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mercoledì 9 marzo 2022
lunedì 7 marzo 2022
giovedì 2 aprile 2020
“Umanamente fragili e in trasformazione”
Siamo pesci intrappolati in una rete di dualità che si moltiplica all’ennesima potenza.
Non possiamo fare altre che osservare e stare semplicemente con quel che siamo.
Per scoprire che a volte è meraviglioso, a volte è terribile, a volte entrambe le cose contemporaneamente.
Niente sarà più come prima.
Nessuno sarà più come prima.
La nostra migliore peggiore occasione di essere noi stessi, di essere Uno.
Non possiamo fare altre che osservare e stare semplicemente con quel che siamo.
Per scoprire che a volte è meraviglioso, a volte è terribile, a volte entrambe le cose contemporaneamente.
Niente sarà più come prima.
Nessuno sarà più come prima.
La nostra migliore peggiore occasione di essere noi stessi, di essere Uno.
giovedì 20 febbraio 2020
ORA E QUI
Ora che ho compreso che la tua rabbia, che rifiutavo e da cui scappavo, era solo uno spietato specchio della mia. Ora che ho compreso che posso scappare dagli altri, ma non da me stessa. Qui posso accogliere la mia rabbia, e la tua, per provare a consolare l’immenso dolore che gridano.
Ora che sento le mie radici, qui posso davvero volare.
Ora, che imparo ad amare me stessa per quella che sono. Qui, posso finalmente amarti semplicemente per quello che sei.
(Monica Fronteddu)
giovedì 23 gennaio 2020
venerdì 16 novembre 2018
Joachim-Ernst Berent, Il terzo orecchio. Citazioni dal libro.
Una delle singolari manifestazioni della decadenza dell’uomo moderno è il crescente indebolimento del senso dell’udito.
Marius Schneider
L’occhio guida l’uomo nel mondo, l’orecchio porta il mondo nell’uomo.
Lorenz Oken
L’occhio valuta, l’orecchio misura.
La corrispondenza tra la realtà dei numeri e la realtà psicologica ci colpisce come un miracolo.
La musica è l’aritmetica dell’animo, che non è consapevole del suo contare.
Vedere è uguale a cercare.
L’orecchio trova, l’occhio cerca.
L’udito è il più spirituale dei nostri sensi.
A mano a mano che la mia preghiera si faceva più assorta e più interiore avevo sempre meno da dire. Infine divenni totalmente silente. Divenni, e questo è ancora più in antitesi col parlare, uno che ascolta.
Prima pensavo che pregare significasse parlare. Ma poi imparai che pregare non è solo tacere: è ascoltare.
Sören Kierkegaard
Pregare non è parlare, è ascoltare: essere attento, passivo, aperto, pronto, pronto come un grembo. Pregare è femminile, ma il sacerdozio è una cosa maschile.
Bhagwan Shree Rajneesh
Ascolta, e la tua anima vivrà!
Isaia
L’occhio penetra, l’orecchio riceve.
La cultura dell’occhio è patriarcale.
La cultura dell’orecchio è matriarcale.
Autori di lingua inglese hanno attirato l’attenzione sulla somiglianza di suoni tra il sostantivo eye (occhio) e il pronome I (io). Quando si sentono queste sue parole fuori dal loro contesto, non si possono distinguere. Perciò Krishnamurti afferma: «L’occhio dice Io!»
Il mio occhio dice «Io!», però non mi può vedere, non può vedere quello che sta per il mio ‘io’, cioè il mio viso. Sono pochi quelli che ci pensano: possiamo udire noi stessi (e direttamente, perché fra gola e orecchio interno c’è un canale diretto: il suono non deve uscire dalla bocca e penetrare di nuovo attraverso il padiglione auricolare), ci possiamo sentire con il tatto, possiamo sentire il nostro odore, il nostro sapore. Ma per poter vedere me stesso, e il mio viso, ho bisogno di uno specchio. O di una fotografia. È vero, l’occhio dice: «Io! Io!», ma lo dice agli altri. Sa ben poco di me stesso.
