Profezia di Pattabhi Jois riveduta e corretta:
Practice, practice, practice and all injuries are coming.
(Si scherza, Guruji, non ti rigirare nella tomba)
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mercoledì 10 febbraio 2016
venerdì 13 giugno 2014
Two weeks
"Quanto tempo ci vuole per imparare a fare bene un asana?
Quando gli allievi occidentali, assetati di yoga e di certezze, chiedevano a Pattabhi Jois quanto tempo ci sarebbe voluto per arrivare a padroneggiare una certa posizione, lui tagliava corto dicendo a tutti sempre la stessa cosa: two weeks, due settimane, qualunque fosse l'asana in questione. Una risposta sbrigativa ed efficace, per significare che in realtà la questione è di nessuna importanza."
Chuck Miller ~ dagli appunti del workshop di Torino, 16-18 maggio 2014
martedì 27 maggio 2014
Are you willing to be a beginner?
“Penso che non sia un caso che il primo richiamo nell’Ashtanga Yoga sia Samastitihi. Guruji lo diceva sempre come prima cosa. Amavo questo, quando entravi nella sala. La sala era un caos e lui diceva: “Yeeees, SAMASTITIHI”. Era il primo richiamo, ed era molto chiaro che voleva che facessimo silenzio e rimanessimo dritti e fermi.
In ogni sistema o filosofia indiana la cosa più importante è detta all’inizio. In tanti testi indiani è così. Gli Yoga Sutra di Patanjali iniziano dicendo: Atha yoga anushasanam, che vuol dire ADESSO iniziamo lo studio dello yoga.
A me piace dire: adesso siamo pronti ad essere principianti, adesso siamo pronti ad iniziare. Avere la mente del principiante è molto importante. Quando pensiamo di sapere, siamo perduti. Dobbiamo sapere di non sapere.
Questa prima parola – sama – penso che sia molto importante. Cosa significa? Qualcosa come equilibrio, o equaniminità, calma. È come quando Patanjali dà la definizione di yoga: Yoga chitta vritti nirodha.
Nirodha è un po’ come smussare le irregolarità di tutto ciò che disturba la mente e il corpo. Quindi è così che funziona Sama, è diventare equilibrati e calmi e quindi ritrovare la propria vera natura, come dice il terzo sutra degli Yoga Sutra: Tadah drashtu svarupe avastanam - adesso ci fermiamo, adesso siamo stabili nella verità che noi siamo.
Questo è ciò che lo yoga vuole insegnarci, la filosofia e la pratica. Impariamo fisicamente a stare dritti sui nostri due piedi e a non farci spingere qua e là dai condizionamenti corpo-mente. Provate a chiedervi: vi state muovento verso Sama o lontano da Sama? E quando si capisce Sama più in profondità si vede che non è solo fisico. Samastitihi viene usato nella pratica fisica. Ma anche l’ottavo degli otto rami dell’Ashtanga Yoga è anche Sama-dhi. Samadhi vuol dire essere stabili nella propria verità. Lo yoga è definito come Samadhi da Patanjali. –dhi significa soltanto essere stabile nel Sama. Per non fare solo Ashtanga Yoga ma per usare l’Ashtanga Yoga per riconoscere che la pratica è uno strumento di osservazione per aiutarvi a vedere voi stessi. Sama è la chiave, è l’obiettivo, è la direzione in cui ci muoviamo, la realizzazioni che siamo tutti uno.
Abbiamo questa tecnica chiamata Vinyasa. Per capire il significato profondo di Vinyasa, Vinyasasono i passi che facciamo, composti da questi respiri-movimenti, ogni respiro-movimento è come un seme che mettiamo in fila inconsciamente grazie alla consapevolezza del nostro respiro dall’inizio alla fine della pratica e ogni respiro-movimento non va visto come un pezzo di legno morto o di pietra, ma è un seme vivo che dobbiamo piantare, coltivare, curare, in modo che ogni vinyasaabbia il tempo di crescere. L’idea che ogni vinyasa è finito, che c’è un punto finale è falsa, non è vera, è una trappola in cui cadiamo e ci fa praticare in modo non corretto. Dobbiamo essere più interessati ad andare all’inizio, piuttosto che spingere troppo forte per arrivare alla fine. Meno forza, più intelligenza, più comprensione, più gentilezza va portata nella pratica.
