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domenica 1 marzo 2026

Kali

 Kali non viene a consolarti.

Viene a dirti la verità.

Non è dolce senza motivo.

È amorevole perché è reale.

Kali non protegge le tue illusioni per farti sentire a tuo agio. Le infrange.

Ti apre il cuore, anche se fa male.

Divora le bugie che hai imparato a chiamare identità. Taglia via ciò a cui ti aggrappi per paura...

e così facendo, rivela ciò che è sempre stato libero dentro di te.

Il risveglio non avviene nel comfort.

Avviene nel fuoco.

Ecco perché Kali non canta ninne nanne. Ti risveglia.

Ma c'è qualcosa che pochi capiscono:

Kali non è solo la distruttrice del tempo.

È anche la Madre che sostiene quando ogni falsità è caduta.

Non accarezza l'ego.

Riconosce l'anima.

Ed essere visti da Kali significa essere visti senza maschere, senza storia, senza personalità.

Lei non distrugge per punire.

Distrugge per liberare.

Perché ciò che si rompe in sua presenza...

non sei mai stato veramente te.

Amare Kali significa accettare che la fine non è una fine.

È purificazione.

È apertura.

È ricordare ciò che è sempre stato intero.

Quando la paura finisce, quando non c'è più nulla da difendere...

eccola lì.

Non lontana.

Non inaccessibile.

Più vicina del tuo stesso respiro.

E quando la riconosci...

non puoi più vivere addormentato.

(Margherita Pinto)




domenica 5 dicembre 2021

Antiche Madri, sto tornando a casa

Nell’ombra della luna posso vedere i vostri visi
Nel tocco della terra posso sentire la vostra forza
Nel profondo del mio cuore posso sentire le vostre parole
In questa strada infinita sto seguendo il mio percorso

Antiche madri, sto tornando a casa

Dalla saggezza nascosta che ci portiamo dentro
Dagli esseri viventi che ci insegnano la vostra guida
Dalla forza dell’amore che ci mantiene vivi
Riconnessi a questo potere dobbiamo guarire dalla falsità

Antiche madri, sto tornando a casa

Vi sto chiamando madri mie, venite a riempire questo spazio
Nella fonte della verità, aiutateci ad attraversare le onde
Siamo qui per lavorare, siamo qui per pregare
Per i tempi dell’unità, che torneranno ancora

Antiche madri, sto tornando a casa

lunedì 3 dicembre 2018

L’amara verità è che chiunque amiamo ha il diritto - e quasi sempre anche un valido motivo - per tradirci.

venerdì 16 novembre 2018

Citazioni dal film “Georgia Rule” di Garry Marshall, 2007


Rachel: Per raccogliere bisogna seminare, ma sono così pochi a saperlo fare. Come ti chiami?
Simon: Simon...
Rachel: Mh...
Simon: Non ho una meta precisa
Rachel: Neanche io, andiamo.
Simon: Dove?
Rachel: Ovunque!
Simon: Be’ ci stavo andando da solo.
Rachel: Adesso non più. Considerati fortunato.
Simon: Lo sarei se tu non fossi qui.
Rachel: Considerati nei casini allora.
Simon: Non mi piace parlare.
Rachel: Perfetto, a me non piace ascoltare.
Tu sei matta?
No sono Rachel.

Non sembri cattiva.
Il trucco aiuta.

Non sarai un po’ squinternata?
Io mi definisco unica.
E sentiamo, quanti anni hai?
Quanti ne servono...
Servono a cosa?
A squinternarti.
Sei una ragazza pericolosa, eh?
Dipende dalla tua concezione di pericolo...
Sarebbe più sicuro cadere da cavallo.
Almeno non mi dovrai spazzolare dopo avermi montata.

Sarai un tipo sveglio ma ne dici di sciocchezze.

Nessuna buona azione resta impunita.

Simon: Qui si tratta di distinguere il bene dal male, le bugie dalla verità, e se non sai fare questa distinzione Rachel, non ti puoi fidare di nessuno. E se non ti puoi fidare non puoi amare.
Rachel: Come ci si sente ad essere così sicuri di sé?
Simon: Ci si sente bene.
Rachel: Raccontami di tua moglie, e del vostro rapporto.
Simon: Cosa vuoi sapere?
Rachel: Come la amavi.
Simon: Quando la accarezzavo era la parte migliore di me che veniva accarezzata. È così che si dovrebbe amare, Rachel.

