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sabato 9 maggio 2020


INVOCO LA FORZA

Invoco la forza delle pietre, perché mi diano la fermezza,
Invoco la terra perché mi doni radicamento,
Invoco il vento per elevarmi,
Invoco il fuoco per purificarmi

Invoco la luna, il sole, le stelle,
Invoco l’universo per illuminarmi
Invoco l’acqua, la pioggia, il fiume, li invoco tutti perché ci lavino

Invoco il lampo, il tuono e tutto il potere della creazione,
Invoco il mare, invoco il cielo e l'infinito
Li invoco tutti perché ci liberino

Invoco Cristo, invoco Budha, invoco Krishna, invoco la forza di tutti gli Orixás
Li chiamo tutti con la loro forza divina
Voglio vedere l'Universo illuminarsi

Ringrazio l’universo per la vita e per il coraggio e per questa l'opportunità
E dedico la mia vita con amore
Al sogno vivente della nostra umanità

Sono messaggero, sono cometa, sono indigeno
Sono figlio della nazione arcobaleno
Con i miei fratelli e sorelle sarò un guerriero
Nella nobile causa di Inka Redentore

Ringrazio nostra Madre e nostro Padre
E i fratelli e sorelle per tutto il loro aiuto
Gloria a tutti
Perché siamo tutti uno in questa unione

N darei a sa ndarei a sa ndarei a sa
Fin dal principio siamo tutti fratelli!
Orei ouá Orei ouá Orei ouá
Viva il potere di tutto l’universo!

****
EU CHAMO A FORÇA

Eu chamo a força, eu chamo a força
eu chamo a força
força das pedras para me firmar

Eu chamo a terra, eu chamo a terra
eu chamo a terra
eu chamo a terra para me enraizar

Eu chamo o vento, eu chamo o vento
eu chamo o vento
eu chamo o vento vem me elevar

Eu chamo o fogo, eu chamo o fogo
eu chamo o fogo
eu chamo o fogo para me purificar

Eu chamo a Lua, chamo o Sol
chamo as Estrelas
Chamo o Universo para me iluminar

Eu chamo a água, chamo a chuva
e chamo o rio
Eu chamo todos para me lavar

Eu chamo o raio, o relâmpago e o trovão
Eu chamo todo o Poder da Criação
Eu chamo o mar, chamo o céu e o infinito
Eu chamo todos para nos libertar

Eu chamo Cristo, eu chamo Budha
Eu chamo Krishna
Eu chamo a força de todos Orixás
Eu chamo todos com suas forças Divinas
Eu quero ver o Universo iluminar

Eu agradeço pela vida e a coragem
Ao Universo pela oportunidade
E a minha vida eu dedico com amor
Ao sonho vivo da nossa humanidade

Sou mensageiro, sou cometa, eu sou indígena
Eu sou filho da nação do Arco Íris
Com meus irmãos eu vou ser mais um guerreiro
Na nobre causa do Inka Redentor

Eu sou guerreiro, eu sou guerreiro e vou lutando
A minha espada é a palavra do amor
O meu escudo é a bondade no meu peito
E o meu elmo são os dons do meu Senhor

Eu agradeço a nossa Mãe e ao nosso Pai
E aos meus irmãos por todos me ajudar
Aminha glória para todos eu entrego
Porque nós Todos Somos Um nesta união
N darei a sa ndarei a sa ndarei a sa
Desde o principio Todos Nós Somos Irmãos!
Orei ouá Orei ouá Orei ouá
Viva o Poder de todo o Universo!”




giovedì 23 gennaio 2020

Il mio nome è Monica F. Sono nata il 17 giugno 1974.

Sono piena del mio potere, anche se spesso me ne dimentico, perché perdo la fiducia in me stessa. Scelgo di esercitarlo e di esperirlo in ogni circostanza della mia vita e per il mio bene. 

Decido per me stessa e per nessun altro. Decido di guardare la vita mia e degli altri senza giudizio e con compassione. 

Tra il bene e il male ricerco l’unione degli opposti e la loro complementarietà. 

Vado per la mia strada scegliendo come bussola il cielo, la luna, le stelle e le cangianti nuvole.

Scelgo le carezze, i sorrisi, gli sguardi e i silenzi. 

