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giovedì 12 dicembre 2024

Alter-nativa

MURALE MAESTRAPEACE
 
Si erge alto cinque piani, illuminando in modo vibrante le pareti del San Francisco Women's Building. Il suo nome è Maestrapeace. 

Il murale MaestraPeace è stato dipinto nel 1994 da alcune delle più grandi muraliste della Bay Area: Juana Alicia, Miranda Bergman, Edythe Boone, Susan Kelk Cervantes, Meera Desai, Yvonne Littleton e Irene Perez.

MaestraPeace è uno dei murales più grandi e noti di San Francisco e rappresenta una testimonianza visiva del coraggioso contributo delle donne nel corso della storia e in tutto il mondo.

Ogni giorno, il murale attira lo stupore e le telecamere dei turisti da tutto il mondo. È visto da loro e dalla comunità della Bay Area di San Francisco come un'opera di successo artistico e un simbolo dei contributi delle donne nel corso della storia e del mondo.

Il murale è stato completamente ripulito e restaurato nel 2012 dalle stesse artiste che lo crerarono con l'assistenza di una nuova generazione di muralisti.

Qui si possono vedere delle belle foto



domenica 9 aprile 2023

POTERE IMMENSO

Ho l’immenso potere di ferire, violare, calpestare la dignità mia e altrui.

Ho l’immenso potere di proteggermi e difendermi, e soprattutto di risanarmi quando vengo ferita, violata, calpestata nella mia dignità.

Ho l’immenso potere di amarmi e amare, curarmi e dare cura.

Ho l’immenso potete di accogliere con gratitudine chi mi offre amore e cura.

È una scelta che rinnovo ad ogni pensiero, parola, azione, vibrazione che porto nel mondo.

E oggi ne sono consapevole.

giovedì 6 febbraio 2020

Radici. Il ritorno al tempio interiore.

È nostra responsabilità ballare
per incarnare l'essenza della nostra vera divinità

Nelle nostre anime siamo tutti ballerini
guaritori
cantanti
e creatori
tutti abbiamo qualcosa di potente da dire
da dare

Quando siamo in sintonia con i ritmi della terra
e con il nostro ritmo interiore
sappiamo come camminare al limite del tempo e dei mondi

Terra,
la madre
il profondo supporto sotto i nostri piedi

Donna,
la forza mistica
da cui tutti proveniamo

Terra
che ci nutre
che ci ospita incondizionatamente

Donna
donatrice della vita
portatrice di pace
portale per altri luoghi

Cari esseri di ogni tempo e di ogni mondo
è tempo per tutti noi di tornare al tempio
non il tempio degli dei profeti
delle divinità
di una legge
ma il tempio di tutta l'umanità
il tempio del cuore

È nostra responsabilità vedere oltre le storie
e manifestare il cambiamento
e questo viaggio inizia dentro ognuno di noi
ogni donna
e ogni uomo
è tempo di ricordare!

(Testo, parole parlate, danza e coreografia di Zola Dubnikova, di seguito il video e testo originale)




ROOTS. THE RETURN TO THE INNER TEMPLE

It is our responsibility to dance
to embody the essence of our true divinity
In our souls we are all dancers
healers
singers
and creators
we are all have something powerful to say
to give

when we are in tune with the rhythms of the earth
with our inner rhythm
we know how to walk on the edge of time and worlds

Earth
mother
the deep support underneath our own feet

Woman
the mystical force
from which we all come

Earth
who nourishes us
who hosts us unconditionally

Woman
the life giver
the peacemaker
and the portal to the other side

Dear beings across time and worlds
it is timе for us all to return to the temple
not the temple of gods
prophets
deities
an laws
but the temple of all humanity
the temple of the heart

It is our responsibility to see beyond the stories
and to manifest change
and this journey begins within each of us
each woman
and each man
it is time to remember!









lunedì 29 aprile 2019

Maxence Fermine ~ Neve

Citazioni dal libro.

La neve è una poesia. Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri.

Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio.

- Padre, voglio diventare poeta.
- La poesia non è un mestiere. È un passatempo. Le poesie sono acqua che scorre. Come questo fiume.
- È esattamente quello che voglio fare. Imparare a guardare il tempo che scorre.