Voglio aiutare gli studenti a sentirsi liberi di usare la pratica nel modo in cui la vogliono usare. Dobbiamo obbedire a noi stessi, al nostro vero Sé. Questo è ciò che lo yoga ci chiede. Ma se siamo troppo obbedienti alla pratica rischiamo di farci male. Trovo che sia molto importante non voler andare troppo veloce nella pratica, è più difficile prendersi il tempo di aiutare gli studenti a guardare in profondità a quello che la pratica è, e come possiamo cambiare il modo in cui pratichiamo. La tecnica e il metodo che usiamo è il vinyasa, seguiamo il sentiero, Guruji è stato molto chiaro nel segnare il sentiero, invece è stato meno chiaro a proposito dei dettagli e io penso che noi abbiamo questa responsabilità di riempire gli spazi vuoti e di continuare con la nostra pratica, a dare vita a questa pratica, a farla evolvere, continuare a perfezionarla e renderla migliore. Possiamo farlo."
Chuck Miller
Torino, 16-18 maggio 2014
sabato 30 novembre 2013
When the mind is quiet, the asana is correct.
Quando la mente è tranquilla, l'asana è corretta.
Sri K. Pattabhi Jois
Sri K. Pattabhi Jois
giovedì 30 maggio 2013
L'ashtanga vinyasa yoga è noioso?
Una delle critiche più diffuse che insegnanti e praticanti di altri stili di yoga rivolgono all'ashtanga è che sia noioso, poiché ripete sempre la stessa sequenza di asana. Sicuramente l'ashtanga non è per tutti, in quanto assolutamente fuori dalla portata dei pigri, come diceva il suo fondatore, Sri K. Pattabhi Jois, riferendosi probabilmente ad una forma di pigrizia non solo fisica ma anche mentale.
È pur vero che la scelta dello stile di yoga è assolutamente personale, e non a tutti può piacere l'ashtanga, ma dire che non piaccia in nome di una presunta monotonia è assurdo, per molteplici motivi.
In primo luogo è vero che la sequenza è sempre la stessa, però offre una varietà di asana completa e ben strutturata. Ogni asana è propedeutica a quella successiva, e la sequenza può essere suddivisa in gruppi di posizioni per funzioni fisiologiche e terapeutiche.
Quindi una pratica ashtanga ben strutturata è sempre bilanciata su tutti gli aspetti che una lezione di yoga deve dare e non è necessario aggiungere asana accessorie con funzioni già previste da altre.
Inoltre le sequenze sono abbastanza lunghe, padroneggiarle abbastanza bene nella loro interezza è un lavoro che richiede molto tempo, spesso anni. Imparata la Prima Serie, c'è la Seconda e poi la Terza, la Quarta, ecc. ecc. Per chi ha l'opportunità di praticarlo a tempo pieno, l'ashtanga offre un percorso di studio tendenzialmente infinito.
Le asana proposte sono fisse e sono varie, ma soprattutto sono tante. Da quando pratico ashtanga vinyassa yoga ho smesso di fare qualche asana, ma ne ho conosciute parecchie che non avevo mai incontrato in altri stili, e se proprio devo fare un confronto, sono molte di più le asana nuove che ho imparato rispetto a quelle che ho "perso".
Oltretutto c'è un aspetto forse sottovalutato, ma a mio avviso fondamentale. Dover imparare a memoria la Serie richiede un notevole esercizio di memoria e concentrazione. Avere una sequenza fissa da memorizzare e da seguire permette di praticare focalizzandosi di volta in volta su aspetti diversi.