E ogni tempo diventò presente.
Hermann Hesse
Per sua stessa natura il ‘superamento’ deve superare se stesso.
La vita si esprime per paradossi.
Chi ha orecchi, ascolti.
Chi ha occhi, ascolti e veda.
Chi ha mani, ascolti e veda e faccia.
Chi ha piedi, ascolti e veda e faccia e cammini.
Chi ha una bocca, ascolti e veda e faccia e cammini e parli.
E stia in silenzio
e stia in silenzio
e stia in silenzio
e parli.
Kurt Wolff
Noi non vediamo che non vediamo.
Rupert Sheldrak
Il suono dell’estate.
Ma io sento: il silenzio. È il silenzio che sento per primo. Come un peso che posso afferrare. Un peso greve, liscio. I miei orecchi lo sentono, come fossero delle dita che toccano. Percepisco: si sente al tatto che quel peso è buono.
Penso: è tanto che non sentivi un silenzio così.
Mi occupo del silenzio. È vivo. Una goccia di silenzio. I miei orecchi penetrano dentro di essa. Sono dentro di essa. La goccia diventa universo. Un cosmo che comincia a risuonare. Questo è il cosmo. In primo luogo il lago. Un ritmico gorgogliare. Una nota bassa, un po’ gorgogliante, e due più alte: ‘ciac’, ‘ciac’. Un ritmo a tre. Come se il lago ballasse un valzer. Non è una danza gioiosa. È lenta, piena di abbandono, tranquilla. Appendendosi al collo di qualcuno. Al collo di chi? Mi chiedo. Al collo cocente, grosso, taurino dell’estate.
Prima che noi facciamo musica, è la musica che fa noi... La struttura profonda della musica è identica alla struttura profonda di tutte le cose.
George Leonarpp
Quale spazio chiamiamo tempo?
Non imparate la verità sull'essenza del tempo perché pensate che il tempo sia solo una cosa che passa.
Bassui Zenji
Il tentativo di vivere secondo l’idea che le parti (in cui scomponiamo il mondo) siano veramente separate fra loro è il principale responsabile delle crisi estremamente minacciose che ci troviamo a fronteggiare sempre più spesso. Questo modo di vivere, come si sa, ci ha regalato l’inquinamento ambientale, la distruzione dell’equilibrio naturale, la sovrappopolazione, il caos economico e politico che regna in tutto il mondo...
David Bohm
Il déjà vu della coscienza.
Il mondo non ti contiene, il mondo sei tu...
Angelus Silesius
‘Tutto è uno’ è un sapere antichissimo dell’umanità. Solo singoli esseri umani, e anche singole civiltà, lo possono perdere. L’umanità nella sua totalità lo conserva: non lo può perdere, perché lo sanno i suoi geni. Perciò non è indispensabile che lo sappiano le sue teste. Per tutti noi questo sapere lo hanno conservato gli indiani, i maestri zen e i sufi, i maghi messicani e gli stregoni africani, i sacerdoti dei villaggi balinesi e i monaci tibetani, gli sciamani e i guaritori di tutte le culture. Ma fra quelle popolazioni non sono solo i santi, i monaci, i guru e i sacerdoti a saperlo: ogni persona, anche la più povera e più ignorante, lo sa, lo vive e lo sente. [...] Anche noi lo sappiamo. [...] È un ‘archetipo’, inciso profondamente dentro tutti noi: tutto è uno.
Tutto converge nell'ascolto.
All'origine di tutti gli apparecchi musicali della nostra cultura c’è il monocordo dei pitagorici. Ma questi non avrebbero saputo dire se il monocordo fosse un apparecchio fatto per la fisica o per l’arte. Non avrebbero neppure potuto rispondere, come l’uomo moderno: per entrambe. Semplicemente non sarebbero riusciti a comprendere come si possano separare la fisica e la musica.
Stirb und werde.
