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domenica 1 marzo 2026

Kali

 Kali non viene a consolarti.

Viene a dirti la verità.

Non è dolce senza motivo.

È amorevole perché è reale.

Kali non protegge le tue illusioni per farti sentire a tuo agio. Le infrange.

Ti apre il cuore, anche se fa male.

Divora le bugie che hai imparato a chiamare identità. Taglia via ciò a cui ti aggrappi per paura...

e così facendo, rivela ciò che è sempre stato libero dentro di te.

Il risveglio non avviene nel comfort.

Avviene nel fuoco.

Ecco perché Kali non canta ninne nanne. Ti risveglia.

Ma c'è qualcosa che pochi capiscono:

Kali non è solo la distruttrice del tempo.

È anche la Madre che sostiene quando ogni falsità è caduta.

Non accarezza l'ego.

Riconosce l'anima.

Ed essere visti da Kali significa essere visti senza maschere, senza storia, senza personalità.

Lei non distrugge per punire.

Distrugge per liberare.

Perché ciò che si rompe in sua presenza...

non sei mai stato veramente te.

Amare Kali significa accettare che la fine non è una fine.

È purificazione.

È apertura.

È ricordare ciò che è sempre stato intero.

Quando la paura finisce, quando non c'è più nulla da difendere...

eccola lì.

Non lontana.

Non inaccessibile.

Più vicina del tuo stesso respiro.

E quando la riconosci...

non puoi più vivere addormentato.

(Margherita Pinto)




giovedì 7 novembre 2024

Versus

Sono nuda e indifesa
Sono nuda e in difesa

Invisibile e violata
Impaurita e arrabbiata

Come una madonna addolorata
Piango il lutto della mia fertilità

Decostruisco e ricostituisco
L’infanzia tradita
L’adolescenza addomesticata
L’orgasmo negato
L’aborto celato
Il parto martoriato
La sterilità inflitta
La vecchiaia rinnegata

Con la danza e con il canto
Con il gesto e con la cura
Restituisco voce e lacrime
A tutto ciò che il mondo
Non ha più voluto vedere e sentire
E che pure non ha mai smesso
Di germogliare e fiorire

Abbraccio la necessaria morte
Come un’amara benedizione
E finalmente partorisco me stessa

E questa volta sarà 
Una chiassosa festa
Di amore e sorellanza

(Monica Fronteddu)

martedì 18 maggio 2021

La guarigione è trasformazione

Della paura che diventa fiducia

Della sofferenza che diventa piacere

Della rabbia che diventa creatività

Del dolore che diventa amore

Del giudizio che diventa compassione

Della perdita che diventa crescita

Del vittimismo che diventa responsabilità

Della violenza che diventa perdono

Della tristezza che diventa gioia di vivere




(Se ti va continua tu...)

mercoledì 10 febbraio 2021

Parole che amo: perdere e smarrire.

https://www.etimo.it/?term=perdere

Perdere in sanscrito ha la stessa origine di tradire ed è il contrario di dare. 

Che “perdere” sia dunque - a volte - un po’ tradire per non aver voluto/potuto/saputo dare abbastanza?

Il significato di smarrire (che presuppone comunque una possibilità di ritrovamento) invece è molto vicino a quello di errare, impedire, confondere e sembra che derivi dalla radice germanica MAR che suggerisce impedimento e difficoltà. Quasi uno stato dell’essere, che provoca appunto uno smarrimento interno al soggetto agente invece che un evento casuale. 

Ho sempre pensato che “perdere” e “smarrire” fossero eventi in un certo senso passivi, qualcosa che capita aldilà della volontà del soggetto agente.

Le loro etimologie però mi offrono nuovi spunti di interpretazione, e mettono luce sulla corresponsabilità che si ha su tutto ciò che ci succede.

E ancora una volta ricordo a me stessa che tutto ciò che si perde, in realtà non si è mai posseduto.  Ma soprattutto che non si potrà mai perdere ciò che intimamente si è, e che quando si è ben saldi nel proprio centro non ci si può smarrire. 