Per esempio un giorno si può praticare concentrandosi sul respiro ujjayi e/o sul drsthi (direzione dello sguardo) per migliorare la concentrazione; un giorno si può praticare indirizzando l'attenzione alla tenuta dei bandha; oppure sul flusso della sequenza, privilegiando i vinyasa; oppure ancora si può praticare focalizzandosi sulle singole asana, lavorando soprattutto su quelle che evidenziano i nostri specifici blocchi.
Ancora, si può praticare privilegiando una particolare parte della sequenza: la prima parte, quella delle posizioni in piedi e di equilibrio, oppure i piegamenti in avanti della Prima Serie, mentre ogni tanto è sempre bene fare uno studio approfondito delle asana di chiusura. E poi a mano a mano che si migliora e si inizia a studiare anche la Seconda Serie si possono prevedere delle pratiche in cui si combinano parti della Prima e parti della Seconda.
Insomma, l'ashtanga vinyasa yoga è noioso? Mi chiedo per quanto tempo e con che risultati chi asserisce questo lo abbia praticato. Le combinazioni per praticare sono numerosissime e possibili proprio perché si hanno le basi di una sequenza fissa, che a mio avviso può essere paragonata alle fondamenta su cui poi costruire il proprio personalissimo percorso di crescita yoga.
Namastè
(mf)
mercoledì 22 maggio 2013
Un volto yogi è sempre un volto sorridente.
[Praticando yoga] Si acquista quindi un volto yogi. Un volto yogi è sempre un volto sorridente.
Sri K. Pattabhi Jois
(tratto da questa intervista)
Sri K. Pattabhi Jois
(tratto da questa intervista)
sabato 2 febbraio 2013
Il vaso vuoto produce rumori forti
«Se agisci bene, le persone verranno da te. Non pubblicizzare (la tua attività di insegnante di yoga, n.d.r.). Il vaso vuoto produce forti rumori».
(Pattabhi Jois a Eddie Stern)
"Non sapevo cosa fosse l'Ashtanga yoga. Se avessi saputo quanto fosse difficile non sarei mai andato a studiare con lui (Pattabhi Jois, n.d.r.), perché sono leggermente pigro per natura, fisicamente."
"Questo yoga (ashtanga vinyasa yoga, n.d.r.) incoraggia l'indipendenza e l'autonomia. Incoraggia un tipo particolare di dedizione e forza di volontà per essere in grado di capire come praticare da soli, una volta apprese le basi."
Eddie Stern insegna ashtanga vinyasa yoga a New York, ed è stato allievo diretto di Pattabhi Jois
Le frasi di Eddie Stern sono estratte da un'intervista sul New York Times. Parte di quest'intervista è stata ripresa in un articolo anche da Yoga Journal Italia (nr. 70 - febbraio 2013)
(Pattabhi Jois a Eddie Stern)
"Non sapevo cosa fosse l'Ashtanga yoga. Se avessi saputo quanto fosse difficile non sarei mai andato a studiare con lui (Pattabhi Jois, n.d.r.), perché sono leggermente pigro per natura, fisicamente."
"Questo yoga (ashtanga vinyasa yoga, n.d.r.) incoraggia l'indipendenza e l'autonomia. Incoraggia un tipo particolare di dedizione e forza di volontà per essere in grado di capire come praticare da soli, una volta apprese le basi."
Eddie Stern insegna ashtanga vinyasa yoga a New York, ed è stato allievo diretto di Pattabhi Jois
Le frasi di Eddie Stern sono estratte da un'intervista sul New York Times. Parte di quest'intervista è stata ripresa in un articolo anche da Yoga Journal Italia (nr. 70 - febbraio 2013)
giovedì 22 novembre 2012
Tutti, eccetto i pigri.
L'ashtanga vinyasa yoga può essere praticato da tutti, si o no?
In molti sostengono che sia un sistema originariamente ideato per gli allenamenti sportivi di giovani atleti indiani e che per praticarlo sia necessaria un'eccellente prestanza fisica, non alla portata di tutti.