È il momento di dire l’indicibile. È il momento di viaggiare senza muoversi. È il momento di diventare poeti.

Un mattino di sole sbiadito, una farfalla gli si posò sulla spalla e vi lasciò una labile traccia di stelle, che la pioggia di giugno lavò via.

Si sedette al cospetto dello splendore del mondo.

Fu un viaggio verso il sole del suo cuore.

L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere, sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere.

Era una funambola, e la sua vita seguiva una sola via. Retta.
[...]
Ma la giovane donna, padroneggiando la sua arte, avanzava inesorabilmente. Passo dopo passo. Soffio dopo soffio. Silenzio dopo silenzio. Di vertigine in vertigine. Non inciampo mai.

Non a tutti è dato di incontrare delle verità quando ancora si è in vita.

Bianco come il silenzio.

...e si amarono l’un l’altro sospesi su un filo di neve.







domenica 20 agosto 2017

Parole che amo: bacio.

"Ma come è nato il bacio a livello etologico?
Come mai baciamo?

Desmond Morris osservò che le madri dei primati masticavano il cibo e poi lo passavano ai figli attraverso un “bacio”. Secondo l’etologo inglese questa è l’origine evolutiva del bacio. La pressione sulle labbra serviva a placare le richieste di fame da parte dei cuccioli.

Da questo punto di vista posso affermare che il bacio è nutrimento. Anche Freud descrisse l’azione del bacio collegandola all’oralità, quindi al nutrimento.

Ma di cosa ci nutriamo? 

[...]

Attraverso il bacio mettiamo in disordine noi stessi e il mondo. In questo modo ci permettiamo di accadere e di vivere."

fonte

mercoledì 19 luglio 2017

Parole che amo: scrigno.

Il desiderio sessuale, quando è reciproco, è una trama ordita a quattro mani, contro, o a dispetto, di tutte le trame che definiscono il mondo. È una cospirazione a due.

Il piano è offrire all'altro una tregua dal dolore del mondo. Non la felicità, ma una tregua fisica dall'enorme debito del corpo nei confronti del dolore. In ogni desiderio convivono pietà e appetito; qualunque sia la loro proporzione sono intrecciati. Il desiderio è inconcepibile senza una ferita.

Se a questo mondo ci fossero persone che non hanno subito ferite, vivrebbero senza desiderio.

Il corpo umano ha ardimento, grazia, allegria, dignità e innumerevoli altre qualità, ma è anche intrinsecamente tragico - a differenza dei corpi degli animali. (Nessun animale è nudo.) Il desiderio aspira a proteggere il corpo desiderato dalla tragicità che esso incarna, e per di più crede di esserne capace.

La cospirazione consiste nel creare insieme uno spazio, un locus, di esenzione, e l'esenzione, di necessità temporanea, è dalla ferita irriducibile che la carne ha ereditato. Questo locus è l'interno del corpo dell'altro. La cospirazione consiste nel perdersi dentro di esso, dove ciascuno diventerà introvabile. Il desiderio è uno scambio di nascondigli. (Ridurlo al 'desiderio di ritorno all'utero' è una banalizzazione.)

Tratto da My Beautiful di John Berger e Marc Trivier.

sabato 1 ottobre 2016

domenica 26 giugno 2016

Giudice: "Il mondo è degli avvocati!"
Avvovato: "No presidente, il mondo è delle..."

(Cit.)

mercoledì 9 settembre 2015

Om shanti

"L'intento è fondamentale. Più della pratica stessa.
L'intenzione ti offre un punto fermo di appoggio e di rientro nella quiete.
Ti libera da pensieri inutili.

Formula la tua intenzione senza pensarci troppo, portala con te sempre sul tappetino ed a essa invia l'energia della tua pratica. Scegli un mantra e un mudra e tienili fino che non avrai ciò che hai chiesto.
Dài energia a ciò che ti fa bene, puoi cambiare istantaneamente."