Non esistono le bugie sincere?
No.

martedì 6 novembre 2018

venerdì 22 giugno 2018

Parole che amo: re_sa

La chiave dello yoga naturale è la resa. [...]
Si potrebbe dire che resa è lasciare che sia. [...]
Resa significa scegliere di lasciar andare e permettere che la volontà di qualcosa di diverso da noi faccia il proprio corso, invece del nostro. [...] e questo senza dover progettare, conoscere, forzare o doversi preoccupare in qualche modo di se stessi. [...]
Quando si lasciano le tecniche di volontà, si entra nel reame della resa. [...] Nello yoga naturale non si usa la propria volontà sul corpo, ma si libera il corpo dall'uso della volontà. Si lascia che l'energia vitale faccia quello che vuole con il proprio corpo, invece di usare la volontà per fare qualcosa. [...] Non si tenta di concentrare la mente o l'attenzione su una cosa particolare. [...] Si abbandona l'uso della volontà […].
Lo yoga potrebbe non essere sempre ciò che si desidera e difatti spesso non lo è. Qualche volta ci si annoia, altre volte appaiono cose apparentemente senza scopo […].
Qualsiasi cosa accada, che accada! Esiste solo una condizione ed è quella di dover arrendere il proprio corpo, la mente e i sentimenti alla Verità. Se si è fatto questo, non c'è errore. [...]
L'ego vuole avere tante cose da fare, vuole essere colui che fa. Vuole fare accadere le cose: "Se io faccio questo, poi voglio quel risultato. Voglio il frutto delle mie azioni". [...] Attraverso questa modalità, si rimane sempre legati all'ego e si rimane bloccati nel ruolo di colui che fa [...] piuttosto che arrendere questo "Io".

Charles Berner

https://www.facebook.com/groups/yogaitalia/permalink/1740612766030571/


Mo’mento

mercoledì 23 maggio 2018

Donne che corrono con i lupi ~ Clarissa Pinkola Estés
(una selezione di citazioni dal libro)

Hambre del alma 

Ogni volta che alimentiamo l'anima è garantita una crescita.

Se avete una cicatrice profonda, questa è una porta. Se amate il cielo è l'acqua tanto da non poterlo quasi sopportare, questa è una porta. Se desiderare fortemente una vita più profonda, una vita più piena, una vita più sana, questa è una porta.

Ma non tutto è perduto per sempre.

Vi rivelerò subito che non appartengo alla divina schiera di coloro che vanno nel deserto e tornano gravidi di saggezza. Sono passata da molti focolari, e ho sparso doni angelici là dove ho dormito, ma il più delle volte, invece della saggezza, ho trovato episodi sconvenienti di Giardasis, Escheria Coli e dissenteria amebica. Questo è il fato di una mistica della classe media dagli intestini delicati.

Cantare significa usare la voce-anima. Significa dire nel respiro la verità del proprio potere e del proprio bisogno, soffiare anima nella cosa che soffre o ha bisogno di reintegrarsi.

Quel che si può vedere nell'oscurità non è necessariamente visibile alla luce del giorno.

Va bene l'audacia, ma non la temerarietà.

Anche nel migliore dei mondi l'anima ha bisogno di essere di tanto in tanto rinfrescata.

Un deserto è un luogo in cui la vita è molto condensata. Le radici di ciò che vive sono aggrappate all'ultima lacrima d'acqua, e il fiore tesaurizza l'umidore apparendo soltanto presto la mattina e nel tardo pomeriggio. La vita nel deserto è piccola ma brillante, e quanto accade si svolge per lo più nel sottosuolo. Come la vita di molte donne.

L'iniziazione non è mai finita

La cultura è la famiglia delle famiglie.
[...]
La cultura cura. 

Se non custodisci i tuoi tesori, ti verranno rubati.

Se troppo saprai, presto invecchierai.

Nulla va mai del tutto perduto nella psiche.

La natura non chiede permessi. Fiorite e venite alla luce quando vi aggrada.

Amare significa stare con. Significa emergere da un mondo di fantasia in un mondo in cui è possibile un amore sostenibile a faccia a faccia, ossa contro ossa, un amore fatto di devozione. Amore significa restare quando ogni cellula dice: Scappa!
~
Paradossalmente quando uno dei due innamorati tenta la fuga, la relazione è investita di più vita. [...] Questo fenomeno è una delle grandi tragicommedie dell'esistenza.

"Alla fine, tutti dobbiamo baciare la strega".

Recita un antico detto: «Ignoranza è non sapere nulla ed essere attratti dal buono. Innocenza è conoscere tutto ed essere ancora attratti dal buono».
[...]
In questo stato di saggia innocenza si entra lasciando cadere cinismo e protezionismo, e rientrando nello stato di meraviglia che si osserva nella maggior parte di coloro che sono molto giovani, e in molti che sono molto vecchi. È la pratica di guardare con gli occhi di uno spirito sapiente e amante, e non con quelli del cane bastonato, della creatura inseguita, dell'essere ferito e in collera. L'innocenza è uno stato che si rinnova con il sonno. Purtroppo, molti la gettano da parte con le coperte quando ogni giorno si levano. Meglio sarebbe portare con noi un'innocenza  vigile, e tenercela stretta per riceverne calore.
Quella lacrima che dice: «Ammetto la ferita».

L'amore nella sua forma più piena è un susseguirsi di morti e rinascite. Muore la passione e rinasce. Il dolore viene scacciato e rispunta da un'altra parte. Amare significa abbracciare e nel contempo sopportare molte fini e molti inizi, il tutto nella stessa relazione.

La Morte conduce la danza, sua partner è la Vita.

Amare è imparare i passi, far l'amore è danzare quella danza.