(Muori e diventa)
Goethe
Tutto quello che è accaduto nel corso dell’evoluzione sonnecchia nei nostri geni. Evoluzione non significa che la specie precedente sostituisce completamente quella precedente, ma che tutte le specie che precedono trapassano e rimangono conservate in tutte quelle che seguono. Niente va perduto.
domenica 2 settembre 2018
Parole che amo: celebrare.
L’etimologia di questa parola suggerisce che voglia dire “frequentare” prima ancora che “lodare, esaltare, festeggiare”. In altre parole, per onorare solennemente qualcuno/qualcosa la cosa fondamentale è esserci.
Il mio buon proposito per il nuovo anno è questo: celebrare e lasciare andare (che mi sembra un po’ il suo contrario).
Celebrare la vita, la gioia, la bellezza, che il mondo, se lo guardi bene, ne è pieno, anche (soprattutto) dove meno te lo aspetti. Celebrare anche il dolore, quello puro, e le ferite, parti imprescindibili di noi stessi e portatrici di una storia antica che chiede di essere ascoltata e trasformata.
E (sospirone) lasciare andare le lamentele autoreferenziali, le sofferenze fini a se stesse, l’imbruttimento del rancore. Non servono più. Non servono più. Non servono più.
NON
SERVONO
PIÙ
sabato 27 gennaio 2018
venerdì 9 giugno 2017
venerdì 20 gennaio 2017
Grazie
Grazie a chi è arrivato. Niente ti ossigena più di una boccata d'aria fresca e di un nuovo sorriso.
Grazie a chi è tornato. È un'alchimia magica ritrovarsi sempre uguali ma diversi. A volte addirittura migliori.
Grazie - a malincuore - a chi se n'è andato. Sopratutto grazie per quello che ha lasciato, che non è mai possibile andarsene del tutto. Per fortuna e purtroppo.
Ma soprattutto grazie, grazie, grazie e ancora grazie a chi è sempre restato. Non sempre la scelta più difficile. Ma sempre quella più faticosa.
venerdì 14 ottobre 2016
venerdì 1 gennaio 2016
"Niente è sbagliato, tutto è verità"
Niente è sbagliato, tutto è verità. Le situazioni cambiano, e così deve essere. Lasciare tutto andare e venire, gestire le circostanze con equilibrio e con il cuore. Niente è di nostra proprietà, niente è da perdere, niente è da vincere. Abbandonare il passato e il futuro per vivere solo nel presente, con pace, amore, gioia e stabilità.
Swami Joythimayananda
Yoga Journal nr. 99
Dicembre 2015 - gennaio 2016
Swami Joythimayananda
Yoga Journal nr. 99
Dicembre 2015 - gennaio 2016
domenica 13 dicembre 2015
Pre_sente.
Parole che amo: presente.
Dal latino præsentem, participio presente (ovviamente) del verbo præsum, composto da pre - innanzi - e sum - sono. Essere, o meglio, essente al cospetto di qualcuno.
Dal latino præsentem, participio presente (ovviamente) del verbo præsum, composto da pre - innanzi - e sum - sono. Essere, o meglio, essente al cospetto di qualcuno.
giovedì 15 ottobre 2015
domenica 11 ottobre 2015
lunedì 26 novembre 2012
Amo lo yoga perché...
(Questo è un post in aggiornamento continuo. Di volta in volta aggiungerò i motivi per cui amo questa meravigliosa disciplina. Se vuoi scrivimi il tuo "perché", e lo aggiungerò alla lista citandoti. I post e le citazioni sono in ordine cronologico, dal più recente al più vecchio.)
Amo lo yoga perché...
Trasforma il movimento da teso ad attivo, da collassato a rilassato.
È un invito ad aprire il cuore.
È un sentiero infinito, che non sai dove ti condurrà, ma sai che è esattamente dove vuoi andare.
Mi insegna ad ascoltare il corpo e non la mente.
Mi nutre.
Ho riscoperto la potenza dell'istinto.
È ritorno alle origini.
