo in cui ci si trova, veloce e fortemente ritmato se l'animo è turbato negativamente, a sussulti in caso di pianto, lento come un'onda se siamo rilassati. Nella RR la peculiarità del legame respiro/animo viene usata in senso inverso: si agisce sul respiro per evocare uno stato d'animo particolarmente recettivo che può accedere a memorie lontane, antiche e profonde.




Gli altri due ideogrammi sono "musica" (楽) e medicina (薬 ), più facilmente confrontabili nelle immagini allegate: l'ideogramma di medicina deriva da quello di musica, a sottolineare quanto sia importante e curativo l'effetto della musica nella nostra vita (basti pensare alla musicoterapia). Dal punto di vista antropologico la musica è sempre stata impiegata come potente mezzo in tutte le pratiche religiose e spirituali delle diverse popolazioni del mondo: i rituali sono sempre stati accompagnati da particolari musiche ispiratrici con lo scopo di accompagnare il partecipante ad un'introspezione o in uno stato di trance.



sabato 9 settembre 2017

Ti va di salire a vedere la mia collezione di occhiali? Feat. AnnA Taddonio

Ti va di salire a vedere la mia collezione di corde vocali? Feat. Silvana Barbieri

Ti va di salire a sentire la nostra collezione di armonici? Feat. Lorenzo Pierobon e tutti gli altri.

Intanto riflettevo sul fatto che le voc-ali mettono le ali alla voce, e le con-sonanti le fanno suonare insieme.

mercoledì 28 giugno 2017

La legge di Murphy applicata allo yoga #36

Legge dell'ingovernabilità del drshti.
Quando fai gli asana e dovresti tenere gli occhi aperti, li tieni chiusi.

Quando fai rilassamento o meditazione, che dovresti tenere gli occhi chiusi, ce li hai spalancati. 

martedì 11 ottobre 2016

Parole che amo: limite

Parole che amo: limite, dal latino limes, sentiero obliquo o traverso che traccia i confini. 

Quando ho iniziato a fare yoga i limiti mi sembravano qualcosa da superare. Intanto era già qualcosa saperli riconoscere. 
Poi con la meditazione divennero qualcosa da accettare. Infine col tantra sono diventati aspetti di se stessi con un senso ben preciso, qualcosa di necessario.

Pare che il "trucco" sia tutto nel non confondere i mezzi con i fini. La macchina con l'autista. Lo strumento con il musicista. Insomma ci siamo capiti. Anzi no, perché dirlo è facile. Esperirlo con corpo, mente e spirito all'unisono è tutta un'altra storia. 

Ma i limiti hanno soprattutto un aspetto affascinante, che chissà perché abbiamo perso.

Per i Romani i limiti territoriali pubblici e privati erano qualcosa di sacro. Spostarli o rimuoverli era considerato un delitto e provocava l'ira degli dei. A protezione dei limiti era preposta una divinità, Limite o Termine, la quale veniva adorata con riti ed offerte ben precise e altro non era che un aspetto di Giove, il padre saggio degli dei.

Perché gli antichi sapevano molto meglio di noi che i limiti vanno onorati e che più  che definire le nostre debolezze, esaltano il nostro potere.

Fonti:


giovedì 23 luglio 2015

domenica 24 maggio 2015

La dieta diventa meditazione

"Prima di mangiare bisognerebbe fermarsi a ringraziare l'angelo della terra, che ci dà forza, l'angelo dell'acqua che ci dà la purezza, l'angelo dell'aria che ci dà l'intelligenza, l'angelo del fuoco che ci dà la passione. Si tratta di elevare la consapevolezza. La dieta diventa meditazione."

Franco Berrino in un'intervista per Yoga Journal di maggio 2015

mercoledì 26 marzo 2014

Meditare per medicare.

Secondo alcuni meditare e medicare derivano dalla stessa radice etimologicica med.

Per esempio, Giacomo Leopardi ne Lo Zibaldone scriveva: "Chi non vede che l’esercitare e il meditare una cosa è una continuazione del semplice averne o pigliarne cura".

Ma ancora prima Michel De Montaigne sosteneva: "Meditare è un'azione potente e piena. Io preferisco formare la mia anima piuttosto che arredarla."

venerdì 5 ottobre 2012

Appendice agli Yogasutra

Sutra tratti dall'Appendice a Gli aforismi sullo yoga di Patanjali di Swami Vivekananda, traduzione e note di Dario Chioli, Libreria Editrice Psiche

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9. L'uomo dagli sforzi ben regolati controlla il prana; quando è divenuto quieto, espira dalle narici. Il saggio perseverante trattiene la sua mente come un cocchiere trattiene gli indocili cavalli.

10. In posti solitari come grotte di montagne, il cui suolo sia piano, libero da ciottoli, fuoco o sabbia, dove non disturbino rumori di uomini o di cascate, in posti di buon auspicio che siano di aiuto alla mente e piacevoli agli occhi, lì lo Yoga dev'essere praticato (la mente dev'essere resa unita).

13. I primi segni di avanzamento nello Yoga sono leggerezza, salute, mancanza di cupidigia, chiarezza di carnagione, una bella voce, un odore gradevole nel corpo, e scarsezza di escrezioni.


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Con il pranayama vengono esplulse le impurità del corpo; con il dharana le impurità della mente; con il pratyara le impurità dell'attaccamento; e col samadhi è eliminata ogni cosa che nasconda la signoria dell'Anima.

(Commento di Sri Shankaracharya alla Svesvatara Upanishad)

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III, 33. Il dominio del prana si effettua per mezzo dell'esplusione e della ritenzione.

III, 34. La corretta postura è quella che è stabile e comoda.

III, 36. Anche con il non attaccamento e la pratica, la meditazione è resa perfetta.

III, 76. Con la riflessione sui princìpi della natura, e con l'abbandonarli considerando "non sono Quello, non sono Quello", la discriminazione è resa perfetta.

IV, 19. Con la continenza, la riverenza e la devozione al Guru, il successo dopo lungo tempo arriva (come nel caso di Indra).

VI, 24. Ogni postura che sia comoda e stabile è un asana; non c'è altra regola.

(Samkhya Sutra di Kapila)

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IV, 9. La persona che medita è paragonata alla immobile terra.

IV, 11 Non c'è alcuna legge quanto al posto; ovunque la mente sia concentrata, là deve essere condotta l'adorazione.

(Vyasa sutra)