La fioritura ci toccava in sorte su questa terra. Fiorire, non soltanto sopravvivere, è il diritto che ci spetta dalla nascita in quanto donne.

Per essere in grado di vedere le svolte giuste, dobbiamo saper vedere quelle sbagliate.

Toccando il fondo, sebbene ciò sia estremamente doloroso, si trova anche il terreno per la semina.

C'è qualcosa nella fame che provoca un obnubilamento del giudizio.
Rileggere brani di libri o di poesie che ci hanno commosse. Passare anche soltanto pochi minuti in riva d un fiume, accanto a un corso d'acqua o in una caletta. Sdraiarsi per terra nella luce che filtra dagli alberi. Stare con la persona amata senza avere i bambini attorno. Sedere sotto il portico a sgranare, sbucciare o rammendare qualcosa. Camminare o guidare per un'ora, senza meta, e poi tornare. Prendere un autobus con destinazione ignota. Tamburellare con le dita ascoltando musica. Salutare il sole che sorge. Raggiungere un posto dove le luci non interferiscono con il cielo notturno. Pregare. Stare con un amico speciale. Sedere su un ponte lasciando ciondolare le gambe. Tenere in braccio un bambino piccolo. Sedere in un bar, accanto alla finestra, e scrivere. Sedere in una radura tra gli alberi. Asciugarsi i capelli al sole. Aprire le mani sotto la pioggia. Curare le piante e sporcarsi ben bene le mani di terra. Contemplare la bellezza, la grazia, la commovente fragilità degli esseri umani. 

I vecchi Inuit dicono che il respiro di un Dio e il respiro di un essere umano, quando si mescolano, fanno sì che una persona crei una poesia intensa e sacra.
Proprio la poesia e il canto sacro andiamo cercando, la grande occasione di usare il linguaggio selvaggio che impariamo nelle profondità del mare. 

Molto tempo fa la parola inglese "alone", solo, era composta da due parole, "all one". Essere "all one" significava essere nell'unicità, essenzialmente o temporaneamente. È proprio questo il fine della solitudine.
[...]
Nei tempi antichi, come riportano medici-guaritori, religiosi e mistici, la solitudine intenzionale era un palliativo e anche una misura preventiva. Vi si ricorreva per sanare la fatica e per prevenire il logoramento. Era usata anche come oracolo, un modo per ascoltare il Sé interiore onde sollecitare consigli e guida, impossibili a udirsi nel frastuono della vita quotidiana.

Non è difficile a farsi, il difficile è rammentarsi di farlo.

“Ella habla por en medio en las piernas”.

Dimenticare è un gesto attivo, non passivo.

Forse non ci sarà il finale "e poi vissero felici e contenti", ma quasi per certo ci sarà un nuovo "C'era una volta" per ricominciare.

La redenzione cura la ferita un tempo aperta. Ma rimarrà certo una cicatrice. Al cambiare del tempo la cicatrice dorrà ancora. Questa è la natura del vero lutto.

Il nostro desiderio di morire senza morire.

Anche se molte saranno le cicatrici, è bene ricordare che, nella resistenza alla tensione e alla pressione, la cicatrice è più forte della pelle. 
Capo espiatorio.

A nessun essere senziente in questo mondo è concesso di restare per sempre innocente.

Il Diavolo simboleggia la forza oscura della psiche, il predatore [...]. Questo Diavolo è un brigante archetipo che ha bisogno della luce, la vuole, l'assorbe. In teoria, se gli fosse data la luce - ovvero una vita con la possibilità di amare e creare allora il Diavolo non sarebbe più il Diavolo.

Arricchimento e reintegrazione.

Dicendo «reclamare», pensiamo all'inoltro di proteste e lagnasse, perché questo è l'uso attuale del termine. Ma ha un significato più antico, derivante dal'antico francese reclaimer, che significava «richiamare il falcone liberato». Dunque far sì che qualcosa del selvaggio torni quando è richiamato.

Il meglio non può e non si deve nascondere.

Se non vai nei boschi, nulla accadrà mai, e la tua vita non avrà mai inizio.


Historias que son medicina.
[...]
Una storia non è semplicemente una storia. Nel suo senso più innato e consono, è la vita di qualcuno. Sono il numen della sua vita e la familiarità di prima mano con le storie che portano a rendere la storia una «medicina».
[...]
Andate e lasciate che le storie, ovvero la vita, vi accadano, e lavorate queste storie dalla vostra vita - la vostra, non quella di qualcun altro -, riversateci sopra il vostro sangue e le vostre lacrime e il vostro riso finché non fioriranno, finché non fiorirete.



mercoledì 4 maggio 2016

Gandhi e gli esperimenti con la verità.

L'autobiografia di Gandhi è uno dei classici esempi delle storpiature di traduzione sofferte dai titoli.

Titolo tradotto: "La mia vita per la libertà.". Molto suggestivo, per carità, ma abbastanza lontano dal titolo originale: Un'autobiografia o la storia dei miei esperimenti con la verità (An Autobiography or The Story of my Experiments with the Truth).