Chiedo alla musica e al canto di poter accedere alla loro grazia, trasformando ogni mia dissonanza in armonia. 

Scelgo le mie adorate sorelle come punto di riferimento, come fonte di ispirazione, come custodi delle mie confidenze, come amiche delle più belle avventure. 

Cerco l’equanimità e il giusto agire. Scelgo la luce e le tenebre per apprendere ogni loro insegnamento. Scelgo la vita, e accolgo ogni morte che sarà per me necessaria.

Scelgo il cavallo come animale guida, scelgo il verde come colore, scelgo la magnolia come albero e scelgo la lavanda come pianta, scelgo i rovi di more come frutta, e le rose come fiori. 

Scelgo come mio compagno l’uomo acqua, perché mi insegni a fluire, scelgo l’est come direzione per vedere sempre nascere il sole, scelgo il bosco come rifugio per i suoi profumi e suoni, scelgo la parola come arma di difesa, scelgo l’abbraccio e il tocco come cura.  

Scelgo la fiducia in ciò che è stato, è e sarà.

(Grazie Sorella Rossa per l’ispirazione). 

Canto della gratitudine sotto la luna e intorno al fuoco

Sempre grata al fuoco 
Sempre grata alla luna 
Sempre grata alla terra 
Sempre grata al cielo 

Sono grata, sempre grata 
Sono grata per questa vita 
Sono grata, sempre grata
Sono grata alla natura

Sempre grata alle mie sorelle 
Sempre grata ai fratelli uomini 
Sempre grata agli antenati
Sempre grata alle stelle 

Sono grata, sempre grata 
Sono grata per questa vita 
Sono grata, sempre grata
Sono grata alla natura

Sempre grata alla cura
Sempre grata alla guarigione
Sempre grata alla trasformazione
Sempre grata a tutto l’universo 

Sono grata, sempre grata 
Sono grata per questa vita 
Sono grata, sempre grata
Sono grata alla natura

Sempre grata a madre ayahuasca
Sempre grata al rapè
Sempre grata al kambò
Sempre grata a Yemanjà

Sono grata, sempre grata 
Sono grata per questa vita 
Sono grata, sempre grata
Sono grata alla natura

(Monica F.)

venerdì 14 settembre 2018

Radicamento, volo, equilibrio. Simbologia di vrksasana e garudasana.

Due delle mie asana yoga preferite sono vrksasana, la posizione dell’albero e garudasana, la posizione dell’aquila. Sembrano apparentemente semplici e banali eppure sono capaci di mettere in difficoltà anche praticanti assidui.

Vrksasana è una posizione di equilibrio e si chiama dell’albero perché ci invita a cogliere gli insegnamenti degli alberi e a fare nostre  le loro qualità.
Quindi la prima domanda che dobbiamo porci è: che cosa abbiamo da imparare dagli alberi? È abbastanza intuitivo che ci insegnano innanzitutto il radicamento: gli alberi non si possono sposare (non per loro scelta, perlomeno), possono vivere per centinaia di anni senza mai muoversi dal posto in cui sono radicati, qualsiasi cosa succeda loro. Affrontano il tempo che scorre e il ciclico avvicendarsi delle stagioni; offrono riparo e nutrimento a chiunque lo chieda, ospitano e creano ecosistemi; si difendono dagli attacchi che ricevono dall’esterno (per esempio dai parassiti); tutto ciò sempre restando piantati nelle loro radici. Con la loro pazienza ci dicono che non serve scappare, fuggire, ma bisogna “stare”, sempre e comunque, qualunque cosa succeda. 
Ed è alquanto interessante notare il “come” ci insegnano a stare. Come già detto vrksasana è una posizione di equilbrio, in cui si sta su un piede solo, perché stare fermi in un posto non vuol dire necessariamente essere fissi e stabili come montagne, ma presuppone la ricerca di un bilanciamento. Gli alberi dunque ci rivelano che per un buon radicamento è indispensabile stare in equilibrio su ognuno dei proprio piedi singolarmente, oltre che su entrambi.
Che radicamento ed equilbrio siano strettamente interconnessi ce lo mostra anche l’asana sui due piedi chiamata samasthiti (rimanere stabile su due piedi) oppure tadasana (posizione della montagna); nonostante sia la posizione di radicamento per eccellenza viene definita da molti insegnanti yoga anche una posizione di profondo equilibrio interno.
Perché per essere ben radicati è importante saper stare in equilibrio? Torniamo a vrksasana e osserviamo i nostri amici e maestri alberi: le radici sono piantate nella terra, mentre i rami e i fiori si proiettano verso il cielo, ed i frutti restano appesi ad offrirsi. Gli alberi sono la perfetta sintesi simbolica dell’equilibrio tra terra e cielo, tra maschile e femminile, tra terreno e celeste, tra materiale e divino. L’invito che ci porgono, attraverso vrksasana e di ritrovare questo stesso equilibrio in noi stessi. 