(Om shanti)

~~~


Uno dei discepoli chiese:
«Dicci come fare per spostarci dentro».
Allora il Maestro disse:
«Cominciate con il porvi in Lui.
Non andate nelle spaccature.
Perché, in verità, non vi è frontiera.
Soltanto gli occhi creano la frontiera
perché non vedono il Dentro che sta nel fuori.
Solo l’Occhio crea l’unione.
È attraverso l’occhio che vi porrete in Lui.
L’Occhio crea il Mondo, che fa i mondi.
L’Orecchio che intende crea l’Occhio e lo fa crescere.
Così, la realtà che si apre all’Occhio ed all’Orecchio
apre la strada ad un’altra realtà.
L’Uno nutre il molteplice
e il molteplice rimanda sempre all’Uno.
Vi annuncio: non separate,
spostatevi fra le separazioni.
È in questo modo che voi vi porrete in voi.
Questa è la via della quiete,
perché la quiete è il centro del cambiamento».

-Dal Vangelo di Maria Maddalena-

martedì 30 giugno 2015

Sette brevi lezioni di fisica

Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Adelphi

La scienza ci mostra come meglio comprendere il mondo, ma ci indica anche quanto vasto sia ciò che non sappiamo.

I periodi di vacanza sono quelli in cui si studia meglio, perché non si è distratti dalla scuola.

Il genio esita.

Le equazioni della meccanica quantistica e le loro conseguenze vengono usate quotidianamente da fisici, ingegneri, chimici e biologi, nei campi più svariati. Sono utilissime per tutta la tecnologica contemporanea. Non ci sarebbero i transistor senza la meccanica quantistica. Eppure restano misteriose: non descrivono cosa succede a un sistema fisico, ma solo, ma solo come un sistema fisico viene percepito da un altro sistema fisico. Che significa? Significa che la realtà essenziale di un sistema è indescrivibile? Significa solo che manca un pezzo alla storia? O significa, come a me sembra, che dobbiamo accettare che la realtà sia solo interazione?

La nostra conoscenza cresce, e cresce davvero. Ci permette di fare cose nuove che prima non immaginavamo nemmeno. Ma nel crescere ci apre nuove domande. Nuovi misteri.

Quando Einstein muore, Bohr, il suo grandissimo rivale, ha parole di commovente ammirazione. Quando pochi anni dopo muore Bohr, qualcuno prende una fotografia della lavagna nel suo studio: c'è un disegno. Rappresenta la «scatola piena di luce» dell'esperimento mentale di Einstein. Fino all'ultimo, la voglia di confrontarsi e capire di più. Fino all'ultimo, il dubbio.

La meccanica quantistica e gli esperimenti con le particelle ci hanno insegnato che il mondo è un pullulare continuo e irrequieto di cose, un venire alla luce e uno sparire continuo di effimere entità. Un insieme di vibrazioni, come il mondo degli hippy degli anni Settanta. Un mondo di avvenimenti, non di cose.

La Natura si sta comportando con noi come quell'anziano rabbino da cui erano andati due uomini per dirimere una contesa. Ascoltato il primo, il rabbino dice: «Hai ragione». Il secondo insiste per essere ascoltato, il rabbino lo ascolta, e gli dice: «Hai ragione anche tu». Allora la moglie del rabbino, che orecchiava da un'altra stanza, urla: «Ma non possono avere ragione entrambi!». Il rabbino ci pensa, annuisce, e conclude: «Anche tu hai ragione».

Specchiandoci negli altri e nelle cose, impariamo chi siamo. [...] Non solo impariamo, ma impariamo anche a cambiare gradualmente la nostra struttura concettuale, e ad adattarla a ciò che impariamo. E quello che impariamo a conoscere, anche se lentamente e a tentoni, è il mondo reale di cui siamo parte. [...] Questa comunicazione fra noi e il mondo non è qualcosa che ci distingue dal resto della natura. Le cose del mondo interagiscono in continuazione l'una con l'altra, e nel fare ciò lo stato di ciascuna porta traccia dello stato delle altre cose con cui ha interagito: in questo senso esse si scambiano di continuo informazione le une sulle altre.

