Qualunque cosa succeda nella nostra vita, qualsiasi cosa stiamo facendo, il nostro respiro lo vive, lo sostiene e lo enfatizza sempre.
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giovedì 13 febbraio 2025
martedì 12 ottobre 2021
martedì 14 luglio 2020
giovedì 2 luglio 2020
sabato 9 maggio 2020
INVOCO LA FORZA
Invoco la forza delle pietre, perché mi diano la fermezza,
Invoco la terra perché mi doni radicamento,
Invoco il vento per elevarmi,
Invoco il fuoco per purificarmi
Invoco la luna, il sole, le stelle,
Invoco l’universo per illuminarmi
Invoco l’acqua, la pioggia, il fiume, li invoco tutti perché ci lavino
Invoco il lampo, il tuono e tutto il potere della creazione,
Invoco il mare, invoco il cielo e l'infinito
Li invoco tutti perché ci liberino
Invoco Cristo, invoco Budha, invoco Krishna, invoco la forza di tutti gli Orixás
Li chiamo tutti con la loro forza divina
Voglio vedere l'Universo illuminarsi
Ringrazio l’universo per la vita e per il coraggio e per questa l'opportunità
E dedico la mia vita con amore
Al sogno vivente della nostra umanità
Sono messaggero, sono cometa, sono indigeno
Sono figlio della nazione arcobaleno
Con i miei fratelli e sorelle sarò un guerriero
Nella nobile causa di Inka Redentore
Ringrazio nostra Madre e nostro Padre
E i fratelli e sorelle per tutto il loro aiuto
Gloria a tutti
Perché siamo tutti uno in questa unione
N darei a sa ndarei a sa ndarei a sa
Fin dal principio siamo tutti fratelli!
Orei ouá Orei ouá Orei ouá
Viva il potere di tutto l’universo!
****
EU CHAMO A FORÇA
Eu chamo a força, eu chamo a força
eu chamo a força
força das pedras para me firmar
Eu chamo a terra, eu chamo a terra
eu chamo a terra
eu chamo a terra para me enraizar
Eu chamo o vento, eu chamo o vento
eu chamo o vento
eu chamo o vento vem me elevar
Eu chamo o fogo, eu chamo o fogo
eu chamo o fogo
eu chamo o fogo para me purificar
Eu chamo a Lua, chamo o Sol
chamo as Estrelas
Chamo o Universo para me iluminar
Eu chamo a água, chamo a chuva
e chamo o rio
Eu chamo todos para me lavar
Eu chamo o raio, o relâmpago e o trovão
Eu chamo todo o Poder da Criação
Eu chamo o mar, chamo o céu e o infinito
Eu chamo todos para nos libertar
Eu chamo Cristo, eu chamo Budha
Eu chamo Krishna
Eu chamo a força de todos Orixás
Eu chamo todos com suas forças Divinas
Eu quero ver o Universo iluminar
Eu agradeço pela vida e a coragem
Ao Universo pela oportunidade
E a minha vida eu dedico com amor
Ao sonho vivo da nossa humanidade
Sou mensageiro, sou cometa, eu sou indígena
Eu sou filho da nação do Arco Íris
Com meus irmãos eu vou ser mais um guerreiro
Na nobre causa do Inka Redentor
Eu sou guerreiro, eu sou guerreiro e vou lutando
A minha espada é a palavra do amor
O meu escudo é a bondade no meu peito
E o meu elmo são os dons do meu Senhor
Eu agradeço a nossa Mãe e ao nosso Pai
E aos meus irmãos por todos me ajudar
Aminha glória para todos eu entrego
Porque nós Todos Somos Um nesta união
N darei a sa ndarei a sa ndarei a sa
Desde o principio Todos Nós Somos Irmãos!
Invoco la terra perché mi doni radicamento,
Invoco il vento per elevarmi,
Invoco il fuoco per purificarmi
Invoco la luna, il sole, le stelle,
Invoco l’universo per illuminarmi
Invoco l’acqua, la pioggia, il fiume, li invoco tutti perché ci lavino
Invoco il lampo, il tuono e tutto il potere della creazione,
Invoco il mare, invoco il cielo e l'infinito
Li invoco tutti perché ci liberino
Invoco Cristo, invoco Budha, invoco Krishna, invoco la forza di tutti gli Orixás
Li chiamo tutti con la loro forza divina
Voglio vedere l'Universo illuminarsi
Ringrazio l’universo per la vita e per il coraggio e per questa l'opportunità
E dedico la mia vita con amore
Al sogno vivente della nostra umanità
Sono messaggero, sono cometa, sono indigeno
Sono figlio della nazione arcobaleno
Con i miei fratelli e sorelle sarò un guerriero
Nella nobile causa di Inka Redentore
Ringrazio nostra Madre e nostro Padre
E i fratelli e sorelle per tutto il loro aiuto
Gloria a tutti
Perché siamo tutti uno in questa unione
N darei a sa ndarei a sa ndarei a sa
Fin dal principio siamo tutti fratelli!