Che per innalzarci verso il cielo abbiamo bisogno di equilibrio, prima ancora che di radicamento ce lo suggerisce anche un’altra asana molto interessante: garudasana o posizione dell’aquila, dedicata al dio Garuda, signore di tutti gli uccelli. 
È curioso notare che in molte posizioni yoga dedicate agli uccelli i piedi sono staccati completamente da terra e ci si tiene in equilibrio su mani e braccia; pensiamo ad esempio a bakasana (posizione del corvo), mayurasana (posizione del pavone) kukkutasana (posizione del gallo), anche se sono animali poco esperti di volo, li rappresentiamo con i piedi sollevati. Invece nella posizione dell’aquila, dedicata alla regina incontrastata dei cieli che sovrasta le altezze più alte, un piede resta poggiato a terra, e l’altro si solleva appena. Anche in garudasana impariamo che più ci vogliamo innalzare, più ci dobbiamo radicare (e non a caso le zampe dei rapaci sono simili a radici), più ci vogliamo radicare, più è importante avere un buon equilibrio. 


Oppure, detto in altre parole, non importa se la nostra indole è terrena (radicarci alla terra) o aerea (innalzarci verso il cielo in tentativi di volo), in entrambi i casi avremo bisogno di un buon equilibrio. E lo troveremo praticando e meditando vrksasana e garudasana.

(di Monica Fronteddu)

mercoledì 25 luglio 2018

Parole che amo: considerare e desiderare

Con-sider (nel senso di stella) - are: guardare le stelle insieme.

De-sider-are: rivolgersi per chiedere alle stelle, o forse allontanarsi dalle stesse e percepire una mancanza.

A proposito, ci avete mai fatto caso che per poter guardare le stelle è necessario stendersi completamente a terra?


lunedì 9 luglio 2018

Parole che amo: confini e cominci.

E se invece di confini (con+fine, finire insieme), si chiamassero cominci (da cominciare, dal latino cum+initiare, iniziare insieme - mantenere una linea di contatto seppure espandendosi verso direzioni diverse), non sarebbe meglio? Potrebbe chiamarsi il comincio tra Francia e Italia, il comincio tra India e Cina, ecc...

Con-fine. Il punto dove di due aree si incontrano e con-dividono un elemento che le separa e nello stesso tempo con-nette.


Può sembrare paradossale, ma tracciare i confini è un tracciare una linea di contatto più ancora che di separazione.

Adoro i luoghi di confine. Catalizzatori di energie speciali e dispensatori di possibilità. Puoi ancora scegliere da che parte andare. Anche i tempi di confine sono i miei preferiti: Alba, tramonto, fasi lunari, eclissi, equinozi, solstizi. Porte, passaggi, dove non sei più una cosa (tanto per dire, notte) e non sei ancora l’altra (il giorno), in cui se già qualcos'altro (che ne so, autunno), ma porti ancora i segni di ciò che hai lasciato (estate). Ma credo che sì, tutto ciò si possa anche estendere alle relazioni esattamente con la stessa simbologia. 


Senza confini ci sarebbe confluenza e quindi un grande caos, se non ci sono confini io non mi identifico e quindi non ci può essere contatto. Questo non significa che il confine è negativo, anzi esso è sacro, soprattutto nelle relazioni. Potrebbero chiamarsi anche punti di relazione e punti di risonanza, quando sono armoniosi, oppure punti di dissonanza in caso contrario.