La danza è Arte, lo yoga è Natura. Amo lo yoga perché è armonia della natura.
Il sanscrito è una lingua mistica e perfetta.
Ho finalmente fatto pace con le mie anche.
È un potentissimo moltiplicatore di sensazioni ed emozioni.
Mi ha insegnato che l'ego è un falso amico e i limiti non sono nemici.
Sul tappetino sono fuori dal tempo, in una dimensione sospesa.
È come un'arte marziale dove combatti sempre contro il tuo peggior nemico, ovvero il tuo ego, al solo scopo di imparare a conoscerti.
E continui a combattere anche se sai che contro il tuo ego perderai sempre!
Insegna ad essere consapevoli del proprio corpo, del proprio respiro, del proprio essere. Consapevolezza che inizia prendendo coscienza di quanto in realtà siamo poco consapevoli.
Se tutti ci sentissimo responsabili, non dico delle azioni che compiamo, ma almeno del tipo di energia che immettiamo nell'etere il mondo sarebbe un posto migliore. Amo lo yoga per questo, perché mi rende responsabile dell'energia che diffondo.
Mi rende una persona migliore. Non nel senso di più buona, ma nel senso di più onesta.
È la trasformazione alchemica dell'energia. Trasforma l'energia negativa in energia positiva, trasforma il grossolano in sottile, il pesante in leggero, il tamas in sattva.
Si fa con i piedi nudi.
È talmente potente che alcuni dei più profondi insegnamenti Yoga da me ricevuti, provengono da persone che con lo yoga non hanno nulla a che vedere.
La maggior parte di coloro che non lo pratica non ha la più pallida idea di che cosa sia veramente.
Inizi che ti vuoi solo sgranchire un po' la schiena, finisce che ti ritrovi a testa in giù, a mo' di pipistrello e ad appassionarti alle vicende di Shiva & Co. (non necessariamente nello stesso momento).
È un "giogo" ma ti libera.
Mi sta insegnando a respirare.
Libera le emozioni.
È democratico e meritocratico.
Attraverso esso posso immaginare un mondo migliore.
Mi insegna a non sopravvalutare la gioia e mi aiuta ad affrontare il dolore.
Mi conduce in luoghi bellissimi.
Mi riconcilia col mondo.
E tu perché lo ami?
Cristina:
Perché mi riporta alla semplicità!
Emiliana:
Mi ha salvata da me stessa.
Barbara:
Perché mi fa sentire fortunata per averlo incontrato. Non lo so perché, ma mi dà tanta gioia.
Mara:
Perché mi ha reso più empatica.
Michelangelo:
Perché è pura e semplice osservazione.
Susanna:
Perché ti insegna la consapevolezza, ad ascoltarti, a creare spazio dentro e fuori, ti insegna a prendere tempo,ti apre il piano infinito, la creatività, l'accettazione, a non entrare in competizione ecc. ecc.
Ornella:
Perché mi ama senza se e senza ma.
Gian:
Non mi spinge né si oppone ai miei cambiamenti.
Davide:
Non lo amo affatto...
Salvo:
Credo sia come un seme che se innaffiato con costanza, con pazienza e determinazione porta dei frutti meravigliosi....credo sia unione e l'unione si fa col cuore e porta amore.
Emanuela:
Mi fa ricordare di me, che ci sono tutta e che mi posseggo.
Ilaria:
Amo il silenzio in cui mi porta... e nel silenzio ritrovo uno spazio infinito.
Valerio:
Pietro:
Amo lo yoga incondizionatamente... per nessun motivo! Chiederesti a un bambino perché ama giocare? Ecco, penso che lo yoga sia un gioco, quindi una faccenda molto seria, come ogni bambino ben sa!
Michele:
È nel mezzo, fra corpo e spirito.
Francesca:
Mi mette in contatto con me stessa senza ansie.
Davide:
Mi aiuta ad aprire il bacino, che negli uomini è generalmente chiuso.
Paola:
Mi ha fatto conoscere il lavoro mentale oltre che fisico, "un muscolo" nuovo per me e quando lo faccio funzionare riesco a fare cose che mi sembravano impossibili.