La nostra intensa sensazione di libertà interiore, come Spinoza aveva visto acutamente, viene dal fatto che l'idea e le immagini che abbiamo di noi stessi sono estremamente più rozze e sbiadite del dettaglio della complessità di ciò che avviene dentro di noi. Noi siamo sorgente di stupore per noi stessi. Abbiamo cento miliardi di neuroni nel nostro cervello, tanti quanti le stelle di una galassia, e un numero ancora più astronomico di legami e combinazioni in cui questi possono trovarsi. Di tutto questo non siamo coscienti. «Noi» siamo il processo formato da questa complessità, non quel poco di cui siamo coscienti. [...] La vita sulla terra non è che un assaggio di cosa può succedere nell'universo. La nostra anima non ne è che un altro.

Per natura amiamo e siamo onesti. E per natura vogliamo sapere di più. E continuiamo ad imparare. La nostra conoscenza del mondo continua a crescere. Ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. [...]

Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l'oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato.

sabato 16 maggio 2015

X-men giorni di un futuro passato

"Non è del loro dolore che hai paura. Ma del tuo, Charles. E per quanto possa essere terribile, quel dolore ti renderà più forte. Se ti permetti di provarlo, di accoglierlo ti renderà più potente di quanto non immagini. È il dono più grande che abbiamo. Sopportare il dolore senza spezzarci. E nascere dal più umano dei poteri: la speranza”.
(Charles Xavier/Professor X a se stesso, nel passato)

"Il passato, un mondo nuovo e incerto. Un mondo di infinite possibilità e di infinite conseguenze. Innumerevoli scelte definiscono il nostro destino. Ogni scelta, ogni attimo è un'onda nel fiume del tempo. Molte onde cambiano la marea. Perchè il futuro non è mai veramente scritto".
(Charles Xavier/Professor X)

Dal film X-men - Giorni di un futuro passato

giovedì 17 luglio 2014

Ovunque nel mondo puoi incontrare un sardo.
Ovunque nel mondo puoi incontrare un pugliese.
Ovunque nel mondo un sardo e un pugliese si incontreranno e - quasi sicuramente - si piaceranno.

mercoledì 27 novembre 2013

'Non c'è niente di più rassicurante che rendersi conto che il mondo è più pazzo di te'.
Eric Selvig


Dal film Thor, the dark world.

sabato 15 giugno 2013

Luogo mondo, Cosmo bello

Mondo, è nato come abbreviazione del latino Lòcus Mùndus, luogo illuminato dal sole ovvero il luogo elegante e adorno per eccellenza.
Per questo motivo è importante che il mondo sia tenuto mondo, pulito e non immondo, o tanto meno come un immondezzaio. 

(Non è dato invece di sapere quanto eco-sostenile sia il mondano).

E del resto anche Cosmo (dal greco Kosmos) significa armonia, eleganza, abbellimento (da cui anche la parola cosmetico).

E il cerchio, anzi la sfera, si chiude.




lunedì 26 novembre 2012

Amo lo yoga perché...

(Questo è un post in aggiornamento continuo. Di volta in volta aggiungerò i motivi per cui amo questa meravigliosa disciplina. Se vuoi scrivimi il tuo "perché", e lo aggiungerò alla lista citandoti. I post e le citazioni sono in ordine cronologico, dal più recente al più vecchio.)

Amo lo yoga perché...


Trasforma il movimento da teso ad attivo, da collassato a rilassato.

Ho scoperto che nelle asana apparentemente semplici c’è un mondo nascosto da scoprire. 

È un invito ad aprire il cuore.

È un sentiero infinito, che non sai dove ti condurrà, ma sai che è esattamente dove vuoi andare.


Amo lo yoga perché non risolve i problemi ma te li fa vivere diversamente.

Mi insegna ad ascoltare il corpo e non la mente.

Mi nutre.

Ho riscoperto la potenza dell'istinto.

È ritorno alle origini.

La danza è Arte, lo yoga è Natura. Amo lo yoga perché è armonia della natura.

Il sanscrito è una lingua mistica e perfetta.