Parole che amo: astro e stella, disseminato nel cielo.

Le stelle non hanno bisogno di essere ammirate per sapere di essere belle. 


mercoledì 23 maggio 2018

Donne che corrono con i lupi ~ Clarissa Pinkola Estés
(una selezione di citazioni dal libro)

Hambre del alma 

Ogni volta che alimentiamo l'anima è garantita una crescita.

Se avete una cicatrice profonda, questa è una porta. Se amate il cielo è l'acqua tanto da non poterlo quasi sopportare, questa è una porta. Se desiderare fortemente una vita più profonda, una vita più piena, una vita più sana, questa è una porta.

Ma non tutto è perduto per sempre.

Vi rivelerò subito che non appartengo alla divina schiera di coloro che vanno nel deserto e tornano gravidi di saggezza. Sono passata da molti focolari, e ho sparso doni angelici là dove ho dormito, ma il più delle volte, invece della saggezza, ho trovato episodi sconvenienti di Giardasis, Escheria Coli e dissenteria amebica. Questo è il fato di una mistica della classe media dagli intestini delicati.

Cantare significa usare la voce-anima. Significa dire nel respiro la verità del proprio potere e del proprio bisogno, soffiare anima nella cosa che soffre o ha bisogno di reintegrarsi.

Quel che si può vedere nell'oscurità non è necessariamente visibile alla luce del giorno.

Va bene l'audacia, ma non la temerarietà.

Anche nel migliore dei mondi l'anima ha bisogno di essere di tanto in tanto rinfrescata.

Un deserto è un luogo in cui la vita è molto condensata. Le radici di ciò che vive sono aggrappate all'ultima lacrima d'acqua, e il fiore tesaurizza l'umidore apparendo soltanto presto la mattina e nel tardo pomeriggio. La vita nel deserto è piccola ma brillante, e quanto accade si svolge per lo più nel sottosuolo. Come la vita di molte donne.

L'iniziazione non è mai finita

La cultura è la famiglia delle famiglie.
[...]
La cultura cura. 

Se non custodisci i tuoi tesori, ti verranno rubati.

Se troppo saprai, presto invecchierai.

Nulla va mai del tutto perduto nella psiche.

La natura non chiede permessi. Fiorite e venite alla luce quando vi aggrada.

Amare significa stare con. Significa emergere da un mondo di fantasia in un mondo in cui è possibile un amore sostenibile a faccia a faccia, ossa contro ossa, un amore fatto di devozione. Amore significa restare quando ogni cellula dice: Scappa!
~
Paradossalmente quando uno dei due innamorati tenta la fuga, la relazione è investita di più vita. [...] Questo fenomeno è una delle grandi tragicommedie dell'esistenza.

"Alla fine, tutti dobbiamo baciare la strega".

Recita un antico detto: «Ignoranza è non sapere nulla ed essere attratti dal buono. Innocenza è conoscere tutto ed essere ancora attratti dal buono».
[...]
In questo stato di saggia innocenza si entra lasciando cadere cinismo e protezionismo, e rientrando nello stato di meraviglia che si osserva nella maggior parte di coloro che sono molto giovani, e in molti che sono molto vecchi. È la pratica di guardare con gli occhi di uno spirito sapiente e amante, e non con quelli del cane bastonato, della creatura inseguita, dell'essere ferito e in collera. L'innocenza è uno stato che si rinnova con il sonno. Purtroppo, molti la gettano da parte con le coperte quando ogni giorno si levano. Meglio sarebbe portare con noi un'innocenza  vigile, e tenercela stretta per riceverne calore.
Quella lacrima che dice: «Ammetto la ferita».

L'amore nella sua forma più piena è un susseguirsi di morti e rinascite. Muore la passione e rinasce. Il dolore viene scacciato e rispunta da un'altra parte. Amare significa abbracciare e nel contempo sopportare molte fini e molti inizi, il tutto nella stessa relazione.

La Morte conduce la danza, sua partner è la Vita.

Amare è imparare i passi, far l'amore è danzare quella danza.


La fioritura ci toccava in sorte su questa terra. Fiorire, non soltanto sopravvivere, è il diritto che ci spetta dalla nascita in quanto donne.

