George Orwell che in 1984 ammonisce sulle inquietanti conseguenze della neolingua e Nanni Moretti che sbraita (dopo aver schiaffeggiato per ben due volte la sua interlocutrice, tra l’altro): “Le parole sono importanti” sono considerati geni progressisti.
Ə femministə che rivendicano il diritto ad un linguaggio più inclusivo e rispettoso sono considerati də gran rompicoglioni.
#facciamocicaso
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venerdì 1 marzo 2024
mercoledì 13 dicembre 2023
Barbie. Il film.
Barbie Il Film.
Dopo averne letto un gran bene, incuriosita e nostalgica della mia ex-bambola preferita, l’ho guardato.
Sono rimasta delusa. Avevo letto che nel film si promuovevano istanze femministe e mi ero creata un certo tipo di aspettative.
Ho visto un film sul patriarcato, creato dal patriarcato, che il femminismo, casomai, lo danneggia.
Manifattura cinematografica eccellente, alcune battute superbe*, del resto il patriarcato sa essere spesso molto seducente, sia per gli uomini che per le donne. Una perfetta americanata. Che propone un mondo sempre squilibrato e discriminante nei confronti di qualcuno.
Il mondo di Barbie dove dominano solo le donne e gli uomini sono relegati a sentirsi qualcuno solo in funzione dello sguardo femminile, è patriarcale quanto e più del mondo reale, discriminatorio nei confronti delle donne. E anche quando la doppia discriminazione viene resa evidente, nel mondo di Barbie viene ripristinato un ordine gerarchico femminile che agli uomini concede solo qualche briciola in posizioni subalterne. Dando una visione del femminismo come se fosse l’opposto del maschilismo. Come se i problemi del patriarcato si risolvessero togliendo agli uomini ogni forma di potere, valore, dignità.
No, il femminismo non è il contrario del maschilismo. No, il patriarcato non si supera sostituendo tout-court gli uomini con le donne. Siamo veramente fuori strada, su tutta la linea.
Detto questo, ho trovato molto interessante il personaggio di Ken e la sua parabola, a mio avviso è lui l’unico personaggio vagamente femminista del film. Scopre il patriarcato con ingenuità e ne coglie subito i vantaggi e trappole. Appena può lo usa a suo vantaggio per prendere potere che non gli era mai stato concesso, ma capisce quasi subito che è un gioco a perdere anche da quel lato. E si trova davanti alla necessità di “crescere” e di trovare nuove modalità. Sì, lo deve fare anche Barbie, ma lei lo fa da privilegiata, Ken lo deve affrontare dalla parte del discriminato.
Comunque ho adorato l’excursus storico delle varie bambole della Mattel e relativi accessori.
Io avevo Skipper a chi cresceva il seno, e le tagliai il petto con la forbice perché volevo assolutamente capire come funzionasse.
E ho trovato interessante scoprire la storia di Midge, la bambola incinta.
*Una delle battute che mi sono piaciute di più è di Ken: “Quando ho capito che il patriarcato non riguardava i cavalli avevo già perso interesse”.
Dopo averne letto un gran bene, incuriosita e nostalgica della mia ex-bambola preferita, l’ho guardato.
Sono rimasta delusa. Avevo letto che nel film si promuovevano istanze femministe e mi ero creata un certo tipo di aspettative.
Ho visto un film sul patriarcato, creato dal patriarcato, che il femminismo, casomai, lo danneggia.
Manifattura cinematografica eccellente, alcune battute superbe*, del resto il patriarcato sa essere spesso molto seducente, sia per gli uomini che per le donne. Una perfetta americanata. Che propone un mondo sempre squilibrato e discriminante nei confronti di qualcuno.
Il mondo di Barbie dove dominano solo le donne e gli uomini sono relegati a sentirsi qualcuno solo in funzione dello sguardo femminile, è patriarcale quanto e più del mondo reale, discriminatorio nei confronti delle donne. E anche quando la doppia discriminazione viene resa evidente, nel mondo di Barbie viene ripristinato un ordine gerarchico femminile che agli uomini concede solo qualche briciola in posizioni subalterne. Dando una visione del femminismo come se fosse l’opposto del maschilismo. Come se i problemi del patriarcato si risolvessero togliendo agli uomini ogni forma di potere, valore, dignità.