Etimologia : perdere;


Etimologia : smarrire;

giovedì 29 ottobre 2020

Ama
Gioisci
Fluisci

Lascia andare il bisogno di auto-boicottarti.
Lascia andare il bisogno di rinunciare alla felicità
In nome di cosa? Di questo benedetto retaggio cattolico per cui la sofferenza è moralmente migliore della felicità? Ma sei proprio sicura che sia davvero così?

Basta scappare quando ti succede qualcosa di bello e di buono. Basta rinunciare senza appello appena senti qualcosa di diverso da quello a cui sei abituata. È proprio nella fine di un’abitudine, nel nuovo che succede la magia, è nel cambiamento che si compie l’alchimia.

Lascia andare la paura, cosa potrà mai succedere? Un rigetto? È comunque una forma di liberazione.

Siamo nati per amare e gioire, il dolore è “solo” un insegnamento, profondo e fondamentale, ma temporaneo.
È grazie al dolore trasformato in empatia se non siamo una massa di fottutissimi stronzi. O almeno non lo siamo al 100%.
Al contrario, restare ancorati alla sofferenza, senza superarla, ci rende insensibili ai nostri bisogni e agli altri.

Siamo nati per congiungerci all’amore e alla felicità. Vado in quella direzione, se vuoi venire con me sarà bello camminarsi a fianco. Ma se resti ancorata alla tua sofferenza, perdonami, io qua non mi posso più fermare.

giovedì 2 luglio 2020

Parole che amo: porta.

https://www.etimo.it/?term=porta

I SEGRETI DEL MONDO INTERIORE

La rabbia è una porta.
La gelosia è una porta.
La paura è una porta.
La depressione è una porta.
La malattia è una porta.
La morte stessa non è altro che una porta su di un'altra dimensione.
La porta andrebbe attraversata consapevolmente, volontariamente e completamente, allora ne uscirai trasformato.
Evitare la porta, accanirsi contro la porta o sbattere la porta, questo non farà che peggiorare la situazione.
L'Alchimia: vedo, accetto, comprendo, integro, ed in fine, lascio andare ogni cosa senza attaccamento.

martedì 17 marzo 2020

Non credere mai che ciò che non si fa sentire chiaramente sia realmente lontano.

Tutto quello che ti sembra che ti abbia mollato la mano, in realtà è seduto accanto a te. Ma non può intervenire adesso..

È tutto in metamorfosi costante e parlare ora, definire, arrivare ad assemblare qualcosa che sia comprensibile alla mente umana, che la rassicuri...

...è come cercare di afferrare la lava mentre si sta ancora addensando.

Ti bruci la mano e non arrivi a vedere la forma.

Tutto si sta riscrivendo.
Tenete alta sul palmo della mano la Fede.

La purezza di ciò che avete sentito nel vostro animo più profondo quando anche solo per un attimo avete incontrato Dio.

Fosse in un tramonto o in un bambino.

Sento solo di richiamare l’attenzione in te che leggi qui, adesso..
..alla possibilità di Stare nel Vuoto nell’incertezza.. nel non sapere cosa succederà...

La possibilità di Essere pienamente nella Vita, si, senza certezze.

La morte non è ciò che ci hanno detto.

Il vuoto non è ciò che ci hanno detto.

Finché non li incontri sul tuo cammino

non puoi comprendere del Tutto queste parole ma possono aprire una breccia e lasciare scorgere qualcosa di diverso..

La morte prepara la vita.

Ti conduce per mano a Essere nel vuoto.

Ascolta bene questo:

Il Vuoto non è qualcosa che prima o poi finisce per portarti in qualcosa di nuovo.

Il Vuoto è l’unica cosa che realmente esiste. Che resta. Che vive..

È la condizione perpetua in cui sei ma di cui non ti accorgi perché sei impegnato nelle forme che stai incarnando.

Incarnale e danzaci...

ma ricorda che il Vuoto ti conduce.

Il Vuoto conduce la Danza.

Ti conduce a esserci, pieno...

pieno di linfa... di respiro...

di mistero che si rigenera...

di Soffio di Vita nuova che si prepara.

Comprendi questo.

E tutto si riscrive.

Respira.

