martedì 26 agosto 2025

Se sei di fretta 

non sei nello yoga


Se ti stai sforzando 

non sei nello yoga


Se vuoi raggiungere un risultato 

non sei nello stato yoga


(Maurizio Morelli)

giovedì 14 agosto 2025

Ti voglio, bene.

Interiocezione, l'arte di sentire se stessi

Se dovessi riassumere il più grande cambiamento strutturale della mia vita, direi che è stato ritornare a casa nel mio corpo, o in altre parole, coltivare la mia consapevolezza somatica e aumentare le mie capacità interocettive.

Personalmente, per molto tempo non ho mai pensato al mio corpo e ai suoi segnali, anche se sono sempre stata una persona molto attiva e sportiva. 

Il cambiamento è iniziato lentamente e casualmente un bel po’ di anni fa, con la mia prima lezione di yoga, quando per la prima volta ho notato il mio respiro.

Non so bene dove e quando, ma ad un certo punto, in un momento di buio e disorientamento, è arrivata una nuova intuizione:

"Esci dalla mente. Il corpo conosce la risposta."

Allora non avevo ancora la più pallida idea di quanto questo avrebbe avuto un impatto profondo e radicale su di me e sulla mia via, ma oggi, mentre il processo è ancora in corso, mi sento di dire… wow, che viaggio!

Ma il vero punto di svolta avvenne quando incontrai lo yogaSOMATICO, che, tra tante altre cose, mi ha introdotta alla teoria polivagale.

Oggi mi sento una persona nuova e in continuo rinnovamento. Mi sento più connessa al mio intuito, in grado di elaborare le mie emozioni, molto meno reattiva e molto più viva e vitale.

La consapevolezza somatica ci conduce a notare le sensazioni all'interno del corpo e a sviluppare la capacità interocettive, ovvero la capacità di percepire ciò che accade nel corpo nostro corpo dall'interno verso l'esterno.

Le tecniche di meditazione incentrate solamente sul controllo della mente e della respirazione per poter cambiare il nostro stato d'animo, a volte rischiano di dimenticarsi di un pezzo fondamentale: l’ascolto del linguaggio del corpo. Il corpo comunica attraverso le sensazioni.

La capacità di rimanere in contatto con la propria esperienza interiore è il fondamento di un sistema nervoso sano e di una psiche sana.

In altre parole, meno siamo consapevoli delle sensazioni del nostro corpo, più soffriamo di ansia, depressione, ruminazione, ecc. Questo perché il corpo è il mediatore della nostra esperienza: è il luogo in cui proviamo le emozioni, ci relazioniamo con gli altri e percepiamo uno stato di sicurezza o di minaccia.

Quando siamo disconnessi da tutto ciò, è più probabile che agiamo in modo inconscio, guidato dallo stress o da emozioni irrisolte.

Una scarsa consapevolezza interocettiva significa che c'è poco spazio tra i segnali corporei e le nostre reazioni. Stiamo reagendo in modo abituale, inconscio, difensivo.

Questo perché possiamo rispondere solo a ciò che notiamo, e non possiamo regolare ciò che non percepiamo e non sentiamo. Se non riesco a percepire me stessa, non posso guarire me stessa.

Cercare di guarire le emozioni e la psiche senza includere il corpo è come cercare di riparare il motore di un'auto lucidando solo il cruscotto. Quando siamo nella consapevolezza del corpo, abbiamo accesso a un pozzo più profondo di intuizione, di regolazione emotiva e di presenza, perché più si è sensibili ai segnali del corpo, maggiore è la capacità di regolare e affrontare efficacemente lo stress e altre emozioni.

È come passare da una TV sfocata in bianco e nero a uno schermo a colori ad alta definizione: vediamo e sentiamo la vita in modo più vivido e chiaro.

Quindi, quando prestiamo attenzione ai nostri segnali interni, diventiamo più consapevoli del modo in cui le percezioni, i comportamenti, le emozioni e la fisiologia si interconnettono, il che ci consente di notare meglio le esigenze del nostro sistema nervoso. 

