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lunedì 31 agosto 2026

 Per tutta la vita la società ti ha insegnato a essere una donna, ora la menopausa ti invita a diventare te stessa.

(Selene Calloni Williams)

giovedì 13 febbraio 2025

Respiro

Qualunque cosa succeda nella nostra vita, qualsiasi cosa stiamo facendo, il nostro respiro lo vive, lo sostiene e lo enfatizza sempre. 




martedì 18 aprile 2023

LINGUAGGI DEI CUORI

Ho bisogno del tuo sostegno nei momenti belli tanto quanto ne ho bisogno nei momenti difficili. Il tuo sostegno li rende più belli o meno difficili.

Ho bisogno di sentirti vicino quando gioisco, tanto quanto ne ho quando sono triste. La tua vicinanza è gioia nella gioia e consola la tristezza.

Ho bisogno che sei felice per me, anche se mi capita di vivere un momento di felicità senza di te, perché quella felicità me la da anche la tua presenza e ti porto nel mio cuore qualsiasi cosa faccia, e lo voglio condividere con te anche se fisicamente non siamo stati insieme.

Ma comunque voglio poter condividere tante cose insieme a te. Viaggi, esperienze, baci, vita. Vorrei che i miei amici diventassero i tuoi amici, che i tuoi amici diventassero ì miei. Che diventiamo famiglia e presenza con chi amiamo e con chi ci fa stare bene.

Piano piano, un passo alla volta, in fiducia e bellezza. Spegnendo la mente. Ascoltando il linguaggio dei cuori.

Ti amo.


mercoledì 12 gennaio 2022

domenica 5 dicembre 2021

Parole che amo: improvvisare.

Possibilmente in musica, meglio ancora, nel canto, ma molto più spesso nelle piccole grandi cose di ogni giorno.
Quanto amore c’è nel dolore? Forse per questo è così difficile immergervisi?

No, non sto parlando di sofferenza, a quella ci abituiamo facilmente, non a caso fa rima anche con dipendenza. La sofferenza diventa facilmente una fetida poltrona, puzzolente ma in fondo confortevole, dove è facile adagiarsi e dalla quale può essere difficile rialzarsi, e comunque ti lascia sempre un gran mal di schiena. Non ti blocca, ma ti rallenta, ti rattrappisce, ti spegne lentamente.

Ma il dolore, il dolore puro, è diverso. Ti entra all’improvviso in ogni cellula, ti paralizza e ti trasforma, ti mette a contatto con l’inevitabile vulnerabilità, e al tempo stesso con un’inedita potenza. Cazzo, è così atroce, eppure gli sopravvivi. Non puoi fare altro, che sopravvivergli: vivergli sopra, appellandoti alla forza della vita che pure in questi momenti ti attraversa, non puoi fare altro che lasciarti sconvolgere da tutto l’amore che esplode dentro di te. È così il dolore: una bomba che ti scoppia dentro al cuore, lasciando cocci, detriti, a volte scorie tossiche, e cenere, sempre tanta cenere.

E in quella cenere, che ti racconta della perdita e della distruzione ma timidamente promette una rinascita, piano piano, inizi a confidare

sabato 6 novembre 2021

SEGNI DEL DESTINO o della magica predittività dei numeri.

Era il 2000, avevo 26 anni. 26: 2+6 = 8, il mio numero, guarda caso.

Quell’anno, tra le altre cose mi laureai in Scienze della Comunicazione, con 2 anni di ritardo rispetto alla durata curricolare del corso. Avevo finito gli esami in tempo, ma poi mi trasferii a vivere in Puglia con il mio ragazzo, iniziai a lavorare e in realtà l’argomento che avevo scelto per la tesi di laurea non mi appassionava un granché.

Avevo faticato a trovare un professore che mi desse la tesi. Non avevo niente di preciso in testa e nel cuore su cui lavorare, i professori si aspettavano che fossimo noi studenti a proporre qualcosa da sviluppare, io avevo solo voglia di prendere la laurea e continuare per la mia vita che aveva già preso altre strade.

