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venerdì 2 agosto 2019

Parole che amo: compensare. Pensare insieme e riequilibrarsi.

Pensare è intensivo di pendere e significa pesare. Ogni pensiero è sospeso nella mente con un suo peso specifico.

lunedì 29 aprile 2019

Maxence Fermine ~ Neve

Citazioni dal libro.

La neve è una poesia. Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri.

Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio.

- Padre, voglio diventare poeta.
- La poesia non è un mestiere. È un passatempo. Le poesie sono acqua che scorre. Come questo fiume.
- È esattamente quello che voglio fare. Imparare a guardare il tempo che scorre.

È il momento di dire l’indicibile. È il momento di viaggiare senza muoversi. È il momento di diventare poeti.

Un mattino di sole sbiadito, una farfalla gli si posò sulla spalla e vi lasciò una labile traccia di stelle, che la pioggia di giugno lavò via.

Si sedette al cospetto dello splendore del mondo.

Fu un viaggio verso il sole del suo cuore.

L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere, sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere.

Era una funambola, e la sua vita seguiva una sola via. Retta.
[...]
Ma la giovane donna, padroneggiando la sua arte, avanzava inesorabilmente. Passo dopo passo. Soffio dopo soffio. Silenzio dopo silenzio. Di vertigine in vertigine. Non inciampo mai.

Non a tutti è dato di incontrare delle verità quando ancora si è in vita.

Bianco come il silenzio.

...e si amarono l’un l’altro sospesi su un filo di neve.







martedì 23 ottobre 2018

Dato al mondo di Lorenzo Braina.

Citazioni dal libro.

I bambini sono senza passato ed è questo tutto il mistero dell’innocenza magica de loro sorriso.
Milan Kundera

Non conta la quantità del tempo, ma la qualità. [...] Aggiungerei che sotto una certa quantità non può esserci qualità.

La cura non è un pensiero: è anzitutto un atto.




Credo che per educare oggi occorra cercare nuovi squilibri (e ribadisco squilibri).

Il fatto è che nascere è sempre entrare in una storia che ci ha preceduto e aprirne una completamente nuova per tutti quelli che già c’erano, perché dopo il nostro arrivo nulla sarà più lo stesso. In questo senso credo che nascere, che tu nasca per primo o per ultimo, che rimanga figlio unico o ultimo della serie, sia come arrivare a un pranzo della domenica in ritardo, quando tutti sono già seduti a tavola e stanno già mangiando, o sono in procinto di farlo. Insomma, nascere è domandare a chi ti accoglie quale sia il tuo posto a tavola, dando forse per scontato che ce ne sia uno, il che equivale a porre alcune domande precise: 
In quale storia di famiglia mi accogli? 
Quale eredità (di relazioni, di tradizioni, di valori) mi spetta? 
E con quale potere mi accompagnerai nella mia eredità e nel mondo? 


venerdì 14 settembre 2018

Radicamento, volo, equilibrio. Simbologia di vrksasana e garudasana.

Due delle mie asana yoga preferite sono vrksasana, la posizione dell’albero e garudasana, la posizione dell’aquila. Sembrano apparentemente semplici e banali eppure sono capaci di mettere in difficoltà anche praticanti assidui.