Orei ouá Orei ouá Orei ouá
Viva il potere di tutto l’universo!
****
EU CHAMO A FORÇA
Eu chamo a força, eu chamo a força
eu chamo a força
força das pedras para me firmar
Eu chamo a terra, eu chamo a terra
eu chamo a terra
eu chamo a terra para me enraizar
Eu chamo o vento, eu chamo o vento
eu chamo o vento
eu chamo o vento vem me elevar
Eu chamo o fogo, eu chamo o fogo
eu chamo o fogo
eu chamo o fogo para me purificar
Eu chamo a Lua, chamo o Sol
chamo as Estrelas
Chamo o Universo para me iluminar
Eu chamo a água, chamo a chuva
e chamo o rio
Eu chamo todos para me lavar
Eu chamo o raio, o relâmpago e o trovão
Eu chamo todo o Poder da Criação
Eu chamo o mar, chamo o céu e o infinito
Eu chamo todos para nos libertar
Eu chamo Cristo, eu chamo Budha
Eu chamo Krishna
Eu chamo a força de todos Orixás
Eu chamo todos com suas forças Divinas
Eu quero ver o Universo iluminar
Eu agradeço pela vida e a coragem
Ao Universo pela oportunidade
E a minha vida eu dedico com amor
Ao sonho vivo da nossa humanidade
Sou mensageiro, sou cometa, eu sou indígena
Eu sou filho da nação do Arco Íris
Com meus irmãos eu vou ser mais um guerreiro
Na nobre causa do Inka Redentor
Eu sou guerreiro, eu sou guerreiro e vou lutando
A minha espada é a palavra do amor
O meu escudo é a bondade no meu peito
E o meu elmo são os dons do meu Senhor
Eu agradeço a nossa Mãe e ao nosso Pai
E aos meus irmãos por todos me ajudar
Aminha glória para todos eu entrego
Porque nós Todos Somos Um nesta união
N darei a sa ndarei a sa ndarei a sa
Desde o principio Todos Nós Somos Irmãos!
Orei ouá Orei ouá Orei ouá
Viva o Poder de todo o Universo!”
Viva o Poder de todo o Universo!”
lunedì 1 ottobre 2018
Quando ero piccola disegnavo tutti con i capelli al vento.
Il vento porta via i pensieri. I capelli al vento rendono più facile lo scivolare via dei pensieri.
E se ogni tanto il vento ti ingarbuglia i capelli e i pensieri rimangono incastrati, è perché hai i capelli controvento!
venerdì 14 settembre 2018
Radicamento, volo, equilibrio. Simbologia di vrksasana e garudasana.
Due delle mie asana yoga preferite sono vrksasana, la posizione dell’albero e garudasana, la posizione dell’aquila. Sembrano apparentemente semplici e banali eppure sono capaci di mettere in difficoltà anche praticanti assidui.
Vrksasana è una posizione di equilibrio e si chiama dell’albero perché ci invita a cogliere gli insegnamenti degli alberi e a fare nostre le loro qualità.
Quindi la prima domanda che dobbiamo porci è: che cosa abbiamo da imparare dagli alberi? È abbastanza intuitivo che ci insegnano innanzitutto il radicamento: gli alberi non si possono sposare (non per loro scelta, perlomeno), possono vivere per centinaia di anni senza mai muoversi dal posto in cui sono radicati, qualsiasi cosa succeda loro. Affrontano il tempo che scorre e il ciclico avvicendarsi delle stagioni; offrono riparo e nutrimento a chiunque lo chieda, ospitano e creano ecosistemi; si difendono dagli attacchi che ricevono dall’esterno (per esempio dai parassiti); tutto ciò sempre restando piantati nelle loro radici. Con la loro pazienza ci dicono che non serve scappare, fuggire, ma bisogna “stare”, sempre e comunque, qualunque cosa succeda.
Ed è alquanto interessante notare il “come” ci insegnano a stare. Come già detto vrksasana è una posizione di equilbrio, in cui si sta su un piede solo, perché stare fermi in un posto non vuol dire necessariamente essere fissi e stabili come montagne, ma presuppone la ricerca di un bilanciamento. Gli alberi dunque ci rivelano che per un buon radicamento è indispensabile stare in equilibrio su ognuno dei proprio piedi singolarmente, oltre che su entrambi.