Il libro è fedelissimo al titolo (quello originale) e riporta una carrellata di esperimenti in vari campi, alimentare, medico, spirituale, politico, ecc. tutti fatti in nome del raggiungimento della Verità. Da questi esperimenti nasceranno il movimenti che faranno la storia (non solo dell'India) del Satyagraha (fermezza nella verità) e quello della Aimsha (non-violenza).

Ecco una selezione di citazioni da libro:

"L'uomo non ha capacità di conoscere la verità assoluta e perciò non può permettersi di punire".

I sistemi per raggiungere la verità sono semplici e ardui nel contempo, possono sembrare difficilissimi ad una persona arrogante e facilissimi invece ad un innocente.

Ma allora ero erroneamente convinto che la ginnastica non c'entrasse affatto con l'educazione, mentre oggi so che nel programma di studi l'esercizio fisico dovrebbe andare di pari passo con lo sviluppo intellettuale.

Un uomo sincero deve saper anche essere scaltro.

Considero la donna l'incarnazione della tolleranza.

Per una ciotola d'acqua offrì un buon pasto
Ad un gentile benvenuto inchinati con ardore;
Per una semplice monetine restituisci oro;
Se la vita vuoi salva, non salvaguardarti.
Così osserva le parole e le azioni del saggio;
Ogni minimo favore ricompensa dieci volte.
Ma i veri nobili sanno che tutti gli uomini sono uguali, 
E lietamente ricambiano con il bene il male ricevuto.
(Strofa didattica gujarati da cui Gandhi fu ispirato).

Il gusto ha origine non nella lingua, ma nella mente.

Il simbolo della giustizia è una bilancia sorretta in modo equo da una donna cieca ma saggia. Il fato l'ha accecata apposta, affinché essa non giudichi le persone dalle apparenza, bensì dal loro valore intrinseco.

Ma sempre nella vita proprio la mia passione per la verità mi ha insegnato ad apprezzare la bellezza del compromesso. Più tardi capii che questa idea è parte essenziale del Satyagraha [...], la verità è dura come il diamante e tenera come il bocciolo.

Per me è sempre stato un mistero perché gli uomini si sentano onorati quando impongono delle umiliazioni ai loro simili.

Per esperienza comune sapevo che le latrine dei ricchi sono le più sporche, infatti erano buie e puzzolenti e rigurgitanti  di luridume e di vermi. 

Ho l'impressione che ridessero delle mie idee.

A Dio si poteva chiedere solo giustizia.

Non esiste barriera che l'amore non può infrangere.

La mia esperienza mi ha portato a constatare che il modo migliore per ottenere giustizia è trattare gli altri con giustizia.

Oggi mi rendo conto che siamo tutti più liberi e leggeri dopo aver ripudiato gli orpelli della "civilizzazione".
Gandhi [riferendosi a scarpe e posate, introdotti in India dai colonizzatori inglesi].

È ozioso speculare se sono giusti o sbagliati fatti già avvenuti. È utile capirli e, se possibile, trarne una lezione per l'avvenire, ma è difficile sapere con certezza come si comporterebbe un dato uomo in una data circostanza. Sappiamo anche che il giudicare un uomo dal suo completamente esteriore può portare a conclusioni inesatte, essendo il giudizio basato su informazioni incomplete.

Quando si tratta di scegliere fra libertà e cultura, chi non ammetterà che la prima è da preferirsi mille volte alla seconda?

Mi resi conto che quando si trattava di farle compiere i suoi doveri, non potevo contare sulla collaborazione e della comunità, mentre invece ci potevo contare quando si trattava di esigere diritti. [...] Non si riesce a far lavorare la gente se non con una dose di pazienza infinita. È il riformatore che auspica la riforma, non la società, dalla quale egli non deve aspettarsi altro che opposizione, odio e anche persecuzioni mortali. 

La verità è come un grande albero, più viene curato più dà frutti, è più si scava nella miniera della verità, più si scoprono le ricche gemme che vi sono sepolte, sotto forma di possibilità sempre più varie di dedicarsi ad una quantità di opere di assistenza.

Il lavoro di uno lo facevano in tanti e di molte cose importanti non si occupava nessuno.

Che pesante fardello di peccato e di ingiustizie impongono agli uomini la ricchezza, il potere ed il prestigio!

Per quanto occupati si possa essere , bisognerebbe sempre riuscire a trovare il tempo di muoversi un po' come si trova sempre il tempo di mangiare.

Come poteva quell'uomo immaginare le difficoltà in mezzo alle quali si dibatteva la
povera India? Come poteva capire le necessità, le abitudini, le idiosincrasie e le tradizioni della gente? Come poteva, lui abituato a valutare le cose a suon di sterline d'oro, mettersi improvvisamente a calcolare in termini di monetine di rame? Come l'elefante non può fare i ragionamenti che farebbe una formica, per quanto ci provi, così gli inglesi non possono pensare come se fossero indiani o tanto meno dettar legge al loro posto. 

Uno scrittore considera quasi sempre un solo aspetto di una questione, mentre ogni caso lo si può osservare da non meno di sette punti di vista, che saranno probabilmente tutti giusti, ma non nello stesso momento e nelle me desume circostanze.