Sei pieno di ciò che resta,

quando tutto il resto crolla.

Perché quello tu sei.

Ciò che resta.

Di cosa hai paura?

(Margherita Pinto)

martedì 7 gennaio 2020

Promemoria per me stessa e per chiunque lo possa trovare utile.

Quando hai paura di perdere qualcuno o qualcosa, perdilo.
Se resti nella paura di perderlo, lo hai già perso.
Se avrai il coraggio di perderlo, potrai scoprire che niente e nessuno si può perdere, né trattenere.

lunedì 3 dicembre 2018

Lasciare andare è un atto di volontà da esercitare ogni giorno.
L’incapacità di lasciare andare è strettamente collegata alla paura di “perdere” qualcosa o qualcuno. Paura che trae origine dalla percezione (presunta o reale) della “mancanza”, che ci sia stato brutalmente tolto qualcosa che ci apparteneva.

sabato 6 agosto 2016

Per poter amare veramente, una persona deve poter sentire di essere anche in grado di distruggere, dentro di sé e a livello metaforico si intende, l'oggetto del proprio amore, perché se non lo può distruggere lo teme, e non si può amare ciò di cui abbiamo estremo bisogno o paura. Quando eravamo spaventati dalla forza della natura, abbiamo sentito il desiderio, come razza umana, di distruggerla (e non si può dire che non ci siamo riusciti) ed è stato soprattutto allora che sono nato movimenti ecologici motivati da un profondo amore per essa. Analogamente, una persona che idealizza l'amato, né teme talmente la perdita, o gli umori, e ne ha un tale bisogno emotivo da rendersi dipendente da lui e da non avere più la serenità di base per poterlo amare. C'è attaccamento, non amore.
Quando una persona si accorgerà di essere in grado di ferire l'altro, di poterne ridimensionare l'immagine e diminuire il ruolo che costui occupa nella sua vita, di poterne anche fare a meno, solo allora potrà provare un sentimento di affetto e non di bisogno, cioè di amore e non di innamoramento.


In pratica come fare, con tutto ciò che la nostra cultura, la nostra famiglia, il posto di lavoro si aspettano da noi, a essere noi stessi senza offendere o destabilizzare le persone che ci stanno intorno?

Da "La malattia sana" di Jader Tolja e Divna Slavec

giovedì 7 aprile 2016

Lei. Cercava i tutti i modi di essere perfetta, ossessionata dalla paura di perderlo.
Lui. Se ne andò, ossessionato dal perfezionismo di lei.




domenica 20 settembre 2015

Inside Out

Paura: "Ottimo, non siamo morti, lo considero un successo senza paragoni"

Paura: "Si può morire di trasloco?"

Gioia: "Che cos'è questo posto?"
Tristezza: "Il subconscio, è dove portano tutti i piantagrane"

Inside Out, di Pete Docter, 2015

Inside Out, ovvero, anche la gioia talvolta è triste.



martedì 11 agosto 2015

Parole che amo: paura e coraggio

La paura è nelle viscere, il coraggio è nel cuore.

Paura: istintiva, animalesca, necessaria, insopprimibile.

Coraggio, da "cuore", la sua sede naturale. Non è opposto, ma assolutamente complementare alla paura.

Se non hai paura, non è coraggio.

sabato 16 maggio 2015

X-men giorni di un futuro passato

"Non è del loro dolore che hai paura. Ma del tuo, Charles. E per quanto possa essere terribile, quel dolore ti renderà più forte. Se ti permetti di provarlo, di accoglierlo ti renderà più potente di quanto non immagini. È il dono più grande che abbiamo. Sopportare il dolore senza spezzarci. E nascere dal più umano dei poteri: la speranza”.
(Charles Xavier/Professor X a se stesso, nel passato)

"Il passato, un mondo nuovo e incerto. Un mondo di infinite possibilità e di infinite conseguenze. Innumerevoli scelte definiscono il nostro destino. Ogni scelta, ogni attimo è un'onda nel fiume del tempo. Molte onde cambiano la marea. Perchè il futuro non è mai veramente scritto".
(Charles Xavier/Professor X)

Dal film X-men - Giorni di un futuro passato