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giovedì 23 gennaio 2020

Il mio nome è Monica F. Sono nata il 17 giugno 1974.

Sono piena del mio potere, anche se spesso me ne dimentico, perché perdo la fiducia in me stessa. Scelgo di esercitarlo e di esperirlo in ogni circostanza della mia vita e per il mio bene. 

Decido per me stessa e per nessun altro. Decido di guardare la vita mia e degli altri senza giudizio e con compassione. 

Tra il bene e il male ricerco l’unione degli opposti e la loro complementarietà. 

Vado per la mia strada scegliendo come bussola il cielo, la luna, le stelle e le cangianti nuvole.

Scelgo le carezze, i sorrisi, gli sguardi e i silenzi. 

Chiedo alla musica e al canto di poter accedere alla loro grazia, trasformando ogni mia dissonanza in armonia. 

Scelgo le mie adorate sorelle come punto di riferimento, come fonte di ispirazione, come custodi delle mie confidenze, come amiche delle più belle avventure. 

Cerco l’equanimità e il giusto agire. Scelgo la luce e le tenebre per apprendere ogni loro insegnamento. Scelgo la vita, e accolgo ogni morte che sarà per me necessaria.

Scelgo il cavallo come animale guida, scelgo il verde come colore, scelgo la magnolia come albero e scelgo la lavanda come pianta, scelgo i rovi di more come frutta, e le rose come fiori. 

Scelgo come mio compagno l’uomo acqua, perché mi insegni a fluire, scelgo l’est come direzione per vedere sempre nascere il sole, scelgo il bosco come rifugio per i suoi profumi e suoni, scelgo la parola come arma di difesa, scelgo l’abbraccio e il tocco come cura.  

Scelgo la fiducia in ciò che è stato, è e sarà.

(Grazie Sorella Rossa per l’ispirazione). 

martedì 6 novembre 2018

Noi che questa città la giriamo a piedi ci riconosci subito. Siamo quattro gatte, che qua si prende l’auto anche per fare mezzo metro.
Ci riconosci subito, abbiamo scarpe comode, gambe affusolate, passo svelto, spesso vestitini svolazzanti, a volte le cuffie nelle orecchie, e una nuvolosa di pensieri ingarbugliati che ci accompagna sempre, ogni tanto ci casca un pensiero per strada, più spesso ne raccogliamo altri mille nel tragitto.
E mentre sgambettiamo per andare a lavoro, o a casa, o fare la spesa o chissà quale servizio, in realtà con la fantasia andiamo verso mete misteriose, verso incontri inaspettati, verso qualsiasi cosa abbia voglia di stupirci. 
Ogni tanto ci incontriamo, ci sorridiamo, ci scambiamo le rotte, e le nostre nuvole di pensieri si intrecciano e si mescolano tra di loro, lasciamo qualche nostro pensiero e ne prendiamo di nuovi, Oh guarda che bello, a questo non ci avevo mai pensato!Maddài, anche tu stavi pensando proprio a quella cosa?
E via, a proseguire per la nostra meta, assorte e contorte, tristi o sorridenti, e una nuvola di pensieri sempre pronta a piovere non si sa bene dove.
Ma che ne potete sapere voi che prendete sempre la macchina?

venerdì 10 febbraio 2012

Imballare nuvole

C'è un'espressione in dialetto sardo, "imballande néulas", letteralmente "imballare le nuvole", che significa più o meno perdere tempo o più volgarmente cazzeggiare. 


La trovo meravigliosamente poetica.