Altri, tra cui David Garrigues (in questo post molto significativo), pensano che i benefici dell'ashtanga possano essere estesi a tutte le tipologie di praticanti, magari con alcune precauzioni e accorgimenti, adattando la pratica alle singole esigenze e caratteristiche. Fondamentalmente, però, la forza di volontà e la voglia di praticare prevalgono sulla prestanza fisica e atletica.
A sostegno di questa tesi si ricordano le parole di Guruji:
“Old man, stiff man, weak man, sick man, they can all take practice but only a lazy man can’t take practice.”
Sri K Pattabhi Jois
(I vecchi, gli irrigiditi, i deboli, i malati, tutti possono praticare. Solo i pigri non possono praticare.)
martedì 21 agosto 2012
Yoga quotes
Navigando per il web mi sono imbattuta in questo post di citazioni yoga. Mi sono piaciute molto perché alcune non le conoscevo ancora, sono divise per argomento e, in realtà, anche io da tempo stavo pensando ad un post simile.
Così, ispirandomi dal post di Claudia Yoga, ho deciso di riportare un po' di frasi anche io. Alcune sono tratte dalla letteratura tradizionale dello yoga, altri sono di autori famosi non necessariamente legati allo yoga, la maggior parte sono citazioni di insegnanti più o meno conosciuti, riprese durante le loro lezioni o interviste.
Per ogni quota c'è il link che rimanda alla fonte da cui l'ho presa, se manca il link vuol dire che è una frase molto diffusa e si può trovare facilmente su google.
Le frasi prese dal blog di Claudia Yoga le ho tradotte io (tranne un paio, quelle già molto note anche in italiano), riporto anche la frase in inglese di modo che eventualmente possano essere segnalate eventuali imprecisioni di traduzione.
Se avete voglia segnalatene altre, o indicate la vostra preferita e il motivo.
Io adoro quelle che parlano del respiro e del sorridere durante la pratica.
Grazie!
~~~
Good yogi, no worries. ~ BNS Iyengar
Gandhi è stato l'ultimo yogi. ~ Sharat Rangaswamy
Senza chapati (pane indiano), non c'è forza (di praticare)
No chapati, no strenght. ~ Pattabhi Jois (ripresa dal nipote Sharat Rangaswamy)
L'energia è l'eterno piacere ~ William Blake
Sadhana (la pratica dello yoga) è una trasformazione graduale, da uno sforzo pieno di sforzo allo sforzo senza sforzo, che minimizza lo sforzo fisico ed esalta le qualità dell’ intelligenza nell’osservazione e nell'attenzione, affinchè il sadhaka (il praticante) possa utilizzarle per penetrare il proprio obbiettivo: l’aquisizione della conoscenza e dell’esperienza spirituale. ~ B.K.S. Iyengar
I piedi non sono mai nell’elemento aria. ~ B.K.S. Iyengar
Dimenticate i video che avete visto o i “bravissimi” del materassino accanto! E’ la vostra pratica: godetevela!
Se ci sforziamo il respiro diventerà costretto o forzato. Se non siamo focalizzati il respiro sarà sommerso dal suono dei nostri pensieri. Mantenete la consapevolezza sul respiro e ogni istante sarà una meditazione. ~ David Swenson
Grazie a Patañjali lo Yoga, da tradizione "mistica", si è trasformato in "sistema filosofico". ~ Mircea Eliade
Il corpo non è rigido, la mente è rigida!
Body is not stiff, mind is stiff. ~ Sri K. Pattabhi Jois
Chiunque può respirare. Dunque chiunque può praticare yoga.
Anybody can breathe. Therefore anybody can practice yoga. ~ T.K.V. Desikachar
Prima di aver praticato la teoria è inutile. Dopo aver praticato la teoria è ovvia.
Before you've practiced, the theory is useless. After you've practiced, the theory is obvious. ~ David Williams
La risata scaccia i litigi.