Ornella:
Mi scioglie il cuore ogni volta che espiro.
Raffa:
Per rendermi conto dei miei limiti e tentare di superarli...sfracellamento al muro compreso!
Marirosa:
Perché mi fa sentire libera.
Gabriella:
Per essere me stessa. Senza maschera, senza copione, senza ansia. Io.
Maria:
Per perdermi e ritrovarmi in ogni parte del corpo.
Ornella:
Mi ha insegnato a sorridere espirando.
Paolo:
Non l'ho amo, abbiamo solo rapporti di buon vicinato.
Gian:
perché ha iniziato prima lui ad amare me.
Ambra:
Perché insegna a gestire la solitudine e fa evaporare tanti pensieri in eccesso.
Tona:
Amo lo yoga perché...
Trasforma il movimento da teso ad attivo, da collassato a rilassato.
Ho scoperto che nelle asana apparentemente semplici c’è un mondo nascosto da scoprire.
È un invito ad aprire il cuore.
È un sentiero infinito, che non sai dove ti condurrà, ma sai che è esattamente dove vuoi andare.
Amo lo yoga perché non risolve i problemi ma te li fa vivere diversamente.
Mi insegna ad ascoltare il corpo e non la mente.
Mi nutre.
Ho riscoperto la potenza dell'istinto.
È ritorno alle origini.
La danza è Arte, lo yoga è Natura. Amo lo yoga perché è armonia della natura.
Il sanscrito è una lingua mistica e perfetta.
Ho finalmente fatto pace con le mie anche.
È un potentissimo moltiplicatore di sensazioni ed emozioni.
Mi ha insegnato che l'ego è un falso amico e i limiti non sono nemici.
Sul tappetino sono fuori dal tempo, in una dimensione sospesa.
È come un'arte marziale dove combatti sempre contro il tuo peggior nemico, ovvero il tuo ego, al solo scopo di imparare a conoscerti.
E continui a combattere anche se sai che contro il tuo ego perderai sempre!
Insegna ad essere consapevoli del proprio corpo, del proprio respiro, del proprio essere. Consapevolezza che inizia prendendo coscienza di quanto in realtà siamo poco consapevoli.
Se tutti ci sentissimo responsabili, non dico delle azioni che compiamo, ma almeno del tipo di energia che immettiamo nell'etere il mondo sarebbe un posto migliore. Amo lo yoga per questo, perché mi rende responsabile dell'energia che diffondo.
Mi rende una persona migliore. Non nel senso di più buona, ma nel senso di più onesta.
È la trasformazione alchemica dell'energia. Trasforma l'energia negativa in energia positiva, trasforma il grossolano in sottile, il pesante in leggero, il tamas in sattva.
Si fa con i piedi nudi.
È talmente potente che alcuni dei più profondi insegnamenti Yoga da me ricevuti, provengono da persone che con lo yoga non hanno nulla a che vedere.
La maggior parte di coloro che non lo pratica non ha la più pallida idea di che cosa sia veramente.
Inizi che ti vuoi solo sgranchire un po' la schiena, finisce che ti ritrovi a testa in giù, a mo' di pipistrello e ad appassionarti alle vicende di Shiva & Co. (non necessariamente nello stesso momento).
È un "giogo" ma ti libera.
Mi sta insegnando a respirare.
Libera le emozioni.
È democratico e meritocratico.
Attraverso esso posso immaginare un mondo migliore.
Mi insegna a non sopravvalutare la gioia e mi aiuta ad affrontare il dolore.
Mi conduce in luoghi bellissimi.
Mi riconcilia col mondo.
E tu perché lo ami?
Cristina:
Perché mi riporta alla semplicità!
Emiliana:
Mi ha salvata da me stessa.
Barbara:
Perché mi fa sentire fortunata per averlo incontrato. Non lo so perché, ma mi dà tanta gioia.
Mara:
Perché mi ha reso più empatica.