Che radicamento ed equilbrio siano strettamente interconnessi ce lo mostra anche l’asana sui due piedi chiamata samasthiti (rimanere stabile su due piedi) oppure tadasana (posizione della montagna); nonostante sia la posizione di radicamento per eccellenza viene definita da molti insegnanti yoga anche una posizione di profondo equilibrio interno.
Perché per essere ben radicati è importante saper stare in equilibrio? Torniamo a vrksasana e osserviamo i nostri amici e maestri alberi: le radici sono piantate nella terra, mentre i rami e i fiori si proiettano verso il cielo, ed i frutti restano appesi ad offrirsi. Gli alberi sono la perfetta sintesi simbolica dell’equilibrio tra terra e cielo, tra maschile e femminile, tra terreno e celeste, tra materiale e divino. L’invito che ci porgono, attraverso vrksasana e di ritrovare questo stesso equilibrio in noi stessi.
Che per innalzarci verso il cielo abbiamo bisogno di equilibrio, prima ancora che di radicamento ce lo suggerisce anche un’altra asana molto interessante: garudasana o posizione dell’aquila, dedicata al dio Garuda, signore di tutti gli uccelli.
È curioso notare che in molte posizioni yoga dedicate agli uccelli i piedi sono staccati completamente da terra e ci si tiene in equilibrio su mani e braccia; pensiamo ad esempio a bakasana (posizione del corvo), mayurasana (posizione del pavone) kukkutasana (posizione del gallo), anche se sono animali poco esperti di volo, li rappresentiamo con i piedi sollevati. Invece nella posizione dell’aquila, dedicata alla regina incontrastata dei cieli che sovrasta le altezze più alte, un piede resta poggiato a terra, e l’altro si solleva appena. Anche in garudasana impariamo che più ci vogliamo innalzare, più ci dobbiamo radicare (e non a caso le zampe dei rapaci sono simili a radici), più ci vogliamo radicare, più è importante avere un buon equilibrio.
Oppure, detto in altre parole, non importa se la nostra indole è terrena (radicarci alla terra) o aerea (innalzarci verso il cielo in tentativi di volo), in entrambi i casi avremo bisogno di un buon equilibrio. E lo troveremo praticando e meditando vrksasana e garudasana.
(di Monica Fronteddu)
sabato 19 maggio 2018
"Ora osserviamo la tartaruga e l'aquila.
La tartaruga è una creatura terricola. È impossibile vivere più vicino al suolo di così senza essere praticamente sottoterra. I suoi orizzonti spaziano di pochi centimetri. Ha la rapidità che occorre per una battuta di caccia alla lattuga. È sopravvissuta al passaggio dell'evoluzione perché tutto sommato non rappresentava un pericolo per nessuno ed era troppo complicata da mangiare. E poi c'è l'aquila. Una creatura di aria a altitudini, i cui orizzonti si estendono ai confini del mondo. Dalla vista abbastanza acuta da intuire il viavai di qualche stridulo animaletto nel raggio di un chilometro. Tutta potere, tutta controllo. Morte fulminante su ali. Artigli sufficienti per trasformare in cibo qualunque cosa più piccola, e fare almeno un rapido spuntino con quelle più grandi. Eppure, appollaiata per ore sul dirupo, l'aquila sorveglia i reami del mondo finché non coglie un movimento in lontananza, e allora si concentra, concentra, concentra sulla piccola corazza che barcolla tra i cespugli laggiù nel deserto. E salta… Un minuto dopo la tartaruga scopre che il mondo si sta allontanando. Lo vede per la prima volta, non più a due centimetri da terra, ma da un'altezza di centocinquanta metri, e pensa: che grande amica è quest'aquila.
Poi l'aquila la lascia andare.
E quasi sempre la tartaruga precipita e muore. Tutti sanno perché la tartaruga si comporti così: la gravità è un'abitudine difficile da perdere. Nessuno sa perché l’aquila si comporti così: una tartaruga è un buon piatto, ma visto lo sforzo, qualsiasi altra cosa è un piatto migliore. È che le aquile ci provano gusto, nel tormentare le tartarughe.
Ma naturalmente, ciò di cui l'aquila non si rende conto è di avere un ruolo in una sorta di selezione naturale molto rozza.
Un giorno una tartaruga imparerà a volare".
Terry Pratchett
giovedì 13 luglio 2017
Parole che amo: viaggiare.