Ho finalmente fatto pace con le mie anche.

È un potentissimo moltiplicatore di sensazioni ed emozioni.

Mi ha insegnato che l'ego è un falso amico e i limiti non sono nemici.

Sul tappetino sono fuori dal tempo, in una dimensione sospesa.

È come un'arte marziale dove combatti sempre contro il tuo peggior nemico, ovvero il tuo ego, al solo scopo di imparare a conoscerti.
E continui a combattere anche se sai che contro il tuo ego perderai sempre!

Insegna ad essere consapevoli del proprio corpo, del proprio respiro, del proprio essere. Consapevolezza che inizia prendendo coscienza di quanto in realtà siamo poco consapevoli.

Se tutti ci sentissimo responsabili, non dico delle azioni che compiamo, ma almeno del tipo di energia che immettiamo nell'etere il mondo sarebbe un posto migliore. Amo lo yoga per questo, perché mi rende responsabile dell'energia che diffondo.

Mi rende una persona migliore. Non nel senso di più buona, ma nel senso di più onesta.

È la trasformazione alchemica dell'energia. Trasforma l'energia negativa in energia positiva, trasforma il grossolano in sottile, il pesante in leggero, il  tamas in sattva.

Si fa con i piedi nudi.

È talmente potente che alcuni dei più profondi insegnamenti Yoga da me ricevuti, provengono da persone che con lo yoga non hanno nulla a che vedere.

La maggior parte di coloro che non lo pratica non ha la più pallida idea di che cosa sia veramente.

Inizi che ti vuoi solo sgranchire un po' la schiena, finisce che ti ritrovi a testa in giù, a mo' di pipistrello e ad appassionarti alle vicende di Shiva & Co. (non necessariamente nello stesso momento).

È un "giogo" ma ti libera.

Mi sta insegnando a respirare.

Libera le emozioni.

È democratico e meritocratico.

Attraverso esso posso immaginare un mondo migliore.

Mi insegna a non sopravvalutare la gioia e mi aiuta ad affrontare il dolore.

Mi conduce in luoghi bellissimi.

Mi riconcilia col mondo.


E tu perché lo ami?
Cristina:
Perché mi riporta alla semplicità!

Emiliana:
Mi ha salvata da me stessa.

Barbara:
Perché mi fa sentire fortunata per averlo incontrato. Non lo so perché, ma mi dà tanta gioia.

Mara:
Perché mi ha reso più empatica.

Michelangelo:
Perché è pura e semplice osservazione.

Susanna:
Perché ti insegna la consapevolezza, ad ascoltarti, a creare spazio dentro e fuori, ti insegna a prendere tempo,ti apre il piano infinito, la creatività, l'accettazione, a non entrare in competizione ecc. ecc.


Ornella:
Perché mi ama senza se e senza ma.

 Gabriele: 
Perché mi permette di sperimentare e vivere aspetti della mia mente, della mia persona, del mio corpo e soprattutto del mio spirito sempre più raffinati, evoluti e nutrienti per me stesso e per chi mi circonda.


Paola Andrea:
Perché se anche cerco di scappare da lui, non ci riesco, mi sorprende sempre donandomi l'infinito.

Rossella:
Perché da quando lo pratico ho preso decisioni di amore per me più sostanziose e sostanziali.

Tundra:
Io amo lo yogurt... fa lo stesso?

Paolo:
Nessuno ancora ci ha presentati.

Fabrizio:
Perché mi piacciono i gatti.

Gian:
Non mi spinge né si oppone ai miei cambiamenti.

Davide:
Non lo amo affatto...

Salvo:
Credo sia come un seme che se innaffiato con costanza, con pazienza e determinazione porta dei frutti meravigliosi....credo sia unione e l'unione si fa col cuore e porta amore.

Emanuela:
Mi fa ricordare di me, che ci sono tutta e che mi posseggo.

Ilaria:
Amo il silenzio in cui mi porta... e nel silenzio ritrovo uno spazio infinito.

Valerio:
Lo vedo solo come una rottura di palle.

Carolina:
È lui che mi ama.

Pietro: 
Amo lo yoga incondizionatamente... per nessun motivo! Chiederesti a un bambino perché ama giocare? Ecco, penso che lo yoga sia un gioco, quindi una faccenda molto seria, come ogni bambino ben sa!