Vrksasana è una posizione di equilibrio e si chiama dell’albero perché ci invita a cogliere gli insegnamenti degli alberi e a fare nostre  le loro qualità.
Quindi la prima domanda che dobbiamo porci è: che cosa abbiamo da imparare dagli alberi? È abbastanza intuitivo che ci insegnano innanzitutto il radicamento: gli alberi non si possono sposare (non per loro scelta, perlomeno), possono vivere per centinaia di anni senza mai muoversi dal posto in cui sono radicati, qualsiasi cosa succeda loro. Affrontano il tempo che scorre e il ciclico avvicendarsi delle stagioni; offrono riparo e nutrimento a chiunque lo chieda, ospitano e creano ecosistemi; si difendono dagli attacchi che ricevono dall’esterno (per esempio dai parassiti); tutto ciò sempre restando piantati nelle loro radici. Con la loro pazienza ci dicono che non serve scappare, fuggire, ma bisogna “stare”, sempre e comunque, qualunque cosa succeda. 
Ed è alquanto interessante notare il “come” ci insegnano a stare. Come già detto vrksasana è una posizione di equilbrio, in cui si sta su un piede solo, perché stare fermi in un posto non vuol dire necessariamente essere fissi e stabili come montagne, ma presuppone la ricerca di un bilanciamento. Gli alberi dunque ci rivelano che per un buon radicamento è indispensabile stare in equilibrio su ognuno dei proprio piedi singolarmente, oltre che su entrambi.
Che radicamento ed equilbrio siano strettamente interconnessi ce lo mostra anche l’asana sui due piedi chiamata samasthiti (rimanere stabile su due piedi) oppure tadasana (posizione della montagna); nonostante sia la posizione di radicamento per eccellenza viene definita da molti insegnanti yoga anche una posizione di profondo equilibrio interno.
Perché per essere ben radicati è importante saper stare in equilibrio? Torniamo a vrksasana e osserviamo i nostri amici e maestri alberi: le radici sono piantate nella terra, mentre i rami e i fiori si proiettano verso il cielo, ed i frutti restano appesi ad offrirsi. Gli alberi sono la perfetta sintesi simbolica dell’equilibrio tra terra e cielo, tra maschile e femminile, tra terreno e celeste, tra materiale e divino. L’invito che ci porgono, attraverso vrksasana e di ritrovare questo stesso equilibrio in noi stessi. 

Che per innalzarci verso il cielo abbiamo bisogno di equilibrio, prima ancora che di radicamento ce lo suggerisce anche un’altra asana molto interessante: garudasana o posizione dell’aquila, dedicata al dio Garuda, signore di tutti gli uccelli. 
È curioso notare che in molte posizioni yoga dedicate agli uccelli i piedi sono staccati completamente da terra e ci si tiene in equilibrio su mani e braccia; pensiamo ad esempio a bakasana (posizione del corvo), mayurasana (posizione del pavone) kukkutasana (posizione del gallo), anche se sono animali poco esperti di volo, li rappresentiamo con i piedi sollevati. Invece nella posizione dell’aquila, dedicata alla regina incontrastata dei cieli che sovrasta le altezze più alte, un piede resta poggiato a terra, e l’altro si solleva appena. Anche in garudasana impariamo che più ci vogliamo innalzare, più ci dobbiamo radicare (e non a caso le zampe dei rapaci sono simili a radici), più ci vogliamo radicare, più è importante avere un buon equilibrio. 


Oppure, detto in altre parole, non importa se la nostra indole è terrena (radicarci alla terra) o aerea (innalzarci verso il cielo in tentativi di volo), in entrambi i casi avremo bisogno di un buon equilibrio. E lo troveremo praticando e meditando vrksasana e garudasana.

(di Monica Fronteddu)

venerdì 1 gennaio 2016

"Niente è sbagliato, tutto è verità"

Niente è sbagliato, tutto è verità. Le situazioni cambiano, e così deve essere. Lasciare tutto andare e venire, gestire le circostanze con equilibrio e con il cuore. Niente è di nostra proprietà, niente è da perdere, niente è da vincere. Abbandonare il passato e il futuro per vivere solo nel presente, con pace, amore, gioia e stabilità.

Swami Joythimayananda

Yoga Journal nr. 99

Dicembre 2015 - gennaio 2016

giovedì 23 luglio 2015

venerdì 30 maggio 2014

In samastitihi c'è già tutto quello di cui hai bisogno

"Un allievo chiese al mio amico Richard Freeman quante serie avesse l'ashtanga vinyasa yoga. 

- Tutte quelle di cui tu hai bisogno, rispose.

Più si impara e si cresce, e più si trova 'tutto' già in samastitihi. Poi ognuno è libero di 'aggiungere' tutto ciò che ancora gli serve."

Chuck Miller 


Dagli appunti del workshop
Torino, 16-18 maggio 2014

Un giovane Pattabhi Jois in samastitihi

martedì 25 dicembre 2012

E_qui_librata

"Tra una vita calma, equilibrata e una frenetica, scelgo la seconda. Detesto le persone tranquille, l'eccesso di controllo. Mi piace lo squilibrio. La nostra più grande aspirazione è vivere nel mare agitato e saperci navigare dentro."

Raffaele Morelli ~ intervista ad Alessandra Beltrame su Donna Moderna n. 47 del 21 novembre 2012