Michelangelo:
Perché è pura e semplice osservazione.
Susanna:
Perché ti insegna la consapevolezza, ad ascoltarti, a creare spazio dentro e fuori, ti insegna a prendere tempo,ti apre il piano infinito, la creatività, l'accettazione, a non entrare in competizione ecc. ecc.
Ornella:
Perché mi ama senza se e senza ma.
Gabriele:
Perché mi permette di sperimentare e vivere aspetti della mia mente, della mia persona, del mio corpo e soprattutto del mio spirito sempre più raffinati, evoluti e nutrienti per me stesso e per chi mi circonda.
Tundra:
Perché mi permette di sperimentare e vivere aspetti della mia mente, della mia persona, del mio corpo e soprattutto del mio spirito sempre più raffinati, evoluti e nutrienti per me stesso e per chi mi circonda.
Paola Andrea:
Perché se anche cerco di scappare da lui, non ci riesco, mi sorprende sempre donandomi l'infinito.
Rossella:
Perché da quando lo pratico ho preso decisioni di amore per me più sostanziose e sostanziali.
Io amo lo yogurt... fa lo stesso?
Paolo:
Nessuno ancora ci ha presentati.
Fabrizio:
Perché mi piacciono i gatti.
Paolo:
Nessuno ancora ci ha presentati.
Fabrizio:
Perché mi piacciono i gatti.
Gian:
Non mi spinge né si oppone ai miei cambiamenti.
Davide:
Non lo amo affatto...
Salvo:
Credo sia come un seme che se innaffiato con costanza, con pazienza e determinazione porta dei frutti meravigliosi....credo sia unione e l'unione si fa col cuore e porta amore.
Emanuela:
Mi fa ricordare di me, che ci sono tutta e che mi posseggo.
Ilaria:
Amo il silenzio in cui mi porta... e nel silenzio ritrovo uno spazio infinito.
Valerio:
Lo vedo solo come una rottura di palle.
Carolina:
È lui che mi ama.
Carolina:
È lui che mi ama.
Pietro:
Amo lo yoga incondizionatamente... per nessun motivo! Chiederesti a un bambino perché ama giocare? Ecco, penso che lo yoga sia un gioco, quindi una faccenda molto seria, come ogni bambino ben sa!
Michele:
È nel mezzo, fra corpo e spirito.
Francesca:
Mi mette in contatto con me stessa senza ansie.
Davide:
Mi aiuta ad aprire il bacino, che negli uomini è generalmente chiuso.
Paola:
Mi ha fatto conoscere il lavoro mentale oltre che fisico, "un muscolo" nuovo per me e quando lo faccio funzionare riesco a fare cose che mi sembravano impossibili.
Ornella:
Mi scioglie il cuore ogni volta che espiro.
Raffa:
Per rendermi conto dei miei limiti e tentare di superarli...sfracellamento al muro compreso!
Marirosa:
Perché mi fa sentire libera.
Gabriella:
Per essere me stessa. Senza maschera, senza copione, senza ansia. Io.
Maria:
Per perdermi e ritrovarmi in ogni parte del corpo.
Anonimo:
Perché mi rende una persona migliore. Perché mi connette con l'universo che è dentro e fuori da me. Lo yoga è Amore.
Elisa:
Perché mi permette di conoscere a fondo e usare al meglio il meccanismo impeccabile del mio corpo. Che è molto di più di guardare il corpo allo specchio.Ornella:
Mi ha insegnato a sorridere espirando.
Paolo:
Non l'ho amo, abbiamo solo rapporti di buon vicinato.
Gian:
perché ha iniziato prima lui ad amare me.
Ambra:
Perché insegna a gestire la solitudine e fa evaporare tanti pensieri in eccesso.
Tona:
Mi ha dato una seconda possibilità, una seconda vita.
Francesco:
Amo lo yoga incondizionatamente e non so e non voglio sapere il perché.