C'è chi viaggia per vacanza, c'è chi viaggia per studio, c'è chi viaggia per lavoro, c'è chi viaggia per scappare, c'è chi viaggia per perdersi e c'è chi viaggia per ritrovarsi.
Ho viaggiato per tutti questi motivi.
E allora può succedere che nasci in un luogo, ma cresci in un altro, che in un paese studi, e in un altro ti innamori, e alla fine andrai a vivere ancora altrove, e chissà infine, dove invecchierai. E in questo modo semini pezzetti di te, in giro per l'Italia e per il mondo. E se tutto questo da un lato ti arricchisce, ti riempie, ti stimola, dall'altro ti disintegra e ti sradica.
Seminare se stessi significa far fiorire amicizie, relazioni, attimi di eternità. Per fare tutto ci vuole un fiore, cantava una canzone, e quei fiori siamo noi.
Persone, luoghi, paesaggi, colori, odori, sapori sempre nuovi e sempre uguali che ti entrano dentro e ti trasformano e che tramite te si trasformano a loro volta.
Viaggio ancora, ma ho finalmente smesso di scappare. Oggi viaggio per ricongiungermi con quella parte di me che è germogliata in Sardegna. Una terra brulla, molto difficile da coltivare, che si tratti di piante o che si tratti di persone, ogni fiore sbocciato è frutto di litri di sudore e di immani fatiche, e perciò forte e prezioso.
Oggi viaggio per reintegrarmi, oggi viaggio per ricongiungermi, oggi viaggio per tornare.
Ancient mothers, I'm coming home.
venerdì 6 gennaio 2017
Buoni propositi semi-seri per il 2017:
- lasciare le frecce agli indiani, le seghe mentali ai falegnami intellettuali e le masturbazioni cerebrali agli onanisti della psiche;
- trattare la masturbazione sessuale per quella che è: un'arte. Da imparare e da mettere da parte. Prima o poi tornerà utile e dilettevole. Parlo per esperienza, certo;
- essere meno acida e più snob. Molto snob;
- scrivere meno e parlare di più. Possibilmente a proposito e al momento giusto;
- lucidarmi l'ego con accuratezza e moderazione. Possibilmente non con lo yoga e non solo su Facebook. Non per altro, in entrambi i luoghi (yoga e Facebook) la concorrenza è troppa e sempre più spietata. E io voglio (tornare ad) essere una vera snob;
- imparare a cantare (o almeno provarci);
- stare nel mio giardino e curare le mie rose. Perché è vero che l'erba del vicino è sempre più verde, ma qua intorno l'unica ad avere il giardino sono io;
- non comprare più libri finché non ho finito di studiare la pila di quelli sul comodino. E la pila sulla scrivania dello studio. E anche la pila sulla credenza della cucina;
- imparare ad accendere il fuoco, senza soffocarlo e senza appiccare incendi. Naturalmente parlo del mio fuoco interiore;
- trovare un motivo per gioire e per sorridere tutti i giorni;
- guardare il cielo;
domenica 25 settembre 2016
Né la mente, né l’intelletto, né l’ego, né il pensiero,
Non le orecchie, non la lingua, non il naso, non gli occhi,
Nè l’etere, non la terra, non il fuoco, non il vento,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Non l’energia della vita, non i cinque soffi vitali,
Non i sette elementi del corpo, né i suoi cinque involucri,
Né gli organi di purificazione, non il parlare, le mani o i piedi,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né disprezzo o compiacimento, attaccamento o avidità,
Nessun orgoglio o gelosia,
Nessun dovere, né ricchezza, desiderio, né liberazione,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né virtù o vizio, né piacere o dolore,
Né luogo sacro, mantra, Vedas e nemmeno Havan
Non il mangiatore, non il cibo, non il godimento del mangiare,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né la paura di morire, né la distinzione fra caste,
Non il padre, non la madre, nemmeno nascita ho io,
Non il discepolo, non il maestro, non il fratello, non l’amico,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Io sono senza dubbio, io esisto senza forma,
Onnipervadente sono io, io do vita ai miei sensi,
Eterno, immutabile, nè libero nè attaccato,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Non le orecchie, non la lingua, non il naso, non gli occhi,
Nè l’etere, non la terra, non il fuoco, non il vento,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Non l’energia della vita, non i cinque soffi vitali,
Non i sette elementi del corpo, né i suoi cinque involucri,
Né gli organi di purificazione, non il parlare, le mani o i piedi,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né disprezzo o compiacimento, attaccamento o avidità,
Nessun orgoglio o gelosia,
Nessun dovere, né ricchezza, desiderio, né liberazione,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né virtù o vizio, né piacere o dolore,
Né luogo sacro, mantra, Vedas e nemmeno Havan
Non il mangiatore, non il cibo, non il godimento del mangiare,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Né la paura di morire, né la distinzione fra caste,
Non il padre, non la madre, nemmeno nascita ho io,
Non il discepolo, non il maestro, non il fratello, non l’amico,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
Io sono senza dubbio, io esisto senza forma,
Onnipervadente sono io, io do vita ai miei sensi,
Eterno, immutabile, nè libero nè attaccato,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
sabato 17 settembre 2016
lunedì 1 agosto 2016
Parole che amo: (to) fly e volare.