L'uomo e le sue azioni sono due cose ben distinte. Laddove una buona azione merita lode e una cattiva azione biasimo, l'agente - sia l'azione che ha commesso buona o cattova - merita sempre rispetto o pietà a seconda del caso. «Odia il peccato ma non il peccatore»: è questo un precetto che, sebbene di facile comprensione, raramente viene praticato ed è per questo che il veleno dell'odio si propaga nel mondo.
L'ahimsa costituisce la base della ricerca della verità, e ogni giorno di più mi rendo conto di quanto vana è la ricerca della verità se l'ahimsa non ne è il punto di partenza. E giusto opporre resistenza ad un sistema ed anzi combatterlo, ma resistere e combatterne i promotori è come ritorcersi contro se stessi. Infatti noi abbiamo tutti gli stessi difetti, siamo tutti figli dello stesso Creatore e come tali rechiamo in noi un infinito potere divino. Disprezzare un solo essere umano significa disprezzare il potere divino e far male non solo a quel singolo essere umano, ma con lui a tutto il mondo.

Nulla si deve tralasciare, una volta iniziato, a meno che non si tratti di cosa moralmente ingiusta.

Lo scrivere è già di per sé una prova di verità.

Lo scopo del giornalismo dovrebbe essere l'assistenza sociale: la stampa riveste un potere gigantesco, ma come un torrente lasciato scorrere liberamente può sommergere e devastare intere campagne e raccolti, così una penna adoperata senza freno non può portare altro che distruzione. Se il controllo viene esercitato dall'esterno risulta più dannoso addirittura della mancanza di controllo, mentre si dimostra utile solo se esercitato dall'interno. Se questo ragionamento è esatto, quanti giornali al mondo supererebbero la prova? Ma chi si prenderebbe la responsabilità di sopprimere quelli che non si sono rilevati utili? E ancora, chi potrebbe fare da arbitro in questa disputa? L'utile e l'inutile vanno di pari passo, come il male e il bene, e l'uomo deve scegliere.  

La mia esperienza mi insegna che se hai il cuore puro, le sventure portano con sé anche il rimedio per debellarle.

Chi aspira alla verità deve agire con la massima prudenza. Lasciare che una persona creda ad una cosa che non è stata verificata a fondo vuol dire compromettere la verità.

A mio parere Unto This Last può essere così sintetizzato:
1. Il bene individuale è parte integrante del bene comune.
2. L'opera dell'avvocato vale quanto quella del barbiere, in quanti tutti hanno il medesimo diritto di guadagnarsi da vivere con il proprio lavoro.
3. Una vita dedita al lavoro, come quella del contadino e dell'artigiano, è la sola degna di essere vissuta.
(Per saperne di più: http://www.librinlinea.it/titolo/i-diritti-del-lavoro-unto-this-last/RAV0135069)

Le macchine a volte si comportano come se avessero bisogno di riposo, esattamente come noi.

I bambini ereditano dai loro genitori le qualità quanto le sembianze fisiche. L'ambiente in cui vivono ha sì un ruolo importante, ma la base da cui inizia la vita del bambino è l'eredità dei suoi antenati. Ho conosciuto bambini che hanno superato con successo le conseguenze di un'eredità negativa, e ciò può avvenire grazie alla purezza, qualità intrinseca dell'anima. 

Gli esperimenti sono sempre troppi pochi e i sacrifici non sono mai troppo se si vuole pervenire a questo accordo con la natura; purtroppo oggigiorno la corrente va decisamente nella direzione opposta, non ci vergogniamo di sacrificare molte altre vite per ornare il nostro corpo mortale e per cercare di prolungarne l'esistenza di alcuni fuggevoli attimi, così uccidendoci, anima e corpo. Per curare una vecchia malattia ne provochiamo cento altre; per godere dei piaceri dei sensi alla fine perdiamo la capacità di godere. Tutto questo ci sta davanti agli occhi, ma nessuno è più cieco di chi non vuol vedere.

Il vero libro di testo per un ragazzo deve essere il suo insegnante. [...] L'educazione spirituale non la si può imparare sui libri: così come l'educazione fisica viene impartita con l'esercizio fisico e all'educazione della mente si arriva per mezzo dell'esercizio intellettuale, l'educazione spirituale è possibile soltanto esercitando lo spirito, esercizio del tutto subordinato al carattere dell'insegnante. 

E lungo il cammino verso la verità spariscono l'ira, l'egoismo, l'odio, eccetera, perché altrimenti non è possibile raggiungerla: l'uomo fuorviato dalle passioni, anche se sincero e animato da buone intenzioni, non arriverà mai alla verità; affinché la ricerca della verità sia coronata da successo bisogna svincolarsi dall'amore e dall'odio, dalla felicità e dalle miserie.

Chi è reduce da un lungo digiuno non deve avere fretta di riguadagnare le forze e deve frenare l'appetito: occorrono forse maggior prudenza e autocontrollo per interrompere un digiuno che per continuarlo. 