Quindi andai da un professore che non diceva di no a nessuno, e con scarso entusiasmo feci una noiosissima tesi compilativa per concludere la quale mi ci vollero due anni. Non sapevo ancora niente di yoga e spiritualità, che avrei iniziato a studiare 5 anni dopo, mi consideravo atea e tutto ciò che aveva a che fare con la religione mi procurava attacchi di orticaria intellettuale.

Presi 108, un voto sicuramente non basso, ma comunemente considerato mediocre per un laureato in Scienze della Comunicazione di quegli anni.

Non ci badai troppo, tanto il titolo di studio sarebbe finito nel cassetto, anzi appeso al muro come ricordo della mia formazione più umana che professionale in quegli anni a Siena. Ma in un angolo del mio cuore quel 108 era il sigillo della mia scarsa autostima, della mancanza di fiducia in me stessa, che non ero riuscita a concludere un percorso di studi, che pure avevo amato molto, con un progetto che mi appassionasse davvero, anche solo per soddisfazione personale.

Non so perché l’altro giorno mi sono ricordata di tutto ciò, e ho sorrido, pensando a quell’occhiolino della vita beffarda, che ci parla attraverso cose minuscole e apparentemente insignificanti, senza curarsi di quando e come, la staremo poi ad ascoltare.

Oggi a distanza di più di vent’anni guardo a quel 108 con occhi diversi. Per chi fa yoga e in tanti percorsi spirituali è un numero sacro, misterioso, magico. Forse la vita tramite quel voto mi stava già indicando la mia strada, mi stava offrendo un timido indizio di ciò che ancora non ero ma sarei diventata, o forse che già ero ma non riuscivo ancora a vedere.

In fondo avrei potuto prendere 106, 107, 109, con un po’ più di impegno ed entusiasmo forse anche 110. Ma la verità è che oggi non avrei voluto nessun altro numero nella mia storia che quel magico 108 che fece capolino come una bussola spirituale.

Promemoria per me stessa e per chiunque possa essere utile: se ne posso parlare, posso affrontarlo.

martedì 12 ottobre 2021

Icaro della pura consapevolezza

Verrai dalla foresta
guaritrice 
per curare
per mostrare solo armonia.
 
Verrai dalla foresta
madre mia
per portare
un po' di luce in questa vita.

Verrai per trovarci molto attenti
per imparare dal cielo astrale
che guarire è una questione di impararlo lasciare fluire
lasciare perdere tutto al momento.
 
Così lascio andare e semplicemente sono.
Così capisco solo quello che sono:
pura consapevolezza
puro dettaglio di un'armonia
pura coscienza
la stessa essenza dell'armonia.

Cura
cura l'oblio
madre mia
che mi fa dimenticare
qual è la mia parte dell’armonia.

Cura
fai già percepire a tutti i miei sensi
la pura bellezza e la sintonia.

Guarisci 
attraverso la tua conoscenza
fammelo sapere
e sentirlo con tutto il mio essere.

Guarisci
guarisci la mente
madre mia
lascia che veda
che accetti di essere armonia

Così lascio andare e semplicemente sono.
Così capisco solo quello che sono:
pura consapevolezza
puro dettaglio di un'armonia
pura coscienza
la stessa essenza dell'armonia.

Dipingi
dipingi la luce con i tuoi colori 
dell'infinito
con i tuoi colori chiari
dipingi con tutta la gamma di frattali
l'eternità
di cosa tratta l'unità.

Mostra la profondità dell'esistenza
la semplicità
tutto quanto nella sua essenza.

Dipingi
dipingi la luce con i tuoi colori
dipingi dipingi
con i tuoi colori chiari.
 