Parole che amo: (to) fly.
Fly, flow, float (volare, fluire e galleggiare) hanno tutti la stessa origine etimologica che arriva fino alla radice sanscrita PLU, da cui derivano anche piovere, fluire, navigare.
In inglese fly rimanda al fluire, e diventa quasi un fluttuare nell'aria. In italiano invece volare deriva da "cadere" e rimanda all'immagine di slanciarsi nel vuoto.
Questa parola la preferisco in inglese, perché mi piace pensare che nuotare sia un modo per volare nell'acqua, e che volare sia un modo per nuotare nell'aria.
Fonti:
sabato 30 luglio 2016
Margherita Dolcevita di Stefano Benni
Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra,
talvolta vediamo la vita nell'aria.
E la chiamiamo polvere.
Le cose belle e le cose orribili stanno sempre vicine.
Si può essere innamorati di un fantasma?
E di una persona vera?
E cosa distingue una persona vera da un fantasma?
Sono strega almeno quanto lui è diavolo.
Amor non corrisposto.
Soffro e dimagrisco.
Amor corrisposto a metà.
Il peso non cambierà.
Amore corrisposto.
Questo amor non conosco.
Quando amo odio tutti.
Quante battaglie stupide e quante nobili e giuste ci sono nella giornata media di ognuno?
Avevo voglia di abbracciarlo, ma era meravigliosamente lontano.
Se incontri un angelo non avrai pace, ma febbre.
Io credo che esisteranno sempre l'intelligenza, la voglia di libertà, l'eros e le sale da ballo [...] ma la parola speranza non mi sento più di pronunciarla.
La Terra è di destra, l'Universo è di sinistra.
Mi ha accarezzato i capelli e il mio cuore ha martellato così forte che ho pensato:
se mi bacia muoio.
Purtroppo mi ha risparmiato.
venerdì 1 aprile 2016
La Sardegna è un'isola, ma il suo elemento non è l'acqua.
La Sardegna ha un cielo bellissimo, anche più del mare, ma il suo elemento non è l'aria.
La Sardegna ogni estate brucia sotto fiamme di incendi dolosi, ma i suoi vulcani sono tutti spenti, e il suo elemento no, non è assolutamente il fuoco.
La Sardegna è principalmente Terra, è Madre Terra., che tutti gli altri elementi nutre e sostiene. Talmente Madre Terra, che il suo inno regionale (qualcuno direbbe nazionale) è una dolcissima ninna nanna.
venerdì 10 luglio 2015
Parole che amo: orma, impronta.
Orma, di origine etimologica incerta. Forse dall'arabo aorma, indizio, o forse dal greco odme, odore.
Impronta, dal latino promere, trarre fuori.
E in effetti è quello che pensavo mentre camminavo sul bagnasciuga e osservavo le orme. Alcune molto profonde, probabilmente lasciate da persone molto radicate, con un forte legame con l'elemento terra, tanto da volerci quasi sprofondare dentro. E altre invece molto leggere, appena impercettibili, di chi cammina ma forse preferirebbe volare, usando la terra non come terreno su cui mettere le radici, ma come base da cui spiccare il volo.
Le nostre orme e le nostre impronte profumano di noi, danno indizi su di noi, tirano fuori la nostra natura.
Anche quelle che non lasciamo.
domenica 24 maggio 2015
La dieta diventa meditazione
"Prima di mangiare bisognerebbe fermarsi a ringraziare l'angelo della terra, che ci dà forza, l'angelo dell'acqua che ci dà la purezza, l'angelo dell'aria che ci dà l'intelligenza, l'angelo del fuoco che ci dà la passione. Si tratta di elevare la consapevolezza. La dieta diventa meditazione."
Franco Berrino in un'intervista per Yoga Journal di maggio 2015
domenica 10 maggio 2015
mercoledì 28 agosto 2013
venerdì 19 luglio 2013
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