Non sempre ci è concesso di sapere chiaramente qual è il nostro dovere, spesso chi cerca la verità è costretto a brancolare nel buio.
Quella della non violenza è una teoria complessa: noi siamo esseri mortali indifesi, coinvolti nella violenza (himsa). Il detto «la vita vive della vita» ha un profondo significato, l'uomo non può vivere nemmeno un momento senza commettere violenze a livello conscio o inconscio. Il fatto stesso che egli è vivo - che mangia, beve e si muove - implica necessariamente l'himsa, ovvero una sia pur minima distruzione di vita; perciò chi è votato alla non violenza tiene fede al suo credo se la molla che ispira tutte le sue azioni è la pietà, se fa di tutto per evitare la distruzione anche della creatura più minuscola, se si adopera per salvarla è così senza sosta combatte per sfuggire alla mortale spirale della violenza. Il suo autocontrollo e la sua pietà aumenteranno incessantemente, ma egli non potrà mai liberarsi del tutto dalla violenza altrui.
Inoltre, poiché la base dell'ahimsa è l'armonia della vita, l'errore del singolo coinvolge tutti per questo l'uomo non può liberarsi dalla violenza. Fintanto che egli sarà un essere sociale non potrà evitare la violenza che la stessa vita sociale implica. 

Non è impossibile fare l'avvocato senza scendere a compromessi con la verità [...] però nemmeno la verità serve a mondare una professione dai suoi difetti di struttura.

È mio dovere offrire alla gente tutto i rimedi legittimi contro l'ingiustizia; una nazione che aspira a diventare libera deve conoscere le vie e gli strumenti per ottenere la libertà. 

L'esperimento rappresenta la chiave allo Swaraj (libertà).

I legami spirituali sono di gran lunga più preziosi di quelli materiali: i legami fisici avulsi da quelli spirituali sono come un corpo senz'anima.

Sino a che vi saranno religioni diverse, ognuna di esse avrà particolari simboli esterni, ma se il simbolo diventa un feticcio e serve a dimostrare la superiorità di una religione sull'altra, è ora di scartarlo.

Era venuto il momento in cui la gente si doveva battere vittoriosamente per cambiare le cose.

Ho trasgredito agli ordini impartitimi, non per mancanza di rispetto dell'autorità costituita, ma in obbedienza alla legge superiore che ci comanda, la voce della coscienza.

Quando il fine è politico, ma la causa non lo è, là si danneggiava dandole un aspetto politico, mentre la di aiutava mantenendola entro limiti non politici.

Ek tek (mantieni la promessa)

La prima cosa era cercare di liberare i contadini dalla paura, inculcandogli l'idea che i funzionari non erano i padroni, bensì i servitori del popolo, dato che erano pagati dal contribuente. E sembrava quasi impossibile far loro accettare la necessità di essere cortesi ma coraggiosi nel contempo: appena si liberavano dalla paura dell'autorità, come impedirgli di rispondere con insulti agli insulti? Ma se si comportavano così tradivano il Satyagraha, l'inquinavano come una goccia di arsenico inquina il latte. Mi resi conto più tardi che avevano imparato la lezione di cortesia molto meno bene di quanto io avessi sperato e l'esperienza mi ha dimostrato che la cortesia è la parte più difficile del Saryagraha - per cortesia non si intende solo il modo di parlare garbato adottato per l'occasione, ma la bontà innata e il desiderio di non nuocere all'avversario, sentimenti che dovrebbero ispirare ogni azione del Satyagrahi.

L'adempimento di un dovere corrisponde automaticamente alla concessione di un diritto.

Solamente quando una persona ha obbedito scrupolosamente alle leggi della società, è in grado di giudicare quali regole siano buone e giuste e quali ingiuste e inique è solo allora gli spetta il diritto di applicare la resistenza passiva contro certe leggi, in caso ben definiti. Il mio errore fu di non rendermi conto di questa limitazione, avevo incitato la gente ad applicare la resistenza passiva prima che se ne fosse dimostrata degna e l'errore mi parve grande come l'Himalaya.

La mia esperienza costante mi ha convinto che non vi è altro Dio al di fuori della verità [...] e il solo sistema per arrivare alla realizzazione della verità è l'ahimsa. [...] Per riuscire a vedere faccia a faccia lo Spirito della verità, universale e onnipresente, bisogna riuscire ad amare la più modesta creatura quanto noi stessi. È un uomo che nutre questa aspirazione non può esimersi dal partecipare a nessun aspetto della vita, ecco perché la mia adorazione per la verità mi ha portato ad interessarmi anche di politica; posso affermare senza la minima esitazione, sebbene con molta umiltà, che coloro che sostengono che la religione non c'entra con la politica ignorano cosa sia la politica.




mercoledì 17 febbraio 2016

Le infradito di Buddha

Le infradito di Buddha di Zap Mangusta, Ponte alle Grazie Saggi e Manuali


(Una lettura scorrevole e leggera per introdursi al pensiero orientale e ad alcuni dei suoi maestri più famosi, tipo Aurobindo, Osho, Buddha e altri).

Citazioni dal libro:

Le cose vanno così in India. Ci sono migliaia di modi di darti il benvenuto: alcuni dei quali possono ucciderti.