Per essere in grado di vedere le svolte giuste, dobbiamo saper vedere quelle sbagliate.

Toccando il fondo, sebbene ciò sia estremamente doloroso, si trova anche il terreno per la semina.

C'è qualcosa nella fame che provoca un obnubilamento del giudizio.
Rileggere brani di libri o di poesie che ci hanno commosse. Passare anche soltanto pochi minuti in riva d un fiume, accanto a un corso d'acqua o in una caletta. Sdraiarsi per terra nella luce che filtra dagli alberi. Stare con la persona amata senza avere i bambini attorno. Sedere sotto il portico a sgranare, sbucciare o rammendare qualcosa. Camminare o guidare per un'ora, senza meta, e poi tornare. Prendere un autobus con destinazione ignota. Tamburellare con le dita ascoltando musica. Salutare il sole che sorge. Raggiungere un posto dove le luci non interferiscono con il cielo notturno. Pregare. Stare con un amico speciale. Sedere su un ponte lasciando ciondolare le gambe. Tenere in braccio un bambino piccolo. Sedere in un bar, accanto alla finestra, e scrivere. Sedere in una radura tra gli alberi. Asciugarsi i capelli al sole. Aprire le mani sotto la pioggia. Curare le piante e sporcarsi ben bene le mani di terra. Contemplare la bellezza, la grazia, la commovente fragilità degli esseri umani. 

I vecchi Inuit dicono che il respiro di un Dio e il respiro di un essere umano, quando si mescolano, fanno sì che una persona crei una poesia intensa e sacra.
Proprio la poesia e il canto sacro andiamo cercando, la grande occasione di usare il linguaggio selvaggio che impariamo nelle profondità del mare. 

Molto tempo fa la parola inglese "alone", solo, era composta da due parole, "all one". Essere "all one" significava essere nell'unicità, essenzialmente o temporaneamente. È proprio questo il fine della solitudine.
[...]
Nei tempi antichi, come riportano medici-guaritori, religiosi e mistici, la solitudine intenzionale era un palliativo e anche una misura preventiva. Vi si ricorreva per sanare la fatica e per prevenire il logoramento. Era usata anche come oracolo, un modo per ascoltare il Sé interiore onde sollecitare consigli e guida, impossibili a udirsi nel frastuono della vita quotidiana.

Non è difficile a farsi, il difficile è rammentarsi di farlo.

“Ella habla por en medio en las piernas”.

Dimenticare è un gesto attivo, non passivo.

Forse non ci sarà il finale "e poi vissero felici e contenti", ma quasi per certo ci sarà un nuovo "C'era una volta" per ricominciare.

La redenzione cura la ferita un tempo aperta. Ma rimarrà certo una cicatrice. Al cambiare del tempo la cicatrice dorrà ancora. Questa è la natura del vero lutto.

Il nostro desiderio di morire senza morire.

Anche se molte saranno le cicatrici, è bene ricordare che, nella resistenza alla tensione e alla pressione, la cicatrice è più forte della pelle. 
Capo espiatorio.

A nessun essere senziente in questo mondo è concesso di restare per sempre innocente.

Il Diavolo simboleggia la forza oscura della psiche, il predatore [...]. Questo Diavolo è un brigante archetipo che ha bisogno della luce, la vuole, l'assorbe. In teoria, se gli fosse data la luce - ovvero una vita con la possibilità di amare e creare allora il Diavolo non sarebbe più il Diavolo.

Arricchimento e reintegrazione.

Dicendo «reclamare», pensiamo all'inoltro di proteste e lagnasse, perché questo è l'uso attuale del termine. Ma ha un significato più antico, derivante dal'antico francese reclaimer, che significava «richiamare il falcone liberato». Dunque far sì che qualcosa del selvaggio torni quando è richiamato.

Il meglio non può e non si deve nascondere.

Se non vai nei boschi, nulla accadrà mai, e la tua vita non avrà mai inizio.