Rosita:
Perché non risolve i problemi ma te li fa venire ancor di più! (#sischerza)
Perché si occupa del mio respiro (e quindi della vita) come nessuna disciplina praticata ha mai fatto fin'ora.
Michele:
Non ho un vero perché, forse perché, come per l'amore, non c'è un perché.
Stefania:
Perché mi permette di mettere il cuore sopra la testa.
Antonio:
Mi aiuta ad essere presente a me stesso. Mica poca roba.
Katia:
Perché allunga l'anima.
Francesco:
Amo lo yoga incondizionatamente e non so e non voglio sapere il perché.
Rosita:
Perché non risolve i problemi ma te li fa venire ancor di più! (#sischerza)
Perché si occupa del mio respiro (e quindi della vita) come nessuna disciplina praticata ha mai fatto fin'ora.
Michele:
Non ho un vero perché, forse perché, come per l'amore, non c'è un perché.
Stefania:
Perché mi permette di mettere il cuore sopra la testa.
Antonio:
Mi aiuta ad essere presente a me stesso. Mica poca roba.
Katia:
Perché allunga l'anima.
Francesca:
Perché purifica la mia mente, risana il mio corpo. Un flusso continuo!
Perché purifica la mia mente, risana il mio corpo. Un flusso continuo!
Mario:
Amo lo yoga perché... A spinning non c'era posto e perché odio le supposte!
(E da grande voglio diventare campione del mondo di yoga)
Valentina:
Amo lo yoga perché... Non l'ho mai fatto!
Marco:
Fa bene ed è buonissimo... Specialmente quello ai frutti di bosco!
Barbara:
Perché lo yoga è magia.
Claudia:
Mi fa sentire viva. Mi fa amare il mondo e mi fa scomparire i cattivi pensieri.
Sandra:
Ti fa trovare un gruppo bello come il nostro. Er mejo!
Rosanna:
Perché mette in connessione il mio corpo con il mio spirito!
Umberto:
Claudia:
Mi fa sentire viva. Mi fa amare il mondo e mi fa scomparire i cattivi pensieri.
Gian:
È adorabile la sensazione di lasciarsi lavare la schiena per piacere piuttosto che per necessità.
È un "gioco" al quale nessuno perderà mai.
È sempre con me, discretamente.
Sandra:
Ti fa trovare un gruppo bello come il nostro. Er mejo!
Rosanna:
Perché mette in connessione il mio corpo con il mio spirito!
Umberto:
È il sentiero del risveglio per vivere una vita bilanciata e connettersi con l'anima suprema.
Gianni:
Gianni:
È un percorso che si può perseguire e praticare ovunque, senza attrezzature né accessori, a qualsiasi età.
Gaetano:
Gaetano:
Mi permette di essere!
Yasoda Nandana Das:
Amo lo yoga... Ovvero la connessione col tutto e con l'assoluto...
Fabio:
Giulio:
Perché richiede dedizione fisica e mentale.
Michele:
Fabio:
Mi fa puzzare così gli altri mi allontanano e cado in depressione allora vado dal dottore per farmi prescrivere dei farmaci e lui invece mi consiglia di fare yoga! Ma proprio da lì è iniziato tutto questo casino gli rispondo, allora lui mi dice: "hai provato a meditarci sopra?" Sì, e il risultato è stato che oltre a puzzare ho iniziato ad avere mal di testa e i reumatismi alle ginocchia e la lombagine, e quando non sto bene divento anche più irritabile, mi arrabbio più facilmente, mangio di più e di tutto, ingrassando... soffro di colite: yogato dipendente.
Giulio:
Perché richiede dedizione fisica e mentale.
Michele:
Mi fa staccare dal mondo, dai problemi.
Mi fa sentire bene.
Mi fa conoscere belle persone, persone alle quali vorrei assomigliare.
Mi fa sudare.
Mi fa conoscere meglio me stesso.
venerdì 23 novembre 2012
Qui e yoga
"Il corpo esiste nel passato, la mente nel futuro. Lo yoga li fa incontrare nel presente."
(presa da qui)
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