Così lascio andare e semplicemente sono.
Così capisco solo quello che sono:
pura consapevolezza
puro dettaglio di un'armonia
pura coscienza
la stessa essenza dell'armonia.
~

Vendrás de la selva, curandera, para curar
Para mostrar solo armonía
Vendrás de la selva, madre mía, para traer
Un poco de luz en esta vida
Vendrás a encontrarnos bien atentos, para aprender
Desde el astral del firmamento
Sanar es cuestión de aprenderlo, dejar fluir
Soltarlo todo en el momento
Así, me desprendo y solo soy
Así, solo entiendo lo que soy
Pura conciencia, puro detalle de una armonía
Pura conciencia, la misma esencia de la armonía
Cura, cura el olvido, madre mía, de olvidar
Cuál es mi parte de la armonía
Cura, haz que todos mis sentidos perciban ya
Pura belleza y sintonía
Cura a través de tu saber, hazme saber
Sentirlo todo de mi ser
Cura, cura la mente, madre mía, déjala ver
Deja que acepte ser armonía
Así, me desprendo y solo soy
Así, solo entiendo lo que soy
Pura conciencia, puro detalle de una armonía
Pura conciencia, la misma esencia de la armonía
Pinta, pinta la luz con tus colores de infinidad
Con tu luz pinta colores
Pinta con toda gama de patrones, la eternidad
De que se trata la unidad
Muestra lo profundo de la existencia, la simplicidad
Todo cuanto en su esencia
Pinta, pinta la luz con tus colores, pinta, pinta
Con tu luz pinta colores
Así, me desprendo y solo soy
Así, solo entiendo lo que soy
Pura conciencia, puro detalle de una armonía
Pura conciencia, la misma esencia de la armonía
Así, me desprendo y solo soy
Así, solo entiendo lo que soy
Pura conciencia, puro detalle de una armonía
Pura conciencia, la misma esencia de la armonía
Pura conciencia, la misma esencia de la armonía



mercoledì 10 febbraio 2021

La fiducia non crea dipendenza, ma promuove risposta e impegno, crea responsabilità.

A volte la cura è un’altra faccia del controllo.
Il Coronavirus ci insegna che la cura di me corrisponde alla cura di te. Se proteggo me, proteggo anche te. Questo è il senso dell’appartenenza comune. Che ci rende anche esposti gli uni agli altri.

Nascere ci consegna una responsabilità: riscattare nell’orizzonte del senso il mondo e il destino che ereditiamo. Nasciamo in una tradizione a cui dobbiamo in qualche modo rispondere, anche (sopratutto) quando non ci corrisponde. La prima responsabilità l’abbiamo nei confronti di noi stessi. Esistere è un continuo esercizio di auto-verificarsi e di autenticità nel rapporto con l’altro (lo sconosciuto). Non siamo trasparenti a noi stessi, e non siamo integri perché siamo consegnati allo sguardo dell’altro. Essere se stessi è una narrazione.

 “there is no right in the wrong”

[Appunti vari presi durante la Scuola Estiva “Nascere e mettere al mondo” presso UniSalento Lecce 23-25 settembre 2020]

Parole che amo: puzzle.

Che perfetta metafora della vita, della mente, delle relazioni.

L’arte della pazienza. L’arte di cercare di rimettere insieme i pezzi, passando per mille tentativi ed errori, per sviste e colpi di fortuna. Ma anche l’arte dell’inganno, dell’auto-inganno, dell’attenzione, del particolare, della precisione.

Ci sono pezzi che capisci subito dove vanno: di solito sono i confini, fisici del puzzle o delle immagini che raffigura. Magari ci metti un po’ per sistemarli, ma sono relativamente semplici e riconoscibili.

Ci sono pezzi che per giorni e giorni sei convinto appartengano ad una parte, ad una figura, ma l’incastro giusto non arriva mai, e solo dopo mille estenuanti tentativi ti accorgi che il loro posto era da tutt’altra parte e che non sempre le cose sono come sembrano. Anzi a volte sono proprio quello che non ti saresti mai aspettato. 