No, il femminismo non è il contrario del maschilismo. No, il patriarcato non si supera sostituendo tout-court gli uomini con le donne. Siamo veramente fuori strada, su tutta la linea.
Detto questo, ho trovato molto interessante il personaggio di Ken e la sua parabola, a mio avviso è lui l’unico personaggio vagamente femminista del film. Scopre il patriarcato con ingenuità e ne coglie subito i vantaggi e trappole. Appena può lo usa a suo vantaggio per prendere potere che non gli era mai stato concesso, ma capisce quasi subito che è un gioco a perdere anche da quel lato. E si trova davanti alla necessità di “crescere” e di trovare nuove modalità. Sì, lo deve fare anche Barbie, ma lei lo fa da privilegiata, Ken lo deve affrontare dalla parte del discriminato.
Comunque ho adorato l’excursus storico delle varie bambole della Mattel e relativi accessori.
Io avevo Skipper a chi cresceva il seno, e le tagliai il petto con la forbice perché volevo assolutamente capire come funzionasse.
E ho trovato interessante scoprire la storia di Midge, la bambola incinta.
*Una delle battute che mi sono piaciute di più è di Ken: “Quando ho capito che il patriarcato non riguardava i cavalli avevo già perso interesse”.
giovedì 12 maggio 2022
- Parliamo della bionda all’angolo. Che ne dici?
- Non è male.
- Non è male un corno, se una cosa è bella devi dire che è bella, minimo.
- Tu parli così perché non conosci le sarde.
- Perché, come sono le donne sarde?
- Le sarde non sono donne. Sono regine.
- E allora perché vi scopate le pecore?
… [gli spacca un piatto in testa].
Kevin/Gavino e Badore in “L’uomo che compró la luna”.
- Non è male.
- Non è male un corno, se una cosa è bella devi dire che è bella, minimo.
- Tu parli così perché non conosci le sarde.
- Perché, come sono le donne sarde?
- Le sarde non sono donne. Sono regine.
- E allora perché vi scopate le pecore?
… [gli spacca un piatto in testa].
Kevin/Gavino e Badore in “L’uomo che compró la luna”.
(N.B. Per interpretare una "regina" sarda è stata scelta un'attrice spagnola, e non è da escludere che la ragazza bionda della scena, sia sarda!)
sabato 3 ottobre 2020
sabato 4 aprile 2020
martedì 17 marzo 2020
My Old Lady, di Israel Horovitz,2014
Citazioni dal film:
Today is the Shadow of tomorrow.
È un peccato non esserci conosciuti prima di venire al mondo.
Mathias: “Sei così bella...”
Chloé: “Non sono bella sono quasi vecchia.”
Mathias: “Un fiore è perfetto quando è quasi vecchio.”
"Sono cresciuto a Park Avenue a New York City. I miei genitori erano ricchi. Sono nato con la camicia, una camicia di forza.
Ogni volta che qualcuno segue il suo cuore, a qualcun altro il cuore si spezza. Ci sono sempre detriti, sempre dolore, sempre sofferenza.
L'amore è una materia limitata. Quando dai amore a una persona nuova devi per forza toglierne ad un’altra. Mio padre prese fino all'ultimo grammo dell'amore che aveva e lo scaricò a Parigi.
Le persone come noi pensano di essere state dannate da Dio ma in realtà siamo stati dannati dai nostri genitori.
Ti guardi allo specchio e vedi un adulto, ma devi guardare più attentamente, c’è una grossa parte di te che non cresce mai. Può diventare più alta, ma non cresce.
Passi la vita ad aspettare che i tuoi genitori tornino e mettano tutto a posto, ma loro non ritornato, e niente è a posto. In qualche modo devo lasciarteli alla spalle, in qualche modo devi convincerti che non hai bisogno di loro.
Perché non ne hai.”
giovedì 23 gennaio 2020
“Non ci sono creature strane, solo persone miopi”.
(Dal film: Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald).
giovedì 4 aprile 2019
“Non abbiamo creduto in lei perché è cambiata, è cambiata perché abbiamo creduto in lei”.
Grande Puffo su Puffetta
Grande Puffo su Puffetta
(Dal film I puffi 2, 2013)
domenica 18 novembre 2018
venerdì 16 novembre 2018
Citazioni dal film “Georgia Rule” di Garry Marshall, 2007
Rachel: Per raccogliere bisogna seminare, ma sono così pochi a saperlo fare. Come ti chiami?
Simon: Simon...
Rachel: Mh...
Simon: Non ho una meta precisa
Rachel: Neanche io, andiamo.
Simon: Dove?
Rachel: Ovunque!
Simon: Be’ ci stavo andando da solo.
Rachel: Adesso non più. Considerati fortunato.
Simon: Lo sarei se tu non fossi qui.
Rachel: Considerati nei casini allora.
Simon: Non mi piace parlare.
Rachel: Perfetto, a me non piace ascoltare.
Tu sei matta?Rachel: Per raccogliere bisogna seminare, ma sono così pochi a saperlo fare. Come ti chiami?
Simon: Simon...
Rachel: Mh...
Simon: Non ho una meta precisa
Rachel: Neanche io, andiamo.
Simon: Dove?
Rachel: Ovunque!
Simon: Be’ ci stavo andando da solo.
Rachel: Adesso non più. Considerati fortunato.
Simon: Lo sarei se tu non fossi qui.
Rachel: Considerati nei casini allora.
Simon: Non mi piace parlare.
Rachel: Perfetto, a me non piace ascoltare.
No sono Rachel.
Non sembri cattiva.
Il trucco aiuta.
Non sarai un po’ squinternata?
Io mi definisco unica.
E sentiamo, quanti anni hai?
Quanti ne servono...
Servono a cosa?
A squinternarti.
Sei una ragazza pericolosa, eh?
Dipende dalla tua concezione di pericolo...
Sarebbe più sicuro cadere da cavallo.
Almeno non mi dovrai spazzolare dopo avermi montata.
Sarai un tipo sveglio ma ne dici di sciocchezze.
Nessuna buona azione resta impunita.
Simon: Qui si tratta di distinguere il bene dal male, le bugie dalla verità, e se non sai fare questa distinzione Rachel, non ti puoi fidare di nessuno. E se non ti puoi fidare non puoi amare.
Rachel: Come ci si sente ad essere così sicuri di sé?
Simon: Ci si sente bene.
Rachel: Raccontami di tua moglie, e del vostro rapporto.
Simon: Cosa vuoi sapere?
Rachel: Come la amavi.
Simon: Quando la accarezzavo era la parte migliore di me che veniva accarezzata. È così che si dovrebbe amare, Rachel.
Non esistono le bugie sincere?
No.
giovedì 1 novembre 2018
giovedì 18 ottobre 2018
“Non c’è niente di più pericoloso di uno scrittore di cui hai ferito i sentimenti”.
Dal film "The wife. Vivere nell'ombra", di Björn Runge.
Bel film sulle perverse e forse inevitabili dinamiche della vita di coppia.
venerdì 22 giugno 2018
“È perché c’è gente come voi, che c’è gente come me”.
(tratto dal film francese Benvenuti ma non troppo)
martedì 15 agosto 2017
giovedì 10 agosto 2017
martedì 14 marzo 2017
Jab pyar kiya to darna kya
"Jab pyar kiya to darna kya"
(Se hai deciso di innamorarti allora perché avere paura?)
Inno di tutti gli innamorati indiani e diventato slogan del gay pride in India.
L'incantevole (?) truzzeria bollywoodiana racchiusa in questa frase tratta da un film del 1960. Nella scena la giovane cortigiana Anarkali balla e canta al cospetto dell'imperatore e della sua corte. La giovane è innamorata del figlio dell'Imperatore, il quale naturalmente non approva e la farà murare viva. Non è troppo romantico?
domenica 29 gennaio 2017
sabato 7 gennaio 2017
- Ehi Graham, vuoi un po' di pesce crudo?
- Nah... Se ho voglia di mercurio mi mangio un termometro.
- Nah... Se ho voglia di mercurio mi mangio un termometro.
Dal film "Sol Levante"
martedì 3 gennaio 2017
Parole che amo: promessa.
"Quando fai l’amore con qualcuno, il tuo corpo fa una promessa, che tu lo voglia o no".
dal film Vanilla sky
Parole che amo: promessa. Da pro_mettere: mettere davanti (agli occhi).
E come tutti sanno il problema delle promesse non è tanto farle, quanto mantenerle.
E allora mi/vi auguro una vita piena di promesse, da fare e da ricevere. Da mantenere con dedizione e da disattendere con leggerezza. Perché, che tu lo voglia o no, certe promesse sono fatte apposta per non essere mantenute.
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