Historias que son medicina.
[...]
Una storia non è semplicemente una storia. Nel suo senso più innato e consono, è la vita di qualcuno. Sono il numen della sua vita e la familiarità di prima mano con le storie che portano a rendere la storia una «medicina».
[...]
Andate e lasciate che le storie, ovvero la vita, vi accadano, e lavorate queste storie dalla vostra vita - la vostra, non quella di qualcun altro -, riversateci sopra il vostro sangue e le vostre lacrime e il vostro riso finché non fioriranno, finché non fiorirete.



venerdì 6 gennaio 2017

Buoni propositi semi-seri per il 2017:


- lasciare le frecce agli indiani, le seghe mentali ai falegnami intellettuali e le masturbazioni cerebrali agli onanisti della psiche;

- trattare la masturbazione sessuale per quella che è: un'arte. Da imparare e da mettere da parte. Prima o poi tornerà utile e dilettevole. Parlo per esperienza, certo;

- essere meno acida e più snob. Molto snob;

- scrivere meno e parlare di più. Possibilmente a proposito e al momento giusto;

- lucidarmi l'ego con accuratezza e moderazione. Possibilmente non con lo yoga e non solo su Facebook. Non per altro, in entrambi i luoghi (yoga e Facebook) la concorrenza è troppa e sempre più spietata. E io voglio (tornare ad) essere una vera snob;

- imparare a cantare (o almeno provarci);

- stare nel mio giardino e curare le mie rose. Perché è vero che l'erba del vicino è sempre più verde, ma qua intorno l'unica ad avere il giardino sono io;

- non comprare più libri finché non ho finito di studiare la pila di quelli sul comodino. E la pila sulla scrivania dello studio. E anche la pila sulla credenza della cucina;

-  imparare ad accendere il fuoco, senza soffocarlo e senza appiccare incendi. Naturalmente parlo del mio fuoco interiore;

- trovare un motivo per gioire e per sorridere tutti i giorni;

- guardare il cielo;

- amarmi e amare. Sempre e comunque.

giovedì 18 agosto 2016

Hernàn Huarache Mamani ~ La profezia della curandera





(Frasi tratte dal libro)

Le madri parlano al mondo attraverso i loro figli e le maestre attraverso i loro allievi.

La luce della luna riflessa sul suo viso aveva rivelato tutta l'arrendevolezza, tutta la sua bellezza di donna innamorata. Per un istante si era sentita smarrita.

L'uomo che comunica con la natura è un uomo che conosce la verità, che comprende e che vive con maggior semplicità. Lontana dai concetti, dalle disquisizioni filosofiche, dai ragionamenti, la natura è chiara, semplice e complessa allo stesso tempo.

Chi davvero vuole, può. Ma per potere e volere, bisogna prima sapere e, sopratutto, osare. 

La Pachamama corre in nostro aiuto non appena abbiamo le idee chiare e un obiettivo preciso.

La natura si premura di usare qualche tipo di esca per fare in modo che le persone imparino "qualcosa". Nel tuo caso, se questo "qualcosa" riguardasse soltanto te, tu non lo impareresti mai. Ma, poiché c'è di mezzo qualcuno che desideri, ti senti costretta a prepararti a qualsiasi costo.

Oggi è un giorno speciale per te e, se un giorno arriverai a essere realmente ciò che sei, lo ricorderai per sempre. A partire da questo momento penserai solo alla tua vita. Lavorerai sodo ogni giorno per imparare a conoscerti meglio perché, solo conoscendo te stessa, potrai essere libera e, solo essendo libera, sarai in grado di affrontare ogni problema e ogni pericolo. La fede in te stessa sarà il tuo scudo e sarai cosciente di vivere la tua vera vita. 

Solo con la pazienza si può capire la natura.

Che cos'è l'amore? L'amore è la verità, la legge, la porta che si schiude sull'eternità. In qualsiasi luogo ti sia, ama, ama sempre. Solo così riuscirai ad avvicinarti la divino perché Dio è amore. L'amore è l'energia che ti conduce verso le piccole cose e le grandi cose, tutto l'Universo si muove grazie all'amore. Non esiste energia più potente.

Sei una viaggiatrice cosmica che si muove sulla terra e il tuo corpo è il mezzo che si trasforma mano a mano che tu procedi nel tempo. Il progredire o l'arrestarsi del tuo cammino dipendono unicamente da te. Sei tu che dovrai decidere e assumerti la piena responsabilità di ciò che farai, dirai o penserai. Nel tuo mondo, che è il tuo universo individuale, sei tu che dovrai creare, ma per creare, dovrai prima saper amare e per amare dovrai essere femmina, altrimenti non diventerai mai donna.