Poi ci sono quei pezzi che appoggi senza neanche pensarci troppo e invece loro si incastrano al primo colpo come per magia. Intuito? Fortuna? Destino? Forse tutte queste cose insieme. 

Gli ultimi 30/40 pezzi vanno da soli, sembrano già conoscere la loro strada, finalmente non hanno tentennamenti. Tutto ciò che sembrava impossibile rimettere insieme ha preso una forma, un’immagine, dei colori, offrendo una sensazione di ordine e di perfezione. 

Forse sarà così anche alla fine della nostra vita: ogni esperienza, ogni cosa vissuta, ogni sbaglio e ogni grande gesto, ogni persona incontrata, sia stata amata o odiata, tutto si rimetterà insieme per offrire la perfetta immagine di ciò che siamo sempre stati. 

Forse siamo solo un gruzzolo di pezzetti sparpagliati che stanno andando verso il loro incastro perfetto.

giovedì 29 ottobre 2020

Ama
Gioisci
Fluisci

Lascia andare il bisogno di auto-boicottarti.
Lascia andare il bisogno di rinunciare alla felicità
In nome di cosa? Di questo benedetto retaggio cattolico per cui la sofferenza è moralmente migliore della felicità? Ma sei proprio sicura che sia davvero così?

Basta scappare quando ti succede qualcosa di bello e di buono. Basta rinunciare senza appello appena senti qualcosa di diverso da quello a cui sei abituata. È proprio nella fine di un’abitudine, nel nuovo che succede la magia, è nel cambiamento che si compie l’alchimia.

Lascia andare la paura, cosa potrà mai succedere? Un rigetto? È comunque una forma di liberazione.

Siamo nati per amare e gioire, il dolore è “solo” un insegnamento, profondo e fondamentale, ma temporaneo.
È grazie al dolore trasformato in empatia se non siamo una massa di fottutissimi stronzi. O almeno non lo siamo al 100%.
Al contrario, restare ancorati alla sofferenza, senza superarla, ci rende insensibili ai nostri bisogni e agli altri.

Siamo nati per congiungerci all’amore e alla felicità. Vado in quella direzione, se vuoi venire con me sarà bello camminarsi a fianco. Ma se resti ancorata alla tua sofferenza, perdonami, io qua non mi posso più fermare.

giovedì 2 luglio 2020

Il potere di creare la vita è il potere di guarire sé stessi.

*Erfahrung:* E quale la cura?

*Einblick:* La meraviglia. La potenza dell’essere umano è anche la sua più grande debolezza: la capacità di adattarsi. Così, di fronte a tanti effetti speciali – anche emotivi – della tecnologia, del cinema e della propaganda in generale, la mente umana si è abituata all'incredibile finzione tanto da non avvertire più l’incredibile reale.

La capacità di discriminare: non siamo più capaci di discriminare i colori nelle situazioni.

Pensiamo – per comodità, per pigrizia della nostra coscienza, che tutto sia bianco e nero, e non riusciamo più a discriminare e ad apprezzare la contraddizione di mille arcobaleni che sussistono nelle medesime situazioni. Se è pur giusto dover scegliere tra un disco di Mozart e uno di Bach, è anche vero che in entrambi sussistono le stesse note: così, allo stesso modo, non esistono buoni e cattivi, ma esistono buoni che si alleano con cattivi e cattivi che combattono per una giusta causa, buoni con vizi e cattivi con virtù, e tutto è un teatro dove le divinità stesse sono maschere intercambiabili al di là dello spazio e del tempo.

Solo escludendo le semplificazioni nell'analisi della realtà e ammettendo la sua essenza poliedrica e in costante cambiamento, possiamo recuperare la nostra capacità di meravigliarci, e quindi di assaporare ogni volta un’emozione come se fosse unica, senza privarci di nulla, ma al tempo stesso senza dipenderne.

Nessuna azione umana ha realmente senso se non si concepisce la realtà delle cose. Vivere senza meravigliarsi della vita, significa essere già morti.

(Cavaliere inesistente)