Michele:
È nel mezzo, fra corpo e spirito.

Francesca:
Mi mette in contatto con me stessa senza ansie.

Davide:
Mi aiuta ad aprire il bacino, che negli uomini è generalmente chiuso.

Paola:
Mi ha fatto conoscere il lavoro mentale oltre che fisico, "un muscolo" nuovo per me e quando lo faccio funzionare riesco a fare cose che mi sembravano impossibili.

Ornella:
Mi scioglie il cuore ogni volta che espiro.

Raffa:
Per rendermi conto dei miei limiti e tentare di superarli...sfracellamento al muro compreso!

Marirosa:
Perché mi fa sentire libera.

Gabriella:
Per essere me stessa. Senza maschera, senza copione, senza ansia. Io.

Maria:
Per perdermi e ritrovarmi in ogni parte del corpo.

Anonimo:
Perché mi rende una persona migliore. Perché mi connette con l'universo che è dentro e fuori da me. Lo yoga è Amore.


Elisa: 
Perché mi permette di conoscere a fondo e usare al meglio il meccanismo impeccabile del mio corpo. Che è molto di più di guardare il corpo allo specchio.

Ornella:
Mi ha insegnato a sorridere espirando.

Paolo:
Non l'ho amo, abbiamo solo rapporti di buon vicinato.

Gian:
perché ha iniziato prima lui ad amare me.

Ambra:
Perché insegna a gestire la solitudine e fa evaporare tanti pensieri in eccesso.

Tona
Mi ha dato una seconda possibilità, una seconda vita.

Francesco:
Amo lo yoga incondizionatamente e non so e non voglio sapere il perché.

Rosita:
Perché non risolve i problemi ma te li fa venire ancor di più! (#sischerza)
Perché si occupa del mio respiro (e quindi della vita) come nessuna disciplina praticata ha mai fatto fin'ora.

Michele:
Non ho un vero perché, forse perché, come per l'amore, non c'è un perché.

Stefania:
Perché mi permette di mettere il cuore sopra la testa.

Antonio:
Mi aiuta ad essere presente a me stesso. Mica poca roba.

Katia:
Perché allunga l'anima.

Francesca:
Perché purifica la mia mente, risana il mio corpo. Un flusso continuo!

Mario:
Amo lo yoga perché... A spinning non c'era posto e perché odio le supposte!
(E da grande voglio diventare campione del mondo di yoga)

Valentina:
Amo lo yoga perché... Non l'ho mai fatto!

Marco:
Fa bene ed è buonissimo... Specialmente quello ai frutti di bosco!

Barbara:
Perché lo yoga è magia.

Claudia:
Mi fa sentire viva. Mi fa amare il mondo e mi fa scomparire i cattivi pensieri.

Gian:
È adorabile la sensazione di lasciarsi lavare la schiena per piacere piuttosto che per necessità.
È un "gioco" al quale nessuno perderà mai.
È sempre con me, discretamente.

Sandra:
Ti fa trovare un gruppo bello come il nostro. Er mejo!

Rosanna:
Perché mette in connessione il mio corpo con il mio spirito!

Umberto:
È il sentiero del risveglio per vivere una vita bilanciata e connettersi con l'anima suprema.

Gianni:
È un percorso che si può perseguire e praticare ovunque, senza attrezzature né accessori, a qualsiasi età.

Gaetano:
Mi permette di essere!

Yasoda Nandana Das:
Amo lo yoga... Ovvero la connessione col tutto e con l'assoluto...

Fabio:
Mi fa puzzare così gli altri mi allontanano e cado in depressione allora vado dal dottore per farmi prescrivere dei farmaci e lui invece mi consiglia di fare yoga! Ma proprio da lì è iniziato tutto questo casino gli rispondo, allora lui mi dice: "hai provato a meditarci sopra?" Sì, e il risultato è stato che oltre a puzzare ho iniziato ad avere mal di testa e i reumatismi alle ginocchia e la lombagine, e quando non sto bene divento anche più irritabile, mi arrabbio più facilmente, mangio di più e di tutto, ingrassando... soffro di colite: yogato dipendente.

Giulio:
Perché richiede dedizione fisica e mentale.

Michele:
Mi fa staccare dal mondo, dai problemi.
Mi fa sentire bene.
Mi fa conoscere belle persone, persone alle quali vorrei assomigliare.
Mi fa sudare.
Mi fa conoscere meglio me stesso.