Laughter drives shouting away. ~ Indra Devi
Fa che il tuo parlare sia vero e gentile.
Let your speech be true and sweet. ~ Shri T. Krishnamacharya
Lo yoga è la fonte della giovinezza. Più la tua schiena è flessibile, più sei giovane.
Yoga is the fountain of youth. You're only as young as your spine is flexible. ~ Bob Harper
L'età osserva, la giovinezza si avventura.
Age considers; youth ventures. ~ Rabindranath Tagore
Se la compassione che provi non comprende anche te stesso, è incompleta.
If your compassion does not include yourself, it is incomplete. ~ Jack Kornfield
Il silenzio non è silenzio. Il silenzio parla. Ed è molto eloquente. Il silenzio non è immobile. Il silenzio conduce. Conduce quasi perfettamente.
Silence is not silent. Silence speaks. It speaks most eloquently. Silence is not still. Silence leads. It leads most perfectly. ~ Sri Chinmoy
Quando si sperimenta la verità, scompare la stupida abitudine di lamentarsi degli altri.
When one experiences truth, the madness of finding fault with others disappears. ~ S.N.Goenka
Siamo ciò che pensiamo.
All that we are is the result of what we have thought. ~ Buddha
Se in qualche modo sono ricco, lo sono più di perplessità che di certezze.
Si de algo soy rico es de perplejidades y no de certezas. ~ Jose Luis Borges
La prima ricchezza è la salute.
The first wealth is health. ~ Ralph Waldo Emerson
Sorridere (durante la pratica) è facoltativo, ma altamente raccomandato.
Smiling is optional but highly recommended. ~ Nicki Doane
Continuate a sorridere, è solo yoga!
Keep smiling, it's only yoga! ~ David Swenson
Non vediamo le cose per quello che sono, vediamo le cose per quello che siamo.
We don't see things as they are, we see things as we are. ~ Anais Nin
venerdì 17 agosto 2012
No coffee, no prana
A quanto pare l'assunzione moderata di caffé non è in contrasto con la pratica dell'ashtanga yoga, anzi sembra addirittura che Pattabhi Jois ne incoraggiasse il consumo - con il motto no coffee, no prana - in quanto benefico per l'energia e la concentrazione.
Tim Miller racconta dei bellissimi aneddoti di quando dopo i primi giorni di pratica a Mysore, si stendeva sfinito in savasana, rimanendoci 10, 15, anche 20 minuti, fin quando la moglie di Guruji, Amma, non faceva capolino nella stanza e gli chiedeva dolcemente: "Tim, tutto bene? Caffé, Tim?"
No coffee, no prana oggi viene spesso attribuito (in particolare in numerosi blog di praticanti per lo più americani) a Sharat Rangaswamy, nipote di Guruji, che sicuramente lo ripropone durante le sue lezioni, insieme ai tanti altri insegnamenti ricevuti dal nonno.
Tim Miller racconta dei bellissimi aneddoti di quando dopo i primi giorni di pratica a Mysore, si stendeva sfinito in savasana, rimanendoci 10, 15, anche 20 minuti, fin quando la moglie di Guruji, Amma, non faceva capolino nella stanza e gli chiedeva dolcemente: "Tim, tutto bene? Caffé, Tim?"
No coffee, no prana oggi viene spesso attribuito (in particolare in numerosi blog di praticanti per lo più americani) a Sharat Rangaswamy, nipote di Guruji, che sicuramente lo ripropone durante le sue lezioni, insieme ai tanti altri insegnamenti ricevuti dal nonno.
giovedì 10 maggio 2012
Happy people?
"Quando pratico Ashtanga mi sorride il cuore"
Me lo ha detto stamattina la mia amica al telefono, e non avrebbe potuto dirlo meglio di così.
Sarebbe stato felice di questa frase Pattabhi Jois.
Si racconta che quando arrivavano da lui nuovi praticanti, la prima cosa che chiedesse è se fossero persone felici e allegre.
"Happy people?"
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