Naturalmente, nessuno ci ha mai insegnato la consapevolezza del nostro corpo, ma come ogni cosa, è un'abilità che può essere imparata e che deve essere allenata. Possiamo chiamare questa abilità “alfabetizzazione somatica”.

Il primo passo è coltivare un senso di curiosità nei confronti del nostro paesaggio interiore, senza pregiudizi, con auto-compassione e auto-empatia. Sembra facile, ma questo atteggiamento è di fondamentale importanza. 

Il secondo passo è imparare a sintonizzarsi sulle sensazioni e sui segnali che il nostro corpo ci invia costantemente.

Ecco un modo semplice per iniziare ad allenare questa abilità:

Fermati un paio di volte al giorno per osservare il tuo corpo e osservare: dove senti tensioni: fronte, mascella, collo, stomaco, spalle?

Ascolta il tuo respiro: è superficiale o profondo? Veloce o lento? Come si muove?

Nota gli indicatori corporei: come batte il tuo cuore? Senti caldo, freddo, normale?

Definisci e nomina ciò che senti, per esempio: "calore nel petto", "stringere le spalle", ecc.) e annotalo se vuoi.

Se invece vuoi provare ad andare un po’ più a fondo prova a sentire come si percepisce un " sì " nel tuo corpo? E un " no "? 

Costruire un rapporto con il proprio corpo non è un processo che si realizza dall'oggi al domani, per alcuni di noi può essere un processo che dura tutta la vita, e va bene così.

E certo, ci saranno sempre e spesso momenti in cui ci dissociamo o ci distraiamo dalla nostra esperienza interiore, ma possiamo imparare a essere compassionevoli con noi stessi.

Le routine quotidiane possono aiutare a vivere in modo più incarnato e a onorare il rapporto con il nostro corpo, per esempio:

- fare una passeggiata nella natura con il cane 

- brevi pratiche di respirazione e meditazione

- usare il telefono il meno possibile

- prendersi dei momenti per rallentare e non fare nulla, solo percepire

Mi piace immaginare un mondo in cui le persone siano alfabetizzate a livello somatico. Un mondo in cui impariamo il linguaggio del nostro corpo fin da quando impariamo a leggere e in cui i nostri luoghi di lavoro e le nostre scuole si fermano, solo per un momento, per chiederci: "Cosa noti dentro di te?"

In questo mondo non ci limitiamo a sopravvivere, siamo connessi: a noi stessi e gli uni agli altri.

Questo mondo inizia con ognuno di noi, e allora priviamo subito, sintonizzandoci adesso e sentiamo cosa ci sta dicendo il tuo corpo proprio in questo momento?




PAROLE MEDICINA

“Buongiorno Dottore, mi fanno male i piedi”.

“Prenda tre volte al giorno, lontano dai pasti, tre compresse di CORAGGIO e due pillole di LENTEZZA”.


“Salve Dottoressa, Ho una brutta cistite”.

“Due bustine di SANI CONFINI disciolte in acqua e un’integratore di CHIAREZZA al bisogno”.


“Dottore, ho un problema agli occhi”

“Cento gocce di BELLEZZA in due litri d’acqua da bere nel corso della giornata”.


“Dottoressa cosa posso fare per questa brutta otite?”

“Le consiglio un giorno di digiuno, sostenuto da una tisana di SILENZIO”.


“Dottore sono raffreddata e con un brutto mal di gola”.

“Provi con una fiala di AMORE la mattina al risveglio e tre almeno ABBRACCI al giorno”.


“Dottoressa ho una fortissima nausea e mal di stomaco, come posso guarire?”

“Qua ci vuole una terapia d’urto, legga o ascolti almeno 15 minuti al giorno di MICHELA MURGIA, fino alla scomparsa dei sintomi, poi continui con il mantenimento di almeno mezz’ora alla settimana e ogni volta che ne sente il bisogno”.







“Quando l’anima ruggisce, la mente si paralizza”. 🦁🧘🏻‍♀️📿 🔥