«Niente come il cibo rappresenta l'Assoluto, ma anche la provvisorietà delle cose del mondo. [...] Per cibarsi bisogna distruggere qualcosa, per poi assimilare quegli elementi che sono stati dissolti e che quindi ritornano a vivere in noi. Trasformandosi. L'uomo è ciò che mangia».

Un discepolo si era macchiato di un furto. I suoi compagni reagirono duramente, condannandolo. Il maestro però non disse nulla e nemmeno lo punì.
Uno dei discepoli allora non seppe trattenersi e sbottò: «Maestro, ma come puoi ignorare ciò che è accaduto? Dopotutto, Dio ci ha dato gli occhi!». «È vero», replicò il maestro, «ma anche le palprebe».

«Io non sopporto la logica. [...] È l'inutile strumento delle persone senza fantasia... Viva l'intuizione, invece. Che è quello della genialità!»

L'allievo chiese: « ...ma insomma, dove risiede l'essenza del Buddha?». «Nello scopino del water, probabilmente», rispose il maestro.

La risposta di ogni cosa non la si ottiene cercandola. Tuttavia, è abbastanza chiaro che solo chi la cerca la trova.

Per osservare più chiaramente il cielo, non c'è niente di meglio che cadere con la schiena per terra.

Ricordatevi che ci sono equazioni di cui non si dà alcuna soluzione.

Noi siamo davvero degli individui? Il termine individuo, infatti, vuol dire entità indivisibile senza contraddizioni. Noi invece, a seconda delle circostanze, possiamo essere egoisti o generosi, appassionati o menefreghisti, nobili o meschini. Dunque, non siamo individui, ma siamo composti da tanti piccoli frammenti, il che spiega perché a volte ci sentiamo «a pezzi».
Ognuno di questi frammenti è spesso in contraddizione con gli altri. Perché, per quanto evoluti, siamo pur sempre animali, mossi da istinti e pulsioni, con differenti necessità, stimoli e abitudini. Possiamo essere aggressivi o teneri, tolleranti o intransigenti, a seconda delle circostanze. Ci siamo sviluppati, certo, ma dobbiamo evolverci ancora, proprio come pensava Aurobindo.

Noi siamo la violenza che vediamo: questa è la Verità. E dobbiamo comprendere questo basilare concetto con testa, cuore ed essere, se vogliamo che un domani la violenza cessi di esistere.

Non è facile ma è senz'altro entusiasmante.

La mente può essere libera?

Dai il benvenuto alla tristezza, e lascia che sia tua ospite ben accetta. Sii il suo padrone di casa e osservala attentamente. Rimarrai sorpreso, perché possiede alcune bellezze che la felicità non potrà mai avere. Non si tratta di scegliere la tristezza, questo no, ma di godere anche di lei, quando bussa alla tua porta.

In tempi di mediocrità emozionale, la mediocrità viene scambiata per saggezza e l'apatia per riservatezza.





martedì 5 gennaio 2016

venerdì 1 gennaio 2016

"Niente è sbagliato, tutto è verità"

Niente è sbagliato, tutto è verità. Le situazioni cambiano, e così deve essere. Lasciare tutto andare e venire, gestire le circostanze con equilibrio e con il cuore. Niente è di nostra proprietà, niente è da perdere, niente è da vincere. Abbandonare il passato e il futuro per vivere solo nel presente, con pace, amore, gioia e stabilità.

Swami Joythimayananda

Yoga Journal nr. 99

Dicembre 2015 - gennaio 2016

lunedì 30 novembre 2015

"Ma persino la forza spirituale distrugge, quando è efficace".

"È impossibile, almeno allo stato attuale degli uomini e delle cose, crescere, avanzare, compiere il proprio destino, e contemporaneamente osservare in modo reale e concreto il comandamento di non nuocere al prossimo, che tuttavia ci viene dato come la migliore e più alta regola di condotta. Dite che non dovremmo servirci altro che della forza spirituale, e mai distruggere con la guerra o con l'impiego, foss'anche difensivo, della violenza fisica? E sia, benché la forza asurica nell'uomo e nelle nazioni possa, nell'attesa che la forza spirituale divenga efficace, calpestare e distruggere tutto, massacrare, incendiare e profanare, come la vediamo fare oggi, con la differenza però che, in tal caso, lo farebbe liberamente e che il vostro non intervento avrebbe forse causato una strage tanto grande quanto l'avrebbero causata altri ricorrendo alla violenza; forse sareste riusciti a diffondere un ideale, che un giorno avrebbe potuto condurre - che anzi dovrà condurre - ad un migliore stato di cose. Ma persino la forza spirituale distrugge, quando è efficace. Soltanto coloro che l'hanno usata con gli occhi bene aperti sanno quanto essa sia più terribile e più distruttiva della spada o del cannone, e solamente quelli la cui vista non si ferma all'atto e ai suoi risultati immediati possono vedere quanto sia spaventoso il susseguirsi dei suoi effetti, quante cose essa distrugga, e con quelle cose, tutta la vita che ne dipendeva e che di quelle si nutriva. Il male non può perire senza causare la distruzione di gran parte di ciò che fonda la propria esistenza sul male; si tratta pur sempre di una distruzione, anche se a noi personalmente è risparmiata la sensazione dolorosa di un atto di violenza.