Il serpente è in sintonia con le donne, non con gli uomini. Simboleggia il nostro impulso di creazione, di rinnovamento e di conservazione. Il serpente sa che ogni donna è dotata di un'energia potente che crea e rigenera continuamente la vita e della quale può servirsi per dare la vita o la morte. Il serpente è un animale di terra, con il ventre in contatto con la terra e la schiena rivolta verso il cielo, in grado così di muovere sia l'energia terre sa che quella celeste.

La paura è una forma di energia. È come l'amore, come l'odio, come l'ira: è semplicemente energia volta in una determinata direzione. Sfida la paura e modificherai la sua direzione.

Figlia mia, oltre sapere che sei una donna molto potente, dovrai dedicarti anche a cercare nel tuo cuore il cammino che ti condurrà ala Pachamama. Il mistero dell'esistenza è il mistero della tua stessa anima; è per questo che per conoscerti dovrai avventurarti nel tuo mondo interiore, penetrare in quella zona sconosciuta del tuo essere  nella quale ritroverai la tua anima. Solo così, nella parte più profonda del tuo essere, incontrerai il tuo tempio. Solo così potrai apportare il tuo contributo alla realizzazione della profezia secondo la quale in questo ciclo cosmico il risveglio del femminile permetterà di risanare le ferite inferte a madre natura.

~~~~~

(da un'intervista sul libro)
La stella Sirio è un astro femminile. La sua presenza che aumenterà moltissimo a partire dal 2012, sarà un elemento che permetterà di potenziare l'essere umano.



mercoledì 4 maggio 2016

"Fare l'amore con la vita"

"Nel tantra si parla molto del "fare l'amore" ma questo deve essere inteso come "fare l'amore con la Vita, fare l'amore con il Tutto". Il sesso è la metafora dell'Unione Sacra che, nel tantra, si fa con il cibo quando si mangia, con l'aria quando si respira, con la natura quando si passeggia in un bosco, con il nemico quando la mente si oppone al diverso-da-noi... Fate l'amore con voi stessi! fate l'amore con qualunque cosa, situazione, persona incontrate! allora si aprirà il tempio interiore del vostro cuore e sarete benedetti dall'Esistenza".

Faccio l'amore con i miei limiti, faccio l'amore con il mio dolore, faccio l'amore con il cielo, la luna e le stelle, faccio l'amore con lo yoga, faccio l'amore con la musica, faccio l'amore con chi mi accoglie, faccio l'amore con chi mi scansa, faccio l'amore con la gioia e l'allegria, faccio l'amore con quella che sono.
Faccio l'amore.

giovedì 4 febbraio 2016

Nell'astrologia occidentale Giove rimanda a Zeus, è il capo degli dèi ed è un gran donnaiolo.
Nell'astrologia vedica Giove è Guru, il saggio maestro.

È l'unico pianeta in cui l'archetipo non coincide perfettamente nelle due astrologie. In effetti una caratteristica non esclude l'altra, anzi, probabilmente la implica. 

Sempre a proposito di pianeti e archetipi, Venere, il pianeta dell'Amore ruota in modo tale che i giorni sono più lunghi degli anni (astronomicamente: ci mette più tempo a girare su sé stesso che intorno al sole), inoltre ruota al contrario rispetto a tutti gli altri pianeti. Mi sembra un'ottima descrizione delle dinamiche assurde dell'amore.

domenica 8 marzo 2015

Scegli la stella che vuoi

- Mai visto un cielo così stellato. Chissà qual è la nostra buona stella.
- Sono tutte buone, scegli quella che vuoi.

(Matt & Luke)

Dal film Renegade, un osso troppo duro, 1987

martedì 7 ottobre 2014

Tu sei polvere di stelle.

La cosa sorprendente è che ogni atomo nel tuo corpo viene da una stella che è esplosa. E gli atomi nella tua mano sinistra vengono probabilmente da una stella differente da quella corrispondente alla tua mano destra. È la cosa più poetica che conosco della fisica: tu sei polvere di stelle.

Lawrence Krauss