(…)

Non basta che le nostre mani rimangano pulite e la nostra anima pura perché la legge di guerra e di distruzione scompaia dal mondo; deve anzitutto essere divelto dall'umanità ciò che ne costituisce la radice. Tanto meno la semplice immobilità e l'inerzia di coloro che non vogliono o non possono opporre alcuna resistenza al male aboliranno tale legge; infatti l'inerzia - tamas - è ancor più nociva di quanto lo possa essere il principio rajasico di lotta, il quale almeno crea più di quanto distrugga. Quindi, per quanto concerne il problema dell'azione dell'individuo, il suo astenersi dalla lotta e dalla distruzione che inevitabilmente ne consegue, nelle loro forme fisiche più brutali, può aiutare lo sviluppo del proprio essere morale, ma lascia intatta la potenza dell'Uccisore delle creature".

"La verità è il fondamento della vera spiritualità e il coraggio ne è l’anima stessa".

"Il mondo del nostro lavoro e delle nostre battaglie è un mondo violento, pericoloso, distruttore e divoratore, in cui la vita non esiste che allo stato di precarietà e dove il corpo e l’anima dell’uomo si muovono in mezzo a pericoli enormi, un mondo in cui, lo vogliamo o no, ogni passo in avanti schiaccia o spezza qualcosa, dove ogni soffio di vita è anche un soffio di morte". 

Sri Aurobindo, Lo yoga della Bhagavad Gita, Edizioni mediterranee.





domenica 6 ottobre 2013

The Departed

Frank Costello: "Io non voglio essere un prodotto del mio ambiente, voglio che il mio ambiente sia un mio prodotto."

Frank Costello"Quando avevo la tua età ci dicevano che potevamo diventare o poliziotti o criminali. Quando ai davanti una pistola carica... Qual è la differenza?"

Madolyn: "Sincerità non è sinonimo di verità"

The Departed, di Martin Scorsese, 2006



giovedì 4 luglio 2013

domenica 28 aprile 2013

You can't handle the truth!

Codice d'onore, di Rob Reiner, 1992

Il colonnello Nathan Jessep: Io faccio colazione a 300 metri da 4000 cubani addestrati per uccidermi, quindi non creda di poter venire qui a sventolare un distintivo nella speranza di farmi innervosire.

Colonnello Nathan Jessep: Noi eseguiamo ordini figliolo, eseguiamo gli ordini altrimenti della gente muore. È tutto qui, semplice. È tutto chiaro?
Kaffee: Sissignore.
Jessep (alzando la voce): È tutto chiaro? 
Kaffee: Cristallino


 Il giudice: Non è tenuto a rispondere alla domanda.
Jessep: Risponderò alla domanda. (Rivolto a Kaffee) Tu vuoi delle risposte?
Kaffee: Ritengo di averne il diritto.
Jessep: (incalzando) Tu vuoi delle risposte? 
Kaffee: lo voglio la verità!
Jessep: Tu non puoi reggere la verità*. Figliolo, viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere sorvegliati da uomini col fucile… Chi lo fa questo lavoro? Tu? O forse lei, tenente Weinberg? Io ho responsabilità più grandi di quello che voi possiate mai intuire. Voi piangete per Santiago e maledite i marines. Potete permettervi questo lusso. Vi permettete il lusso di non sapere quello che so io: che la morte di Santiago, nella sua tragicità, probabilmente ha salvato delle vite. E la mia stessa esistenza, sebbene grottesca e incomprensibile ai vostri occhi, salva delle vite. Voi non volete la verità perché nei vostri desideri più profondi, che in verità non si nominano, voi mi volete su quel muro! Io vi servo in cima a quel muro! Noi usiamo parole come onore, codice, fedeltà. Usiamo queste parole come spina dorsale di una vita spesa per difendere qualcosa. Per voi non sono altro che una barzelletta. Io non ho né il tempo né la voglia di venire qui a spiegare me stesso a un uomo che passa la sua vita a dormire sotto la coperta di quella libertà che io gli fornisco. E poi contesta il modo in cui gliela fornisco! Preferirei che mi dicesse: la ringrazio… E se ne andasse per la sua strada. Altrimenti gli suggerirei di prendere un fucile e di mettersi di sentinella. In un modo o nell'altro io me ne sbatto altamente di quelli che lei ritiene siano i suoi diritti.
Kaffee: Ordinò lei il Codice rosso? 
Jessep: Ho fatto il lavoro che… 
Kaffee: (gridando) Ordinò lei il Codice rosso?
Jessep: (a voce ancor più alta) Certo che l'ho ordinato, che cazzo credi?

(*You can't handle the truth! ~ Frase scelta da 1500 addetti ai lavori dell'American Film Institute come la numero 29 tra le 100 migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi tratte da film di produzione USA ~ fonte www.mymovies.it

La scena finale in italiano e in originale: